“I talk show tv, il grande pollaio senza anima che ha preso il posto delle fiction, pieni di colpi di scena dove non succede mai niente con teatranti di terzo ordine e dove gli sport sono la parte più credibile dell’intera trasmissione”. Matteo Renzi, nel discorso all’università Humboldt di Berlino dove ha insegnato Hegel, è sembrato Karl Popper per durezza nella sua critica alla TV. Il presidente del Consiglio ha attaccato in modo davvero enfatico i talk show, riecheggiando posizioni in passato espresse dal duo Grillo&Casaleggio, a lungo contrari alle partecipazioni in TV degli esponenti del M5S. Matteo Renzi ha però costruito il suo successo sulle partecipazioni alle trasmissioni di informazione politica, diventando un politico dal profilo nazionale grazie alla sua abilità nel padroneggiare il mezzo televisivo. Sin dalla sua elezione a sindaco di Firenze l’allora rottamatore assillava molti conduttori per ottenere un proscenio TV capace di farlo arrivare nelle cucine e nelle sale degli italiani. La rutilante presenza di Matteo Renzi in TV ha caratterizzato tutte le sue campagne elettorali, a partire dalla primarie perse nel 2012 contro Pierluigi Bersani. Nel 2014, prima delle elezioni europee, l’istituto Geca calcolava come Renzi fosse presente circa 5 ore al giorno in TV. Questo dato era inflazionato dalle interviste concesse ai TG come presidente del Consiglio, ma anche con da guida del governo il già segretario del PD non aveva rinunciato alla sua presenza fissa nei talk show. Negli ultimi mesi è però nata un’altra stella in TV, quella di Matteo Salvini, che nel marzo 2015 ha praticamente doppiato Matteo Renzi per ore di presenza nelle trasmissioni di approfondimento politico. Uno smacco che deve esser costato caro al presidente del Consiglio, che in un momento di nervosismo si era già lanciato in una feroce critica a questi programmi. Dopo un servizio di “Piazza Pulita” sulle difficili trattative del Quirinale, Renzi aveva twittato di aver compreso i motivi della crisi dei talk.
Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri: basta una sera alla Tv e finalmente capisci la crisi dei talk show in Italia
— Matteo Renzi (@matteorenzi) 26 Gennaio 2015
Le amministrative, al di là dei proclami di successo, sono andate piuttosto male per il PD, e i sondaggi rilevano valori di consenso inferiori alla percentuale ottenuta da Veltroni nel 2008. Probabile che sia questo il principale motivo della critica di Renzi ai talk show, visto che ora in TV non può più passare un messaggio positivo da lui veicolato, dato che contrasterebbe con una realtà piuttosto deludente.
Gli unici guardabili sono quelli in cui parlano solo due persone.
Dunque 8 e mezzo e Virus. Anche Porta a Porta.
Il peggiore di tutti è Ballarò, peggiorato moltissimo. Segue subito dopo Quinta Colonna.
La Gabbia, che una volta era il peggiore, adesso fa la sua figura in confronto agli altri.
Caro Mollica,
difficile ribaltare la realtà..
19 regioni su 21
6725 Comuni su 8000
Non è che puoi spararle a caso..se no ti iscrivi di diritto al “giornalisti” dell’ismo..
Ribaltare la realtà?
Si dice cambiare verso.
Non e’ un caso che Gruber (Bilderberg) non permette pollai nel suo programma.
Vespa e’ il talk ufficiale. Unico ed inimitabile, durera’ in eterno.
Mi piace la Gruber, quando commenta con un
- huumm – gutturale e raschiato in gola, sembra
dire: – ma chi ce l’ha mandato questo.-
Oppure:
- Ma come siamo caduti in basso.-
Sono quelli che concedono molto margine all’intervistato tanto da diventare mere “vetrine”.
Allora non hai capito niente. E’ Mollica che gira in senso antiorario.
questa demonizzazione sbandierata dei media in genere, dopo averne abusato e continuare ad abusarne tutti i giorni per il proprio tornaconto, è a dir poco un affronto al buon senso. E’vero adesso imperversano i talk che però urtano la sensibilità di chi ha già notorietà e non può abbassarsi a frequentarli. Ma, a dir la verità, non so se siano state opportune le apparizioni anche alla “Fonzie” in programmi come quelli dalla De Filippi o dalla Barbara D’Urso. Grillo-Casaleggio hanno adottato da sempre un altro stile: insuktare i media per usarli (mi ricordo le televisioni presenti alla traversata dello Stretto. Altro che talk…
Nel momento in cui i media hanno osato rivolgere la loro attenzione verso i risultati “deludenti” del governo sono divenuti tutti improvvisamente “cattivi”.
De gustibus “sputandum” est.
bella…
Talk show? C’è di meglio in TV, e basta poco.
finchè si tiene per alleati Giovanardi e la banda bassotti dell’Ncd il babbeo rischia di morire di fame.Condoglianze
AH AH AH AH AH
fantastica
Scalafarotto, con chi se la prende? Già sponsor accalorato del governo Renzi, non si è mai accorto che in tema di diritti civili il suo governo è sordo come la vecchia DC (diverzio, aborto, testamento ideologico ecc. ecc.) Non si è accorto che Adinolfi è stato uno dei fondatori del PD?
Ed era tra quelli che più si inalberavano quando gli si faceva notare che su certi temi Renzi era lontanissimo, e che pur di governare avrebbe venduto la nonna o fatto comunella con il B. e con Alfano, altro che diritti civili.
Ma guarda… gli alleati non sono neppure la cosa peggiore , pur essendo pessimi ( il che è tutto un dire).
dai piddini mi guardi Iddio che dagli alleati mi guardo io.
Solo che non è Gad. E’ Mollica.
Sini tutto tranne che renziana e considero che matteo renzi non dica nemmeno buongiorno ai suoi figli, se questo non gli porta un vantaggio elettorale, però devo condividere la sua critica ai talk show: gente che si accappiglia senza controbattere mai con dei dati a supporto delle opinioni espresse, e conduttori che aizzano, senza moderare e, soprattutto senza mai obiettare alcunchè. Caro Gad, ricordo con eneorme nostalgia il tuo”Infedele” che ha accompagnato, in modo intelligente, i miei sabato sera per un periodo. Una trasmissione che trasmetteva dubbi e apriva il pensiero, sempre. Era l’unica alternativa plausibile a certe programmazioni. Che dire: rispetto la tua scelta, ma lo spazio, come puoi tu stesso constatare, è vuoto.
Ammesso che questi programmi televisivi siano una baracconata, al grande gigliato genuflesso
che gliene dovrebbe fregare:
faccia a meno di mandarci i suoi
attori e le sue attrici.
Però se non utilizzi le fogne dove la metti?
Roma non è l’Italia.
Sarebbe una critica seria se non fosse che Renzo è il primo a usarli, sia di persona (con l’unico “contradditorio” di giornalisti che gli pongono domande concordate.. praticamente spalle) e dove manda i suoi “bravi”, a scannarsi con gli altri, tra l’altro se ascolti uno di loro è un copia incolla di tutti gli altri, che a loro volta sono il copia incolla del ducetto, neppure si sforzano di usare sinonimi e/o contrari, non sono in grado.. e poi dobbiamo pure sorbirci la sua morale sui talk?? Ma va..
detto da uno che è andato dalla De Filippi suona un po’ strano.
cambiare idea comunque è lecito… o può esserlo, dipende dal percorso e dalle ragioni con cui e per cui si arriva al cambio.
Cambiare idea è senz’altro lecito e spesso semplicemente doveroso: quel che non è accettabile né sopportabile è che dopo certi collossali errori di valutazione si insista nel rendere pubbliche le proprie valutazioni.
Silenzio & riflessione sarebbero più indicati: se uno non lo fa si condanna da solo senza appello.
diciamo che, vista la storia e le caratteristiche del personaggio, puzza di critica interessata lontano un miglio…
seguendo questa catena comunicativa al ribasso, che si è abbassato sia il livello dell’offerta politica che della “ricezione politica.
-
Credo sia il contrario. I radical chic abituati a parlarsi fra loro solo nel castello di sans -souci hanno abbandonato il popolo a programmi poco seri perché solo lì funzionava la comunicazione.
Ovvero, non ci sarebbe nulla di male ad usare un programma popolare con elementi anche spettacolari ( le lettere, i postini) purchè associati a contenuti seri. E tale tipo di programma può convivere benissimo con le vecchie tribune elettorali; quel che è fallito non è il format, è il CONTENTO di quel che dicono i politici o il fatto che ormai a quel che dicono i politici, non crede più neppure la madre!
Oppure , parafrasando: non ci sarebbe nulla di male in un politico che indossa il giubbotto come Fonzie, si esercita nel rutto libero ( come il mitico sbrindellato Varoufakis: Etwas, ci scommetto che sei in qualche modo un simpatizzante di siryza e vedi Fonzie in Renzi e non lo vedi in Varoufakis??? E’ proprio vero che le percezioni sono ingannevoli e che senza accorgercene abbiamo due pesi e due misure!); non ci sarebbe nulla di male , purchè si associ a buone capacità politiche e a un programma serio.
E le due cose non sono incompatibili: si può essere ottime persone, ottimi professionisti ed ottimi politici ,anche vestiti come fonzie e con comportamenti non proprio ortodossi.
CONTENTO—-> contenuto
E che ci sarebbe di male nell’andare dalla De Filippi?
Niente, basta però che non critichi chi ci va dopo di te.
E soprattutto non critichi la De Filippi, che non ci fai una bella figura, alla fine.
Non ho capito, chi avrebbe criticato Renzi ?
La De Filippi e il suo stallone piduista, è la materializzazione del cancro italico: se uno non lo capisce… vuol dire che è come lei – quindi non merita nessuna pietà – o è un imbecille come quelli che se la fanno somministrare.
non c’è nulla di male in sè, ma se vai in una trasmissione poco seria e discutibile ti rendi poco serio e discutibile.
io non ci avrei mai messo piede al posto di Renzi. conosco già la probabile obiezione “il pubblico è lì, non bisogna snobbare etc..” ma è anche in questo in questo modo, seguendo questa catena comunicativa al ribasso, che si è abbassato sia il livello dell’offerta politica che della “ricezione” politica.
non è possibile tornare alle vecchie tribune politiche, ma occorre una inversione di tendenza.
capisco le critiche ai talk show diciamo che il pulpito da cui provengono non è dei più innocenti e non è detto che siano critiche del tutto disinteressate.
ps
non c’è nemmeno niente di male ad indossare un giubbotto di pelle e farsi immortalare come Fonzie… si può anche partecipare ad una gara di rutti in diretta etc – non c’è niente di male, ma sono sintomi di un modo di intendere il proprio ruolo politico che è volto più a conquistare per ragioni d’immagine che di contenuto. abbassando di solito entrambi (immagine e contenuto)
@ jules.b sono d’accordo con lei.
E anche con la catenina vistosa al collo.
A proposito otto, il marinaio arrestato a Roma ce l’aveva? Non ci ho fatto caso , ci penso solo ora.Mo’ vado a controllare qualche immagine su Google.
Se sì, cioè nel caso in cui l’aveva si potrebbe dedurre “Mai seguire un”poliziotto” che ti mostra il tesserino , ma ha una catena d’oro al collo”.
sembra di sì. piccola e non vistosa, ma c’è.
La fine di Matteo Renzi la decreta il potere, non Matteo Salvini, tanto meno noi polli, è il potere che distribuisce le ore televisive, la cosa incredibile è che dai tempi di Santoro giovinetto e Lerner giovinetto, cioè i primi talk show, si è evinto che sono utilissimi al potere, a noi molto meno, per noi è come andare allo stadio, finita la trasmissione, torni a casa…
Vero
ma la vera domanda è…..che c’azzecca il mostriciattolo con una università?
I tedeschi sono cialtroni come noi italiani, solo che esplorano nuove vette con un certo gusto per il tragico… Kohl lo sapeva – e si comportava di conseguenza – i suoi eredi evidentemente no.
Pazienza… vi è quella bizzarra cosa che si chiama “storia” che con i suoi metodi farà pari.
Beh li non ci va Rodota’ perché lo prenderebbero a calci.
Infatti ( Rodota’) bazzica le medie e al massimo il ginnasio.
L’importante è che ci sia qualcuno come te che quando si osserva un corpo penzolante rammenti che (forse) vi è un percorso e qualche ottima ragione per essere arrivati a quel punto.
Chiedilo ai Bilderberg, portavoce degli organizzatori del pianeta.
Cosa ci fa una Gruber, un rapper, un Jovanotti, alle riunioni dei Bilderberg? Cosa ci fa un Renzi dentro una università? In ultima analisi io come comunista dovrei essere contenta che nel potere si sono infilati personaggi comuni, invece non sono contenta, ogni azione che viene dal potere mi insospettisce, si è perfino preso i buchi nei jeans che c’erano perché non potevamo comprarli nuovi, ebbene il potere ne ha fatto un business, si appropria di tutto, non lascia spazi.
Io voglio il mio spazio, che non prevede il potere dentro.
Caro Gad, Matteo Renzi ti è proprio antipatico! La “realtà deludente”, come tu definisci i risultati del suo Governo, contrasta paradosalmente proprio con la realtà. Erano decenni che i conti pubblici non miglioravano, erano anni che la disoccupazione non invertiva trend pur se per ora di poco, erano decenni che un nostro Premier non veniva tanto rispettato.
L’ Italia non è più la barzelletta dell’ Occidente e basta viaggiare un poco all’ estero per capire quanto sia cambiata la considerazione nei nostri confronti. Il PD è entrato nel PSE, il mercato del lavoro si sta sbloccando, la scuola potrà divenire più formativa abdicando al ruolo di diplomificio, la lotta alla corruzione ha ora strumenti legislativi più efficaci, il divorzio breve abolisce costose e inutili lungaggini burocratiche, il Porcellum sarà finalmente superato, presto si riordineranno in misura più giusta e moderna i diritti civili… Certo, la faziosità ti può fare preferire quel semaforo di Letta e l’ inappropriatezza tattica e strategica di chi voleva smacchiare il giaguaro. Perchè parte della sinistra vuol sempre farsi male? Vuoi proprio contribuire a regalare di nuovo questo povero Paese a una destra che più preistorica non si può? oppure alla nuova dilettantesca destra di Grillo e Casaleggio, che neppure tollerano venga scelta democraticamente una semplice portavoce?
Hey amigo caro, non ti sei accorto che si tratta di un killer?
ma hai guardato bene? io non vedo mica quello che dici, io vedo tutt’altro, o sono cieca io o sei cieco tu, chiediamo alle famiglie italiane un riscontro, con Renzi alla fine dei giochi, ci avete guadagnato, pareggiato, o perso rispetto Letta?
Cioè, quando è stata l’ultima volta che avete potuto accantonare dei risparmi?
Vediamo cosa dicono, si?
PER FAVORE FATECI VEDERE DEI FILM WESTER ALMENO DIMENTICHIAMO UN PO QUESTI PALLONARI DELLA POLITICA ADESSO è IL TURNO DI SALVINI è MEGLI VEDERE TANTE PISTOLE CHE NON SI SCARICANO MAI CHE SENTIRE TUTTO QUELLO CHE VUOLE FARE LUI.
Il solito, simpatico italiano cialtrone.
Come battutista, sicuramente una spanna sopra Silvio.
Ore ed ore di profluvi di caxxate, e finte visioni in stile tele-predicatore.
Come Vespa, di cui apprezza il servizio, ha una naturale tendenza a genuflettersi ai potenti.
In un paese di gente normale quelli come Renzi – o Salvini che si insultava ieri è la stessa melma – non dovrebbero nemmeno prendere voti perché puzzano di pallonari truffatori a distanza di miglia.
Qui, invece, a naso turato non vi batte nessuno anzi… chi era quello stronxo del “turarsi il naso” elevato ad esempio di alto giornalismo… fammi ricordare…
Eh già.
Che schifo.
il potere non è mica tanto bello, il più delle volte è fin volgare nella sua arroganza.
uno che si era sposato una “sposa bambina africana” in tempo di guerra – abbandonata naturalmente al ritorno in patria…
si, in asi turati fanno per lo più danni – anche se si possono dare situazioni in cui il naso va turato davvero (vedi ballottaggio Chirac-LePen – vero che Chirac era un politico di statura..)
A quei tempi non veniva considerata una cosa grave e quindi non era un mostro. Triste , ma è così: se dovessimo essere giudicati con la sensibilità dei “POI” saremmo tutti mostri.
E’ la banalità del male.
E’ vero. Non valgono niente.
Anch’io ho smesso di vederli.
Non ho sentito questa cosa
alla’Università di Humboldt.
Nel 2014, prima delle elezioni europee, l’istituto Geca calcolava come Renzi fosse presente circa 5 ore al giorno in TV. Negli ultimi mesi Matteo Salvini, nel marzo 2015 ha praticamente doppiato Matteo Renzi per ore di presenza.
Ecco perché si impone una stretta sulla tv. Il megafono deve essere uno solo. O no ? Ma ci penserà l’Europa, liquidato il problema Tsipras, bisognerà adeguare “i sistemi democratici”.
Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e blablabla bubububu
“BALLE SPAZIALI”
C’è del vero, specie le “balle spaziali”, il problema è da chi provengono, ci sono quelle doc certificate che vanno bene e quelle non-doc che fanno pietà. Facciamo una bella Eiar a reti unificate con un megafono unico e la faccenda è risolta.
(Una volta dipingevano i muri con quella roba lì diciamo…spaziale).
E’ un buffone di provincia, sta approfittando di un calo della coscienza civile in Italia, negli anni ’60 sarebbe stato preso a calci nel sedere, noi giovani di allora non avremmo permesso la concessione del potere a questo dittatorello da quatro soldi servo di tanti padroni.
La fine del partito dei lavoratori ha coinciso con l’arrivo del sistema tatcheriano-reaganiano, e poi il berlusconismo ha completato il progetto di abbattimento culturale delle masse.
Se questa perfezione non è dovuta ad un “progetto” ben preciso, allora è stata proprio sfiga, siamo finiti in una serie di coincidenze mostruose, che se permetti, a mio avviso, sono troppe per essere viste come coincidenze…
Alla luce dei fatti che mi riguardano, questo, non è
un “pollaio” anch’esso?
sono iscritt? Non saprei…!
Le sue chiacchiere non interessano piu’e non buca piu’ lo schermo televisivo.
Anzi,da molto fastidio vederlo e sentirlo.
I personaggi costruiti dai media cadono e non si rialzano piu’.
Renzi non sfugge alla regola.
Si, alla sola voce si cambia subito canale. Confermo.
Una volta utilizzato il ponte per
passare il fiume meglio farlo saltare
così gli inseguitori restano bloccati.