Goldman Sachs: in arrivo la terza onda della crisi finanziaria

giovedì, 15 ottobre 2015

Secondo Goldman Sachs è in arrivo la terza onda della crisi finanziaria iniziata nel 2008. Dopo la crisi del debito privato e il crollo di Wall Street, che ha generato la recessione globale ormai 7 anni fa, e la crisi del debito sovrano che ha messo in discussione l’eurozona (in realtà anch’essa favorita dal debito privato), ora il problema dell’eccessivo indebitamento rischia di far crollare i Paesi emergenti. Negli ultimi dieci anni la gran parte della crescita globale è arrivata dai Brics e dalle nuove economie, come Messico, Indonesia, Turchia e così via, sempre più sviluppate e ormai pienamente industrializzate. In questi anni l’incremento degli investimenti in questi Paesi è stato favorito dalle politiche monetarie delle più grandi banchi centrali del mondo, come Fed, Bce, Bank of Japan, che hanno abbattuto i tassi di interesse e spinto i capitali a muoversi dove i rendimenti erano ben più alti. Il crollo delle materie prime e la frenata degli emergenti sta però spaventando gli investitori, che ritirano i loro capitali così da accelerare la contrazione economica di questi Paesi. Un quadro preoccupante che potrebbe provocare la terza crisi finanziaria subita nel mondo in neanche 10 anni. Come spiega il sito finanziario Soldionline, ” secondo Goldman Sachs, le forze che hanno generato la terza onda sono nella risposta alle prime due – crisi immobiliare Usa e collasso delle banche in investimento; crisi del debito sovrano in Europa – e sono parte di un più ampio ciclo del debito che ha caratterizzato le ultime due decadi.Per rispondere alle prime due ondate della crisi iniziata nel 2008, le banche centrali hanno risposto abbassando i tassi di interesse ai loro minimi storici, incoraggiando in questo modo gli investimenti nei mercati emergenti, dove i rendimenti erano più alti. Adesso che i tassi di interesse sembrano sul punto di riprendere a salire, molti investitori cercano nuove strade, e iniziano a disinvestire, ad esempio, dalle materie prime, strettamente legate al destino dei paesi emergenti”.
Altre considerazioni sulle previsioni di Goldman Sachs sul sito di Soldionline.

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