Quest’anno io e la mia famiglia festeggeremo la Pasqua ebraica (Pesach) in riva al Mar Nero, nella storica città di Odessa, patria di grandi scrittori come Shalom Alechem e Itzhak Babel. A tutti voi molti auguri affettuosi
Si parla di: Odessa
Quest’anno io e la mia famiglia festeggeremo la Pasqua ebraica (Pesach) in riva al Mar Nero, nella storica città di Odessa, patria di grandi scrittori come Shalom Alechem e Itzhak Babel. A tutti voi molti auguri affettuosi
Questo lo ha postato f , ma io avevo visto un filmato su rainews o rai 3 che diceva la stessa cosa.
Se davvero sei in crisi, meditaci sopra.
Se stai prendendo in giro, sei mica a posto di testa, non su questo argomento.
Quanto alla grammatica italiana, non me ne potrebbe fregare di meno.
Non faccio la scrittrice di professione e ci ho messo una ventina di anni, soprattutto dopo il liceo, per imparare a fregarmene delle regole troppo strette. All’università non scrivevo in italiano.
Ci vuoi far crepare d’invidia, eh.
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In relazione a quanto sopra. Ho visto qualcosa, solo qualcosa delle scuole professionali. Quel che ho visto è quanto segue: durano 5 anni. Troppi. Perchè? perchè 5 anni per 5 anni mi faccio il liceo. Ah già dimenticavo…..qualche “esperto” a 14 anni può decidere che sono adatto al lavoro manuale o a quello intellettuale!. Secondo: si studiano materie tali che ho chiesto a una che faceva la scuola per parrucchiera: “Come mai studi inglese, matematica e pure la tua amica che studia per barista?” E lei: “Magari mi capita una cliente inglese, mi hanno detto”. Cogito ergo sum (per rendere l’idea della scoperta filosofica): queste scuole anzi squole servono solo ed esclusivamente a dar lavoro agli insegnanti. E adesso dite quel che vi pare!
Il paradosso dell’impiego
45.250 offerte senza risposta
È un paradosso del mercato del lavoro italiano: aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, ma nel 2011 sono stati conteggiati addirittura 45.250 posti di lavoro rimasti «inoccupati», il che significa che le aziende avevano bisogno di coprirli e non ci sono riuscite.
Il problema è stato segnalato dal ministero del Lavoro, da Unioncamere e dalla Cgia di Mestre (gli artigiani). In realtà non è possibile fare una ricognizione completa dei posti inoccupati, che probabilmente saranno molti di più di 45.250, ma quella cifra ha un senso preciso, perché corrisponde al numero di posti rimasti scoperti presso le aziende che hanno messo inserzioni per reperire personale ma senza esito. Nel 47,6% dei casi il lavoro non si è materializzato perché non si sono presentati abbastanza candidati, mentre nell’altro 52,4% le persone hanno risposto all’annuncio ma non avevano i requisiti.
Le figure più difficili da rinvenire sono state quelle dei commessi (quasi 5.000 posti di lavoro non coperti); dei camerieri (più di 2.300 posti); dei parrucchieri e delle estetiste (oltre 1.800 posti); degli informatici e telematici (quasi 1.400 posti); dei contabili (quasi 1.270 posti); degli elettricisti (oltre 1.250) dei meccanici auto (quasi 1.250 posti); dei tecnici della vendita (1.100 posti); degli idraulici e posatori di tubazioni (più di 1.000 posti); e dei baristi (quasi 1.000).
Una precisazione importante: anche negli anni scorsi La Stampa ha costantemente tenuto sotto osservazione il problema e a volte questo ha creato delle aspettative che non potevano essere soddisfatte; i dati che riferiamo sono aggregati, si tratta di statistiche e non portano l’etichetta di alcuno specifico posto di lavoro che attenda di essere coperto. Purtroppo noi non siamo in grado di indirizzare nominativamente gli interessati agli specifici impieghi.
Ma come si fa a cambiare le cose in meglio? A far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro in una maniera più efficace? Come colmare questi vuoti occupazionali ?
Secondo il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «sarà difficile trovare una soluzione in tempi ragionevoli, perché si tratta di colmare un vuoto culturale che dura da più di 30 anni». In che senso? «Innanzitutto bisogna rivalutare, da un punto di vista sociale, il lavoro manuale e le attività imprenditoriali che offrono queste opportunità. Per questo è necessario avvicinare la formazione scolastica al mondo del lavoro. Bisogna fare una vera e propria rivoluzione per ridare dignità, valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo di perdere». Ma sarà anche necessario far circolare meglio le informazioni nelle sedi appropriate perché 45.250 posti scoperti con la fame di lavoro che c’è in giro non sono tollerabili.
alice scrive:
4 aprile, 2012 alle 4:27 pm
imparare l’ita……
Ma non sei tu che dici di avere perso tutto ,casa compresa.
Però sei così stravolto da guardare la grammatica altrui ?
Vendi anche il computer e mettiti a cercare lavoro, magari in Veneto,pare che ci siano tanti posti di lavoro anche per informatici.
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Cara,te la seii un pò presa? Ah,se fossi informatico,andrei a lavorare anche in Nuova Caledonia o nelle isole Aleutine.
Che palazzo è quello che si vede nella foto?
imparare l’ita……
Ma non sei tu che dici di avere perso tutto ,casa compresa.
Però sei così stravolto da guardare la grammatica altrui ?
Vendi anche il computer e mettiti a cercare lavoro, magari in Veneto,pare che ci siano tanti posti di lavoro anche per informatici.
“Odessa, patria di grandi scrittori come Shalom Alechem e Itzhak Babel.”
..Io ricorderei anche la poetessa Anna Achmatova.
Non esageri, Anchovy ha solo ripetuto un errore veniale di onyric.
E’ onyric che è convinto di non sbagliare.
elen66
Vorrei proprio sapere cosa ci fa in questo covo di vecchi in putrefazione,una giovane intelligente e conturbante della tua età.Boh!
pT 4 aprile, 2012 alle 3:33 pm
Signor Longari, eviti le trasposizioni sterili.
Comunque rimarrà tal quale in secolorum secula: un trascendente bramino
ODESSA ODESSA! Non ci crederete ma per me è una citta di sogno! E grazie proprio ad una grande scrittrice. C’è stato un momento che mi ero anche organizzata per andarci ma poi è andata a monte per vari motivi. Ma ci andrò. Me la immagino come la città internazionale per eccellenza, crogiuolo di tutto e di più, magica e misteriosa. La scrittrice è Erika Jong. Quella che tutti conoscono solo per le cavolate. E invece è una grande scrittrice. Odessa la descrive, perchè anche lei ha voluto visitarla al tempo in cui era quasi impossibile causa Unione Sovietica. Ha dovuto approfittare di una specie di meeting fra scrittori americani e sovietici, di cui non le importava nulla. Quello che desiderava era vedere la città dei suoi avi. Di suo nonno che quasi bambino era partito da Odessa, aveva attraversato l’Europa a piedi e si era imbarcato per gli Stati Uniti. Lei voleva vedere la città con gli occhi di lui che la lasciava per sempre . Sono pagine di una struggente bellezza! Di una struggente nostalgia. Ti fa entrare nellla sua anima e vedere le cose coi suoi occhi. Sapete cosa mi ha smontato? Un’ucraina che faceva le pulizie nel mio ufficio. Mi ha detto: Signora, è una città di mare. Vada a Rimini che è lo stesso. Sono certa che non è così. Non c’è niente come la gente del posto per non vedere le bellezze del proprio Paese. Ci racconta qualcosa quando torna? Solo qualche piccola cosa.
Vedo che hai colto nel segno, non ti preoccupare dello stupido boy cui puoi seguitare a lanciare sassuoli.
Ah,asinella Alice,mi sei caduta proprio sopra!..e alla….
Auguro vacanze serene a Lerner ed alla sua famiglia.
Ho i miei dubbi che io debba rimanere ansiosa in merito, visto gli ultimi avvenimenti riguardanti la lega. Se prima gli svizzeri usavano la loro crocina per tenerci lontani come vampiri, adesso mi sa che chiuderanno proprio le frontiere anche ai turisti del week end italiani. Quelli che vanno a fare la spesa in Svizzera perchè costa meno.
Acciuga.
Non ne ha 3 ma 5, c’è un contingente che puo’ ancora apprezzare
cara mater esiliorum
Non ti faresti una scampagnata con una figlia quarantenne, cara?
Suvvia, non imitare anchovy nelle sue ansie da indipendentismo secessionario
NB
Auguri a Pasqualo, ma che la forza stia con la Severino.
Ma i tuoi figli sono ancora rassegnati a partire al seguito di mamma e babbo?
Ricambi diffusi.