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martedì, 19 febbraio 2013

A scanso di equivoci e prima che a Zingales gli girino, segnalo a tutti coloro che mi chiamano "dottor Lerner" che non mi sono mai laureato

349 Commenti

  1. Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:42 am

    Potrei raccontarvene di molte peggiori assai ma adesso devo uscire. Bye bye.

    • Gummo · martedì, 19 febbraio 2013, 2:22 pm

      non ho capito: ora è colpa di Zingales se anche in USA e in Germania..

      zingales “accusa”.. a zingale “gli girano”..

      ma è giornalismo?

  2. Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:40 am

    Nessuno ne parla, ma qui in Lombardia c’è un abbandono scolastico del 20 per cento.
    Qualcosa vorrà pur dire.
    La gente istitntivamente capisce che la scuola così com’è è una “bidonata”.
    Non serve agli studenti, serve agli insegnanti per i quali è a tutti gli effetti oggi, un ammortizzatore sociale.

    • fiorenza · martedì, 19 febbraio 2013, 10:52 am

      Ti ho risposto sotto, cara la mia qualunquista, continua così.

    • Margherita di VENEZIA · martedì, 19 febbraio 2013, 12:03 pm

      magari serve a usare i congiuntivi e come racconto sempre io il commesso di un negozio mi ha detto VADI

    • Marilena Bellini · martedì, 19 febbraio 2013, 4:09 pm

      Appena andrà Ambrosola al governo regionale,ogni giorno farà decine di miracoli,come abbondantemente promesso.

  3. Arnaldo (Stella gialal) · martedì, 19 febbraio 2013, 10:35 am

    Povero Ambrosoli: ora che ha imbarcato pure Prodi, unico presidente della commissione UE dimissionato per gli scandali, è proprio finito. Non vincerà più.
    Poi Gad mi dovrebbe spiegare la seguente foto:

    https://twitter.com/TriMatBe/status/303255665198104576/photo/1

    • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:37 am

      monnezza hai dimenticato di cambiare gravatar?

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:43 am

        questo deficente non sono io

      • Arnaldo (Stella gialal) · martedì, 19 febbraio 2013, 10:54 am

        Sarà tua sorella visto che vi somigliate tanto. Cretina!

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:57 am

        allora ha ragione mia sorella , che sei una discarica

    • onyric · martedì, 19 febbraio 2013, 10:48 am

      unico presidente della commissione UE dimissionato per gli scandali

      basta cretinate, è diffamazione senza fondamento, magari pure un reato.

    • fiorenza · martedì, 19 febbraio 2013, 10:51 am

      È sempre l’ora del deficiente: quello che hai scritto su prodi non è vero, del resto lady l’ha detta giusta: perchè studiare? Ma quale liceo…

      • Margherita di VENEZIA · martedì, 19 febbraio 2013, 1:25 pm

        fiorenza io parlavo con lady dodi non con te

    • gianitalo · martedì, 19 febbraio 2013, 4:04 pm

      Quando parli di PRODI in Europa tutti lo ricordano con grande stima.Invece il tuo grande amico B.viene considerato semplicemente un buffone pericoloso.

  4. Arnaldo · martedì, 19 febbraio 2013, 10:34 am

    Che se gli piace imparare a cucinare lo mando a far l’aiutante gratis per sei mesi dove c’è un grande chef.

    Che cavolo di discorsi fai? Tu per imparare a fare in culo sei stata a fare l’aiutante di Cicciolina?

    • Attento, Arnaldo.... · martedì, 19 febbraio 2013, 10:37 am

      ;-)

      • Henriette · martedì, 19 febbraio 2013, 4:01 pm

        (toh..il Puntaspilli)

  5. la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:29 am
  6. Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 10:27 am

    Sai che lì per avvocato ti puoi prendere chi ti pare?

    Informati e poi ripassa.

  7. Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:26 am

    Meno male che ci penserà l’Europa a sistemare queste cose!
    Qui siamo arrivat al ridicolo, parlando di scuola!
    Figuratevi che una per fare la parrucchiera o la barista deve fare dopo le medie , cinque anni!
    Con materie , magari , fatte in modo più blando ma uguali a quelle del liceo.
    Quando ho chiesto ad una ragazzina aspirante parrucchiera perchè le facessero studiare l’inglese, mi ha risposto: Magari entra in negozio una turista inglese.
    Insomma, la volte sapere? Come si da lavoro a tanti inutili professori se no?
    Certo che se io ad un figlio dovessi far fare 5 anni di profesionali, tanto varrebbe fargli fare 5 anni di liceo. Che se gli piace imparare a cucinare lo mando a far l’aiutante gratis per sei mesi dove c’è un grande chef.

    • Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:27 am

      Tra l’altro, quando ho voluto imparare io a cucinar bene è esattamente così che ho fatto.

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:37 am

        hai stra-ragione .
        Ad es ci sono dei concorsi dove la laurea non serve a un tubo .
        Lo fanno semplicemente per scremare la partecipazione , e magari rimangono tagliati fuori , molti piu’ capaci , anche se non hanno la laurea .

        Bisogna distinguere , ma come per i lavori usuranti da separare da altri lavori e’ faticoso . E questa classe politica non vuole faticare .

      • mb · martedì, 19 febbraio 2013, 11:25 am

        la laura Il grillino sfottente , lo chiamo io.
        Mentre lady dodi probabilomente avvelena i familiari condendo la pasta con semi di ricino e cicuta.

    • fiorenza · martedì, 19 febbraio 2013, 10:45 am

      Poi dopo aver allevato un popolo di schiavi ignoranti, gli racconti quattro balle e ti fai eleggere per vent’anni di seguito; elimini i sindacati gli dai un fisso garantito come il mangime ai polli, una casetta di cartone antisismica in periferia e per il bene del paese delocalizzi l’industria pesante e via a fare tutti i camerieri “per gli turisti stranieri”. I quali naturalmente dovranno essere muniti di passaporto con regolare visto se vorranno entrare e borse capienti per contenere i kili di carta straccia rappresentanti la moneta locale.
      Auguri lady, oggi è il tuo compleanno?

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 11:07 am

        questa tesi fa acqua pure dalle tasche .
        Io ho la terza media e non voto il banana .
        Mai sentito parlare di autodidatta ?
        Con questo non dico che la scuola non serva , ma essere ignoranti non significa essere laureato o meno .

      • fiorenza · martedì, 19 febbraio 2013, 11:20 am

        E quindi laura sono le eccezioni che fanno le regole? Non è più il ’68 o il ’77!
        Mi fa specie che si guardi il mondo ponendo se stessi come paradigma, ogni tanto bisognerebbe uscire da quest’ottica narcisistica.

    • onyric · martedì, 19 febbraio 2013, 10:50 am

      l’aiutante gratis per sei mesi dove c’è un grande chef

      che ti butta fuori dopo un’ora, se non sai fare le 100 cose basilari che insegnano – o dovrebbero insegnare – ad un professionale.

      la sai fare una bisque, ad esempio ?

      • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 10:53 am

        Che fai, guardi Cuochi e Fiamme? ;-)

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:59 am

        forse master chef

      • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 11:01 am

        Io dico Cuochi e Fiamme. Onyric, pronunciati e liberaci da questo dilemma.

      • onyric · martedì, 19 febbraio 2013, 11:05 am

        tele-dipendenti.

      • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 11:06 am

        Cuochi e Fiamme, non c’è dubbio ;-)

      • aaavatar · martedì, 19 febbraio 2013, 11:50 am

        grande onyric! io l’ho imparata da una vera cuoca della costa azzurra…

        a proposito di lauree, ne ho due e il lavoro della mia vita non ha niente a che vedere; ma 21 anni sui banchi (e un po’ sulle scale :wink: ) sono stati un’ottima palestra di aerobica mentale.

        dio ci liberi dalle campagne elettorali

  8. la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:24 am
  9. Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:10 am

    Se Zingales ha da dire per il fatto che la chiamino dottore è segno evidente che lui è terra terra.
    Mi dispiace dirlo ma è così.
    Non le manca nulla caro Lerner, anzi ha una cosa di troppo. l’appartenenza a quell’orrendo partito. Prima o poi se ne renderà conto visto che è una person molto intelligente.

    • Margherita di VENEZIA · martedì, 19 febbraio 2013, 12:07 pm

      Zingales è di grande famiglia cara . il padre docente universitario e la madre figlia di un famoso medico

  10. Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:05 am

    Ne conosciamo di laureati imbecilli! E di non laureati in gamba!
    Per questo motivo, tempo fa avevo caldeggiato qui , la proposta per l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
    Non c’è un solo paese civile dove il “pezzo di carta” conti come da noi.
    Altrove , studi e cerchi di frequantere le scuole migliori per “prendere e apprendere ” e poi avvalerti di quanto incamerato.
    Qui no, qui conta solo il “pezzo di carta”, poi se sei un perfetto imbecille poco importa.
    Mi pare ne parlasse addirittura Einaudi negli anni 50 e gli fu detto: “Vuole scardinare l’ordine costituito?”.
    I titoli sono come il concime, se la terra è fertile, è ottimo il risultato, se la terra è sterile è tempo perso.

    • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 10:09 am

      Non c’è un solo paese civile dove il “pezzo di carta” conti come da noi.

      Lascia stare, Dodi, perché devi raccontare balle? Sei contraria al valore legale del titolo? Bene, è la tua posizione. Ma fermati lì. Che in altri paesi non fai nemmeno l’artigiano senza un pezzo di carta.

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:13 am

        invece da noi con un pezzo di carta si fa pure il ministro dell’ istruzione neutrinica .

      • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 10:14 am

        Igienica?

      • Lady Dodi · martedì, 19 febbraio 2013, 10:14 am

        Sto parlando ad esempio della Gran Bretagna, Consi. Sai che lì per avvocato ti puoi prendere chi ti pare?
        Va da se che cerchi uno che sa di cosa si stia parlando, ma qui figurati che nemmeno un avvocato può pernmettersi il lusso di non ….”prendersi un avvocato” .

    • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:09 am

      la seconda e’ il caso di G. C.

  11. Henriette · martedì, 19 febbraio 2013, 10:04 am

    non mi sono mai laureato

    lo sappiamo tutti da sempre
    cionondimeno sei il migliore

  12. zioAlbert · martedì, 19 febbraio 2013, 10:02 am

    All’università italiana ho imparato molto con ottimi e noti professori, in quella straniera pure.

    Quando ci andai io, nel 76 a Venezia, si facevano gli esami di gruppo con il voto minimo garantito. Le aule scoppiavano e c’era la gente seduta sulle scale che si faceva gli spinelli, qualche anno dopo ci ho riprovato sperando che fosse finita ma era anche peggio, fare gli esami era un azzardo, trovare il professore disponibile una fortuna, perdere tempo la prassi.
    Sarò stato sfortunato io.

    • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 10:12 am

      Quando ci andai io, nel 76 a Venezia, si facevano gli esami di gruppo con il voto minimo garantito.

      Praticamente, nei fatti, l’abolizione del titolo. Pensaci, Giacomino, te lo dico sempre. Da un lato vuoi lo scardinamento degli ordini (tipico ’68), dall’altro (e questa secondo me è la tua parte più vera e più seria) vorresti invece le istituzioni ordinate e funzionanti. Poi mi sbaglierò, ma se fossi in te un pensierino ce lo farei.

      • zioAlbert · martedì, 19 febbraio 2013, 10:58 am

        Ordinate e funzionanti ma non “istituzioni”, imprese private.

  13. Lettore · martedì, 19 febbraio 2013, 9:48 am

    GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:32 am

    Io invece ho frequentato delle elementari fanstastiche, ricordo ancora con affetto la mia bravissima maestra, delle ottime medie ed un liceo di altissimo livello.

    Sì, ma non ti sei MAI laureato. Chiavica!!!

    • GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:54 am

      BOTOLO PSIKOPATIKO, torna nel kamile del manikomio di Aversa, forse ci trovi sia Laura che Giovanna.

      Giulio Cesare

    • mary · martedì, 19 febbraio 2013, 9:55 am

      io avrei una curiosita’
      chissa’ perche’ si fa chiamare Giulio Cesare
      ma, sa come fini’?oppure la pagina del libro era strappata?

      buona giornata a tutti!

    • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 10:00 am

      come no ! una laura ce l’ ha di sicuro .

      scemenza cronica .

  14. Uno · martedì, 19 febbraio 2013, 9:47 am

    I Dandy raccontano Fole?

    prima che a Zingales gli girino

  15. mary · martedì, 19 febbraio 2013, 9:44 am

    Gad
    la laurea e’ solo accrescimento culturale,non garantisce pensieri sociali e democratici,non garantisce moralita’ nei comportamenti
    inoltre
    avrai notati che gli uomini vengono,anche spesso sul lavoro,definiti dottori
    mentre,per le donne,anche laureate,si usa dire…signora
    per fortuna,la nostra intelligenza non da’ moltya importanza ai titoli ma,e’ un segnale che,i tempi cambiano ma,la forma di maschilismo nei riconoscimenti non cambia
    a parte l’ironia
    laurea o no,sei una brava persona
    se la 7 dei/del nuovo padrone non lo capira’,sara’ peggio per i suoi ascolti.
    poi,l’economista,
    e’ solo un personaggio incomprensibile

    • GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:52 am

      ANALFABETA, ANALFABETA, ANALFABETA

      Giulio Cesare

      • mary · martedì, 19 febbraio 2013, 5:14 pm

        pidocchio nero,fumato

  16. la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 9:34 am

    Quando penso che c’ e’ stato uno che parla di Romolo e Remolo , mizzica !!!!!!
    Eppure e’ laureato . Lo so non e’ colpa sua ma chi gliel’ ha data la laura .

    • GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:41 am

      ANALFABETA, impara a scrivere in italiano.
      A te non solo non serve la Laura, ma neanche la Giovanna.

      Giulio Cesare

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 9:43 am

        pensa che ho avuto due fidanzate , una si chiamava Laura , l’ altra Giovanna .
        Guarda che combinazione , caro il mio scavafosse a tradimento .

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 9:47 am

        o ti devo chiamare dottore ….de sta cippa !

  17. zioAlbert · martedì, 19 febbraio 2013, 9:24 am

    Nella mia carriera scolastica ho saltato l’asilo per merito di mia mamma, e ho saltato l’università per merito mio.
    Per quello che ho visto ai miei tempi, l’università era il tempio del paraculismo e delle raccomandazioni e penso che nel tempo sia peggiorata. I miei attuali rapporti con i “laureati” sono a dir poco pessimi.
    Per fortuna ci sono anche giovani con un po’ di pudore che vogliono imparare e hanno il buon gusto di non parlare dei loro titoli.

    • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 9:31 am

      Va bene saltare l’università, ma l’asilo.. ah, che ricordi…

      • mary · martedì, 19 febbraio 2013, 9:47 am

        ecco perche’ e’ cosi’ astioso
        l’asilo e’ la prima forma di democrazia,per i piccoli,s’impara all’asilo,la capacita’ di stare con gli altri,senza fisime razziste
        una mente democratica si forma all’asilo,quando dividi merenda e giochi
        bei tempi!!!!!!!

    • GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:32 am

      Io invece ho frequentato delle elementari fanstastiche, ricordo ancora con affetto la mia bravissima maestra, delle ottime medie ed un liceo di altissimo livello.

      All’università italiana ho imparato molto con ottimi e noti professori, in quella straniera pure.

      Sono stato molto fortunato e contentissimo di aver studiato parecchi anni.

      Giulio Cesare

      • la laura · martedì, 19 febbraio 2013, 9:37 am

        a che ti e’ servito , se sei diventato la ciofeca che vediamo !
        Braccia rubate a scavare le fosse al Cimitero dei topi .

      • mary · martedì, 19 febbraio 2013, 9:50 am

        udite,udite.ha anche studiato…………
        ma, dai discorsi,sembra che abbia frequentato soltanto il bar di facolta’….
        non c’e’ piu’ religione…ha studiato,quanti soldini gettati al vento!…………

  18. GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:16 am

    Luttwak: “Serve un governo che tagli le tasse

    La ricetta dell’esperto Usa stasera ospite di Rete4: “Bisogna liberare l’economia per ripartire. Monti? Una delusione”

    Come viene vista l’Italia negli Usa?
    «A Washington tutti si ricordano che l’Italia è fra i sette/otto principali Paesi del mondo.

    La buona gestione o la cattiva gestione dell’economia italiana ha un impatto globale. Non è la Grecia, non è la Spagna. Quando c’è un problema in Italia sono problemi globali».
    Il Fondo monetario internazionale dice che forse c’è qualcosa di sbagliato nella politica che la Merkel sta imponendo all’Europa.
    «Non è questione della Merkel. Da quando l’Italia è entrata nell’euro l’economia italiana ha cessato di crescere. La ragione è ovvia, perché l’export italiano è legato a una valuta molto costosa. Quando hai una valuta molto costosa devi essere molto produttivo. Se hai cose non riformate nel Paese: costi, notai, farmacisti, tassisti, tutti questi medievalismi, regole a non finire, tutti questi ostacoli al lavoro devi compensarli».
    E la soluzione qual è? Uscire dall’euro ?
    «L’Italia può essere benissimo nell’Euro. L’Italia potrebbe essere nel franco svizzero, dove vuole essere. Però bisogna fare le riforme commisurate. E l’enorme delusione di Mario Monti è questa: lui come tecnico arrivava lì in un momento di crisi. Poteva andare al Parlamento e dire: Non ho ambizioni politiche. Domani voi in Parlamento mi abolite notai, farmacisti, tassisti, regole, tariffe e ostacoli, monopoli, orari e tutte queste regole medievali… O me ne vado a casa. Invece di fare le riforme, lui ha aumentato le tasse. Tagliare la spesa pubblica era evidentemente impopolare, perciò ci voleva il tecnico… Mario Monti, l’uomo che non ha ambizione politica, che non sarà mai in politica, che doveva fare queste cose… E invece ha fatto il contrario per entrare in politica. Queste cose qui a Washington non sono dimenticate».
    Non è forse che dobbiamo rinegoziare con la Merkel la linea di politica economica?
    «Io credo che la cancelliera Merkel e il governo tedesco non hanno mai chiesto a nessun governo italiano di aumentare le tasse di un centesimo. Quello che hanno chiesto è di ridurre il deficit. E come si riduce il deficit? Tagliando la spesa pubblica. Guarda che in Italia il presidente della Provincia di Bolzano guadagna il doppio della Merkel, ci sono un numero di funzionari statali che guadagnano il doppio della Merkel e ce ne sono a centinaia».
    Quindi qualsiasi governo in Italia dovrebbe affrontare questo tema: tagliare la spesa pubblica.
    «Esatto. Se tagli la spesa pubblica hai poco impatto sull’occupazione, il lavoro e la vita economica del Paese. Se tu invece aumenti le tasse hai un impatto notevole. Quando sei già in recessione, quando l’economia globale sta già tentennando e tu aumenti le tasse allora butti giù l’economia e tu metti le famiglie a disagio, le famiglie spendono molto di meno. Quelli che vendono, vendono molto di meno. Chi produce, produce di meno. E questo è quello che è successo. E, nota bene, durante tutta questa crisi, non c’è stata nessuna riforma strutturale e, naturalmente, tutti i comportamenti fiscali hanno avuto l’effetto di tenere l’euro molto alto, quindi poco competitivo. L’esportatore italiano che vende in euro deve continuamente nuotare controcorrente. L’imprenditore italiano che guadagna trenta lire deve fare il doppio dello sforzo di un imprenditore tedesco che guadagna trenta lire».
    Che speranza c’è per l’Italia?
    «La speranza per l’Italia è che arrivi un governo che finalmente fa quello che ogni convegno, ogni conferenza, ogni studio ha stabilito già più di vent’anni fa e lo ripetono da vent’anni. Cioè bisogna liberalizzare l’economia italiana, bisogna svincolarla. Se tu hai un albergo a Roma e vuoi affittare una camera doppia deve avere esattamente 14 metri quadri, non 13,9 perché così decreta la Regione Lazio. Scusa se tu hai una piccola stanza e io sono poveraccio voglio affittare una piccola stanza la Regione Lazio si interpone. Questo è uno dei centomila regolamenti che ingessano l’economia italiana. Quindi svincolare l’economia è la cosa che si deve fare. Se arriva un governo e lo fa, già ci sarà una spinta. E due, naturalmente, tagliare la spesa pubblica e tagliare le tasse. L’Italia è fortunatissima, è l’unico Paese che io conosco che può tagliare la spesa pubblica senza ridurre né l’educazione, né la sicurezza, né la sanità, può farlo semplicemente togliendo questi eccessi governativi spaventosi».

    Giulio Cesare

  19. pasquina · martedì, 19 febbraio 2013, 9:14 am

    che noia la politica
    è meglio il festival di sanremo

    tanto i politici sono bravi solo a spendere i soldi nostri
    vedi ad esempio i manifesti loro imbrattano con i manifesti che poi paghiamo noi

    • Considerazioni di un tacchino sul tetto · martedì, 19 febbraio 2013, 9:33 am

      Molto, molto meglio il festival. Peccato per Silvestri, che meritava il premio della critica. Credo che sia più complesso scrivere una canzone come la sua che la canzone mononota.

  20. GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 8:59 am

    Lo sappiamo, lo sappiamo, non sei riuscito a fare neanche quello e…si vede.

    Giulio Cesare

    • zioAlbert · martedì, 19 febbraio 2013, 9:02 am

      Qui non sono d’accordo Giulio, questo è uno dei suoi pochi titoli di merito.

      • GIULIO CESARE · martedì, 19 febbraio 2013, 9:09 am

        Quale? Non essere laureato?

        Giulio Cesare

      • zioAlbert · martedì, 19 febbraio 2013, 9:13 am

        Secondo me si.

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