Obama punta su donne e immigrati

martedì, 4 settembre 2012

Inizia questa sera a Charlotte la Convention democratica che candiderà ufficialmente Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. La lista degli oratori che interverranno sul palco della Convention così come la piattaforma programmatica dei democratici che verrà approvata chiariscono la linea sulla quale il presidente in carica cercherà il secondo mandato alla Casa Bianca. Sulle materie di politica interna netta opposizione a tagli fiscali per i più ricchi, ed inserimento della Buffet Rule, la misura che prevede che chi ha un reddito annuale superiore al milione di dollari paghi effettivamente almeno il 30% di tasse, e non molto meno come accade ora grazie alla più favorevole imposizione sui guadagni da capitale. Il programma di Obama prevede una scontata difesa della riforma sanitaria che ha esteso a tutti i cittadini americani la copertura sanitaria, con un secco no ai tagli di assistenza pubblica, Medicaid e Medicare, che forniscono cure ai più poveri ed agli over 65.

Centrale, anche per le chance di rielezione di Obama, è la misura che prevede un percorso di legalizzazione per tutti gli stranieri che risiedono clandestinamente negli Stati Uniti, che sono stimati in dodici milioni di persone. Se rieletto Obama vuole costruire per loro un percorso verso la piena cittadinanza americana. Un ulteriore passo in avanti dopo lo stop alla deportazione dei ragazzi nati da famiglie clandestine ma cresciuti e diventati grandi negli Stati Uniti. In tutti i sondaggi il presidente domina il cosiddetto “voto etnico”, la fascia d’elettorato composto dalle minoranze etniche statunitensi. L’immigrazione è un tema centrale in questo segmento, sopratutto tra gli americani di origine ispanica ed asiatica. Dopo aver nominato per la prima volta una donna latina alla Corte Suprema, Sonia Sotomayor, alla Convention di Charlotte sarà relatore principale un sindaco di origine ispaniche, Julian Castro, primo cittadino di San Antonio, la terza città del Texas per abitanti.

La difesa dell’aborto è un altro punto cardine del programma democratico, un tema che ormai molti decenni mobilita la maggioranza delle donne americane a votare per il centrosinistra. Alla Convention saranno numerosissime le politiche che parleranno, a partire ovviamente dal Segretario di Stato Hillary Clinton. L’assise democratica inizia sotto discreti auspici. Il consueto effetto rimbalzo che si registra nei sondaggi dopo la conclusione delle Convention non si è verificato, se non in forma contenuta, per Mitt Romney. Attualmente Barack Obama è ancora in testa, e spera in un certo senso di ripetere la strategia elettorale che portò George W Bush alla vittoria nel 2004. L’allora presidente sorpassò John Kerry durante l’estate, ed il vantaggio costruito dopo la Convention di New York City non fu mai colmato dal suo avversario democratico nonostante i suoi tiepidi valori di approvazione.

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