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venerdì, 1 agosto 2014

Manutencoop: richiesta d'arresto per un altro dirigente del movimento cooperativo legato alla "ditta" bersaniana. Vogliamo parlarne o no?

94 Commenti

  1. Lady Dodi · venerdì, 1 agosto 2014, 5:13 pm

    Ma no!
    Gargamella con quiella faccia così onesta!
    Come tutti quelli da rottamare del resto.
    Renzi ci metterà i suoi? Almeno si cambia.

    • Lekkin · venerdì, 1 agosto 2014, 5:42 pm

      Tolgo gli altri ladri e ci metto i miei.
      Il primo scopo della politica è quello !

      • Lady Dodi · venerdì, 1 agosto 2014, 5:44 pm

        Lekkin sei monsieur De La Palisse!

  2. miscela esplosiva · venerdì, 1 agosto 2014, 4:46 pm

    Senato non elettivo sommato ad una Camera immutata nel numero dei suoi componenti votati con un sistema ipermaggioritario e’ una miscela esplosiva antidemocratica che s’ avvicina alla Korea del Nord .
    Il bello e’ che ti dicono anche in Germania c’ e’ una Camera delle Regioni non elettivo , e’ vero , ma il Parlamento del Bundes. e’ votato con il sistema proporzionale con sbarramento .
    Vedremo cosa ci stanno preparando questi azzeccagarbugli nostrani

    • miscela esplosiva · venerdì, 1 agosto 2014, 4:48 pm

      Bundestag

    • Lekkin · venerdì, 1 agosto 2014, 5:45 pm

      ci stanno preparando una situazione che permetta, con “leggi speciali”, di mantenere
      al governo sine die il contaballe fiorentino e la sua banda.

  3. Perchè non sanzionamo USraele ? · venerdì, 1 agosto 2014, 3:35 pm

    Washington, tutti i Paesi europei e tutti i loro media di regime, accusano Vladimir Putin di aiutare con armi ed uomini i ribelli del Donetsk (senza mai dare una prova), ossia di compiere atti di guerra contro «un paese sovrano».

    Ebbene: c’è invece la prova che «istruttori» americani, appartenenti alle forze armate USA, combattono alla testa delle truppe del Governo di Kiev.

    La prova è dovuta al fatto che il 29 luglio, le foze di autodifesa del Donbass hanno attaccato una colonna di armati di Kiev, uccidendo tre istruttori che sono risultati ufficiali americani; e ne hanno ferito uno che è un pezzo grosso: il Generale Maggiore Randy Allen Key. Lungi dall’essere un «consigliere», era lui che dirigeva l’operazione punitiva contro la gente del Donbass.
    Probabilmente il comandante del reparto di Ranger, 180 membri, il cui invio in Ucraina era stato rivelato da Washington Times il 22 luglio:«Since the Ukrainian army crumbles soon Ukraine will be sent to a group of American advisers who strategize suppression of pro-Putin separatists and determine what material investments and other assistance required for this suppression».

    Dei 180 Rangers, in una settimana, ne sono già stati uccisi dieci, l’ultimo (per ora) a Mariopol.

    Domanda agli europei che hanno adottato le note sanzioni contro la Russia: sarebbe il caso di applicare le stesse sanzioni contro gli USA, dato che è contrario al diritto internazionale mandare truppe comandate da Generali in un Paese sovrano per partecipare ad una guerra civile ?

    effedieffe.com

    • giors · venerdì, 1 agosto 2014, 4:46 pm

      Se ti informassi sugli accadimenti degli ultimi 80 anni scopriresti che devi molto agli USA.Lasciali perdere,lasciali fare.Se non va bene ci sono ancora alcuni paradisi socialisti dove sarebbero felici di accoglierti.

      • Lady Dodi · venerdì, 1 agosto 2014, 5:15 pm

        E cosa gli dobbiamo?
        No, l’elenco. Davvero.

  4. GIULIO CESARE · venerdì, 1 agosto 2014, 3:22 pm

    http://www.ilgiornale.it/static/reportage/rom_milano_reportage.htm

    Kompagni ROM karissimi, fratelli miei, questo è un akkorato appello che rivolgo a tutti voi, vi prego di leggerlo e diffonderlo a tutti:

    Ho ricevuto oggi l’ordine dal kompagno MAO PATAKKA, ex ROM LERNER, di pregarvi kaldamente di lasciare i luoghi in cui non siete benvoluti ed amati e di recarvi in massa nella bellissima tenuta del kompagno PATAKKA, potrete soggiornare nel verde, in un luogo piacevole pulito, ma cosa più importante potrete godere della generosa ospitalità del kasale, vino di qualità in abbondanza per tutti (GRATIS), polli da fare allo spiedo (GRATIS), prodotti della terra (GRATIS) e se a qualcuno di voi piacesse la MORTADELLA, mortadella in abbondanza.
    No, non pensate all’eurotruffatore FRODI, ma agli asini del kompagno Patakka – no, non lui, asini a quattro zampe, lui ne ha solo due-, che vi aspettano per trasformarsi in gustosa mortadella.

    Kompagni ROM questo è un appello democratiko, DIFFONDETELO, la KASCINA vi aspetta. L’indirizzo potete trovarlo in questo blog.

    Il vino è buono e … GRATIS, offre MAO PATAKKA.

    Giulio Cesare

  5. non sei un padre eterno · venerdì, 1 agosto 2014, 2:59 pm

    gli stellati fanno comunella con la Lega Cadrega
    http://www.termometropolitico.it/130955_dallex-autista-maestra-dasilo-generose-consulenze-regione-lombardia.html

    m5s legati dalla lega: pare la parabola di un taccuinista travagliato

    ihihihihi

  6. Se lo racconti non ti credono · venerdì, 1 agosto 2014, 1:01 pm

    http://www2.movimentotorino.it/file/uplib/img/costittu.jpg

    e ti dicono che non è un colpo di stato ma un “colpo di sole” :mrgreen:

    • teresa · venerdì, 1 agosto 2014, 1:05 pm

      Adesso avete bisogno dei disegni per deficienti, chi lo ha fatto, il figliolo di Casaleggio?

      • Se lo racconti non ti credono · venerdì, 1 agosto 2014, 1:27 pm

        Infatti serve a voi deficienti pdioti che non ci arrivate se ve lo raccontano!

      • teresa · venerdì, 1 agosto 2014, 2:44 pm

        no, serve a te come promemoria della lezione.

      • Lekkin · venerdì, 1 agosto 2014, 5:47 pm

        serve a teresa per ripulirsi le meningi disastrate dal lavaggio del cervello renziano.

    • universitas vetustam · venerdì, 1 agosto 2014, 3:08 pm

      Mi sembra ci sia un orrore:
      il capò del governo non è stato eletto dal parlamento, bensì incaricato dal pdR,
      giusto per precisare, o sbaglio?

      • Lekkin · venerdì, 1 agosto 2014, 5:48 pm

        ad majora verso la camicia nera. Renzi docet.

  7. Report Cult · venerdì, 1 agosto 2014, 12:58 pm

    Gentili telespettatori,

    vi comunichiamo che martedì 29 luglio alle 00.05 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report Cult.

    La puntata si intitola: “A PENSAR MALE…”
    Di Sabrina Giannini
    Collaborazione di Daniele Bonazza

    Dopo lo spiaggiamento della Balena bianca seguito a Tangentopoli i presunti eredi della DC hanno impiegato soltanto sette anni per dismettere l’intero patrimonio accumulato in più di mezzo secolo grazie ai soldi dei tesserati e delle donazioni.
    Celati dietro l’alibi dei debiti dei padri da saldare, gli eredi hanno in realtà usato, svenduto, rivenduto e ricomprato cinquecento immobili attraverso patti di spartizione finalizzati anche a finanziare le loro carriere politiche.
    Inoltre, e per la prima volta, l’inchiesta svela appropriazioni sospette orchestrate a beneficio di alcuni eredi che si sono portati a casa (propria) vecchie sedi DC a prezzi vantaggiosi e parte dei guadagni delle compravendite.

    • luigi · venerdì, 1 agosto 2014, 1:16 pm

      Ma chi l’avrebbe mai detto!!!

  8. non sei un padre eterno · venerdì, 1 agosto 2014, 12:41 pm

    gad ricominci con il”tiro al PD”?
    su Bersani,se non te ne sei accorto,lascia perdere,non ricominciare,non e’ al governo

    in effetti questo continuo insinuare su Bersani è davvero poco onorevole. Bersani si è dimesso e tanti altri sono ancora in poltrona

  9. GIULIO CESARE · venerdì, 1 agosto 2014, 11:48 am

    La differenza tra un terrorista islamiko assetato di sangue ed un soldato di una democrazia come Israele.

    Leggete e fatevi una cultura NAZIKOMUNISTI ANTISEMITI.

    Daniel e Leonardo, “soldati soli”: “Noi, italiani al fronte per Israele”

    Uno ha 20 anni e viene da Roma. L’altro, 25, da Milano: “Le nostre famiglie vivono nell’ansia, ma è giusto così”

    Dietro di loro il campo è punteggiato di colonne di fumo. Non sai se è stata una cannonata oppure una delle mille trappole preparate da Hamas, tonnellate di esplosivo nelle case e sotto terra; depositi di missili; gallerie che saltano per aria, quelle che con un piano strategico Hamas aveva scelto di usare per attaccare Israele con le sue unità terroriste.

    Così è la guerra di terra, ragazzi di 19, 20 anni s’inoltrano a Gaza e affrontano la battaglia, e la morte, per distruggere le armi di Hamas. Ogni tanto prendono fiato per qualche ora, ed è così che riusciamo a parlare con due soldati molto speciali perché sono italiani, della specie dei «soldati soli» che vengono per servire e lasciano i genitori a rodersi d’ansia a casa. I nostri due hanno dato un abbraccio alla mamma a Milano e a Roma e sono venuti convinti che valga la pena rischiare la vita, da noi un concetto quasi inesplicabile. Chi scrive ricorda che durante una lezione di storia mediorientale alla Luiss di Roma chiese ai ragazzi chi di loro avrebbe rischiato la vita per il proprio Paese: nessuno assentì, proprio nessuno.

    I nostri due soldati si chiamano Leonardo, 25 anni, e Daniel, 20enne arruolato in Marina. Daniel è romano di origine livornese, la passione del mare l’ha nel sangue: «Adesso, dalla mia nave sorvegliamo e pattugliamo la costa di Gaza, controlliamo chi entra e chi esce, evitiamo che escano terroristi per attaccare le coste di Israele. È un compito fondamentale, il mare non ha confini sorvegliati, è senza fine, ci vogliono un allenamento perfetto e un’attenzione totale. A volte siamo bersagliati di razzi dalla riva e da altri battelli, allora hai un momento di paura, però ti mordi le labbra e pensi a quando tornerai in porto, e con i tuoi compagni riparlerai dell’accaduto, mangerai, forse potrai finalmente dormire, starai insieme agli amici, questo ti compensa di tutto, l’incredibile vicinanza fra di noi». Leonardo è laureato in filosofia al San Raffaele di Milano, poi ha preso un master all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze, a Roma. È appena finito il corso che il suo futuro l’ha visto solo in Israele e poi nell’esercito, e poi, ancora, nei Golani: «L’unità dei miei sogni, prove di ammissione e corsi molto difficili. All’inizio mi chiedevano se ero venuto perché avevo preso una botta in testa, ma adesso siamo un tutt’uno». Leonardo è appena uscito da Gaza: «Sono sporco, con gli abiti puzzolenti, gli occhi mi si chiudono, la mia ragazza mi lascerebbe subito se mi vedesse ora». Deve sistemare la sua attrezzatura (fucile, zaino, abiti) per essere pronto alla prossima missione. Non sa quando rientrerà, ma può capitare in ogni minuto. Essere un Golani è il mito di ogni israeliano, l’unità su cui si cantano canzoni epiche, in cui si è uno per l’altro ignorando l’ombra della morte. Dietro di lui tre settimane di giornate e nottate senza soluzione di continuità: «Dall’inizio dell’operazione non dormo in un letto, le ore di sonno non sono mai più di tre o quattro». Ma Leonardo non vuole parlare di sé: gli brucia spiegare di affrontare un nemico senza scrupoli nell’uso della sua gente: «Ho avuto l’impressione che i cittadini di Gaza siano autentici schiavi. Ho visto case in cui la camera dei bambini è adornata con fotografie dei terroristi, cartine da cui è cancellata Israele, stelle di Davide trasformate in svastiche, depositi di armi. Non un segno di umanità, di pace – dice desolato – Hamas è vile. Abbiamo fermato il fuoco molte volte perché un terrorista si copriva con un bambino, o perché comparivano donne e vecchi. Dietro arrivano i terroristi. Prima di entrare in azione tuttavia l’ultima indicazione che ti dà il comandante è di non puntare il fucile su chi non è armato, condividere il tuo stesso cibo e la tua acqua con chi non ha da mangiare o da bere, fermare tutto se appare un bambino». Due dei migliori amici di Daniel, Shon di 19 anni e Jordan, 22, il primo venuto da Los Angeles, il secondo da Parigi, per combattere, sono stati uccisi: «Jordan era fidanzato con la gemella della mia fidanzata. Sì sappiamo che la morte è una possibilità, ma non ci si pensa, io sto bene con i miei compagni» dice Daniel. La mia famiglia sta in pensiero, telefono ogni volta che arrivo in porto, circa due volte a settimana. Quelli che non capiscono cosa stiamo facendo devono venire per un paio di giorni a Ashkelon o in un kibbutz con scoppi, sirene, distruzioni, dove la gente non può uscire, i bambini devono restare nel sottosuolo, le famiglie non hanno più lavoro.. C’è un Paese che deve essere salvato, io sono qui per questo». A 20 anni? Leonardo ha una sua risposta: «Chi non si fida dei giovani dovrebbe dare un’occhiata da queste parti, la vita è nelle mani dei ragazzi. Il mio comandante ha 20 anni, ha perso il padre in un attentato, è una persona di un equilibrio e di un senso di responsabilità assoluti. Ieri eravamo in Libano, ora a Gaza, il compito è sempre grande, difendi un popolo che ti ama e ti rispetta. Persino i miei genitori, che mi mancano, sanno che qui la denominazione «chaial boded», «soldato solo», è sbagliata. Posso bussare ora alla porta di un kibbutz, chiedere di fare una doccia e dormire un po’: si precipiterebbero in cucina, preparerebbero le cose migliori e mi riempirebbero di regali».

    Giulio Cesare

  10. GIULIO CESARE · venerdì, 1 agosto 2014, 11:33 am

    Non che serva qualcosa pubblicare queste cose per i NAZIKOMUNISTI ANTISEMITI di questo blog, ma queste tecniche sono note da tempo alle persone normali, solo i prezzolati dei media italiani non hanno il coraggio di parlarne e denunciarle.

    Gaza: come Hamas manipola l’informazione

    Gabriele Barbati è un giornalista italiano inviato a Gaza per Tgcom24; in questo giorni ha raccontato su Twitter la guerra attraverso quel meccanismo immediato e drammaticamente sintetico dei social-media. Lo ha fatto raccogliendo, di volta in volta, testimonianze e fonti che aggiornavano le notizie sul conflitto. Due giorni fa, dopo aver lasciato Gaza, ha confermato nel suo ultimo tweet che la strage di bambini avvenuta nella scuola rifugio di Al-Shati non è stata causata da Israele ma da un missile di Hamas; esattamente quello che le Forze Armate di Tel Aviv avevano denunciato poche ore dopo i bombardamenti di Al-Shati e dell’ospedale di Shifa (quest’ultimo, in verità, non citato da Barbati).

    Da settimane, israeliani e palestinesi si rimbalzano accuse reciproche sulle vittime civili di questa guerra.? Eppure c’è una frase, nel tweet di Barbati, che colpisce più di altre. Il reporter italiano fa capire che ha potuto dire la verità, solo dopo essere uscito da Gaza “lontano dalla ritorsione di Hamas” (testuale).
    Da giorni, diversi media internazionali denunciano casi di giornalisti interrogati e minacciati dai miliziani di Hamas per essere stati testimoni di cose che non dovevano vedere; molti anche i casi di fotografi che hanno subito il sequestro delle proprie apparecchiature. È ovvio che l’uso della censura in zone di guerra è spesso una prassi necessaria ed attiene alla sicurezza dei combattenti e alla difesa degli obiettivi strategici: report giornalistici e immagini sono elementi troppo utili al nemico per consentire che circolino liberamente. Ma quella che sta avvenendo a Gaza, fuori dalle telecamere dei media ufficiali, è una forma di pressione e di condizionamento che punta a modificare la realtà della percezione della guerra in Occidente.

    Il 21 luglio, Nick Casey, giornalista del Wall Street Journal, ha svelato su Twitter come Hamas utilizzasse i sotterranei dell’ospedale di Shifa come base operativa e addirittura come centro informativo dei media.

    ll tweet è stato poco dopo rimosso dall’autore dopo aver subito diverse minacce sul suo account.

    Il 28 luglio un altro corrispondente del Wall Street Journal, Tamer El-Ghobashy, ha postato un’immagine dell’ospedale di Shifa colpito, suggerendo fosse stato causato da un missile fuori controllo di Hamas.

    Anche questo tweet è stato cancellato e poi sostituito con un più diplomatico: “non chiara l’origine del proiettile”.

    Si moltiplicano i giornalisti che denunciano l’uso di scudi umani da parte di Hamas e l’utilizzo di aree civili (tra cui scuole e ospedali) come zone di lancio dei missili.
    Peter Stefanovic, corrispondente della Tv australiana Channel Nine, ha twittato in diretta la notizia del lancio di due missili di Hamas a duecento metri di distanza dal suo albergo scoprendo una base missilistica nella porta accanto.
    Il capo redattore a Gerusalemme del Financial Times, John Reed, ha dichiarato di aver visto lanciare due missili verso Israele da vicinanze dell’ospedale di al-Shifa in piena attività di soccorso ai feriti.
    Il 24 luglio scorso, Libération (testata francese non certo sospettabile di filo-sionismo) ha pubblicato la testimonianza di un giornalista franco-palestinese Radjaa Abou Dagga, inviato di un quotidiano francese e di una radio algerina, che ha raccontato di essere stato portato nell’ospedale di Al-Shaifa dove è stato interrogato da un gruppo di miliziani della brigata integralista di Al-Qassam che lì avevano la loro base. Al giornalista, la cui famiglia risiede a Gaza, è stato poi intimato lasciare la città e smettere di lavorare. Oggi l’intervista su Libération è stata oscurata su richiesta del giornalista stesso.

    Il controllo dell’informazione da parte di Hamas, a Gaza, non si basa solo sulla coercizione verso i giornalisti, ma anche su precisi indirizzi propagandistici.
    Il Ministero degli Interni dell’Autorità Palestinese di Gaza (in mano ad Hamas) ha prodotto un documento con le linee guida per la comunicazione con la stampa estera e sui social media. Il documento (tradotto in inglese su MEMRI) ha come obiettivi: saldare la coesione di Hamas, prevenire la fuga notizie utili a fini militari per Israele, rafforzare l’immagine della causa palestinese nel mondo arabo e in Occidente.

    Alcune regole sono un esempio perfetto di strategia manipolatoria e psicologia comunicativa:

    Qualsiasi morto, anche se “martirizzato” (cioè ucciso in combattimento) dev’essere definito “civile di Gaza o palestinese”.
    Ogni report deve iniziare con la frase: “in risposta al crudele attacco israeliano”
    Divieto di pubblicare foto di missili lanciati contro Israele
    Divieto di pubblicare qualsiasi foto di siti di lancio o di movimenti di militari
    Agli amministratori di pagine Facebook è sconsigliato pubblicare foto di uomini mascherati e armati per non incorrere nella cancellazione dell’account

    Il documento definisce anche le tecniche di persuasione nelle discussioni, invitando ad usare argomenti politici e razionali quando si discute con un occidentale e temi emotivi quando si parla con un arabo; non lodare i successi militari ma mantenere sempre un atteggiamento vittimistico e soprattutto evitare (quando si parla con gli 0ccidentali) di “provare a convincerli che l’Olocausto è una menzogna”.

    Manuel Castells, uno dei più importanti sociologi contemporanei, nel suo libro “Comunicazione e Potere” ha scritto: “i media non sono il Quarto Potere. Sono molto più importanti; sono lo spazio dove si costruisce il potere”.
    Hamas lo ha capito bene.

    Giulio Cesare

  11. daniele- · venerdì, 1 agosto 2014, 11:19 am

    il pd è una associazione per delinquere!

  12. non sei un padre eterno · venerdì, 1 agosto 2014, 11:09 am

    Vogliamo parlarne o no?

    Parliamone.
    Non ti sembra un filo esagerato questo richiamo alla ditta? Il giorno dopo le dimissioni di Errani non ti basta l’approccio diametralmente opposto dei leader dei 2 schieramenti?

    (Grillo è ancora attaccato alla poltrona, parliamone)

    • non sei un padre eterno · venerdì, 1 agosto 2014, 11:10 am

      PS

      sei conscio si parli di rottamazione, vero?

      • non sei un padre eterno · venerdì, 1 agosto 2014, 11:12 am

        PPS

        diamo alle nuove generazioni ciò che è delle nuove generazioni: un futuro migliore!

  13. senza nome · venerdì, 1 agosto 2014, 11:07 am

    Il boom della Casaleggio Associati: ricavi raddoppiati e profitti quadruplicati nel 2013

    Manutencoop: richiesta d’arresto per un altro dirigente del movimento cooperativo legato alla “ditta” bersaniana. Vogliamo parlarne o no?

    La differenza tra grillini e piddini.

    ovvero acqua fresca e pantano.

    • senza nome · venerdì, 1 agosto 2014, 11:55 am

      L’ acqua fresca però non sa cos’ è la democrazia.

    • senza nome · venerdì, 1 agosto 2014, 11:57 am

      Il pantano non sa cos’ è l’ acqua fresca!

  14. mekkacoop · venerdì, 1 agosto 2014, 10:17 am

    Già, le coop, se non ci fossero bisognerebbe inventarle … e gli italiani furbetti dei quartierini più o meno alti sanno bene l’arte di arrangiarsi, ad inventare appunto,
    come nel caso del refren pubblicitario che ti fa credere che “la coop sei tu”, invece sono loro, proprio loro.

  15. Uno · venerdì, 1 agosto 2014, 9:51 am

    Vogliamo parlarne o no?

    Appunto.
    Che aspetta Lerner a parlarne su la Repubblica?
    Da moltissimo tempo attiro la sua attenzione sulle Coop di Consumo (art. 45 Costituzione)
    Lerner fa lo gnorri, però invita a parlarne.
    Boh.
    J ulula al vento?

    • Uno · venerdì, 1 agosto 2014, 10:55 am

      Ah ecco,
      proprio qui a lato
      PUB Coop
      La coop sei tu,
      la Grande Bufala

      • mekkacoop · venerdì, 1 agosto 2014, 11:25 am

        Sì, a rieccoli con lo slogan, tutto da ridere (o da piangere dipende dai punti di vista)
        e poi tra l’altro hanno anche dei prezzi mediamente più alti del 10% rispetto le altre
        catene commerciali più competitive.

    • roba vecchia, datata ormai · venerdì, 1 agosto 2014, 9:45 am

      ma lasciateli lavorare !

  16. GIULIO CESARE · venerdì, 1 agosto 2014, 9:12 am

    Ma no, lascia perdere, non c’è molto da dire, ormai l’hanno capito tutti che siete solo una bamda di LADRI INCAPACI, falliti nella vita, avete pensato bene di fare i komunisti per fare i soldi.

    Scusa MAO PATAKKA, ma tu ti credi migliore dei tuoi kompagni ladri?

    Li hai coperti, pur sapendo, per anni, ne hai approffittato per fare i soldi grazie al loro appoggio, non ti sembra un po’ eccessivo fare la verginella scandalizzata?

    Faresti meglio a continuare a tacere, sarebbe più onesto.

    Giulio Cesare

  17. mary · venerdì, 1 agosto 2014, 9:06 am

    evviva
    gad ricominci con il”tiro al PD”?
    su Bersani,se non te ne sei accorto,lascia perdere,non ricominciare,non e’ al governo
    ciao

    • C.M. · venerdì, 1 agosto 2014, 3:06 pm

      Gad per cortesia non farmi andare fuori dai gangheri la cara Mary.

  18. valter · venerdì, 1 agosto 2014, 8:58 am

    Parlarne si ma, i giornalisti, dove sono?

    • mary · venerdì, 1 agosto 2014, 9:06 am

      dubbi

  19. marco scamardella · venerdì, 1 agosto 2014, 8:57 am

    la sinistra con tangentopoli ha usufruito di uno scambio illegale e immorale con i giudici politicizzati

    Di pietro non ha trovato la stanza precisa dei soldi a botteghe oscure ed è stato compensato con un seggio sicuro al mugello

    colombo in rai , d’ambrosio e casson con il seggio

    nessuna riforma della giustizia

    complimenti

    parlarne adesso ?

    a che serve

    si cambi e si riformi il paese

    il passato muoia lì

    • mary · venerdì, 1 agosto 2014, 9:08 am

      la sinistra,la tua destra,la tua estrema destra grillicoleghista
      gli scandali attuali,tutti nel calderone
      non nascondere i tuoi
      in tv,certi cognomi del nord, come in veneto etcccccc
      ciao

    • marco scamardella · venerdì, 1 agosto 2014, 9:28 am

      una differenza

      la pretesa di superiorità morale

      e un accordo immorale con la magistratura

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