L'emergenza sanitaria di Taranto è una ferita che non si può più ignorare. Generata dalla logica della produzione a ogni costo
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martedì, 23 ottobre 201282 Commenti
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Qua siamo più arrabbiati noi dei Tarantini!
Bene! Lerner , prenda atto.
Per costruire l’Italsider di Taranto, l’industria siderurgica più grande d’Europa, l’Italia ha investito enormi capitali e ci sono voluti probabilmente più morti di quelli che si dice siano procurati dall’inquinamento. Finché non si sono impegnati a fondo i sindacati si parlava di un morto al giorno. Capitava spesso, durante la messa in servizio, di lavorare anche trentasei ore continuate. Malgrado sia diventata una fabbrica di prepensionati e di nuovi assunti amici dei politici è stata per decenni all’avanguardia nel mondo per le sue tecnologie. I suoi prodotti di altissima qualità sono stati installati in ogni angolo del pianeta. E’ stata poi regalata ai Riva perché i conti non tornavano che ha trascurato di mantenere efficienti i dispositivi antinquinamento. Con questo stabilimento Taranto è diventata una città ricca e opulenta. Decine di migliaia di stipendi e di pensioni si spandono da decenni ogni mese nel territorio. Seguendo la costa verso la Calabria ci sono posti salubri, ameni e meravigliosi dove si vive di agricoltura e di pesca, ma gli abitanti dei Tamburi hanno preferito restare accanto al mostro che li faceva ammalare il doppio della media nazionale ma vivere nel benessere e per qualcuno nella ricchezza. Ancora oggi non si capisce perché non se ne vadano, visto che una volta chiusa l’Ilva, la città ritornerà ad essere un borgo miserabile come era prima del 1960.
voglio rispondere al vecchietto,sono 1 abitante dei tamburi purtroppo,e a questo signore dico che non è vero che noi grazie all ilva siamo vissuti nel benessere,e che taranto non è mai stata 1 citta ricca e opulenta invece caro il vecchietto e l ‘opposto.tu parli di pensioni e stipendi che si spandono nel territorio se riesci a vivere qualche anno dopo aver raggiunto quella sospirata pensione sei 1 miracolato,e con quella miseria che tu chiami benessere riesci a malapena a curarti.e poi non siamo noi ad andar via caro vecchietto perche taranto a perso tanto dal mare alla canpagna agli allevamenti x me queste sono la vera ricchezza.ed era bellissima, adesso è una città avvelenata, e stiamo morendo tutti , grazie ai riva e grazie allo stato, che ha sempre nascosto tutto, il loro unico interesse era il profitto , e basta. mi vergogno di essere un cittadino italiano,perchè noi non siamo stati tutelati da nessuno , è puro genocidio . a proposito di ricchezze a taranto c’è il 40% di disoccupazione, e i lavoratori tarantini dell’ ilva sono 4000
Riva.
Hanno straguadagnato? Adesso sgancino per il risanamento
Meglio espropriare tutto ai Riva .
Oserei dire che siamo alla strage bella e buona!
Si deve chiudere. Ma è troppo comodo solo chiudere!
Che facciamo? Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto?
Esistono anche i risarcimenti a questo mondo!
Chi rompe paga: quanto sono costati alla comunità quei malati?
Sfiduciato il pudore di tacere non ce l’abbiamo più.
Lì si muore e male, e questo è un fatto.
STOP!
Lasciamo perdere il passato, al momento il cerino in mano ce l’hanno i Riva.
Hanno straguadagnato? Adesso sgancino per il risanamento e lo Stato, anche se quelli di adesso hanno buon gioco a dire che non c’entrano, abbia il buongusto di non scocciarci e intervenga solo come Magistratura!
Riva deve rispondere da imputato e dire cosa intende fare qui e ora per interrompere la catena dei reati.
Il punto è essere concreti, si deve intervenire radicalmente per rendere compatibile ambiente e lavoro.
Punto.
Lo stato non deve “intervenire”, deve solo stabilire le regole, che le imprese devono rispettare. Chiaramente se lo stato si mette a fare l’imprenditore costruendo fabbriche che non rispettano le regole ambientali stabilite dallo stato stesso il tutto diventa un paradosso. È il problema dello stato imprenditore, il peggiore dei conflitti d’interesse.
Ora però chi ha acquistato l’ILVA dallo stato lo ha fatto nelle condizioni in cui era, sapendo benissmo che non era conforme alle norme, quindi non può pretendere che intervenga lo stato per finanziare il risanamento. E i sindacati collusi sono anche peggio degli imprenditori.
E’ chiaro che un ambiente inquinato non è
sostenibile,ma anche liquidare l’unica grande
industria dell’acciaio sarebbe una pazzia.
Come lavorano in Germania? Andiamo a vedere
e copiamo i loro metodi. I finanziamenti
dovrà metterceli anche Riva,ma se Riva non
ci sta si faccia avanti lo stato.
Ha i mezzi per intervenire.
Basta andare a Piombino.
Robespierre, hai ragione. Si chiude!
Ma i Riva risarciscono le morti e le malattie causate dalla loro ditta o rimedino LORO entro domanimattina.
Sempre in ossequio alle leggi di mercato e alle leggi vigenti pure in USA.
E lo Stato si levi di mezzo, tranne che per i Tribunali.
Le responsabilità vanno ripartite tra lo stato che ha costruito un impianto inadeguato e i Riva che non l’hanno adeguato.
Sarebbe interessante indagrae sul come (e perchè) un signor Nessuno come Riva abbia potuto acquisire l’acciaieria italiana.
Che la ferita di Taranto non si debba ignorare è fuor di dubbio, ma affermare che non ci debba essere un “ogni costo” è una ipocrisia bella e buona.
Lo sanno anche i sassi che a Taranto si muore a causa dell’ILVA, ma dobbiamo farcene ragione che l’Italia è questa e che certi “principii” o li facciamo valere sempre e in ogni dove oppure si abbia il pudore di tacere. E assieme alle proteste qualche volta si faccia partire anche una proposta.
Taranto: come al solito
Arriviamo a chiudere la stalla quando mi buoi sono scappati
Mi sembra che anche in questo abbiamo un primato, la pianificazione, il rispetto cell’ ambiente, delle persone, in tutti i settori non ci piacciono, o meglio non piacciono alla cupola che comanda veramente lo sviluppo del paese
Ma importante e’ mantenere i vitalizi , cementificare e pure brutto, e ammassare macchine ovunque questo e’ lo sviluppo che piace alla cupola e allora va bene per tutti
E premiare i più immeritevoli, i piu’ stupidi, i piu’ avidi ,
I piu’ intrallazzoni, meno qualita’ hai meglio vai
In vetta alla classifica degli scellerati
C’era una volta il bel paese ……
ROBESPIERRE delle 9.16. Come quasi sempre sono d’accordo con te. Ma che l’ILVA sia un ammortizzatore sociale non è vero.
E’ una poderosa industria che serve a tutta Italia a spese della pelle dei Tarantini.
Se non approfittano i sudetti Tarantini per dire: “O bonificate alla grande, o mandiamo a gambe all’aria questa produzione strategica per l’Italia” , un’occasione così non gli capiterà più. E la morte e le malattie impazzeranno lì. Col malaffare bisogna usare le maniere forti!
Un’impresa così “poderosa” dovebbe essere in grado di provvedere da sola alle proprie necessità, non credi?
Quello da te ventilato è un ricatto bello e buono ai danni dello stato per costringerlo a sussidiare un’impresa PRIVATA.
Si è un ricatto. Embè? Con il malaffare come tratti? Quanto al fatto che deve risanare l’ILVa non ci pive, ma se i Riva non lo fanno?
Chiudono. Come succede a tutti gli altri in un’economia di mercato.
Chiudono? E i ventimila lavoratori che
rimarrebbero disoccupati? E l’unica grande azienda dell’acciaio in Italia?
Se i privati non sono in grado di
provvedere lo stato italiano dovrà porsi
il problema del risanamento ambientale
e del mantenimento in vita di questa
grande azienda che serve ai tarantini ma
soprattutto al paese.
eh, non è mica facile trovare lavoro a sessanta milioni di persone, molti un po’ ignorantelli, in una terra parecchio povera, con problemi molto gravi, rimasti tali e forse aggravati in 150 anni di unità, tanto da pensare che ogni sforzo sia inutile, no, tanto per ricordare che lo Stato, che è una gran brutta bestia, è intervenuto un sacco di volte per salvare le ch. alla c.d. libera impresa che sarebbe andata a gambe all’aria ad ogni stormir di fronde. L’IRI nacque per questo.
Già, l’IRI naque per questo, ma forse le imprese inefficienti sarebbe meglio lasciarle fallire in modo che al loro posto ne possano nascere di più efficienti, invece di salvare le ch…pe agli amici, non credi?
ALTRO CHE PATRIMONIALE SUGLI SCUDATI
PATRIMONIALE PER CHI PRENDE LE PENSIONI D’ORO
PRENDI 100.000 EURO DA DOMANI NE PRENDERAI 15000 EURO E NON E’ POCO
GLI STIPENDI DEI DIRIGENTI DIMEZZATI TANTO CE NE STANNO MEGLIO DI LORO MESSI SU DALLA POLITICA E RACCOMANDAZIONI NON ACCETTANO SARANNO SOSTITUITI
preferirei sostituire i dirigenti incapaci e raccomandati con altri molto capaci radoppiando lo stipendio.
sicuramente lo stato ci guadagnerebbe.
La meritocrazia non ha posto a sinistra caro Oniryc. Perdi tempo a dire qui cose così. non ti capiscono e magari ti daranno addosso.
Riva deve rispondere da imputato e dire cosa intende fare qui e ora per interrompere la catena dei reati. Il punto è essere concreti, si deve intervenire radicalmente per rendere compatibile ambiente e lavoro.
La meritocrazia in realtà non esiste, è un finto problema, tu puoi avere ottimi dipendenti, impiegati, direttori, manager, ma se si presentano incapaci che chiedono un terzo dello stipendio di questi, il padrone assume i brocchi, tanto adesso le multinazionali hanno in mano tutto e sono loro a fare il mercato, la qualità del mercato, se una cosa è buona e funziona ma alle multinazionali non rende profitto la eliminano dal mercato e tu non la trovi più, dici, ma dove è finita? Sfido chiunque a comprare merce che al montaggio non abbia un difetto. E comunque la meritocrazia non può essere considerata un perno fondamentale in quanto non ha un valore suo, ma dipende da chi darà il voto meritocratico.
La meritocrazia è bene che si affermi,ma
io penso che gli stipendi dei dirigenti,anche se tagliati a metà sarebbero sempre eccessivi.
La locazione dello stabilimento Ilva è incomprensibile, ed è il principale fattore di rischio, ma fu una scelta fatta in maniera consociativa da governo (DC) opposizioni, sindacati.
Taranto è generata dalla politica che, credendo di avere le capacità per promuovere direttamente l’industrializzazione, non è più capace di esercitare i dovuti controlli.
Questi, aggiungerei, sono i risultati quando si fanno le cose in maniera” consociativa”.
Tra il malaffare e il consociativismo o concertazione c’è sempre soltanto una sottilissima barriera.
Il cinema Alitalia, quello per cui Berlusconi-Fantozzi-Maroni e Air-One ha fatto pagare agli italiani circa 3 miliardi di euro dei soldi dei cittadini per pura propaganda inutile… Ora ci viene presentato il conto che io farei pagare SOLO a loro con i loro soldi: PATRIMONIALE SUBITO RETROATTIBVA PER GLI SCUDATI !!
Più che “dalla produzione ad ogni costo” direi “dal posto di lavoro ad ogni costo”. Un’impresa messa in piedi dallo stato più con la funzione di ammortizzatore sociale che di produttore di beni. E come sempre quando lo stato fa l’imprenditore succedono casini perché il controllore è anche controllato. Più conflitto d’interessi di così…
Poi pilatescamente lo stato se ne è lavato le mani regalando l’impresa agli amici di qualche politico e ora i nodi vengono al pettine. “Niente di nuovo sotto il sole” mi verrebbe da dire…
e ci risiamo con la sentenza Dell’ aquila
Scommetto che Berto la so non sara’ condannato,
Mi sembra che sia uno protetto dalla cupola
Patriminiale subito e retroattiva: in primis sugli scudati !
Cada la Gran Bretagna e prima gli inglesi.
Poveretti, gli inglesi !
TARANTO ORA SI CHIUDERA’ E BASTA
I CINESI , TEDESCHI PRODUCONO A BASSO PREZZO TARANTO NON POTRA’ MANTENERE LA CONCORRENZA
I LAVORATORI MAN MANO CHE L’IMPIANTO CHIUDERA’ ANDRANNO IN PENSIONE
I GIOVANI DI TARANTO POTREBBERO ANDARE IN CINA O GERMANIA PERLAVORARE
Ottimo! Gli conviene! Che crepi chi vuole!
GIUDICI
PUNISCONO I POLITICI
ORA ANCHE GLI SCIENZIATI
E LORO PER I LORO SBAGLI QUANDO ?
le categorie son tante, ci sono anche GLI IMPRENDITORI
Ai Riva vanno sequestrati tutti i beni, anche all’estero.
Ahimè, non gli torceranno un capello!