Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
Davvero qualcuno pensa di salvare l’Europa così, spezzando le reni alla Grecia? Proprio a ciò stiamo assistendo, con disagio crescente: l’illusione nefasta di restituire Unione politica al Vecchio Continente con il bastone dell’austerità. Calpestando la rivolta di piazza Syntagma e contrapponendo un Parlamento prigioniero al suo popolo affamato.
La sequenza di provvedimenti dettati dalla Troika al governo di Atene ricorda l’indifferenza del boia piuttosto che non l’abilità del chirurgo. Questa entità burocratica, la Troika, composta dalla Commissione di Bruxelles, dalla Banca centrale di Francoforte e dal Fondo monetario di Washington –il cui nome sinistro evoca la giustizia sommaria del regime stalinista- si propone di erigere un firewall, cioè un muro antincendio, come estrema difesa dell’euro. E pazienza se al di là di quel muro sono i greci a bruciare.
Dietro la Troika che ogni giorno inasprisce le sue richieste di sacrifici -non basta, non basta, non basta- si riconosce inconfondibile la sagoma dominatrice della Germania. “Non dobbiamo dare l’impressione che non debbano sforzarsi”, ha dichiarato ieri il ministro tedesco dell’economia, Wolfgang Schaeuble. Aggiungendo che la Grecia rimarrebbe in Europa anche se ritornasse alla dracma. Prospettiva, questa, che ormai gli avvoltoi della finanza internazionale sembrano auspicare, desiderosi solo di mettere al riparo le banche e gli hedge fund che fino a ieri speculavano sul debito di Atene.
Sono gli stessi gnomi che tre mesi fa posero il veto al referendum indetto dal primo ministro socialista Papandreou, allora con buone chances di vincerlo, nella speranza che la difficile scelta di restare nell’eurozona venisse cementata dal suffragio popolare. Come è noto Papandreou fu costretto a cedere il posto al tecnocrate Papademos, uomo di fiducia di Francoforte. Ma ora neanche questo basta più. La Troika non vede di buon occhio la scadenza del prossimo mese d’aprile, quando i greci dovrebbero eleggere democraticamente un nuovo Parlamento e un nuovo governo. Teme che la volontà popolare contraddica il piano di lacrime e sangue cui ha vincolato la concessione di ulteriori prestiti. Esige un commissariamento della sovranità nazionale che non è previsto da alcun trattato, e quindi delinea una nuova forma di colonialismo il cui dominio si fonda non più sugli eserciti ma sul debito.
L’europeismo rigoroso e solidale che mira a una vera unione politica e fiscale, esce umiliato da questa tragedia greca che i governi di destra, a Berlino come a Parigi, hanno lasciato degenerare, temo, per fini pedagogici: colpiscine uno per educarne cento.
La stessa ragionevole constatazione del presidente Napolitano –“l’Italia non è la Grecia”- suona come un’estrema autodifesa. Perché è vero che disponiamo di risorse ben maggiori in confronto al vicino ellenico, la nostra società sta sopportando meglio la cura del risanamento, e le forze politiche garantiscono una maggioranza irrequieta ma solida all’azione del governo Monti. Ma la bancarotta che sta accelerando l’uscita della Grecia dall’eurozona rende meno probabile la tenuta della coesione sociale in casa nostra, mentre sospinge l’establishment sovranazionale a insinuare che anche le elezioni italiane del 2013 giungano troppo presto, nuocendo alla continuità dell’azione riformatrice.
L’Italia non è la Grecia, d’accordo. Come reprimere però il disagio provocato dallo spettacolo di una nazione costretta a licenziare, tagliare gli stipendi, rinunciare a prestazioni sociali essenziali, il tutto per pagare gli interessi sul debito, ma sapendo che ciò non comporterà alcun rilancio della sua economia? Finora ha prevalso fra noi un atteggiamento di distacco nei confronti delle sofferenze dei greci: in fondo se la sono voluta, avevano truccato i conti, vivevano al di sopra delle loro possibilità… Neppure i sindacati italiani, come del resto le altre confederazioni europee, hanno manifestato solidarietà internazionalista, resi diffidenti anche dalle forme violente che ha assunto la protesta sociale in Grecia. Ma di fronte allo strangolamento in atto, non occorre richiamare gli antichi sentimenti filo-ellenici del romanticismo e della carboneria –da Lord Byron a Santorre di Santarosa- per sentirsi coinvolti nel destino di un paese a noi così prossimo. Se questo è l’esito ultimo delle politiche d’austerità che privilegiano il pagamento del debito, coloro i quali hanno davvero a cuore la prospettiva europeista, non devono forse correre ai ripari?
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16 febbraio, 2012 alle 5:11 pm
Signor Lerner buona sera ,
in riferimento alla ultima trasmissione dell’ infedele ,ho aprezzato il discorso iniziale del prf. De Cecco condividendone i contenuti in relazione all’ Europa .
Aquisire una cultura europeista vuol dire sentire i vicini , anche se di lingua diversa , appartenere ad una unica famiglia , e quindi sentire i problemi , che affligono i vari popoli , comuni a tutti . La giovine Europa , per dire come Mazzini , ha bisogno di decollare e non è sufficiente l’ aspetto monetario a destare un forte sentimento di coesione internazionale . Penso , invece , che molti dei comportamenti che la comunità europea adotta nei confronti degli stati membri vada nella direzione opposta e questo non aiuta certamente il processo verso la necessaria unità politica . Bisogna smetterla di enfatizzare i primi della classe e biasimare chi
sta vivendo in gravi difficoltà economiche ; alla fine poi chi paga l’ inefficienza e la mediocrità di alcuni politici è la gente comune priva di ogni protezione .
Rimettiamo l’ uomo , la dignità della persona al centro dell’ attenzione politica ; rtroviamo con giuste politiche la dimensione umana della vita .
Alberto Devoti
16 febbraio, 2012 alle 4:43 pm
apprezzo molto questo articolo per l’analogia tra il capitalismo, specie finanziario, e lo stalinismo:
come dire che in estrema analisi spesso è difficile “distinguere gli uomini dai maiali”!!!
15 febbraio, 2012 alle 5:51 pm
Ciao Gad, se leggerai questo mio post ti sarei grato se potessi avere un tuo parere personale al merito… grazie
Prima di leggere date un occhiata a questi grafici dell’esposizione al debito pubblico di ciascun stato dell’Eurozona.
http://intermarketandmore.finanza.com/esposizione-al-debito-pubblico-eurozona-aggiornamento-33532.html
E’ in atto una terza guerra mondiale contro l’Europa… e le bombe sono già state collocate dentro i debiti pubblici di ciascun stato dell’eurozona: ci hanno comprato il debito ma non hanno nessun interesse a riscuoterlo… anzi, è proprio la svendita dei nostri titoli europei che sta distruggendo tutti, a partire dai paesi più deboli. Uno ad uno gli stati europei falliranno… e i paesi europei devastati da inflazione e recessione diventeranno facile preda di coloro che avranno vinto questo conflitto. Secondo la mia opinione abbiamo solo una via d’uscita… creare gli STATI UNITI D’ EUROPA, cedendo parte della sovranità degli stati attuali, e disinnescare le bombe ricomprando il debito dell’eurozona esposto ai nostri nemici con titoli di stato europei. In una comunità ci sono sempre i piu’ forti e più deboli, i piu’ virtuosi e più furbi, i più ricchi e i più poveri… ma per la sopravvivenza di tutti noi europei abbiamo la sola via di unire tutte le forze a nostra disposizione e superare le spinte nazionalistiche.
Carlo68
14 febbraio, 2012 alle 3:03 pm
Marta Vincenzi che si paragona a Ipazia appare leggermente suscettibile
14 febbraio, 2012 alle 2:44 pm
88
Come no. Perbacco! Io pendo praticamente dalle sue labbra americane.
14 febbraio, 2012 alle 11:46 am
“Forse li ho convinti”.
(Mario Monti)
14 febbraio, 2012 alle 9:25 am
[...] http://www.gadlerner.it/2012/02/13/leuropa-e-il-bastone-dellausterita.html Condividi:FacebookEmailPrint Questa voce è stata pubblicata in speciale crisi e contrassegnata con speciale crisi. Contrassegna il permalink. ? Anonymous: Address to Greeks During Feb. 12 Riots [...]
14 febbraio, 2012 alle 2:07 am
Mi fa imbestialire l’ipocrisia politica socialista del finto buonismo che apre agli Zingari e non tiene conto delle condizioni di casa.
I politici? sono dei nemici.
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DAVVERO. Non hanno scusanti. nessuna. fanno vomitare.
Ma come si sono incollati che non riusciamo più a staccarceli di dosso? Abbiamo provato con l’acetone?
14 febbraio, 2012 alle 1:05 am
Per Fed 76.
E’ proprio perchè ci sono istituzioni cumunitarie partecipate che non si ricorre più alle armi(grazie a Dio).La Germania non deve imporre nulla , deve solo fare in modo che nell’ambito delle regole comunitarie gli altri Paesi accettino gradualmente e senza troppi traumi i suoi lati positivi.Ovviamente, come dicevo, anche la Germania deve “europeizzarsi”, cioè abbandonare l’osssessione del bilancio,avere maggior fiducia nei paesi”deboli” e fare massicci investimenti,attuare insomma una politica più keynesiana e meno neoliberalcapitalista.
14 febbraio, 2012 alle 12:56 am
Patrizia53 scrive:
13 febbraio, 2012 alle 10:46 am
Vi prego date spazio a questo mio sfogo.
La crisi è dietro l’angolo e la disoccupazione è in aumento?
No,la crisi è già arrivata, ora oltre ai figli ci sono anche i genitori nel calderone dei senza lavoro.
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Ho letto, con molta partecipazione. Capisco molto la sofferenza di chi deve lottare senza tutele.
Mi fa imbestialire l’ipocrisia politica socialista del finto buonismo che apre agli Zingari e non tiene conto delle condizioni di casa.
I politici? sono dei nemici.
Auguri di cuore.
14 febbraio, 2012 alle 12:24 am
…………..Ma di fronte allo strangolamento in atto, non occorre richiamare gli antichi sentimenti filo-ellenici del romanticismo e della carboneria –da Lord Byron a Santorre di Santarosa- per sentirsi coinvolti nel destino di un paese a noi così prossimo. Se questo è l’esito ultimo delle politiche d’austerità che privilegiano il pagamento del debito, coloro i quali hanno davvero a cuore la prospettiva europeista, non devono forse correre ai ripari
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Precipitatevi, frugatevi tasca e pagate pure.
Abbiate l’onestà, voi carbonari, di fare appello ai vostri fedelissimi.
Lasciate in pace, pero’, chi non crede o non ha interesse alcuno all’unione europea.Anzi teneteci fuori GRAZIE:
—–
Per quanto riguarda Atene, in apparenza, non c’è nessun interesse a rimanere in euro, solo oneri e miseria.
Mi chiedevo ta tempo, quale ordine inconfessabile, poteva obbligare quel paese a insistere in una posizione di eterno svantaggio, quando uscendo in default, potrebbero risolvere da soli.
La verità forse è venuta a galla all’infedele di stasera, dove è stato palesato il parassitismo statalista, 4MLN imp.pubblici su 10MLN ab.;
L’alta % di debito e rendita finanziaria nei portafogli interni, tutto questo scaricato sugli europei (ma siamo proprio fessi).
Come se non bastasse, i Greci spendono (lo ha riferito la ministra socialista) il 7% del PIL in ARMAMENTI. Ma cosa ne fanno?
Certo la Germania e la Francia, hanno interesse, gli vendono le armi, ma ai Greci che gliene viene?
Evidentemente i POLITICI, sono TANGENTATI da Germania e Francia, oppure idioti. Il popolo ha la sua parte.
Chi veramente ci perde NOI!!!!! e tutti quelli che, con l’EUROPA DISGREGATA ma che ci obbligano a INGOIARE, siamo obbligati a pagare per loro.
13 febbraio, 2012 alle 11:04 pm
Il PD CONTINUA A FARSI DEL MALE…GRAZIE don Gallo!
Sulla Grecia:costretta a comprare armi affama la società civile,nessuna idea sullo sviluppo,sul lavoro,nessuna proposta sui grandi patrimoni…
Italia:acquisto di aerei di guerra,nessun provvedimento sulle transazioni finanziarie,sui patrimoni, sulle caste… Per noi statali i tagli sono partiti da subito sui più deboli si interviene con facilità.Rispetto all’acquisto di armi perchè non restituirli alla conoscenza?(scuola-ricerca…)Povera Europa-il grande errore è stato quello di pensare ad una Europa economica piuttosto che ad una Europa politica.
13 febbraio, 2012 alle 10:01 pm
In realtà, dopo aver allettato i terroni europei (Spagna, Grecia, Italia, Portogallo) con prestiti che invitavano al consumo, quelli stessi terroni che avevano sfruttato ed umiliato quando facevano gli “extracomunitari” con l’emigrazione, e che ora chiedevano troppi soldi rispetto alla manodopera asiatica ora devono essere di nuovo ricondotti alle tariffe da emigrante visto che l’Asia si sta evolvendo. La Francia, non contenta di averci inondato di supermercati (Carrefour, Decathlon, Conforama, Castorama, Leroy Merlin), di averci sfruttato con l’energia elettrica ottenuta spregiudicatamente dalle centrali nucleari, di averci istallato il veleno della TAV, utile per i parigini che vogliono arrivare presto al Carnaval de Venise, la Germania, non paga di averci istillato barbaramente razzismo e militarismo da più di 200 anni, non paga di aver messo a ferro e fuoco con l’ultimo conflitto l’Europa tutta e di aver sterminato il popolo ebreo, non paga di essere stata aiutata nella ricostruzione e nella riunificazione, ora vuole distruggere la più antica democrazia e la patria della cultura occidentale.
13 febbraio, 2012 alle 9:23 pm
Gad, sai che il trattamento che viene riservato alla Grecia mi ricorda il Ghetto di Varsavia ( o quello di Lodz, fai tu ) ? Ve ne accorgerete, i tedeschi sono padroni duri, aveva detto a Ciano l’ambasciatore francese Poncet alla dichiarazione di guerra. Anche oggi ce ne stiamo accorgendo, e te lo sta scrivendo uno che apprezza i tedeschi ed a cui piace la Germania.
E’ vero che se i greci dicono “no” comunque non hanno prospettive, ma anche la rivolta del Ghetto del 1943 strategicamente non poteva riuscire. E’ stata una rivolta eroica, disperata, ma impossibile.
Non è questa l’Europa in cui io ho sempre creduto, e te lo dice uno come me che è sempre stato ultraeuropeista.
p.s. ma sai che anche io ho il dubbio che nel 2013 non ci faranno votare ? Nel suo piccolo, anche il voto delle primarie di Genova è un segnale che all’establishment di banchieri e tecnocrati ( e di politici a loro proni ) non piace mica tanto …..
13 febbraio, 2012 alle 7:43 pm
sono giri tortuosi e tremendi…
il debito pubblico è creato da malaffare, malapolitica, etc etc…. comunque sia, bisogna ripianarlo.
si chiedono soldi in prestito.
Assistiamo ad enormi capitali praticamente “regalati” alle banche, mentre gli stati vengono affamati.
Per salvare gli Stati i soldi vengono “prestati” (debito che si aggiunge al debito) e i prestiti sono condizionati a manovre “lacrime e sangue”.
E cosa succede quando vanno “in scadenza” i titoli? Ricomincia il film: altra “macelleria sociale”.
E’ pura follia.
13 febbraio, 2012 alle 7:10 pm
Se uno stato ha veramente bisogno di soldi, se li fa dare gratuitamente dai cittadini con le tasse. Se li chiede in prestito, significa che non ne ha proprio bisogno, che gli servono per fare cose inutili e fare bella figura presso l’elettorato. Credo che i politici, responsabili del debito pubblico, meritino la galera.
13 febbraio, 2012 alle 6:52 pm
Caro Gad Lerner: La Grecia e’ sotto pressione da usurai ai quali il risarcimento non basta mai,cosi’ alla fine si imapdroniscono di casa tua e tutti gli altri tuoi beni. La Germania ha rastrellato tutti gli euro d’Europa con le sue esportazioni interne all’Eurozona. Comprava bond sovrani per produrre liquidita’, sempre piu’ scarsa, e finanziare le sue esportazioni. Adesso reclama la colonizzazione d’Europa come risarcimento del debito.
Mi chiedo con apprensione quanti bond europei sovrani abbia comprato la Cina per finanziare le sue esportazioni.
Confesso che non ho dati numerici ne’ per la Germania, ne’ per la Cina.
Spero di essere smentito.
Cordialmente Enrico Bucci
13 febbraio, 2012 alle 6:46 pm
Romano Scaffardi.
Sono d’accordo con te, ma tutto ciò che scrivi (eccetto sull’Italia che è il secondo paese manifatturiero) è esattamente tutto ciò che andava e andrebbe evitato.
Forse il paragone storico tra “germanizzazione dell’Europa” e casi precedenti pone delle domande. Infatti, diversamente dalla Prussia, dal Piemonte, dalla Castiglia ecc., in questo caso il governo europeo, il parlamento europeo, tutte le istituzioni europee non sono né state fatte solo da tedeschi né sono occupate solo da tedeschi. Insomma vi è una corresponsabilità molto forte degli altri paesi, Francia e paesi del nord Europa in testa.
Mi chiedo: c’è un’alternativa alle imposizioni tedesche? Dovrebbe esserci, dato che gli altri paesi non hanno meno diritti della Germania, dato che le istituzioni europee non sono guidate solo da personalità tedesche o unicamente legate alla Germania. Ma dove si può trovare questa alternativa?
Si è passivi alle imposizioni tedesche. Ma un altro progetto può scaturire da un altro paese? O forse da un’altra fazione politica? Per esempio, i socialdemocratici tedeschi o il Partito Socialista francese? Ricordiamoci che ora in Europa sono al governo solo partiti di centro-destra (eccezioni a metà: Italia e Grecia; eccezione: Danimarca).
Io ho purtroppo i miei dubbi. Ma bisognerebbe provarci.
13 febbraio, 2012 alle 5:57 pm
L’errore dei “paesi forti” europei non è quello di volere strangolare ora la Grecia,ma di averla ammessa nell’eurozona, come è stato a suo tempo un errore fare entrare Romania, Bulgaria, Ungheria.L’operazione era stata fatta non per seguire l’utopia europeista di Monnet, Spinelli, Spaak,ma per avere un grande mercato per i maggiori Paesi produttori in Europa, in primis Germania.
Questo errore è stato preceduto daun altro errore ben più grave: pensare che fare una moneta unica sarebbe stato di stimolo per fare presto un’unione politica.Purtroppo non è stato così.E a questo punto l’unione poltica si potrà fare solamente secondo le regole tedesche.D’altra parte nella storia le unioni di Stati diversi si sono sempre avute sotto la spinta del Paese più forte- il Piemonte per l’Italia, la Prussia per la Germania,gli stati del nord per gli USA, la Castiglia per la Spagna, ecc-.Fortunatamente oggi non si usano più le armi,ma il processo deve seguire la stessa falsariga.Certamente la Germania fa paura a molti in Europa, e molti dicono che l’Europa non deve germanizzarsi, ma forse sarà la Germania ad auropizzarsi, in questo processo.
L’Italia non è la Grecia: pur con tutti i suoi innumeri e immensi punti di crisi, il nostro Paese è pur sempre l’ottava economia mondiale e il secondo Paese manufatturiero europeo, più della Francia e della GB.La Grecia non è nulla di tutto questo: non ha un vero sitema industriale; a parte il settore armatoriale, vive di turismo e sull’esportazione di alcuni prodotti agroalimentari.Un’economia che poteva funzionare negli anni di sviluppo generalizzato in Occidente, ma destinato ad andare a poicco con la globalizzazione e la crisi di questi anni.Certamente, la cura della Troika non ha dato frutti e probabilmente non ne darà mai,ma quale alternativa esiste?Ci sarebbe bisogno di fortissimi investimenti nel Paese allenico, ma chi oserà investire in uno Stato con la peggior clesse politica europea -peggiore ancora di quella italiana- con tassi di evasione fiscale e lavoro nero superiore anche a quelli italiani?
Forse bisognava avere il coraggio di lasciare andare la Grecia in default e lasciarla uscire dall’Europa.Con la dracma fortemente svalutata, e una forte ripresa del turismo ,avrebbepotuto rimettersi in carreggiata.Sicuramente l’uscita di sarà, ma nelle condizioni peggiori.
13 febbraio, 2012 alle 5:51 pm
Non penso che la concessione del finanziamento avverrà a scatola chiusa. Io credo (ma è un’opinione personale) che, di fatto, commissarieranno il paese: in pratica quei soldi li gestirà la BCE (o il Fondo Salva-Stati, ma quando entrerà in vigore), perché non si fidano. Soprattutto tenendo conto delle elezioni ad aprile.
Ma questa è un’opinione personale.
(PS: ovviamente non esulto per questa soluzione, perché contraria a quelli che credo debbano essere i principi politici ed economici della UE. Ma leggo certe intenzioni “tecniche” nei recenti summit europei).
13 febbraio, 2012 alle 4:48 pm
Io credo proprio di no,perchè pensare è tipico degli esseri umani.
Sparare cazz.ate anche.
L’importante è rispettare le idee altrui. Si possono o no condividere e lo si può dichiarare , ma almeno in un modo ragionevolmente civile-
Naturalmente quando uno non sa che sua nonna o sua zia o suo padre lo sta mantenendo coi suoi bot e btp non si può pretendere che capisca.
Lo capirà dopo il default. Quando andrà a ravanare nelle pattumiere.
I veri rivoluzionari sputano sul danaro fino a quando non entra direttamente nelle loro tasche. Basta vedere la ipotetica trasformazione della lega,per esempio.Da duri e puri alla lega cadrega.
Ciao meticcio
13 febbraio, 2012 alle 4:38 pm
Non vi fate passare per romani se non lo siete. Perchè le Autorità non cancellano certi post?
13 febbraio, 2012 alle 4:30 pm
Ho notato insulti razziali(zingaro di m…) e offese gratuite! Vorrei ricordare ai(spero) troll che insultare chi la pensa diversamente è da cavernicoli indegni dello stato di diritto. Se certi commenti fanno rabbia, è meglio non leggerli oppure lasciar sbollire la rabbia prima di rispondere.
Offendere è da maleducati e rischia di non farvi più prendere sul serio, oltre a farvi passare dalla ragione(da verificare) al torto. Ve lo dico da italiano!
13 febbraio, 2012 alle 4:16 pm
I greci non stanno pagando proprio un bel niente! Sono già in default nella pratica perché rimborseranno solo il 50% dei loro debiti! Altro che pagare…
Tornando alla dracma soffrirebbero di un’inflazione mostruosa e l’economia non si riprenderebbe per decenni perché sarebbe il mondo intero a soffrire. Dovrebbero, inoltre, in tal caso, fare tagli ancora maggiori per avere quel famoso pareggio di bilancio il 21 marzo di quest’anno perché nessun essere umano dotato di senno sarebbe più disponibile a dare un soldo alla Grecia per mantenere quella pletora di dipendenti pubblici in eccesso! Mi dispiace per loro, ma se la sono cercata e noi con loro…
13 febbraio, 2012 alle 3:32 pm
nº 68
miti scrive:
13 febbraio, 2012 alle 3:25 pm
Fed
130 miliardi sono in arrivo per la Grecia non la fune per strangolamento suggerito da Gad. Accanto ad una politica fiscale attraente una parte di questa enorme quantità di denaro potrebbe servirà ad attrarre investimenti stranieri per creare occupazione.
Vada a morire AMMAZZATO, a pezzo di mer……….da. Roma grande veridà: All’Anima dell’immortacci tua. Du capire italiano ????????????????????? Du dornare Romania, per essere lingiato in Biazza da duoi gompaesani. Du fai schifo. Du benuto da infierno o cosa??? Du Ko_SSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS_ovo???
13 febbraio, 2012 alle 3:25 pm
Fed
130 miliardi sono in arrivo per la Grecia non la fune per strangolamento suggerito da Gad. Accanto ad una politica fiscale attraente una parte di questa enorme quantità di denaro potrebbe servirà ad attrarre investimenti stranieri per creare occupazione.
13 febbraio, 2012 alle 3:16 pm
miti scrive:
13 febbraio, 2012 alle 3:03 pm
Non so la percentuale esatta, manuel, ma diciamo se una meta del debito pubblico e nelle mani dei cittadini stranieri e l’altra nelle mani dei cittadini italiani cosa accadrebbe se esso non si pagherà piu?
Tra quei italiani che sono possessori di una parte del debito c’e una fetta importante di pensionati che che vedranno i loro risparmi di una vita andare fumo, e giusto?
Credi che la vita andrà avanti come se nulla fosse accaduto?
Hai mai provato ad immaginarti alle possibile conseguenze di un tale atto?
lei mi fa solo che schifo!!!!!!!!!!!!!!Vada nella sua putrida e schifosa Romania, e prenda un megafono!!!!!!!!!!!!!! Lei verrà solo che linciato dalle masse inferocite, suoi compaeani!!!! BASTARDO ZINGARO ESSERE SCHIFOSO!!!! Ci dica: Lei chi casso lo paga?????????? BASTARDO!!!!!!!!!!!!!!
13 febbraio, 2012 alle 3:11 pm
51. cara Lady Dodi, le esportazioni servono per migliorare la situazione economica (pil e rapporto debito/pil). Si può contestare moralmente il fattore “pil”, dunque dei processi che vi sono legati, ma se non si cambia paradigma economico o abbatte l’attuale sistema economico, i fattori non cambiano.
Poi sono ovviamente d’accordo che sulla Grecia si sono commessi errori molto gravi. Del resto (scusami l’autocitazione) in un commento di poco precedente non mi pare di aver esultato. Solo, ritengo improbabile che la Grecia possa salvarsi da sola (che abbiamo fatto a fare l’Europa se ogni Stato deve vedersela da solo in casa propria?).
13 febbraio, 2012 alle 3:10 pm
E quelle che mi fa arrabbiare….la loro mancanza di proposte per il dopo. Tutti alla rivoluzione e poi? Piu ingiustizia a nome della giustizia con tanto di tribunali del popolo, chiaro.
13 febbraio, 2012 alle 3:03 pm
Non so la percentuale esatta, manuel, ma diciamo se una meta del debito pubblico e nelle mani dei cittadini stranieri e l’altra nelle mani dei cittadini italiani cosa accadrebbe se esso non si pagherà piu?
Tra quei italiani che sono possessori di una parte del debito c’e una fetta importante di pensionati che che vedranno i loro risparmi di una vita andare fumo, e giusto?
Credi che la vita andrà avanti come se nulla fosse accaduto?
Hai mai provato ad immaginarti alle possibile conseguenze di un tale atto?
13 febbraio, 2012 alle 2:46 pm
Manuel
Poche idee confuse e malamente esposte. Ok non paghiamo il debito,torniamo alla lira, usciamo dall’euro e dall’europa, pama padania mafiosa al nord, bema berluscania mafiosa al sud sarebbero le conseguenze ovvie. Fame e miseria continua e lotta continua per il cibo. O che altro ? Avanti con le lotte del ”’popolo”’ e la ”’massa”’ degli affamati vincerà ?
Realismo,please,proposte per il dopo,grazie.
Qual’è la tua proposta politica e sociale dopo il default incontrollato che avverrà se non paghiamo il ns debito ? Il governo dei black bloc,pama e bema,il dio Grillo ? Italia casapound ? Mafitalia ?
13 febbraio, 2012 alle 2:30 pm
L’ironia non è di casa Miti… il nostro nemico, colui che ci affama, non è uno stato più o meno canaglia, ma una classe (ebbene sì, esistono ancora le classi) di azionisti di multinazionali, complicatissime scatole cinesi che comprendono al loro interno società finanziarie, fabbriche, compagnie assicurative e telecom, alimentari e multiservizi, petrolio e armamenti, computer e scarpe da ginnastica, cinema e pornografia… tutto unito assieme da una ragnatela di partecipazioni, compartecipazioni, quote azionarie, comproprietà e altri simili orpelli che nascondono a noi poveri ignoranti la realtà del sistema che si può riassumere, in soldoni, con la semplice frase: i profitti sono privati, le perdite pubbliche (ovvero nostre).
Questo debito NON VA PAGATO, perché è una TRUFFA… un pochino più sofisticata della vecchia truffa delle enciclopedie vendute per strada.
13 febbraio, 2012 alle 2:30 pm
le dichiarazioni di questo miti, mi fa venire di tutto al cervello!!! ma tu romeni zingaro di me……….da, ma per chi casso lavori!!!!! all’anima dell’immortcci tua!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! bastardo!!!!!!! torna in romania, e verrai linciato a morte dai tuoi stessi compaesani!!!!!!bastardo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma per chi casso lavori essere schifoso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
13 febbraio, 2012 alle 2:22 pm
miti scrive:
13 febbraio, 2012 alle 1:56 pm
‘ai bastoni dell’austerità è ora di rispondere con i bastoni in piazza.’ slogan anaroc-insurectionista. quella grave patologia di cui e malatta seriamente la società greca.
fuori le banche dai parlamenti.
prima meglio fuori i black block dalla società.
long live king george!
vai a proteggere i tuoi connazionali in romania!!!! bastardo imoondo schifoso!!!!!!!!!! all’anima dell’immortacci tua, zingaro di mer………..da !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! essere immondo e schifoso!!!!!!
13 febbraio, 2012 alle 2:21 pm
i tuoi predecessori or antenati
13 febbraio, 2012 alle 2:20 pm
‘Adesso abbiamo meno libertà, meno pace, meno soldi e meno lavoro’…
Abbiamo meno libertà e meno pace?
Trovo del tutto falso.
Mai nella storia hanno goduto di tanta libertà e pace. Mai. Questi tempi di pace e libertà loro manco osarono a sognarli. Per quanto riguarda lavoro e soldi, si hai ragione. Ma perche lavoro e soldo sono andati altro nel mondo dove mancava per effetto del principio dei vasi comunicanti. Non si poteva e non era neanche giusto durare al infinito la disparità tra pochi paesi ricchissimi e la stragrande maggioranza nella povertà assoluta.
13 febbraio, 2012 alle 2:17 pm
Ieri, ho ascoltato in diretta su Rainews24 l’intervento di un parlamentare greco. Diceva: i “partigiani greci, sono stati i primi ad ammainare la bandera tedesca. Ora questa bandiera è stata piantata di nuovo”. Credo che l’enfasi sia del tutto giustificata dalle circostanze: è tornata l’ora della lotta e non solo per i greci!
13 febbraio, 2012 alle 2:13 pm
Una democratica piazza cinese con un ragazzo davanti al carro armato ?
13 febbraio, 2012 alle 2:12 pm
‘Il concetto è: tale debito è una truffa, NON TI PAGO! E se fai il cattivone, TI MANDO I CARRI ARMATI, che almeno serviranno a qualcosa, visto quanto sono costati.’
Non ho capito il concetto: carri armati contro chi? Contro propri concittadini or contro gli stati esteri che anche loro potrebbero in teoria usare i loro carri armati per difendere le pensioni dei loro cittadini che tu li hai preso in prestito e non vuoi dargli piu indietro?
13 febbraio, 2012 alle 1:59 pm
Francamente, a parte i deliri dei soliti ridicoli qualunquisti/leghisti/sfascisti, leggo tanta e tanta confusione da parte dei commentatori a questo post.
Io faccio un semplice ragionamento:
vent’anni fa crollava il comunismo e ci è stato detto dai nostri “dirigenti” democratici e democraticamente eletti che avremmo avuto più libertà, più pace, più soldi, meno lavoro grazie al progresso tecnologico.
Adesso abbiamo meno libertà, meno pace, meno soldi e meno lavoro, ma quest’ultimo è meno perché non ce n’è. Inoltre vi è stata questa crisi “finanziaria” che sta mandando a ramengo interi paesi e popoli. Allora io mi chiedo: qualcosa non ha funzionato? Abbiamo sfiga? Dio è contro di noi?
Poi vedo che vi sono delle persone che hanno tanto, tantissimo, anche troppo e in questi vent’anni hanno avuto sempre di più, allora capisco cosa è successo: ci hanno fregato! Hanno fregato i nostri soldi vendendoci illusioni e aria fritta! Abbiamo merce schifosa, che dura poco, abbiamo merci inutili e inquinanti, abbiamo spettacoli assurdi e ridondanti, abbiamo roba ideata in Italia, disegnata in Romania, fatta in Cina con materiali presi in Congo e venduta in Giappone ma i guadagni non vanno in nessuno di questi paesi. Intanto continuano a fregarci alla grande. Facendosi abbassare le tasse sulle rendite, trasferendo le sedi delle loro ditte in paesi dai regimi fiscali favorevoli, creando ulteriori merci che durano sempre meno a prezzi sempre troppo alti rispetto al loro reale valore, investendo in banche e fondi d’investimento che comprano il debito pubblico di altri paesi per poi rivenderlo come garanzia dei fondi pensione. E con parte dei soldi “guadagnati” si pagano la protezione dalla nostra rabbia. Perché sanno che quando noi apriremo gli occhi e andremo da costoro a chiedere indietro il maltolto, saranno cavoli amari! Quindi, prima di pensare “colpa di X”, “Y doveva fare così”, “Tizio è un brav’uomo”, “Sempronio è un comunista/fascista…” andate a guardare i redditi delle varie multinazionali, quelle che le tasse NON le pagano nel nostro paese. quelle che voi foraggiate da anni, salvo poi chiedervi attoniti perché mai stanno chiudendo le fabbriche in tutto l’occidente, magari mentre state passeggiando per i corridoi del nuovissimo centro commerciale appena inaugurato oltre la tangenziale.
Il concetto è: tale debito è una truffa, NON TI PAGO! E se fai il cattivone, TI MANDO I CARRI ARMATI, che almeno serviranno a qualcosa, visto quanto sono costati.
13 febbraio, 2012 alle 1:58 pm
i carri armati in piazza ricordano qualcosa
13 febbraio, 2012 alle 1:56 pm
‘Ai bastoni dell’austerità è ora di rispondere con i bastoni in piazza.’ Slogan anaroc-insurectionista. Quella grave patologia di cui e malatta seriamente la società greca.
Fuori le banche dai parlamenti.
Prima meglio fuori i black block dalla società.
Long Live King George!
13 febbraio, 2012 alle 1:56 pm
49. perchè FED ti risulta che qualcuno le stia dando qualcosa? Davvero davvero ?