Fiat: i 19 operai di Pomigliano come ostaggi di guerra

giovedì, 1 novembre 2012

Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
E’ dagli albori del capitalismo che il padronato aspira a comprimere reddito e diritti delle maestranze esacerbando la concorrenza al loro interno. Ma non avremmo mai potuto immaginare che di un tale odioso ritorno all’antico si facesse interprete il management di un’impresa come la Fiat che ha chiuso il terzo trimestre 2012 con 575 milioni di utili (+18,5% rispetto all’anno scorso).
I 19 lavoratori di Pomigliano posti ieri in mobilità –col rischio di non percepire alcun reddito, non essendo da loro maturata un’anzianità aziendale sufficiente per riscuotere la cassa integrazione- rappresentano un costo annuo insignificante per la multinazionale dell’auto: meno di quel che guadagna il dottor Marchionne in una settimana. Ma vengono sacrificati come ostaggi in una guerra che Fiat ha dichiarato non solo contro il sindacato metalmeccanico col maggior numero di iscritti (già escluso illegittimamente dalle Rappresentanze aziendali), ma anche contro la magistratura italiana, cioè lo stato di diritto, e quindi contro le regole condivise della nostra collettività.
Possibile che gli azionisti della Fiat, vincolati moralmente da un debito di gratitudine alle istituzioni di questo paese, non avvertano l’esigenza di dissociarsi al più presto da questo diktat che li ricopre di discredito? Ci auguriamo, anche nel loro interesse, che un tale provvedimento senza precedenti, mai concepito neppure ai tempi dei licenziamenti politici per rappresaglia, venga revocato al più presto. E che il ministro Fornero, artefice di una recente modifica dello Statuto dei lavoratori, faccia presente a Marchionne che colpire degli innocenti come ha fatto ieri non è solo vile, ma inaccettabile da un governo col quale dovrà ridefinire i suoi progetti futuri.
Sembrerebbe purtroppo che mettersi dalla parte del torto rientri in un piano di provocazione consapevole da parte della direzione Fiat; la quale proclama di voler mantenere in attività i suoi stabilimenti italiani ma, come già col defunto, inverosimile Piano Fabbrica Italia, rifiuta di precisare i termini degli investimenti necessari a tale fine. In altre parole, sembra che la Fiat stia cercando delle scuse per andarsene via dall’Italia. Sommare un nuovo torto al reato di discriminazione sindacale già riconosciuto in due gradi di giudizio –ricordiamo che nel 2011, all’avvio della nuova società di Pomigliano, furono esclusi dalla riassunzione tutti gli iscritti alla Fiam Cgil, senza eccezione alcuna- non è accettabile neanche da parte di chi abbia già traslocato mentalmente a Detroit.
Dalla rappresaglia contro gli iscritti alla Fiom ora la Fiat, con un incivile salto di qualità, passa alla rappresaglia contro i lavoratori in genere. Diffonde la paura negli stabilimenti, trasmettendo l’idea che “per colpa” dei pochi che hanno osato difendere i propri diritti facendo ricorso e ottenendo giustizia, a pagare potrà essere chiunque. E’ la legge della giungla importata in fabbrica: un imbarbarimento delle relazioni fra impresa e lavoratore che dovrebbe far scattare l’allarme di tutti i sindacati, a prescindere dalle loro divisioni. Sarebbe davvero miope da parte dei dirigenti delle confederazioni che non hanno condiviso la linea intransigente di Landini illudersi di poter trarre vantaggio da un tale ricatto. In queste condizioni è negato qualsivoglia spazio negoziale nelle fabbriche Fiat. Viene meno l’idea stessa di contrattazione collettiva. Ma più ancora, si precipita il conflitto sociale al di fuori di ogni regola, col rischio di favorire l’estremismo dei disperati e la sua strumentalizzazione criminale.
Intorno ai trentotto lavoratori di Pomigliano trascinati dalla Fiat a un conflitto fratricida – i 19 iscritti alla Fiom di cui è stato ordinato il reintegro, e gli altri 19 che dovrebbero cedere loro il posto- deve stringersi la solidarietà democratica di chi ha ancora a cuore i diritti dei lavoratori. La storia ci insegna che rinunciare a questi diritti fondamentali non produce né benessere né crescita, bensì arretramento sociale e perdita di civiltà.

170 Commenti

  1. Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 9:45 am

    zioAlbert

    Non illudetevi però, buffoni demagoghi, non sono tutti fessi come pensate voi, hanno capito di che pasta siete e le conseguenze non tarderanno.

    Non si illuda lei, inutile miserevole mentecatto number two, che il conto prima o poi lo pagherà.
    Se li ricorda i fascisti collaborazionisti dopo la caduta del padrone di allora? Passarono anni di inferno, succederà anche a lei ed era per questo che la invito a chiudersi nel cesso!!!

    • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 10:17 am

      Qualcuno butti una sfogliatella a questo buffone che magari sta un po’ tranquillo.
      O preferisci un babbà, bello di zio?

      • Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 10:30 am

        Il “babbà” lo porti a sua figlia come (giustamente) suggerisce delicatessen

      • mercurio · giovedì, 1 novembre 2012, 8:45 pm

        Sfiduciato è un tizio che ha aperto
        al comunismo sovietico(1989)quando tutto
        il mondo gli chiuse la porta.

  2. zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:41 am

    Fiat: i 19 operai di Pomigliano come ostaggi di guerra
    E’ vero, quei 38 poveracci sono in ostaggio.
    Sono “danni collaterali” capitati in mezzo a una guerra vergognosa che però Marchionne non ha iniziato e non può fare da solo.

    In questa ignobile guerra fra bande di sindacalisti, giudici, politicanti generici e giornalisti contro “il padronato” con l’unico obbiettivo di mettersi in mostra e acquisire potere i lavoratori sono solo il campo di battaglia su cui il caro Gadlerner passa indenne e vanesio.

    In questa fasulla “lotta di classe” i lavoratori vengono trattati e strattonati come i figli di una coppia che si separa.

    Non illudetevi però, buffoni demagoghi, non sono tutti fessi come pensate voi, hanno capito di che pasta siete e le conseguenze non tarderanno.

    • Actarus · giovedì, 1 novembre 2012, 9:51 am

      La guerra l’ha iniziata Marchionne, c’era un contratto nazionale che è stato disdettato unilateralmente da Fiat ne è stato fatto un altro peggiorativo delle condizioni dei lavoratori in cui compaiono solo clausole vessatorie nei confronti dei lavoratori senza nessun obbligo per Fiate tanto basterebbe secondo il codice civile per renderlo nullo, anche perchè il presupposto per quel contratto per stessa ammissione di Marchionne non esiste più perchè il piano fabbrica italia anche se ci fosse mai stato è stato cancellato. Grazie a Dio esiste ancora un minimo di Stato di Diritto dove anche le aziende più potenti non possono fare proprio quello che vogliono.

      • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:57 am

        Recedere da un contratto non è iniziare una guerra.
        Lo stato di diritto deve vigilare sul rispetto dei contratti ma non può assolutamente mettere becco fra le clausole di un contratto.
        E’ questo intervento che scatena la guerra.
        Per assurdo, se gli operai accettassero di lavorare gratis dovrebbero poterlo fare. (vedi i contratti in Germania, anni fa)

      • Actarus · giovedì, 1 novembre 2012, 10:16 am

        Chiedere il parere di un tribunale non è andare in guerra in uno stato di diritto. Quando da lavoratore voglio lavorare gratis di mia iniziativa vado a fare volontariato, quando me lo impongono diventa schiavismo. Esiste il codice civile con tutte le fattispecie di validità, nullità ed annullabilità di un contratto.

      • mercurio · giovedì, 1 novembre 2012, 8:49 pm

        A me pare che a fare e disfare sia la
        FIOM che tra l’altro ha anche l’appoggio
        della magistratura,che sentenzia sempre contro la FIAT.

    • Ric · giovedì, 1 novembre 2012, 10:22 am

      Albert lei ha una mentalità da nazionalsocialismo, forse ha sbagliato nome, dovrebbe chiamarsi zio Adolf!

      • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 10:37 am

        Per carità! Il socialismo ve lo lascio!!!
        Per carità …

  3. zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:27 am

    E’ dagli albori del capitalismo che il padronato aspira a comprimere reddito e diritti delle maestranze esacerbando la concorrenza al loro interno.

    Solo questo incipit è di una falsità storica che basta e avanza. Proverò a turarmi il naso e a leggere il resto ma la vedo dura.

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:32 am

      lo dice la massimizzazione del profitto: i negri son fatti per la schiavitù

      • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:44 am

        Sbagliato, la schiavitù è stata superata perchè da scarso profitto e crea poca ricchezza.

      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:49 am

        crea tanta ricchezza, tu non hai diritto alla ricchezza

        il mercato deve appartenere solo al 10% della popolazione

      • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 10:39 am

        Lo schiavismo non crea ricchezza, trasforma materia in ricchezza ma non crea. Per creare ricchezza ci vuole la libertà che scatena la creatività. Uno schiavo (come te) ha il chiodo fisso, vuole giustamente la libertà.

      • rossana · giovedì, 1 novembre 2012, 11:41 am

        La schiavitù è stat soppressa perchè non era più conveniete mantenere gli schiavi in condizioni di decenza alle quali man mano i loro proprietari erano stati costretti, per mantenerne il valore in buone condizioni senza doverlo rottamare troppo in fretta.
        Quindi si è deciso che fosse più conveniente fare in modo che il mantenimento fosse accollato direttamente alla persona, dandogli libertà.
        Renzi pensa anche alla working class quando si rivolge alla classe media come suo referente ideale?

    • Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 9:42 am

      Scamardella è un cretino, lei, miserevole mentecatto number two, un INFAME !!!

      E visto che passa giornate intere sul blog li dedichi venti secondi e risponda a delicatessen che le chiede di continuo informazioni sui suoi famigliari…

      • zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:44 am

        Tutti bene grazie per l’interessamento.

    • deda · giovedì, 1 novembre 2012, 10:26 am

      Ah si?

  4. zioAlbert · giovedì, 1 novembre 2012, 9:21 am

    OT
    Per decidere sulle province da tagliare in base al parametro “popolazione” fa fede il censimento 2011 ma … i dati non sono ancora elaborati, forse a metà 2013 ?!?!

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

    Nell’era dell’informatica?! Ma nell’anno ZERO, i tecnici di Erode, in palestina, quanto ci avranno messo a fare i conti?! Eh già, erano pochi …

    AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA :-)

    Prendiamola sul ridere, che altro si può fare?

  5. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:09 am

    Marchionne non ha “salvato la FIAT”, ma chi ha messo i soldi

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:12 am

      e il gruppo FIAT non è “proprietà di Marchionne” (anche se la tendenza è quella: da semplice amministratore a proprietario. prestar soldi e “se la torta esce bene ti regalo una fetta”)

      soldi che potevano benissimo esser investiti diversamente

      manca solo la “discesa in campo” di Marchionne

  6. Giuseppe Berta · giovedì, 1 novembre 2012, 9:06 am

    Se Marchionne vuole un accordo con Opel General motors non deve acuire le tensioni in Italia e in Europa.

    Sia più brillante.

  7. onyric · giovedì, 1 novembre 2012, 9:06 am

    quanto al sindacato – cisl, cgil, uil, giallo – che ceda i suoi privilegi e promuova l’elezione di consigli di fabbrica composti da delegati scelti dagli operai, senza quote sindacali.

    che monte ore, spazi, strutture, autorità di convocare riunioni vengano gestite dai consigli di fabbrica.

    • Giuseppe Berta · giovedì, 1 novembre 2012, 9:08 am

      Bisogna anche ricordare che la Germania dà grande importanza alle posizioni delle parti sociali, anche wolkswagen

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:15 am

      non sei “credibbile”: come puoi ordinare alle parti sociali di cedere e nel contempo aumentare i privilegi del super-amministratore delegato?

      concentrare tutto nel dux, è proprio una malattia italiana

      • onyric · giovedì, 1 novembre 2012, 9:30 am

        i sindacati non sono la parte sociale, sono organizzazioni burocratiche – tal quali i partiti – che hanno ottenuto la rappresentanza per diritto acquisito della parte sociale, che sono i lavoratori.

        è perciò che può darsi che la segretaria generale della cgil sia una persona che non ha mai lavorato in fabbrica, anzi, che non ha mai lavorato – burocrate assoluta.

        restituire al soggetto concreto, al dipendente, il diritto di darsi rappresentanza collettiva in autonomia dai funzionari.

      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:35 am
      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:44 am

        screditare la funzione del sindacato e del partito, adducendo motivazioni di altra natura, e proponendo visioni populistiche, demagogiche, è esattamente un discorso fascista come le categorie “sindacati” e “partiti”. cattivi contro buoni

        ma io lo so onyric, e apprezzo la tua intelligenza

        “autonomia dai funzionari”, per legittimare la forza di un solo funzionario

        ti consegno, a nome del blog, il “Premio Orwell 2012″

  8. onyric · giovedì, 1 novembre 2012, 9:02 am

    Ma più ancora, si precipita il conflitto sociale al di fuori di ogni regola, col rischio di favorire l’estremismo dei disperati e la sua strumentalizzazione criminale.

    questo è il succo dell’articolo ed è un incitamento, non un timore – quando qualcuno deciderà di mandare qualcun altro a sparare, magari in prossimità delle elezioni, nel contesto di un progetto di radicalizzazione dei conflitti che tolga spazio alle posizioni moderate e progressiste all’interno di una sinistra autoritaria e conservatrice – quando questo succederà – potrà affermare chè colpa dei padroni, non del clima di odio e si disperazione che scientemente sta contribuendo a costruire da tempo.

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:28 am

      ma a cosa alludi col tuo discorso pulp?

      L’ apprezzamento per Marchionne dell’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti alla festa di «Liberazione»?

  9. marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 9:02 am

    non solo contro il sindacato metalmeccanico col maggior numero di iscritti (già escluso illegittimamente dalle Rappresentanze aziendali),

    questo è falso

    per una regola voluta da fiom per eliminare i cobas la rappresentanza è solo di chi ha firmato contratti aziendali

    Fiom nella società di Pomigliano non ha firmato , quindi è fuori secondo quanto da lei stabilita

    come non è vero che fiom ha più iscritti , è una robusta minoranza amche come tesserati

    inesattezze nel giornale del padronato che ha licenziato 20.000 persone e distrute tutto l’hintreland produttivo to una fabbrica come l’Olivetti

  10. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:50 am

    MA NON c’è fretta!

    Marchionne può partire col suo mega progetto anche l’anno prossimo.. quando è più tranquillo e le fabbriche saranno chiuse “chiuse per sindacati”

    nessuno parla del fallimento dell’esportazione dei prodotti del gruppo Fiat in Usa. l’incredibile flop di Marchionne. voluto da un contratto che oltre a dire di chi è la Chrysler, anche quanto vendere la FIAT (vedi Report)

    quando il mercato lo pregherà in ginocchio di costruire nuovi prodotti, Marchionne allora chiederà prestiti e finanziamenti ai governi. per costruire la Duna XXL

    roba da matti.

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:52 am

      l’Italia ha salvato la Chrysler.

    • marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:56 am

      non ci sono esportazioni di Fiat in Usa

      la 500 solo che ha ottimi numeri ultimamente
      ( la produzione Abarth dell’anno tutta venduta )

      poi la piattaforma Dart (( Giulietta ) che anche è ok

      Maserati e Ferrari si vendono bene come sempre

      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 9:08 am

        nonostante Marchionne. Marchionne è infatti l’elemento peggiorativo. e quindi da licenziare. lo stesso criterio che si vuol per altri lavoratori

  11. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:36 am

    “Diego, mi prendi in giro? le scarpe coi buchi sotto me le hai date l’anno scorso!” (Sergio)

  12. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:34 am

    c’era una volta tutta la gamma, da aggiornare

    Fiat – popolare

    Lancia – eleganza

    Alfa Romeo – sportive

    Maserati e altri – lusso

    la differenza tra un imprenditore e “un manager finanziario acchiappa finanziamenti pubblici”

  13. iae · giovedì, 1 novembre 2012, 8:32 am

    Trovo che tutti coloro che credono ai diritti civili siano messi alla prova davanti alle provocazioni di Marchionne.Spetta a tutti e non solo agli operai fiat,fare resistenza,non possono essere lasciati soli,anche economicamente devono essere supportati.Loro in ogni caso devono far fronte comune,se accettano quella logica sono finiti ma ripeto a noi tutti ,tutte le categorie ,appoggiarli e sostenerli

  14. Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 8:32 am

    marco scamardella ·

    la magistratura non può ordinare ad una impresa che ha a

    L’ottuso Scamardella insiste con la sua litania sulla magistratura che “impone”.

    Egregio cretino, si legga la sentenza (o si faccia aiutare nella spiegazione) e vedrà che quella sentenza mette fine ad un atto incostituzionale ed arbitrario che imponeva ad un certo numerto di lavoratori di non lavorare perchè istritti all Fiom!

    Lei gioca a fare il cinico, io dico che invece dimostra soltanto la sua incurabile imbecillità!!!

    • marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:38 am

      la sentenza doveva esser che alle prossime riassunzioni si sarebbe dovuto rispettare una quota fiom

      obbligare ada assumere senza che ve ne sia la necessità è folle

      prevedibile la reazione della Fiat

      che oltretutto avrebbe convenienza achiudere tutta la baracca in Italia

      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:43 am

        prevedibile la reazione della Fiat

        dove “reazione” è tutto un programma politico

  15. marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:28 am

    la magistratura non può ordinare ad una impresa che ha a

    • marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:32 am

      che ha produzione in un paese in perdita

      di assumere gente in sopranumero ( non sono reintegri ) qui 19 dirigenti sindacali non hano mai lavorato per la nuova fabbrica , anzi hanno fato di tutto per non farla partire ( schiavismo , consizioni disumnane ecc , niente firma contratto , no al referendum )

      in nessun paese del mondo si disporrebbe non un reintegro o un obbligo di assunzione in caso di nuove chiemate

      ma un ordine tout court di assunzione
      a una impresa privata

      è impossibile per i rpincipi della economia

      che i magistari e la Fiom comprino l’Italia e ci diano lavoro

      • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:41 am

        Scamardella –

        la magistratura non può ordinare

        in Germania, in Francia, in Usa, in Cina ordinano anche i governi (e i sindacati, dove esistono)

        Marchionne è più autoritario di tutti: l’Europa deve bloccare il libero scambio e obbligare alla diminuzione di capacità produttiva..

        Mussolini ha il busto di Marchionne sulla scrivania.

        (il paradosso dei liberisti confiondustriali che oggi applaudono il novello Mussolini)

      • marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:57 am

        i governi mettono miliardi

        poi però come in Francia le fabbriche chiudono lo stesso

      • Actarus · giovedì, 1 novembre 2012, 10:05 am

        Evidentemente ti sbagli e possono farlo e poi Marchionne ha detto di aver 20 miliardi di liquidità a bilancio può considerarsi in crisi un’azienda che ha 20 miliardi di euro di liquidità iscritti a bilancio?

    • Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:32 am

      Maserati modello “Duna”

      il riciclaggio di auto scadute

      • marco scamardella · giovedì, 1 novembre 2012, 8:36 am

        La Maserati farà su telaio Grand Cherroke una suv ( già peresentato molto bello )

        su telaio Mercedes classe E che è in dotazione Chrisler una quattroporte e un coupè più piccolo

        ci sono i motori Diesel nuovi della VM che Fiat ha comprato , sei cilindri con oltre 300 hp

        la fabbrica fallita di Bertone èmstatat acquisita garantendo lavoro a duemila persone specializzate che faranno la verniciatura e le carrozzerie con gli standard Bertone Maserati

        il marchio è attualmente molto gardito in tutto il mondo pur con una gamma senza Diesel e piattaforme alte , con le piccole è possibile espandersi visto il pèrestigioe la qualità

        si è in grado di offrire alternativa e marchio più esotico e prestigioso di bmw e mb

      • Actarus · giovedì, 1 novembre 2012, 10:06 am

        Scamardella guarda che ha garantito il posto a 1.100 lavoratori non a 2.000 nella mia fabbrica e comunque a 3 anni dall’acquisizione siamo rientrati in 300 ed abbiamo solo più un anno di cig.

        http://motori.corriere.it/motori/attualita/12_agosto_30/maserati-cinqueporte-grugliasco_042f8856-f28b-11e1-9efb-e78611c7bd41.shtml

  16. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:27 am

    il maglioncino sgalcito di Marchionne, tra uomini in cravatta e 24ore

    (una scelta opportuna. con la divisa da gerarca avrebbe dato troppo nell’occhio)

  17. Gummo · giovedì, 1 novembre 2012, 8:25 am

    gli iscritti alla Fiam Cgil, senza eccezione alcuna-

    Gad, la Fiam è la via tedesca alla cogestione tra Fiom e Fiat? sarebbe un lapsus interessante per l’economia

    un’impresa come la Fiat che ha chiuso il terzo trimestre 2012 con 575 milioni di utili (+18,5% rispetto all’anno scorso).

    gli utili del gruppo Chrysler. questa è la dimostrazione che anche i carrozzoni falliti come Chrysler si possono ristrutturare e grazie all’impegno del governo Obama, con buona pace degli estremisti liberisti italici

  18. Luigi L. · giovedì, 1 novembre 2012, 8:13 am

    Signor Lerner,
    io mi chiedo: come mai questi 19 non erano iscritti alla Fiom? La loro mesa in mobilità è un segnale forte agli operai che non credono nel sindacato, specialmente quello targato Fiom. Quindi non si disperi per loro! La prossima volta i neo assunti sapranno cosa vuol dire essere iscritti al sindacato e le tutele che avrebbero in caso di una militanza attiva.

    • Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 8:34 am

      fascista idiota !!!!

      • Luigi L. · giovedì, 1 novembre 2012, 9:41 am

        Scusi non comprendo??? Se questi 19 fossero stati iscritti ad un sindacato sarebbero stati o no più tutelati? Quindi conviene essere iscritti ad un sindacato O no?

    • Edoardo Caccia · giovedì, 1 novembre 2012, 10:11 am

      Probabilmente lei non comprende perchè ha difficoltà a capire concetti come legalità, Costituzione, Stato di Diritto dove non si può discriminare una persona per l’appartenenza politica, iscrizione ad un sindacato, per fede religiosa, per sesso, non è un’invenzione italiana esiste anche negli altri paesi industrializzati e liberisti.

  19. citoyenne · giovedì, 1 novembre 2012, 7:55 am

    Buongiorno

    La storia ci insegna che rinunciare a questi diritti fondamentali non produce né benessere né crescita, bensì arretramento sociale e perdita di civiltà.

    Ad onor del vero, mi pare che già da tempo, proprio in questo blog, si discetta sul ritorno ad un medioevo con i servi della gleba e i loro padroni feudatari. Ci ricordiamo del lattonzolo Sacconi e di tutte le riforme a danno dei lavoratori. Ci ricordiamo il referendum dei lavoratori Fiat con la pistola del licenziamento puntata? Ci ricordiamo che la riforma Fornero non è stata mai molto apprezzata… ed allora di cosa stiamo parlando?
    Sono stati proprio questi personaggi a permettere che i lavoratori ritornassero ad essere trattati a livello di schiavi (ci manca poco e verrà adottata la frusta per farli lavorare ancora più a pieno ritmo). Sono stati proprio questi personaggi a gettare la zizzania tra lavoratori: divide et impera.
    C’è da chiedersi solo fino a quanto potrà essere tirata la corda, fino a quando i lavoratori esasperati ed ormai tutti riuniti scenderanno nelle piazze armati di spranghe.
    Ma non servirà nemmeno quello perchè loro, i feudatari, saranno fuggiti alle Maldive.

    • Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 8:10 am

      Il padrone è a Malindi… i valvassini sono a lutto anche perchè nano si è portato via il pallone dicendo che era suo.

  20. Sfiduciato · giovedì, 1 novembre 2012, 7:45 am

    E’ dagli albori del capitalismo che il padronato aspira a comprimere reddito e diritti delle maestranze esacerbando la concorrenza al loro interno.

    Una riflessione direi quasi scontata nella sua ovvietà se fossimo un paese serio e maturo.
    Ma se fossimo stati seri e maturi e non sempre bisognosi del tutore, non avremmo avuto vent’anni di regime catto-mediatico-fascista.
    Ma quì il discorso si fa troppo complicato perchè scaturiamo negli aspetti antropologici degli italiani che probabilmente nella media sono più fascisti di quanto non riescono ad ammettere.

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