Der Spiegel: Beppe Grillo è l’unico leader anti Merkel

giovedì, 7 marzo 2013

Wolfgang Münchau è diventato celebre in Italia per i suoi editoriali assai critici contro Mario Monti pubblicati sul giornale finanziario più influente del mondo, Financial Times. Il presidente del Consiglio si era infuriato contro Münchau, uno dei più noti oppositori della politica di austerità perseguita da Angela Merkel. In uno dei suoi commenti pubblicati settimanalmente su Der Spiegel, l’ex direttore del Ft Deutschland evidenzia come le elezioni italiane confermino la tesi marxiana sui fatti che si ripetono nella storia, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Münchau traccia un’analogia tra il crollo della Germania di Weimar e la paralisi politica che rischia di travolgere l’Italia. All’epoca la Repubblica democratica uscita dalla I guerra mondiale collassò a causa dell’esplosione della disoccupazione che spinse il nazismo al potere. Un crollo economico che fu favorito dal rigore applicato dal cancelliere Brüning, che introdusse politiche deflazionistiche di svalutazione del lavoro per rilanciare l’export tedesco, e per mantenere il marco nel sistema del Gold Standard.

Secondo Münchau il sistema dei cambi fissi rappresentato dal Gold Standard di allora rivive nell’euro, e le politiche di austerità stanno portando al collasso l’architettura dell’unione monetaria. La vittoria elettorale di Beppe Grillo dipende in primo luogo dalla sua posizione di frontale contrapposizione all’euro ed alle politiche della Merkel: il leader del MoVimento 5 Stelle ha più volte proposto un referendum sull’uscita dalla valuta unica ed anche il ripudio del debito. L’editorialista del Ft definisce Grillo l’unico leader che si contrappone veramente alla Merkel, e preconizza un’uscita del nostro paese dall’euro.

“I suoi elettori arrivano principalmente dalla sinistra. Grillo rappresenta la protesta contro un establishment che ha somministrato al paese una ricetta economica sbagliata: politicamente non sostenibile e che economicamente non funziona. Grillo è indirettamente il vero capo dell’opposizione in Germania – perché alla fine è stata la politica di Angela Merkel ad aver imposto all’Europa questo riequilibrio asimmetrico.”

 

 

Ecco la traduzione completa dell’articolo di Wolfgang Münchau pubblicata dal blog Voci dalla Germania.

 

Karl Marx con le elezioni italiane si sarebbe molto divertito. Il suo saggio “Il diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte” inizia con una frase: “Hegel da qualche parte scrive che tutti i personaggi e i fatti del mondo tornano sempre una seconda volta. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda come una misera farsa”. Marx si riferiva al colpo di stato di Luigi Napoleone del 1851 e al paragone con il Putsch del suo ben piu’ cattivo zio nel 1799.

Si puo’ fare un parallelismo simile fra la Germania di inizio anni ’30 e l’Italia di oggi. In entrambi i casi c’era un sistema di cambi fissi, allora il Gold standard, oggi l’Euro. Ci fu anche allora una politica prociclica guidata dalla follia dell’establishment: l’austerità durante la recessione. Fini’ con una disoccupazione di massa e la trappola del debito. In Germania la grande depressione termino’ con una tragedia. L’Italia ha eletto un comico. Grillo ora è il capo del partito piu’ grande, e gli altri partiti non sanno come formare un governo.

Un po’ meno comico: lo stato d’animo inquieto degli italiani spazzerà via l’establishment, e probabilmente anche l’Euro, almeno in Italia. L’Euro era il tema piu’ importante di Grillo. Gli sviluppi economici e politici hanno supportato il comico. Per quello che sappiamo, Grillo è un democratico. Non è un uomo di destra – al contrario degli euroscettici tedeschi dominati dai nazionalisti, pronti a fondare un nuovo partito.

Grillo è supportato da economisti rispettati. Il Nobel Paul Krugman ha già dialogato in video con Grillo. Il premio Nobel Joseph Stiglitz lo consiglia sui temi economici insieme all’economista francese Jean Paul Fitoussi. Il M5S di Grillo non è una versione sovradimensionata dei Pirati o dei Freie Wähler(due partiti tedeschi, il primo legato a internet, il secondo una lista civica scettica sull’euro, ndA,). I suoi elettori arrivano principalmente dalla sinistra. Grillo rappresenta la protesta contro un establishment che ha somministrato al paese una ricetta economica sbagliata: politicamente non sostenibile e che economicamente non funziona. Grillo è indirettamente il vero capo dell’opposizione in Germania – perché alla fine è stata la politica di Angela Merkel ad aver imposto all’Europa questo riequilibrio asimmetrico.

 

Le élite europee non capiscono più il mondo perché non si sono mai confrontate intellettualmente con la grande depressione. E stanno ripetendo esattamente tutti gli errori del passato. Come i loro antenati stanno applicando alla macroeconomia tutte le inutili formule dell’economia aziendale continuando a sottovalutare gli effetti devastanti di tali politiche. Non capiscono il fenomeno Grillo, sia nella sua portata politica che in quella economica.

Nel frattempo l’economia italiana continua a crollare. Secondo gli ultimi dati i tassi di interesse per le aziende in Italia e Spagna sono di nuovo cresciuti. L’effetto del programma di acquisto dei titoli di stato è quasi evaporato. Gli investimenti nel settore privato sono ai minimi. I consumi privati e pubblici cadono in picchiata. La recessione del 2012 si è tramutata nella depressione del 2013. Le elezioni del febbraio 2012 non sono state un piccolo incidente di percorso nel funzionamento della macchina democratica, da correggere con nuove elezioni. Al contrario, sempre piu’ elettori si avvicinano a Grillo.

E ora l’establishment politico italiano reagisce sconcertato con il tipico riflesso che non fa altro che peggiorare la situazione. Si chiede un governo di esperti – un nuovo Mario Monti, forse addirittura Monti stesso. Senza considerare il fatto che alle elezioni è arrivato ultimo. Probabilmente ci sarà qualcun’altro – qualcuno che continui con la narrativa di Monti, ma che della situazione italiana non puo’ cambiare nulla. Per realizzare le riforme veramente importanti – fine della politica dei tagli, riforme politiche, liberalizzazione del settore dei servizi – c’è bisogno di un vero governo politico. La sola possibilità senza andare a nuove elezioni sarebbe una grande coalizione sull’esempio tedesco. Ma è destinata a fallire per l’eccesso di animosità degli attori principali.

Percio’ siamo all’inizio di un ciclo di elezioni, governi tecnici, nuove elezioni, una probabile nuova vittoria di Grillo e di una fase che porterà l’Italia all’uscita dall’Euro. Fino a quando il tema sarà in discussione, nessuno investirà in Italia. Il sogno dell’uscita è una profezia che si autoavvera

Al differenza della Germania negli anni trenta, l’Italia resta una democrazia pacifica. Questa è davvero una buona notizia. La storia alla fine ci parla anche di avvenimenti che non si ripetono esattamente. Ma c’è un punto che in questo confronto storico si adatta perfettamente. Allora l’austerità distrusse il Gold standard. Oggi sta distruggendo l’Euro.

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