La Corte di Cassazione ha stabilito che anche le scuole religiose debbano pagare l’Imu. La Suprema Corte ha definito legittimi gli avvisi di accertamento per omessa dichiarazione e omesso pagamento dell’Ici per gli anni dal 2004 al 2009 inviati dal Comune di Livorno nel 2010 alle scuole gestite dalle Suore Mantellate Serve di Maria e dalle Salesiane di Don Bosco. L’amministrazione della città toscana aveva richiesto arretrati per oltre 400 mila euro, e dopo la vittoria nel terzo grado di giudizio ha annunciato che vorrà indietro anche l’Imu 2010, 2011 e 2012. La sentenza della Cassazione potrebbe fare giurisprudenza, obbligando le scuole di ispirazione confessionale a pagare un’imposta a cui finora erano esentati come altri enti religiosi. Nei primi due gradi di giudizio i tribunali avevano dato ragione alle scuole e torto al comune di Livorno. Come spiega “La Stampa”, la Cassazione ha stabilito come l’esenzione sia “limitata all’ipotesi in cui gli immobili siano destinati in via esclusiva allo svolgimento di una delle attività di religione e di culto” indicate dalla legge del 1985. Ed in esse “non rientra l’esercizio di attività sanitarie, ricettive o didattiche, salvo non sia dimostrato specificamente che le stesse non siano svolte con modalità non commerciali”. La linea tenuta dalle scuole paritarie è quella di provvedere ad un servizio, ma ciò alla Cassazione non basta. Come non basta il fatto che tali strutture possano operare in perdita: C’è stata una sola “finestra”, aperta dal decreto legge della fine del 2005, che salvava dall’Ici le attività eventualmente commerciali. Ma esso, ricorda la Cassazione, ha avuto vita breve, fino al luglio 2006, poiché il provvedimento era “sospettato, non senza fondamento, di essere in conflitto con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato e con le regole della concorrenza”. Le scuole paritarie hanno lanciato l’allarme sul rischio chiusura, mentre il sottosegretario all’Istruzione Toccafondi ha rimarcato le sue perplessità, visto che ora gli istituti dovranno aumentare le rette o chiudere.
La Cassazione fa pagare l’Imu alle scuole religiose
sabato, 25 luglio 2015137 Commenti
I commenti di questo blog sono sotto monitoraggio delle Autorità.
Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione entro i limiti di buona educazione e netiquette in essere come regole del blog.
Inoltre usa con moderazione i seguenti comandi di formattazione testo.
Perché questo accanimento contro le scuole non Statali?
Semplice, vogliono l’ esclusiva per poter ideologizzare gli studenti!
Tanto è inutile, se restano nell’ ambito pubblico rimmarranno Statalisti, se dovranno cercarsi un lavoro non protetto e non parassitario, cambieranno idea!
nessun accanimento, semplicemente rispetto della costituzione;
se non va bene si cambi la costituzione, non c’è problema, ma non si faccia finta che l’art 33 non esista!
Non vedo che la chiesa perchè non dovrebbe pagare. Non mi sembra che il Vaticano abbia problemi di soldi……..
L’art 33 non dice che le paritarie devono pagare l’ICI.
“La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.”
Equipollente significa: in tutto uguale.
Non mi pare che le scuole statali paghino l’ICI.
Pettegolezzi, stronzate ed insinuazioni sostituiscono l’alternativo definita come “ideologia”?
nessun accanimento…solo pagare le tasse! sei evasore?
Ma va là… non esiste tutta questa dietrologia, e non c’è nessun lavaggio del cervello intenzionale, nessun piano diabolico.
E non c’è nessun accanimento visto che finora non hanno pagato l’ici. A me sembra giusto che le scuole private, come tutti gli altri immobili , paghino l’ici. a te no? L’unica cosa che contesto è la retroattività.
quale accanimento? la costituzione prevede per le scuole non statali libertà di esistere, senza oneri per lo stato. Dunque le tasse si pagano.
La scuola paritaria costa allo Stato meno dell’1% di quella statale e fa risparmiare allo Stato oltre 6 miliardi di euro l’anno.
Se dovessero chiudere, bisognerà pagare 6 miliardi di tasse in più.
ti consiglio di leggere questo: http://www.uaar.it/news/2012/11/23/costi-pubblici-scuola-privata/
che italiote ha linkato poco fa.
Ti consiglio di non leggere solo quello che a te piace.
Non dimentichiamo CHE stanno facendo una legge per il diritto alla masturbazione, alla conoscenza omo.
Di gruppo?
bisogna vedete cosa indica la legge!
Forse per storia…ma matematica, le scientifiche in genere e la quasi totalità delle materie che è giusto siano insegnate, non avrebbero un bel niente di ideologico e guai se le ideologicizzano.
Ci sono solo buoni o cattivi insegnanti
scuole più o meno organizzate.
La concorrenza è lo stimolo positivo AL miglioramento.
La concorrenza nella scuola ( che c’è già, anche se non c’è meritocrazia) può anche essere un disastro, perché non si fabbricano stoviglie e la mentalità del “sempre più avanti” può essere catastrofica.
Quel che è positivo è invece la percezione di essere al servizio della comunità e non casta chiusa, ammesso che ogni istituto abbia l’intelligenza di continuare ad essere agenzia educativa con una propria precisa impronta ( che dovrebbe diventare ancora più precisa) e non diventi “al servizio del cliente”, cosa che sarebbe disastrosa.
La matematica no,ma le scienze in teoria possono essere ideologizzate, anche se il metodo scientifico è il contrario dell’ideologia.
Le scuole pubbliche sono uno stipendificio e una catena per i VOTI AL PD.
Si è così. Chiedete a cento insegnanti a caso cosa votano. Io l’ho fatto con tanti e non ho trovato NESSUNO che votasse che so…Forza Italia.
Possibile?
Nemmeno quando Forza Italia era Forza Italia voglio dire.
si vergognano.
le 80 euro sono servite a comperare i loro voti.
Non è vero, ce ne sono. Ora non più, ma una volta su 100 ce n’erano che votavano FI. La maggioranza è di sinistra, è vero, ma non ci credo che su 10 a random non ne hai trovato nessuno.
Non è vero, ce ne sono. Ora non più, ma una volta su 100 ce n’erano che votavano FI. La maggioranza è di sinistra, è vero, ma non ci credo che su 100 a random non ne hai trovato nessuno.
nella mia zona , che è una zona di sinistra, io ne ho conosciuti più di uno che votava a destra. ma è vero che la maggioranza è di sinistra, ma l’idea del lavaggio del cervello o di indurre a votare a sinistra è completamente sbagliata.
Poi dalle parti mie le sinistre non sono affatto contro le private , essendo dominante la cultura cattolica: gli insegnanti di religione sono più a sinistra degli altri.
Daniele, sta pur certo che se non sopporto Rodotà, nemmeno voglio la visita scolastica di un Cardinale.
Ma non esiste una scuola che faccia la scuola e BASTA?!
Cosa significa “scuola e basta”? Intendi che faccia solo alfabetizzazione strumentale? No, non ne esistono di scuole così, sarebbe impossibile che esistessero e andrebbero anche contro le finalità della scuola, che sono anche formative in senso lato ed educative.
In linea teorica, anzi, c’è NERO su BIANCO, che si può NON mandare i figli in nessuna scuola grantendo però che gli si può impartire un’istruzione.
Mi pare abbia un nome come scuola paterna e materna o di casa, o qualcosa del genere.
Nel caso effettivo che ad uno le scuole pubbliche e private facciano schifo.
Dichiarazione di responsabilità richiesta, ma è possibile.
Costituzione, art. 33
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO.
Le Scuole Confessionali
sono ATTIVITA’ COMMERCIALI
(non istituti di Beneficienza)
sono IDEOLOGICHE
(insegnano la Fede Cattolica)
Lo Stato ci guadagna! Quali oneri!
Sai fare di conto?
La riga si tira a metà o in fondo ai numeri?
Di cosa va ciarlando?!?
http://www.uaar.it/news/2012/11/23/costi-pubblici-scuola-privata/
Figurati se io posso sopportare scuole ideaologiche!
la costituzione è intoccabile quando non c’è di mezzo il vaticano…..
Falso! I programmi sono concordati, anzi imposti!
Le scuole non sono del Varicano sennò avrebbero la extra territorialità!
I programmi imposti dallo stato nella scuola italiana, sia pubblica , sia privata devo ancora vederli! L’idea che nella scuola i programmi siano imposti a livello statale è quanto di più assurdo ci possa essere: già era così una volta, poi adesso con le programmazioni, i curricula e l’autonomia è proprio assurdo parlare di imposizioni dei programmi!
Dove l’hai sognata questa?
L’unica cosa sono degli “assi culturali” e delle competenze irrinunciabili che devono essere sviluppati “in verticale”, ma molto vaghi e a maglie larghissime, attorno a cui si dovrebbero costruire le programmazioni;ma difficilmente entrano nel merito dei contenuti, a meno che i contenuti non siano in contrasto con le competenze previste,ad esempio se un istituto insegnasse SOLO il creazionismo biblico nell’ora di scienze non svilupperebbe lo spirito critico-scientifico;cioè in teoria , potrebbe arrivare un ispettore e chiedere come un istituto e,più raramente, un insegnante stanno costruendo la programmazione sulla parte ritenuta irrinunciabile; ma di fatto l’ispettore non arriva mai. Quindi gli unici che possono contestare qualcosa sono il dirigente o al limite il collegio docenti, ma se il dirigente è ultracattolico non credo vada a contestare ai suoi docenti di essere troppo cattolici. Potrebbero, in teoria, degli ispettori esterni, ma si muovono solo per cose molto serie o se c’è una denuncia. Ma a me sta bene così, se uno iscrive il figlio ( o se un ragazzo più grande si iscrive) ad una scuola cattolica , vuol dire che è d’accordo con i principi cattolici. Mi sta un po’ meno bene che non paghino le tasse.
Lo Stato NON paga mai niente. Lo Stato siamo noi e usa e gestisce i nostri soldi.
No, perchè qui ormai è passata l’idea che lo Stato paga.
ciao lady, quello che non sopporto è che la stragrande maggioranza delle scuole private sia in mano al vaticano;
e dare quattrini al vaticano proprio non mi va, che ci pensino i fedeli!
L’IMU lì, se ricordi bene, ho sempre auspicato che ce la mettessero.
io la metterei anche sulle chiese.
Lì Daniele DOPPIA!
La “pubblica ” Daniele, non è che sia a spese di nessuno.
La paga il contribuente, anche chi non avesse figli a scuola per dire.
E vorrei anche sapere chi paga extra i vari Rodotà che ci vanno a predicare.
Buono scuola e ognuno va dove vuole .
chiunque voglia mandare i propri figli in una scuola privata perché la ritiene migliore di quella pubblica può farlo tranquillamente ma a proprie spese!
“senza alcun onere per lo stato”
riassumendo: nelle scuole private circa 900.000 studenti a cui lo stato dà contributi per 600 euro all’anno.
non si sa quale sia la retta che pagano le famiglie, quali gli sussidi (magari una parte dell’8 per mille ? ) il costo totale per studente.
non si capisce però perchè chiedere di pagare l’IMU come qualsiasi altra impresa commerciale (50 euro/anno per studente, diciamo) dovrebbe costringere a chiudere.
* quali gli altri sussidi
L’ unica cosa seria che dovrebbe fare lo Stato è quella di assegnare una certa cifra per studente che può spenderla nell’ Istituto che più gli aggrada!
Dicesi uguaglianza dei cittadini!
Chi sostiene l’ inverso è un disonesto!
Non è uno che la pensa diversamente!
E un disonesto!
Tanto è elementare il ragionamento!
D’accordissimo con Senza Nome.
Veramente più che essere d’accordo, io è da un bel pezzo che lo sto scrivendo qui.
Il disonesto è Lei:
Non è uno che la pensa diversamente ma un ipocrita che calpesta principi garantiti dalla Costituzione e ha la sfacciataggine anche di giustificarsi con una truffaldina idiozia per nulla imparziale.
Discorso di Piero Calamandrei, 11 febbraio 1950
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso
dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN),
Roma 11 febbraio 1950
http://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/2002_3_art1.html/
La Corte di Cassazione ha stabilito che anche le scuole religiose debbano pagare l’Imu.
Anche? Perchè le pubbliche non religiose pagano?
Perché anche?
Non solo l’IMU, ma anche le tasse sui rifiuti, non solo le scuole, ma anche gli alberghi!
Avanti tutta (sperem, ma ci credo poco…)
Buongiorno
Mi pare giusto che paghino anche le scuole religiose, anche perché i genitori per mandarli pagano rette molto sostanziose.
Ma non solo, parecchi di questi istituti religiosi fungono, dietro congruo pagamento, anche da casa di riposo per anziani, e ancora come pensionato per persone che hanno bisogno di alloggio momentaneo…. ed allora che paghino.
Gli istituti religiosi non fanno niente per niente, ormai sconoscono la carità cristiana.
L’esenzione dall’IMU delle scuole paritarie ha riacceso un dibattito ormai antico: l’affidabilità delle scuole paritarie rispetto a quelle statali, e il senso dei loro costi per lo Stato. Il Ministero dell’Istruzione (Miur) ci dà dati utili per capire qual è la realtà: in Italia, il 74,6% delle scuole totali è costituito di scuole statali, 56.789 unità che accolgono l’87,6% degli alunni. Le scuole paritarie sono il 24,1%, 13.670 unità. Di queste, circa 8000 (il 41% delle paritarie totali) sono scuole dell’infanzia, 1500 le primarie, quasi 700 le secondarie di primo grado e circa 1500 le secondarie di secondo grado. Gli alunni che frequentano le paritarie sono il 10% della popolazione scolastica totale, che in tutto è 8.960.000 unità.
A seguito della legge 62/2000 (che ha riconosciuto la parità a tutte le scuole private purché in linea con determinati requisiti fissati dalla legge stessa) è stato assegnato alle scuole paritarie un contributo finanziario che nell’anno 2006 ha raggiunto il suo apice, circa 530 milioni di euro, e poi è stato sistematicamente messo in discussione dalle successive leggi finanziarie con tagli rilevanti (oltre il 45%), scongiurati, solo in parte, dalle proteste di alcune associazioni di famiglie, scuole ed enti gestori. Nel Quaderno “La scuola in cifre 2009-2010”, (qui se il pdf non si apre) curato dalla “Direzione Generale per gli Studi, la Statistica e i Sistemi informativi del MIUR”, si legge che in Italia uno studente che assolve l’obbligo d’istruzione nella scuola statale (sino ai 15 anni) senza esser ripetente e frequentando la scuola materna (13 anni di scolarità) costa circa 88.700 euro; il costo per i diplomati di scuola secondaria di II grado (16 anni di scolarità) raggiunge i 109.420 euro. Per i ripetenti tra essi, il costo sale di oltre il 6%. Le risorse destinate nel 2009 alla scuola statale ammontano a più di 54 miliardi di euro.
Riassumendo i dati suddetti, si può dire che, se si desse alle scuole paritarie la cifra che a esse spetterebbe in base alla percentuale dei suoi iscritti (il 10%), il contributo dovrebbe ammontare a oltre 5,4 miliardi di euro, dieci volte in più di quanto viene riconosciuto attualmente (circa 530 milioni). Sul bilancio totale dell’istruzione la scuola paritaria rappresenta, infatti, meno dell’1%. Quindi, non solo la scuola paritaria costa allo Stato meno dell’1% di quella statale, ma serve ben più alunni di quanto i contributi a essa concessi coprano: il 10% del totale. Allo Stato ogni alunno di scuola paritaria costa annualmente 584 euro nell’infanzia, 866 euro nella primaria, 106 euro nella scuola secondaria di primo grado, 51 euro nella secondaria di secondo grado. Invece, la spesa per studente delle istituzioni scolastiche pubbliche si attesta nel 2009 a 6.351 euro per la scuola primaria, 6.880 per la secondaria.
A conti fatti, dunque, l’esistenza delle scuole paritarie garantisce allo Stato un risparmio annuo di oltre 6 miliardi di euro, che è quanto spenderebbe se tutti gli alunni che le frequentano passassero alla scuola statale. Molti sostengono che il Governo toglie risorse alla scuola statale per darle alla scuola privata; è l’esatto opposto, cioè lo Stato, con le risorse date alla scuola privata, risparmia su quanto dovrebbe spendere per le risorse che dovrebbe dare in più a quella pubblica. Nel 2010 la rivista specializzata di settore Tuttoscuola ha calcolato che lo Stato risparmierebbe oltre 500 milioni di euro l’anno se aumentasse di 100 milioni i contributi alla scuola paritaria, consentendo a più famiglie di sceglierla (ogni euro investito nella paritaria renderebbe allo Stato 5 euro di risparmio).
Claudio Gnoffo
Buongiorno, Gabriella
Lei forse ignora che la scelta di una scuola paritaria è di pertinenza dei genitori che per averla pagano già fior di euro.
Le faccio altresì presente che gli stipendi degli insegnanti difficilmente sono uguali a quelli già abbastanza da fame delle scuole pubbliche.
Le faccio altresì presente che quasi sempre le scuole paritarie rifiutano l’ingresso agli studenti diversamente abili perché non intendono pagare insegnanti di sostegno per uno, due, tre studenti che necessitano di questo insegnamento alternativo. In questi casi il comportamento cambia: le scuole laiche fingono di ignorare la diversità, per cui nessuno necessita di sostegno, le scuole paritarie religiose indirizzano i genitori verso le scuole pubbliche perché loro non si possono far carico delle diversità.
(Apro una parentesi, a come si constata: a Palermo una “famiglia in” che ebbe la fortuna di avere un figlio in ottime condizioni di salute e subito dopo un altro diversamente abile, mandò il primo in un notissimo e costosissimo istituto di religione e avrebbe voluto fare lo stesso per il secondo figlio, ma i religiosi rifiutarono cortesemente l’inserimento del secondo figlio, per il quale era necessario il sostegno. Il bambino in questione venne a finire nella nostra scuola pubblica dove poté godere del beneficio dell’insegnante di sostegno. Questa disparità di trattamento suppongo che i religiosi l’abbiano applicata nel nome del buon Dio e della carità cristiana.)
Non solo, i genitori che di solito avviano i propri figli in una scuola paritaria, lo fanno spesse volte per “garantire” alla loro prole un insegnamento d’elite, rispetto a quello delle scuole pubbliche più “terra, terra”.
Quindi la finiscano tutti quanti di piangere su qualche soldo in più che si chiede loro e si vergognino di ricevere i contributi dello stato, che così facendo crea cittadini di seria “a”, cittadini di serie “b”, cittadini di serie “c”…..
La Barzelletta
Le Scuole Religiose sono,
per loro Natura,
Attività Commerciale e Ideologiche.
La Consulta dice che devono pagare l’IMU
Reazione:
“Sentenza Illogica e Ingiusta
spinti a chiudere dall’ IDEOLOGIA”
Non sai fare i conti? Peccato! hai studiato per niente a causa dell’ ideologia!
Ma, se come dicono, hanno i bilanci in rosso, ovvero che le Uscite maggiori delle Entrate, come hanno fatto, fino ad ora, ad andare avanti? Qualcuno ha fatto arrivare loro delle insperate risorse, sicuramente in nero, visto che così non li possono iscrivere nelle voci di Entrata del bilancio?
calcolando una rendita di 30 euro per studente (ch’è esagerata) per ogni studente la scuola pagherà, a naso, 40 euro all’anno: non mi pare cifra che possa mettere in crisi il bilancio di una scuola privata.
Gentile tse, sicuramente lei non ha la minima idea di cosa vuol dire tenere aperto un Istituto. Non A naso le dico che grazie in queste strutture vivono intere famiglie tra personale di segreteria, portineria(niente bidelli perchè non ce lo si può permettere…) meccanici tuttofare, personale di cucina, insegnanti.)Chiedere l’ICI vuol dire chiudere e mandare a casa centinaia di persone e lasciare molte famiglie, comprese quelle atee, quelle di fede Bahá’í,musulmane, taoiste, ecc. prive di servizi, perchè, se lei non lo sa, le scuole religiose cattoliche sono frequentate da molti ragazzi non cattolici. Io lo so perchè ci lavoro da 30 anni.
Rendita?
Gli Istituti dovrebbero chiudere per un anno!
Così vediamo cosa fa lo Stato!
I Giudici sono su Marte e non hanno la percezione della realtà!
Lo stipendio corre!
Statalismo miope!
rendita catastale, categoria B/5