L’autobiografia di Toni Negri imbarazza la sinistra ma censurarla non ha senso

martedì, 5 gennaio 2016

Sto finendo di leggere con grande interesse le seicento pagine di autobiografia che Toni Negri ha scritto in collaborazione con Girolamo De Michele: “Storia di un comunista” (Ponte alle grazie). Intuisco le ragioni, diciamo così, costituzionali che oggi inducono una brava giornalista come Simonetta Fiori a stroncare questo libro sulle pagine culturali di “La Repubblica”. Ma non riesco a condividerle. Basta il titolo per capire che qui si tratta di prendersela con un nemico storico, un intellettuale che si ritiene abbia provocato gravi danni alla sinistra utilizzando spregiudicatamente il suo notevole bagaglio accademico-scientifico: “L’ego-biografia di Negri che dimentica la Storia. Seicento pagine, nessuna autocritica”.
Eppure l’autobiografia di Negri è una lettura preziosa, per quanto imbarazzante. Rivelatrice di una formazione culturale condivisa con grandi maestri (Chabod, Bobbio) e compagni di strada oggi venerati dalla sinistra ufficiale (Asor Rosa, Cacciari, Tronti, Feltrinelli per non parlare di quel grande operaista dimenticato che fu Raniero Panzieri), cui si sommano relazioni importanti con l’accademia filosofica tedesca e francese. Certo, per quanto di autocritiche non ne manchino, Toni Negri continua a disturbarci parecchio nei suoi richiami enfatici alla violenza proletaria declinata fra insurrezione e espropri, giungendo a deformare in caricatura un’analisi della composizione sociale italiana dal dopoguerra alla fine degli anni settanta che pure è ricca di intuizioni.
Credo che dovremmo leggere questo resoconto di parte con maggiore serenità. E non solo perchè descrive una vita densa, a partire dall’infanzia piena di lutti e dolore, il Veneto conservatore al suo impatto con l’industrializzazione, viaggi e incontri con la nuova gioventù europea, l’università italiana, il Pci, luoghi cruciali come il Petrolchimico di Marghera, personalità ribelli e avventurose scelte di vita, fino alla rivendicazione di quella che Toni Negri evidentemente continua a considerare la “sua” creatura movimentista, quella in cui maggiormente si riconosce: l’Autonomia, non del tutto stroncata con gli arresti del 1979 che chiudono il libro. Come dimostra il fascino che le teorie di Negri sulle “moltitudini” continuano a esercitare fuori dall’Italia nei movimenti sovversivi. Nel libro, se letto senza fobie preventive, si trovano anche rivelazioni storiche interessanti sulla genesi della lotta armata in Italia. I rapporti che si guastano fra Negri e Curcio. La cena col giudice Alessandrini pochi giorni prima del suo omicidio. Il rapporto con altri magistrati nella redazione di “Critica del Diritto”.
Non ho mai militato al fianco di Toni Negri. Ho sempre trovato sbagliato e persecutorio il teorema giudiziario che lo poneva a capo del terrorismo di sinistra in Italia. L’ho conosciuto solo di sfuggita dopo che è uscito di galera e ritornato dalla sua fuga parigina (a questo proposito, il libro contiene una marginale inesattezza: Negri ricorda male, non è vero che fossi stato io a passargli il contratto d’affitto della sede di via Disciplini a Milano, da me frequentata molto prima del suo arrivo, suppongo fosse intestata a Francone Tommei). Ma trovo doveroso fare i conti col suo percorso militante e intellettuale, qui descritto con un’onestà che va riconosciuta anche se ci disturba. La scomunica lascia il tempo che trova.

63 Commenti

  1. Michael Goldfarb · martedì, 5 gennaio 2016, 1:19 pm

    La proprietà privata è un’istituzione di attività commerciale e economica, e questo è l’unico modo di interpretarla. In altre parole, si tratta di una istituzione locale piuttosto che globale che appartiene solo a una sfera dell’attività umana: commerciale ed economica. Imprenditorialità e accumulazione di capitale è uno scenario eminentemente possibile e socialmente utile dell’ autodeterminazione umana, anche se non l’unica. Tuttavia, non richiede divieto e distruzione. Essa si limita a esigenze di una localizzazione giuridica corretta. Questo compito è incredibilmente difficile, specialmente in condizioni di totale superpotenza. Per realizzarla, è necessario effettuare le seguenti operazioni:
    1) prendere il potere dalle strutture della super-società e tornare allo stato dopo trasformarlo in un unico istituto di potere nel mondo di oggi;
    2) tracciare una linea di divisione netta tra i diritti economici e politici.
    Coloro che godono del diritto di proprietà deve essere impedito di avere diritti politici, e, quindi, il potere. Coloro che sono al potere non dovrebbe essere consentito di godere di diritti economici, la proprietà, l’accumulazione di capitale e della ricchezza. Le attuali forme di divisione tra imprese e governo non riescono a svolgere questa funzione. Inoltre, servono a mascherare la vera super-potenza.
    Vorrei ricordare che la principale domanda sulle rivoluzioni borghesi nella storia moderna è stata l’acquisizione dei diritti politici da parte del Terzo: la borghesia. Hanno chiesto il potere. Ora ci troviamo di fronte ai risultati: le strutture consolidate di super-società e super-potere. Invece di chiedere diritti politici per la borghesia, è stato necessario per costringere un ceto dirigente di rinunciare ai loro diritti economici. Ovviamente, questo era impossibile in quel momento, ma ora è un requisito fondamentale per il nostro nuovo progetto sociale, che dobbiamo compiere se vogliamo mantenere la nostra civiltà libera dal potere di ciò che Zinoviev ha descritto come ” la super-società occidentalizzata “.

    • giors · martedì, 5 gennaio 2016, 1:23 pm

      Se entri nel mio giardino ti sparo. Chiaro il concetto?

  2. Margherita · martedì, 5 gennaio 2016, 1:15 pm

    GAD ti deve essere sfuggito il meraviglioso pezzo di Raffaele LIUCCI sull’iserto cultura il sole24ore di domenica !!!

    • Margherita · martedì, 5 gennaio 2016, 1:21 pm

      inserto

    • Gad · mercoledì, 6 gennaio 2016, 10:49 am

      Grazie della segnalazione, cara Margherita. Ora l’ho letto e il mio unico commento è: troppo facile.

  3. Michael Goldfarb · martedì, 5 gennaio 2016, 1:12 pm

    Secondo Marx, il diritto di proprietà privata che è alla base della formazione del capitale è un diritto economico e commerciale. Marx ha visto l’emergere di capitale come un fenomeno economico. Ha detto quasi nulla sul potere come una sostanza speciale, ma completamente identificato con lo Stato e ha previsto l’eventuale estinzione sia della proprietà privata e dello Stato. Nella sua teoria dell’imperialismo, Lenin ha visto la simbiosi del capitale e del potere come condizione e principale meccanismo di riproduzione di entrambe le sostanze. Oggi il quadro è diventato ancora più inquietante: il capitale, che è diventato una super-società in senso sociale (secondo Zinoviev), ha trasformato lo Stato in un unico canale di potere che è ben lungo dall’essere la più importante. Il potere usurpato da parte del capitale attraverso le strutture della super-società non è regolamentato dallo Stato. E’ un regalo completamente gratuito dello Stato, che non è più limita il suo potere. Il potere che viene utilizzato al di fuori dello stato sta diventando una superpotenza. Sotto questo super-potere, il diritto di proprietà è in fase di trasformazione. Tale diritto non è più sacro, è cannibale. Dopo aver subordinato lo stato, la superpotenza utilizza questo diritto come meglio ritiene opportuno. Un chiaro esempio si trova nella risoluzione della crisi finanziaria a Cipro. Non è un segreto che lo stesso metodo sarà utilizzato in tutta l’Unione Europea, se necessario.
    Le sanzioni sono un altro esempio. Il super-potere non ha più bisogno del diritto di proprietà privata per la sua riproduzione. L’istituzione della proprietà privata era sacra solo all’interno dello Stato e nella sua giurisdizione. La Super-società e la superpotenza sono nemici dello Stato. La loro affermazione conduce all’estinzione sia dello Stato che della proprietà privata, come predisse Marx. Questa è la vera ironia della storia. La linea comunista finalizzata alla completa eliminazione della proprietà privata, e successivamente dello stato, che fin dall’inizio si è rivelata storicamente problematica, ed è chiaro il perché.

  4. lanfranco · martedì, 5 gennaio 2016, 1:05 pm

    per come è finita la cosiddetta socialdemocrazia,i compromessi storici vari e i centrosinistra fintisinistra e troppo liberismo non getto la croce addosso a nessuno(nonostante avessi sempre evitato T.Negri e le sue teorei),forse la getterei addosso a quei scribacchini dello “svizzero”pregiudicato De Benedetti TUTTI ORA SALDAMENTE AL SERVIZIO DELL’ULTIMO DUCETTO

  5. John Smith · martedì, 5 gennaio 2016, 12:36 pm

    … Non ho letto il libro e non credo di avere il tempo di leggerlo. Non posso entrare nell’ottica della giornalista critica letteraria di “Repubblica” ma non credo che ci siano motivazioni politiche valide, per criticare le memorie di uno come Toni Negri. Mi ricordo una sua intervista televisiva andata in onda sulle reti RAI nella quale prendeva totalmente le distanze dall’uso deformato che era stato fatto da parte delle bande armate, delle sue teorie comuniste!!!… L’intervista era antecedente alla sua condanna definitiva e quindi anche alla sua fuga in Francia e a tutto il seguito…. Non credo che oggi, dopo l’espiazione della sua pena abbia cambiato idea quindi non mi spiego la stroncatura…. O vogliamo rapportare la stroncatura del libro, all’attualità politica e quindi alla vergogna di aver solo pensato un tempo, alle idee del comunismo, quello vero, non quello sovietico & c.???…

  6. catone · martedì, 5 gennaio 2016, 12:10 pm

    CASTE
    Prima fu: Repubblica fondata sul lavoro, poi a causa della marea di tifosi fu: Repubblica fondata sul gioco del calcio, poi dopo vent’anni di politiche clientelari, che hanno generato stipendi,pensioni e privilegi stellari a cominciare dai Giudici della Corte Costituzionale, agli Amministratori Pubblici di ogni ordine e grado, fino ai dipendenti del Parlamento come : facchini, barbieri, telefonisti, falegnami, commessi e funzionari vari.
    I quali ora sono saliti sulle barricate, perché si vogliono tagliare le loro retribuzioni scandalose. Per cui siamo alla Repubblica fondata sulle caste.
    I sindacati poi difendono indifferentemente gli operai degli altiforni e i privilegi dei dipendenti delle Camere.

  7. (IL CODICE DA VINCI) · martedì, 5 gennaio 2016, 11:39 am

    Michael Goldfarb · Martedì, 5 Gennaio 2016, 10:16 Am
    Nel testo che segue estrapolato dal libro
    ” Il fattore della comprensione “ otteniamo un indizio di un tema che si andrà a sviluppare in ampiezza e profondità nel corso degli ultimi quindici anni della vita di Alexander Zinoviev, vale a dire la determinazione dell’Occidente di dumb down il pianeta alla ricerca di dominare il mondo con la scusa della ‘globalizzazione’:
    ” Quante volte ho dovuto ascoltare le persone che mi dicono che i miei libri sono poco, o addirittura completamente, incomprensibili per il lettore occidentale!
    Ho provato con tutte le mie forze per spiegare le mie idee. Ho passato decenni nelle scuole, istituti e università come insegnante e professore. Mi sembrava che avevo imparato a spiegare in termini semplici i problemi più complessi per gli studenti più deboli della scuola. Ma qui, in occidente, qualcosa di strano è in corso: più cercavo di spiegare qualche evento o altro descritto nei miei libri, o le idee in loro, tanto meno mi è stato capito……………………………………………………………..

    Comprendo le Sue parole, la scorsa settimana ho evidenziato il fatto che questa società ha l’incapacità di crescere, perché? Perché la verità non è un’inquilina comoda e tranquilla, non solo, in questi giorni ho azzardato un’affermazione, di essere un diretto discendente del Santo Graal, mi creda, non è importante se il mondo crede o non crede alle mie parole, l’amore crede in ogni cosa, pone il mondo in fiamme, l’unica soluzione è credere nell’amore, dice sempre c’è dell’altro? Dobbiamo credere in noi stessi in ciò che crediamo, spesso la carità si confronta nel chiedere un aiuto finanziario, ma la carità deve credere in ogni cosa, ma quest’ultimo aspetto non rappresenta un passo facile, è la soluzione cosmica della carità che mi sostiene, a prescindere dal fatto se sono o non sono creduto

  8. Mastro Titta · martedì, 5 gennaio 2016, 11:38 am

    Ma Lerner si sta ca.ga.ndo addosso? Non vuole affrontare la realtà (almeno per quello che sta succedendo in Italia grazie alla sinistra [PD]).
    Il poveraccio cerca risposte addirittura nella lotta armata degli anni ’70. Le Br, Negri, Sofri. Burattini in mano a certi potentati che non volevano l’affermazione del sindacato come referente nella lotta di classe. Che in fin dei conti si riconduceva a un accordo, che ha prodotto un welfare che al Grande capitale non piaceva. Specialmente a quello tedesco. Infatti in Germania qualche introdotto in certe dinamiche è stato suicidato.

  9. Alessandro Milano BASTA TASSE VIA EURO STOP INVASIONE · martedì, 5 gennaio 2016, 11:13 am

    Questo “cattivo maestro” invece di marcire in galera o meglio ai lavorare in miniera, visto che non ha mai fatto un cavolo in vita sua, oggi scrive un libro raccontando il paradiso

    • GIULIO CESARE · martedì, 5 gennaio 2016, 11:33 am

      Questo è niente, il PARASSITA ROSSO viene anche lodato ed indicato ad esempio dal nostro ESTREMISTA ROSSO.
      Non c’è niente da fare il DNA KOMUNISTA non mente.
      Giulio Cesare

      • malol · mercoledì, 6 gennaio 2016, 2:19 am

        Ovviamente voi il libro lo avete letto, si evince dalla critica puntuale e argomentata.

  10. Il Deus absconditus · martedì, 5 gennaio 2016, 10:49 am

    Oggi la scommessa dei tecnocrati e dei registi dei colpi di stato è stata fatta sui nazionalisti, radicali, estremisti e terroristi. La protesta contro le politiche liberiste dell’élite sociale possono ripercuotersi contro lo stesso Stato, il nocciolo della questione sta nel fatto che i fattori esterni assicurano la stabilità sociale e politica. Il “fattore di comprensione” interno, come lo chiama Alexander Zinoviev, che fornisce la reale resistenza della società alle sfide esterne e alle tecnologie di manipolazione, rimane nel suo stato embrionale e casuale.

  11. mip'nei tiqqun ha-olam · martedì, 5 gennaio 2016, 10:46 am

    Nei suoi libri sulla società comunista , da dissidente, Aleksandr Zinoviev spiega che l’economia di un paese socialista è gestita da altri principi che non da quelli prescritti per il lucro o il profitto; questa economia ha il compito, ad esempio, di dare lavoro alla popolazione in generale. Prima del collasso del paese, quasi tutte le imprese erano imprese pubbliche e le istanze pianificatrici gestivano l’economia.
    Ma guarda che casualità!:
    Sotto la direzione dei “riformatori” ora installati al Cremlino ( oggi a BRUXELLES ), venne attuata una vera vendita al ribasso delle imprese pubbliche, e alcune di esse diventarono la proprietà di individui estremamente ricchi gli “oligarchi” legati al potere statale. La disoccupazione fa la sua comparsa, il tenore di vita di una gran parte della popolazione declina…
    =
    EUROPA

  12. GIULIO CESARE · martedì, 5 gennaio 2016, 10:41 am

    L’Arabia Saudita è a rischio DEFAULT …. dovevano spezzare le reni alla RUSSIA.
    Quanto mi dispiace per i maomettani.

    Giulio Cesare

    • Il Deus absconditus · martedì, 5 gennaio 2016, 10:52 am

      Gli USA secondo il sottoscritto, non faranno nulla per contenere l’Arabia Saudita, perchè le 47 esecuzioni sono avvenute con il consenso di Washington. Con l’uccisione di Al-Nimr, si voleva raggiungere proprio l’obiettivo della rottura con l’Iran per aumentare la tensione. Gli USA vivono di queste tensioni, e sperano in una guerra in Medio oriente, con la speranza di ridimensionare l’Iran. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: la Russia. In uno scontro con l’Iran l’Arabia Saudita, uscirebbe a pezzi…

  13. Imbarazzo · martedì, 5 gennaio 2016, 10:40 am

    Per l’imbarazzo ci sono i medicinali specifici e tutto passa !

  14. Michael Goldfarb · martedì, 5 gennaio 2016, 10:16 am

    Nel testo che segue estrapolato dal libro
    ” Il fattore della comprensione “ otteniamo un indizio di un tema che si andrà a sviluppare in ampiezza e profondità nel corso degli ultimi quindici anni della vita di Alexander Zinoviev, vale a dire la determinazione dell’Occidente di dumb down il pianeta alla ricerca di dominare il mondo con la scusa della ‘globalizzazione’:

    ” Quante volte ho dovuto ascoltare le persone che mi dicono che i miei libri sono poco, o addirittura completamente, incomprensibili per il lettore occidentale!
    Ho provato con tutte le mie forze per spiegare le mie idee. Ho passato decenni nelle scuole, istituti e università come insegnante e professore. Mi sembrava che avevo imparato a spiegare in termini semplici i problemi più complessi per gli studenti più deboli della scuola. Ma qui, in occidente, qualcosa di strano è in corso: più cercavo di spiegare qualche evento o altro descritto nei miei libri, o le idee in loro, tanto meno mi è stato capito.
    Qual è la ragione di questo stato di cose, che in un primo momento mi ha sorpreso, poi mi ha sconvolto, poi mi ha insultato e alla fine mi ha ridotto a uno stato di disperazione senza speranza e indifferenza? Milioni di persone leggono romanzi fantastici farciti in pieno di spazzatura assoluta, ma nessuno parla della incomprensibilità di ciò che hanno letto, anche se un test elementare della loro comprensione rivelerebbe un punteggio al limite pari a zero.
    Milioni di persone leggono libri e articoli da giornalisti occidentali, diplomatici, esperti politici e sovietologi, che di norma sono il 50% assurdi e il 50% in più o meno non suscettibile di comprensione, ma ancora una volta nessuno parla l’incomprensibilità di ciò che hanno letto . Libri che sono considerati comprensibili sono libri sulla vita delle persone in Egitto e la Cina, gli Incas e Papuani. Anche i libri di formiche e topi non sembrano essere incomprensibili, anche se non un lettore ha speso neanche un giorno in un formicaio o in un buco del topo.
    C’è una sola eccezione a questa regola: la Russia. Il più veritiero, accurato, completo e profondo gruppo di individi che quando scivono incontra la comprensione da parte del lettore. Dov’è l’enigma? Forse non ha nulla a che fare con l’incapacità dell’autore per spiegare il suo significato materiale, ma anche niente a che fare con l’incapacità del lettore a comprendere una descrizione di fenomeni poco noti, o completamente sconosciute?
    Il nocciolo della questione è molto più grave dell ‘incomprensione’. I riferimenti all ‘incomprensione’ solo oscurano il punto cruciale.
    Cominciamo con questa domanda: sono i fatti della vita sovietica che descrivo nei miei libri poi così nuovi e sconosciuti alla gente occidentali? La stragrande maggioranza dei fenomeni che ho descritto in una forma o nell’altra, in un modo o nell’altro, l’ho osservato anche in Occidente. Non solo li osservavo, li ho sperimentato personalmente come scrittore e semplicemente come un normale essere umano che deve guadagnarsi il pane quotidiano in tale veste.
    Ho incontrato un professore francese distinto nel 1978 che mi ha detto che la mia descrizione dell’ambiente accademico sovietico era assolutamente applicabile alla Francia. Questa è stata una delle rare occasioni in cui un lettore occidentale ha riconosciuto il carattere umano universale degli eventi della vita che ho descritto.
    La grande maggioranza, tuttavia, considerata la mia descrizione come una specie di mostro sociale creato in Russia da bolscevichi secondo un piano marxista. I miei lettori e critici occidentali non volevano vedere nella mia descrizione tratti della loro società e come individui, e sono stati riluttanti a vedere uno scorcio del proprio futuro, anche se solo a grandi linee, di cui essi stessi erano ineluttabilmente disegnati.
    Avendo vissuto in Occidente per dieci anni e dopo aver osservato la società occidentale da vicino e da dentro, sono diventato sempre più fiducioso in un’idea che avevo in precedenza evitato che esprime in termini categorici, e cioè che la società comunista offre una chiave per la comprensione del contemporaneo nella società occidentale.
    Fenomeni in Occidente, che ancora esistono come solo tendenze, che vengono mescolate con fenomeni di tipo diverso (come il pluralismo, la democrazia, il caos ideologico) e che possono essere discussi solo in termini astratti, possono essere osservati in Unione Sovietica in quasi condizioni di laboratorio.
    Tutti i miei libri sono fondamentalmente dedicati ad aspetti universali della condizione umana, che, nel contesto della Russia contemporanea, si sono sviluppate in modo particolare vigorose, forse anche in misura eccessiva, che sono diventati di enorme importanza nella vita delle persone e che si manifestano a se stessi con una lucidità quasi nuda. Come ho sottolineato più di una volta nei miei libri, questi fenomeni sono vecchie conoscenze, che giocano, però, nuovi ruoli nel contesto di una società comunista.
    Non è il caso che i miei lettori non sono in grado di comprendere i miei libri a causa degli eventi sconosciuti che sono descritti in loro, ma che non vogliono vedere nello ‘specchio’ della vita sovietica il riflesso dei meccanismi profondamente sepolti che disciplina in loro propria vita e gli elementi del proprio futuro.
    La comprensione della vita sociale come un aspetto della psicologia umana non è solo una sorta di comprensione accademica imparziale per i quali i marchi sono assegnati in scuole e università. La comprensione è un fardello pesante da portare per tutta la propria vita. Capire porta ansia e inquietudine. Si impone un impegno multilaterale. Essa promuove e sviluppa un senso di responsabilità per ciò che accade ora e in futuro.
    Una mancanza di comprensione, dall’altro solleva l’individuo del senso di responsabilità e gravoso dal sentimento di complicità con ciò che sta accadendo. Esso dà all’individuo una sorta di alibi.
    Questo spiega perché l’aspirazione attivamente di non capire l’essenza della società contemporanea, i suoi meccanismi nascosti e le tendenze oggettive, è diventata la forza dominante nel condizionamento intellettuale della società occidentale. Le persone sono disposte a spendere tempo su nulla, tranne lavorando sui libri che li atterrano con l’onere di cognizione di una brutta realtà. Le persone sono disposte a riempire la testa con qualsiasi cosa ma amare la verità e spietato!.
    Sforzandosi dopo la dolorosa cognizione della verità è diventato il destino di solitari eccezionalmente rari. Ho dedicato tutta la mia vita al compito di comprendere i profondi meccanismi evolutivi della società contemporanea. So che il golfo di disperazione in cui l’individuo che ottiene una comprensione di questi meccanismi è immerso. Perciò non affatto giudico i miei lettori occidentali che non vogliono capire i miei libri, né coloro che non vogliono leggere comunque. Io semplicemente respingo categoricamente qualsiasi riferimento all’incomprensibilità, il problema è che gli occidentali rifiutano di capire”.

    Si può parlare anche del fenomeno della degenerazione sistemica. Prima di tutto, si verifica quando il controllo del sistema sociale comincia a non essere nell’interesse della sua riproduzione, ma nell’interesse di un organo individuale, classe sociale o di un gruppo specifico di persone. Ciò che porta ad una diminuzione della vitalità complessiva del sistema. E la cosa peggiore accade quando le persone in massa perdono il legame con l’insieme e si trasformano in egoisti completi. Soprattutto quando tutti vogliono la libertà e credono che il mondo esiste per la loro autorealizzazione e realizzazione dei loro sogni.La vitalità del sistema, la sua immunità contro la degenerazione dipende direttamente per quanto in ogni singola persona è rappresentata la conoscenza dell’insieme e per quanto vi è una impostazione per salvare l’insieme. Se è evidente a ogni singola persone il suo legame con l’insieme sia nel passato che nel presente e nel futuro. L’egoismo non è una legge naturale. L’egoismo cresce dalla stessa radice della coscienza cioè dalla riflessività. Solo che qui la riflessione non è destinata a definire sé stessa nella riproduzione dell’insieme, ma al suo uso egoistico. Si possono considerare degenerati tutti coloro che si rifiutano di comprendere l’insieme e determinare la propria partecipazione nella riproduzione. Coloro che, di fatto, rifiutano il modo umano di essere, di cercare il proprio posto (la sua essenza unica). Ogni società è una variante della soluzione al problema dell’esistenza. Tale soluzione ha sempre diversi livelli: ci sono le motivazioni vitali delle persone, le regole della quotidianità e i costumi, l’organizzazione dell’economia, le istituzioni, le leggi, le sovrastrutture amministrative. Ma tutto questo ha un elemento base ed è la comprensione della propria situazione. Qualsiasi regime di vita anche quello più tradizionale e qualsiasi motivo vitale hanno sempre una fonte: qualcuno ha capito in un certo modo la situazione ed è stato in grado di introdurre nelle menti degli altri i nuovi orientamenti.
    Nelle religioni abramitiche ciò è stato riflesso: l’uomo ora è il co-creatore, il vicario di Dio sulla Terra. La sua sopravvivenza dipende interamente da quanto riuscirà a mantenere questa posizione di conoscenza e responsabilità. Nei libri sacri è scritto chiaramente: ciascuno sarà responsabile personalmente per tutto quello che ha fatto e che non ha fatto.

  15. Quattro · martedì, 5 gennaio 2016, 9:56 am

    Io Scrivo, Tu Leggi
    ???
    Nessuna Paura.
    Noi Italiani siamo
    Analfabeti di ritorno
    e Leggiamo l’Inutile

    • memoriali · martedì, 5 gennaio 2016, 10:44 am

      Giunti ad un certo punto della vita tutti i “maestri del pensiero” si fanno la propria biografua agiografica. Meglio risparmiare la vista.

  16. Michael Goldfarb · martedì, 5 gennaio 2016, 9:30 am

    Toni Negri, a confronto di Costanzo Preve o di Alexander Zinoviev, è solo un buffone

    • Michael Goldfarb · martedì, 5 gennaio 2016, 9:43 am

      Zinoviev nella sua ultima opera monumentale, che è riuscito a completare appena prima della sua morte, avvenuta nel maggio 2006, vale a dire Il fattore della comprensione ancora purtroppo non disponibile in inglese e tanto meno in italiano, è il suo capolavoro in cui sistematicamente sviluppa una teoria scientifica della comprensione (o comprendere) basato sul suo lavoro professionale nel campo della logica polivalente, sociologia e politica globale.

  17. Odisseo · martedì, 5 gennaio 2016, 9:24 am

    Definirlo un cattivo maestro è offendere la categoria degli insegnanti, costui è stato il vero teorico dell”Armiamoci e partite.”

  18. (IL CODICE DA VINCI) · martedì, 5 gennaio 2016, 9:23 am

    Ciò che si sta censurando sono i diritti d’autore, i veri valori non hanno prezzo, per questo motivo Iddio distribuisce gratuitamente!

    Lo spirito delle tre piramidi di Giza.
    LA GRANDIOSITA’ SI CONQUISTA ATTRAVERSO IL CONSEGUIRSI DI PICCOLI GESTI QUOTIDIANI. GLI ANTICHI EGIZI INTORNO AGLI OCCHI DISEGNAVANO DUE TRIANGOLI, GUARDIAMO LE PIRAMIDI CON I LORO OCCHI!

  19. Sardu · martedì, 5 gennaio 2016, 9:09 am

    Non gli basta il vtalizio?

  20. tsè · martedì, 5 gennaio 2016, 8:56 am

    Toni Negri è quello che è ed ha fatto quello che ha fatto, che Lerner sa perfettamente avendo militato nello stesso tempo e contesto.

    Tempo fa ha tentato di rilanciarne il, chiamiamolo, ‘pensiero ed opera’ presentandolo come ‘il nuovo Marx’ e già questo mi parve piuttosto improvvido e rivelatorio sia delle connivenze di allora che del mancato superamento d’una fascinazione.

    La scomunica lascia il tempo che trova ma il rivedere la rete di relazioni e contaminazioni ideologiche di allora permetterebbe di chiarire la genesi non tanto della ‘lotta armata’ – che fu un fenomeno orribile e patetico, idioti che cercavano bersagli facili per fare qualificarsi ed intellettuali rancorosi che fremevano all’idea di poter ‘orientare’ gli idioti – quanto delle relazioni che ancora persistono e dei frammenti d’ideologia in cui inciampiamo oggi nell’area della ‘sinistra benestante dei salotti’ di cui al post di ieri.

    E’ qui che il tempo verrebbe cambiato trasformandosi in diluvio ma sicuramente Negri su questo scrive poco di utile per fortuna di lorsignori.

    • salv · martedì, 5 gennaio 2016, 9:17 am

      Già, sarei curioso di conoscere quanta sinistra benestante e salottiera, identificata con nomi e cognomi, si annidava dietro la lotta armata, sostenendola e finanziandola (ma standosene al riparo quando fischiavano le pallottole). Non ho letto il libro (né lo leggerò), però mi sembra di capire che non racconta di quelle connivenze.
      Quindi c’è poco da censurare, dato che toninegri, a quanto pare, si è censurato da solo.

      • Margherita · martedì, 5 gennaio 2016, 1:17 pm

        vivendo 12 anni a Parigi latitante…..

    • espa · martedì, 5 gennaio 2016, 9:36 am

      a me lei sembra un tipo rancoros.o

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