Stasera sarò con Massimo Mucchetti a Brescia, ore 21, all'Auditorium Capretti in via Piamarta
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mercoledì, 20 febbraio 201387 Commenti
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Non ti dare tanta pena Share per la lotta all’evasione. Tanto non toccherà mica a voi far fronte alla questione. Perderete, ma inaspettatamente non al Senato, bensì alla Camera .
Incredibile vero? Ma per me è quello che succederà.
di Alberto Bagnai
…“Sono più pessimista di Obstfeld: secondo me, l’euro è un rischio che non dovremmo prendere”. Sapete chi era? Alberto Alesina, che oggi appoggia l’austerità montiana, a difesa di quello stesso euro da lui definito nel 1996 un bluff, per motivi che (se vi interessa il parere di uno che ce l’ha corto, il curriculum) trovo limpidi e tuttora validissimi. Vi pare possibile che il prof. Boldrin non conosca l’opera del prof. Alesina? La leggiamo perfino noi a Pescara!
È vero invece quello che afferma nel dibattito la Napoleoni, cioè che le politiche di deflazione intraprese, quelle sì, stanno a riducendo a mal partito i cittadini italiani. Il motivo è semplice, e lo ha tanto limpidamente espresso uno degli economisti di punta del PUDE (Partito Unico Dell’Euro), Stefano Fassina: non potendo svalutare la moneta, si svaluta il lavoro. Vi sembra il contrario di quello che dicono Tabacci e Boldrin? Sì, è esattamente il contrario, ma è anche quello che sta succedendo, e lo vediamo tutti, anche voi: credete ai vostri occhi!
È inutile girarci intorno. Quello di ridurre il resto dell’Europa come la Cina, sbriciolando i redditi e i diritti dei lavoratori per contare su un serbatoio di manodopera a buon mercato, si sta ormai palesando come il disegno, più o meno lucido, della leadership tedesca. Guardate, non ci vuole molto a capirlo: vogliono fare con il resto dell’Eurozona quello che gli è riuscito con la Germania Est.
continua…
p.s.
Gad, vedi un po’ cosa ne pensa Mucchetti…
Pico, chi cavolo è sto Bagnai ?
E’ il Samuelson de Teramo, uno che si crede chissà chi e tiene un blog dove saccenteggia dando sfoggio di pretesa onniscienza economica dando dell’ignorante all’universo mondo e insultando pesantemente chi osa intervenire nemmeno criticando ma semplicemente interloquendo. E’ un farabutto non privo di genio che si sta costruendo una carriera come bastian contrario in servizio permanente effettivo.Ha l’unico pregio di essere contrario all’Euro e di fornire un’armamentario teorico a chi comincia a pensare che tutte quelle fregnacce che ci raccontano (abbiamo sprecato il dividendo dell’Euro, ci meritiamo la crisi, non si sono controllati i prezzi nel changeover) siano appunto fregnacce. Peccato che non sarà quest’untorello a prevalere sul mainstream economico che ci sta portando alla rovina.
Dunque Share, Grillo m’ha dato retta ! E’ da un pezzo che scrivo sul suo blog di lasciare regolamentare stipendio agli eletti del 5 Stelle.
Certo che è pericoloso far diversamente.
ot evasione ( e ricette anti-elusive)
Se il contribuente potesse dedursi tutte le spese che sostiene dal proprio reddito sarebbe indotto a spendere tutto quello che guadagna, semmai acquistando anche beni o servizi non necessari, in modo da azzerare il proprio reddito e non dover versare neanche un euro di tasse. Tralasciando l’effetto bolla dei consumi modello ellenico, saremmo tutti onesti e solerti a richiedere scontrini e fatture, ma paradossalmente lo Stato, invece di incassare più imposte rischierebbe di non incassare proprio nulla.
Di Pietro ha sostanzialmente rilanciato questa proposta durante la trasmissione Piazza Pulita su La 7, dimostrando di non aver compreso i termini della questione.
Invece meglio introdurre un meccanismo non tanto di contrasto di interesse,ma di incentivazione alla richiesta di fatture e scontrini, lasciando che tale richiesta poi si trasmetta all’indietro, da un fornitore all’altro. E comunque esso sarebbe solo un’integrazione del vero strumento di lotta all’evasione: la tracciabilità dei dati, che, per l’IVA, significa fatture e scontrini elettronici.
…finalmente ho capito perchè gli USA sono falliti.
fino a quando sedevano i Bush, poi tutta un’altra storia
Pico pico delle mie brame…….
Una nuova batosta per Mario Monti. A puntargli il dito contro non è un giornale qualsiasi, ma il Financial Times già critico con il Professore nel recente passato.
“L’entità del crollo della crescita del Pil italiano è chiaramente il risultato delle politiche di austerità di Mario Monti, imposte su un’economia già in recessione quando entrò in carica”. Lo scrive l’editorialista Wolfgang Munchau, lo stesso che un mese fa giudicò il Professore non adatto a guidare l’Italia. Frase che provocò la reazione del premier il quale sostenne, in sintesi, che il giornalista attaccasse lui per colpire Angela Merkel.
Secondo Munchau, che fa un’analisi sul voto di domenica, “il risultato più probabile sarà quello di una litigiosa maggioranza di centrosinistra. Se i sondaggi sono corretti, l’Italia è destinata a ripetere in pratica l’esperienza di Prodi”.
“Sospetto – la chiosa dell’editorialista – che la destra emergerà come il grande vincitore di queste elezioni: sia che Berlusconi ottenga un improbabile trionfo, sia che la destra si riunisca ed emerga in una potente opposizione anti-austerità e anti-euro di fronte a un governo fragile e diviso”.
Giustissimo, e come recita il rosario:
” Che la morte sia con tutti Voi , AMEN “
Fanno fede le elezioni in autunno, non quelle di questa settimana!
Ingroia annuncia che scriverà una lettera di denuncia alla Procura della Repubblica riguardante la lettera
di Berlusconi agli italiani riguardo l’IMU.
Bene considerando i tempi di Ingroia per scrivere una eventuale lettera, ci vuole dire quando lo farà?
ot CONI (e imbuti)
Le voci che corrono tra le federazioni sportive parlano di un Gianni Letta, sempre lui e ancora lui, che abbandona Pagnozzi in dirittura d’arrivo.
(like a Zingales, sinonimo di Tommasi di Lampedusa, poche cicale e qualche Grillo)
Prima dai un’0cchiata qui
http://notizie.tiscali.it/politica/video/614/162305/
Non vorrei che vi fosse la paura, avendo banalizzato la scelta dei canditati alle politiche, che qualche forza politica possa comprarli», commenta Giovanni Favia, il primo clamoroso caso di epurazione dal Movimento 5 stelle, oggi candidato con Ingroia. «Quando uno è obbligato ad uno stipendio di 2.500 euro come abbiamo noi in Regione, di fronte ad uno di 14 mila magari è tentato a vendersi: e forse è per questo che Grillo ha deciso di lasciare a tutti i suoi eletti in Parlamento uno stipendio ‘da Casta’
Ovviamente ai Casaleggio e Grillo, la trattativa Stato-MaSvizzera fa gola, non stran-Gola
Buongiorno Gad,
ci siamo quasi!! Manca poco! Non vediamo l’ora!
Il tuo partito con Gargamella il Nano e tutti gli altri commedianti li mandiamo fuori dai cog lioni!!
Manca poco Gad
com’è prevedibile il gergo che adoperi
Non sarà che inopinatamente costui sia un grillino ?
Nelle sette il vocabolario è molto limitato , se no gli adepti possono incappare in qualche reazione da parte del guruleader se sbagliano la ripetizione a papera delle sue litanie
stantie.
Dopo Ingroia alla Camera di Commercio di Brescia, mezzo appisolato e mezzo addormentato, finalmente Mucchetti all’Auditorium: la piazza popolare meno populista.
a proposito di Ingroia..:
Qual è il suo obiettivo finale? Una poltrona da ministro? Ingroia lo nega, ma certo il suo programma da Guardasigilli ce l’avrebbe già, persino nel dettaglio. Essendo, naturalmente, contrario alla separazione delle carriere, o a dare più poteri investigativi agli avvocati («Ne hanno già troppi»), ma favorevole a una revisione della legge sulle intercettazioni. Chissà perché
Stasera sarò con Massimo Mucchetti a Brescia, ore 21, all’Auditorium Capretti in via Piamarta
SE SE MAGNA E SE BEVE VENGO, ALTRIMENTI ESTICAXXI
Quirinale, per i bookmaker per ora favorito Prodi, segue Letta
ROMA (Reuters) – Per gli scommettitori il favorito alla corsa a succedere a Giorgio Napolitano quale presidente della Repubblica è Romano Prodi, seguito a distanza da Gianni Letta e Marco Pannella.
E’ quanto si legge in una nota di Agipronews.
Per le elezioni del prossimo capo dello Stato, elezioni a Camere riunite che dovrebbero iniziare a metà aprile, un mese prima della scadenza di Napolitano la salita di Prodi al Quirinale viene data a 1,70.
E’ un valore che stacca nettamente gli altri competitor: Gianni Letta è offerto già a 4 volte la scommessa, a 5,00 spunta Marco Pannella seguito in quota da un altro nome in area radicale, Emma Bonino offerta a 7,00.
Più difficile l’opzione Mario Draghi (a 15,00), a 20,00 si punta su Mario Monti, a 25,00 su Pierferdinando Casini, mentre chiudono il tabellone Silvio Berlusconi (a 30,00) e Roberto Maroni (a 50,00). Non figura nella lista Giuliano Amato che pure viene indicato da diversi giornali fra i possibili candidati a succedere a Napolitano.
Siamo a posto: massone che va massone che viene. sempre tutto tra di loro…..non ce ne libereremo mai. Ma allora “Fratelli d’Italia” è proprio un inno degli illuminati, altro che inno del popolo italiano. Il solito MARCIUME DI EUROTRUFFATORI?? Visto che il capo di stato deve essere una sintesi super partes della politica nazionale e che sarebbe bello fosse una donna perchè nessuno propone Vanna Marchi? Meglio Cicciolina for PRESIDENT!!!!
Iomi sto chiedendo se questi di sinistra ci sono o ci fanno. Altro che auditorium ore 21 dopo. in seguito una bella mangiata in quel dell’Albereta di Marchesi, magari con una colazione e una una puntatina nella farm, la mattina dopo.
Gaddino si va a metterci la faccia nei mercati, e rionali e di paese. Altrimenti sarete sempre quelli col nas en aria, chi s’ampiastra conta ol mur
Secondo voci indiscrete Grillo ha superato oggi Berlusconi.
A questo punto se la giocano fino all’ultimo colpo Grillo e Bersani.
Non credo che Grillo farà molto di ciò che dice di voler fare, ma il vero problema è che Bersani farà molto di ciò che promette.
Niente illusioni quindi, preferisco 5 anni di aria fritta a 5 anni di bastonate sulla schiena, quindi penso che mi tapperò il naso e voterò Grillo.
orriere della sera
“Un prestito obbligazionario, emesso dalla Mercedes-Daimler, di una cifra non enorme per i mercati finanziari, 150 milioni di euro, prevede, secondo Moody’s e l’agenzia Bloomberg che ne ha dato notizia, una sorprendente e inedita clausola di garanzia. Il debito potrà essere restituito in una moneta che al momento dei pagamenti, nell’agosto del 2015, «sarà la valuta con corso legale in Italia». Come a dire: l’euro oppure anche un’altra moneta locale, la lira?”
Altro giro, altra marketta.
Giulio Cesare
L’ennesima lekkata di kulo, poveraccio ….., si diverte in quanto è tutto AGGRATIS, cena e dopo cena…… giustissimo
DI VICENC NAVARRO
vnavarro.org
Questo articolo analizza la posizione del maggiore partito dell’opposizione nel Parlamento greco, il partito Syriza (Coalizione della Sinistra Radicale n.d.t.), relativamente alla continuità e permanenza della Grecia nell’Eurozona. L’articolo evidenzia che, nonostante sia possibile, è poco probabile che la struttura di governo dell’euro possa consentire i cambiamenti proposti dal partito. Sarebbe auspicabile che Syriza, una volta assunto il governo, considerasse l’alternativa di uscire dall’euro, utilizzando tale misura come una strategia per rafforzare la posizione della Grecia nei confronti dell’establishment dell’Eurozona. Alexis Tsipras , dirigente del partito greco Syriza, ha visitato gli Stati Uniti tenendo dibattiti in diversi centri accademici e gruppi di riflessione, presentando le proposte del suo partito affinché il suo paese esca dall’enorme crisi nella quale si trova. Questo partito è quello che ha un maggiore consenso popolare, ed è probabile che vinca le prossime elezioni. Infatti, la crescita di questo partito è stata straordinaria, è passato dal 4,6% di preferenze nel 2009 al 27% nel 2012. Ora mi trovo negli U.S.A., dove insegno all’Università di Hopkins. E devo ammettere che ascoltare Tsipras è stato come un afflato di aria fresca. La nota distintiva della sua analisi risiede nel porre le radici del problema nella compagine di potere della Grecia (che ha originato e perpetua le cause della crisi) così come nelle politiche neoliberali promosse dalla Tròika – la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea ed il Fondo Monetario Internazionale – che tengono il paese soffocato ed imbrigliato, politiche sviluppate poi dai Governi greci di orientamento liberale, espressione degli establishments finanziari ed economici del paese, i quali sono chiaramente avviluppati con lo Stato greco, in conseguenza dell’enorme supremazia che le forze conservatrici hanno avuto storicamente in Grecia. La conseguenza di tutto questo è che la Grecia ha un Stato povero, con politiche fiscali estremamente regressive, che introita scarse risorse (anche per la spesa militare che è sproporzionatamente alta, in conseguenza del conflitto con la Turchia) e con la classe dominante che a mala pena paga le imposte (la sua frode fiscale raggiunge niente meno che l’86% di quello che lo Stato dovrebbe raccogliere, una percentuale molto maggiore della media dell’OCDE, un 12%). (OCDE = OCSE – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – n.d.t.). Questa è stata una delle cause dell’enorme indebitamento dello Stato, indebitamento che è avvenuto con l’incentivazione e la complicità della banca europea e in particolare della banca tedesca.
Per uscire da tale indebitamento, la Tròika sta imponendo alcune politiche di austerità che hanno introdotto tagli eccessivi ed una diminuzione marcata dei salari creando un enorme problema di calo della domanda, responsabile della flessione dell’economia greca del 20% dal 2008. Oggi, la disoccupazione (26,7% ) è maggiore di quella Spagnola (26,1%), senza prospettive di miglioramento. Di fronte a questa situazione, il partito Syriza ha avanzato proposte concrete che transitano per due ambiti, quello nazionale, e quello europeo. Il primo include politiche pubbliche avviate a correggere l’enorme squilibrio di potere esistente in Grecia, che ha una distribuzione dei redditi e della proprietà estremamente concentrata, che, congiuntamente alla frode fiscale, giustifica gli enormi déficits di entrate allo Stato. Ed a livello europeo, la misura di maggiore urgenza ed importanza è quella di rinegoziare il debito pubblico, impossibile da pagare per la Grecia, e che sta agendo come un freno allo sviluppo economico. Ed ancora, questo debito, come molti stiamo segnalando, è un debito artificialmente elevato, che non concorda con le necessità e le realtà del paese. Non è solo inefficiente economicamente, ma anche immorale, perché il suo incremento risponde agli interessi particolari e non a quelli generali di quel paese, interessi specifici che investono principalmente la banca europea, ed in particolare la banca tedesca. Un aspetto evidenziato dal signor Alexis Tsipras è che il problema del debito è un problema di tutta l’Eurozona e non solo della Grecia, chiedendo al resto di paesi di tale area monetaria di convocare una conferenza per discutere il problema del debito pubblico, non solo della Grecia, bensì di tutti i paesi. Il dirigente di Syriza ha inoltre proposto azioni di stimolo a livello greco e a livello europeo, proponendo di cessare le politiche di austerità che sono causa della forte recessione che l’Eurozona sta attraversando.
Mi è piaciuta la sua esposizione, benché avrei preferito ritrovare maggiori specificità in queste ultime proposte di incentivo dell’economia, dato che ci sono molti modi per farlo. Credo che le sinistre dovrebbero recuperare l’impegno per raggiungere la piena occupazione attraverso lo stimolo economico, poiché l’economia può essere stimolata senza un grande impatto nella creazione di impiego. Ma la brevità dell’esposizione ha limitato all’espositore maggiori approfondimenti.
SAREBBE MEGLIO PER LA GRECIA USCIRE DALL’EURO?
Quello che è stato interessante è stata la risposta alla domanda perché Syriza non ha considerato come alternativa uscire dall’euro. Ha spiegato che la popolazione greca non l’approverebbe ed ha giudicato un errore porre la questione adesso. Mi è sembrata una risposta intelligente e perfino convincente. Però mi sembra un errore che tale alternativa non venga presa in considerazione, almeno come tattica di negoziazione con la Tròika, perché contrariamente a quello che costantemente si dice, l’uscita della Grecia dell’euro è l’ultimo desiderio della Tròika (e del Governo Merkel). Ed ancora, Mark Weisbrot, del Center for Economic and Policy Research (economista e giornalista americano del Centro per l’economia e la ricerca politica, americano – CEPR – n.d.t.), ha enfatizzato che è più che improbabile che il sistema di Governo dell’Eurozona arrivi a rispondere alle legittime istanze di Syriza. Ed in tale evenienza, bisognerebbe convincere la cittadinanza che, nel caso di risposta sfavorevole della Tròika, l’uscita dell’euro sarebbe l’unica possibilità per la Grecia per uscire dalla crisi. Mark Weisbrot ha evidenziato che (come il fondatore del partito socialdemocratico PASOK – Movimento Socialista Panellenico n.d.t. -, Andreas Georgios Papandreu, padre dell’attuale leader del partito Georgios Andreas Papandreu, aveva indicato), l’entrata della Grecia nell’euro era stata un errore. Mark Weisbrot ha fatto riferimento all’esperienza dell’Argentina quando ruppe con la parità col dollaro. Contro tutti i vaticini di disastro, l’economia si rimise rapidamente, molto più rapidamente di quello che sarebbe successo nel caso in cui non si fosse rotta la parità del peso (valuta argentina n.d.t.) col dollaro. A partire dal 2002, l’Argentina si rimise rapidamente, con un’elevata crescita economica e diminuzione della povertà (si diminuì un 70%). E questo recupero non si basò su una crescita delle esportazioni, bensì su uno stimolo della domanda ed investimento interni. Lo Stato argentino recuperò, non solo il suo controllo sulla politica monetaria, ma anche su quella fiscale, che è quello che manca alla Grecia per uscire dalla crisi.
In realtà, ha sottolineato Mark Weisbrot, la Grecia è in una condizione migliore di quella Argentina per potere rompere con la parità dell’euro. Il suo PIB (PIL – Prodotto Interno Lordo n.d.t.) pro capite è tre volte superiore a quello dell’Argentina. E le esportazioni sono il doppio di quelle dell’Argentina. La svalutazione della sua moneta faciliterebbe tali esportazioni. E per pagare le importazioni può ottenere i fondi necessari da altre fonti, che non sono quelle che oggi li somministrano ad interessi esagerati. C’è oggi maggiore pluralità di fondi rispetto al 2002, quando l’Argentina ruppe col dollaro. Mark Weisbrot aggiunge che, in realtà, le necessità di capitale esterno in Grecia sono molto minori di quello che costantemente viene riportato. Se non fosse per il pagamento del debito, la Grecia avrebbe una bilancia dei pagamenti quasi equilibrata, con un deficit del solo 0,3% del PIB (PIL n.d.t.). Col gran calo che implicherebbe la svalutazione dell’euro, ci sarebbe un enorme flusso di investimenti in quel paese. Mark Weisbrot aggiunge che non è necessario guardare solo all’Argentina. La Malesia, la Corea del Sud e la Tailandia (durante la crisi finanziaria asiatica) ruppero con le direttrici date dal FMI (Fondo Monetario Internazionale n.d.t.) ed uscirono dalle loro crisi molto più rapidamente di quello che le proiezioni che il FMI hanno previsto per la Grecia. La cosa sorprendente del caso è, così come segnala Mark Weisbrot, che nessuna forza politica con possibilità di governo sta oggi esplorando la possibilità di uscire dall’euro, assenza di dibattito, questa, che indebolisce la Grecia nella sua posizione negoziatrice di fronte alla Tròika. Una cosa simile accade in Spagna, dove l’argomento che costantemente si usa nei maggiori mezzi di informazione e persuasione è che l’uscita sarebbe un disastro, ignorando, per quanto visto, che il disastro vi è già, con l’aggravante che, se non si fa niente, questo continuerà per molti, molti anni.
Da qui l’urgenza che si introducano nel dibattito nuove alternative, includendo l’uscita della Spagna dall’euro.
“il reddito di cittadinanza è dara a tutti mille euro” – Bersani – PD
“?”
A erudire la leonessa.
Qualcosa mi dice che la Leonessa d’Italia non ha bisogno di essere erudita, ma amministrata. Altre son solo sbrofate…come quelle della Bindi di stamattina a canale 5.
Allora non hai ascoltato Mucchetti.