L’interprete arabo del Governo racconta al “Fatto” la vicenda dei rolex sauditi, che gli è costata il lavoro

venerdì, 29 gennaio 2016

Non era un complotto  eaveva un nome e cognome la fonte della seconda inchiesta del “Fatto Quotidiano” scritta da Carlo Tecce ed erroneamente descritta in un mio post, ora corretto, di settimana scorsa. Sul “Fatto” di venerdì 29 gennaio 2016 Tecce intervista la fonte del precedente articolo, l’interprete di arabo utilizzato dal Governo da diversi anni. il suo nome è Reda Hammad, che racconta con dovizia di particolari l’intera vicenda, che gli è costata la collaborazione occasionale che aveva con il Governo italiano. Sulla rissa, l’episodio che ha destato la maggior curiosità, Reda Hammad ricostruisce così i fatti a Tecce. “Cosa è accaduto dopo la cena nel palazzo di re Salman? I delegati italiani, inclusi giornalisti e imprenditori, hanno ricevuto un regalo. 

Di che tipo?Orologi preziosi: cronografi Rolex e di altre marche, ma comunque costosi, di valore diverso.

Chi ha provocato la rissa? La scorta di Renzi e alcuni dipendenti del Cerimoniale sono andati al piano di sopra per raccogliere i regali. Ma uno dei militari ha rivendicato il Rolex, accusando una persona del Cerimoniale di aver scambiato le scatolette. È finita con gli insulti, la scorta che ha preso i regali assegnati e l’imbarazzo del personale saudita”. Hammad poi spiega al giornalista del “Fatto” di aver provato a restituire il Rolex, ma di essersi scontrato in merito con Palazzo Chigi, come illustrato sul sito diretto da Peter Gomez a cui rimandiamo per la lettura integrale del pezzo

29 Commenti

  1. wilson · domenica, 31 gennaio 2016, 1:03 pm

    Ahaha

    http://www.unita.tv/focus/la-vicenda-degli-orologi-regalo-per-la-delegazione-a-riyad-e-la-campagna-del-fatto/

    Un giornale di parte prende in giro l’altro giornale di parte perchè il secondo fa di tutto per stravolgere i fatti a beneficio dei 5 stelle.

    Articoli che sono grillate, insomma.

    Ma poi, la cosa incredibile è che quelli del FQ si sono smentiti da soli.

    • Lorenzo M. · domenica, 31 gennaio 2016, 7:46 pm

      Ah, ecco, il supporter prezzolato cita il giornale a libro paga del partito premier a supporto della propria tesi. Riportando un articolo che probabilmente manco legge.
      Che lascia pienamente inalterato lo squallore della lite nella delegazione italiana, che fa il paio con la copertura delle statue dei musei capitolini.
      La colpa, però, è dei giornali che denunciano la miseria morale degli uomini di cui il premier si circonda.

      • wilson · domenica, 31 gennaio 2016, 9:12 pm

        Ho scritto che ho citato un giornale di parte che prende in giro un’altro giornale.

        Il primo ha costruito il solito complotto da un qualcosa che è pure sconcio, ma a essere coinvolto perchè non si era accontentato del Rolex e a avere provocato la rissa è un militare, non imprenditori o uomini della delegazione governativa (politici), come avevano fatto intendere allusivamente.
        Il governo non c’entra nulla se non per il fatto che, visto che i Rolex non potevano essere elargiti li ha sequestrati.

        Il denunciante riceve pure lui un Rolex che poi restituisce su pressione governativa.

        Il denunciante, interprete arabo, ha lavorato coi governi Berlusconi, Prodi, Letta e ora Renzi.

        Domanda. Come si fa a liberarsi di certi delegati poco degni in mancanza di un chiaro abuso?

  2. Margherita · domenica, 31 gennaio 2016, 6:32 am

    per principio non ho mai letto i giornali di B. né guardato canale 5 detesto striscia e mai visto Maria De Filippi

    • Giova · domenica, 31 gennaio 2016, 7:08 am

      Adesso comprendo perché sei lobotomizzata.

      • marco · domenica, 31 gennaio 2016, 1:09 pm

        e pure fessa

  3. otto il bassett-hound · sabato, 30 gennaio 2016, 10:21 pm

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    “Ruby è tua nipote?”. “Ma chi, la cantante?”. L’equivoco tra Berlusconi e Mubarak
    Pubblicato il 23 febbraio 2011 10.58 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2011 11.01
    MILANO – Silvio Berlusconi e Hosni Mubarak avevano fatto confusione sul nome “Ruby”: il premier italiano avrebbe fatto riferimento alla ragazza marocchina, l’ex presidente egiziano pensava si trattasse di una nota cantante egiziana. La vicenda, che risale all’incontro tra i due leader del 19 maggio 2010a, è stata raccontata sul Corriere della Sera da Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella.
    Berlusconi, scrivono i due, “accennò alla «sua» Ruby nel pranzo ufficiale del 19 maggio 2010 a Villa Madama con il presidente egiziano Hosni Mubarak e le rispettive delegazioni: la «confusione» tra la Ruby giusta, che aveva 17 anni ed era la minorenne marocchina ospitata nelle notti di Arcore da un Berlusconi 66 volte al telefono con lei in due mesi e mezzo, e la Ruby invece sbagliata, cioè una cantante molto famosa in Egitto con lo stesso nome d’arte (la 29enne Rania Hussein Mohammed Tawfik)”.
    A quel punto Berlusconi avrebbe promesso a Mubarak: “Allora ci informeremo meglio”.
    La cosa interessante, sottolineano Ferrarella e Guastella, è che l’incontro si è tenuto prima della famosa telefonata alla Questura di Milano per la “liberazione” di Ruby. Dunque, è l’ipotesi dei giornalisti del Corriere, Berlusconi avrebbe avuto il tempo di informarsi sulla reale identità dell’allora minorenne: “Ed era solo una settimana prima che il premier prospettasse anche alla Questura di Milano la storia di Ruby possibile parente del presidente egiziano la notte del 27 maggio 2010: notte in cui dunque il premier, ove mai l’avesse prima davvero pensato quando la giovane (stando alle indagini difensive) gli aveva detto di essere figlia di una cantante egiziana e nipote di Mubarak, già possedeva sufficienti elementi per dubitare fortemente che Ruby (peraltro marocchina) lo fosse davvero”.
    Secondo la ricostruzione dell’incontro fatta da Ferrarella e Guastella, “l’unica parola che tutti i commensali di quel pranzo ufficiale del 19 maggio 2010 ricordano nitidamente a proposito dello scambio di battute su Ruby è «confusione»”.
    Infatti, conclude l’articolo, “tutti i presenti (a cominciare da Giancarlo Galan) concordano sulla sensazione che la delegazione egiziana guidata da Mubarak prima non capì bene a cosa si stesse riferendo il premier italiano, e poi (è l’impressione dello stesso Frattini) pensò che parlasse della Ruby cantante. Scambio di persona che anche all’interprete Mohamed Reda Hammad apparve certo. Sicché, quando Mubarak non comprese l’accenno alla parentela, Berlusconi, stando al netto ricordo di Frattini, pronunciò appunto la frase: «Allora ci informeremo meglio»”.
    Secondo quanto scrissero nei mesi scorsi IL Fatto Quotidiano e Repubblica (poi ripresi da Dagospia), Mubarak si sarebbe infuriato quando seppe di essere stato citato da Berlusconi come lo “zio di Ruby”.

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  4. otto il bassett-hound · sabato, 30 gennaio 2016, 10:17 pm

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    Dagospia: Mubarak “furioso” con Berlusconi per la storia della “nipote” Ruby
    Pubblicato il 10 febbraio 2011 17.02 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2011 17.02
    ROMA – Quel ritornello “Ruby nipote di Mubarak” rimbalzato dai giornali alle tv, non solo ha imbarazzato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma avrebbe fatto infuriare il presidente egiziano. Almeno secondo quanto ricostruisce il sito Dagospia.
    Proviamo a seguire tappa per tappa la storia, seguendo il ragionamento di Roberto D’agostino. Tutto è partito dalle colonne del “Fatto quotidiano” il 26 ottobre 2010 con un articolo di Gianni Barbacetto, poi due giorni dopo Piero Colaprico e Giuseppe D’Avanzo hanno rilanciato su “Repubblica” la questione.
    Si parte con la ormai famosa telefonata del 27 maggio scorso fatta da Silvio Berlusconi al telefono di Pietro Ostuni, capo di gabinetto del Questore Vincenzo Indolfi. E’ lì che Ruby, che in realtà è marocchina, sarebbe stata fatta passare per la nipote di Hosni Mubarak, che dell’Egitto è presidente.
    Secondo quando scrive Dagospia, passati un paio di giorni dalla deflagrazione della “bomba” Ruby sarebbe partita una lettera dal Cairo “all’indirizzo del primo inquilino di Palazzo Chigi, portata brevi manu dall’ambasciatore dell’Egitto in Italia”. In quelle righe secondo il sito il presidente egiziano avrebbe usato toni non certo concilianti.
    A quel punto cosa fa Berlusconi? Avrebbe cercato di calmare le acque mandando il ministro degli Esteri Franco Frattini in persona. L’agenzia di informazione Ansa manda in rete il 22 novembre 2010 la notizia: “Comincia oggi in Israele una fitta missione mediorientale di quattro giorni del ministro degli Esteri, Franco Frattini, destinata a culminare con una tappa nella Striscia di Gaza e focalizzata in primo luogo sui temi del rilancio dei negoziati e sui dossier dei diritti umani. Frattini, dopo lo sbarco all’aeroporto di Tel Aviv, ha in agenda per il pomeriggio incontri a Gerusalemme con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu…. A seguire è programmata una sosta a Sderot, la cittadina a sud d’Israele bersaglio in passato di ripetuti lanci di missili dalla Striscia di Gaza che precedera’ il trasferimento in Egitto per colloqui coi vertici del governo del Cairo e il presidente, Hosni Mubarak”.
    Eppure, scrive Dagospia, Frattini in Egitto non ci sarebbe mai arrivato. Perché? “Pare confermato il fatto che il Mubarak furioso che non abbia avuto nessuna voglia di ricevere il messaggero di Berlusconi”.
    Nel tran tran dello scandalo Ruby che occupa opinionisti, giornalisti e non solo in Italia, in Egitto il 25 gennaio 2011 cominciano le rivolte. Mubarak ha altro a cui pensare, eppure l’8 febbraio 2011 in un pezzo di Paolo Colonnello su La Stampa si legge: “Come venne in mente a Silvio Berlusconi di dire che Ruby Rubacuori era la «nipote di Mubarak»? Pare che nelle nuove carte depositate sabato in procura dalla difesa del Premier ci sia anche questa risposta: un interprete egiziano della Presidenza del Consiglio, preso a verbale dagli avvocati Ghedini e Longo, perché avrebbe tradotto un colloquio di Berlusconi con Hosni Mubarak nel quale si sarebbe parlato proprio di Karima el Mahroug, in arte Ruby”.

  5. Margherita · sabato, 30 gennaio 2016, 8:24 pm

    per cortesia Andrea non raccontarci che cosa scrive il FATTO

    • luigi · domenica, 31 gennaio 2016, 12:37 am

      Ecco, brava,tu leggi solo CHI

      • Margherita · domenica, 31 gennaio 2016, 6:22 am

        io leggo ogni giorno Il Corriere la Repubblica il Gazzettino La nuova Venezia e il Sole24ore. l’Espresso il venerdì. sono stata la prima abbonata al Fatto ma da quando Marco Travaglio è diventato il direttore non leggo più il Fatto : prima l’innamoramento di Grillo adesso la persecuzione della Boschi

  6. Margherita · sabato, 30 gennaio 2016, 1:28 pm

    il certificato di stato di famiglia di Maria Elena Boschi è stato consegnato il giorno dopo e risulta che Maria Elena Boschi è figlia di suo padre

  7. Margherita · sabato, 30 gennaio 2016, 7:06 am

    il FATTO ha fatto di peggio ha mandato un giornalista a chiedere al Comune il certificato di stato di famiglia del ministro Boschi che per legge è stato negato. come se io andassi al Comune di Venezia a chiedere il certificato di famiglia di Patty Pravo !

  8. Margherita · sabato, 30 gennaio 2016, 5:44 am

    lo storico Aldo Giannuli scambia una persona per l’altra e afferma che il nonno della Boschi era un massone ! nemmeno parenti. ahi e ahi

  9. paolo · venerdì, 29 gennaio 2016, 8:53 pm

    Quindi …. il fatto ha scritto cazzate….. hanno scritto che POLITICI avevano fatto una rissa e di lasciava intendere che co gosse stato un gruppo di politici che si accapigliava mentre ora il testimone racconta che un burocrate e un militare si sono scambiati accuse ovverosia IL FATTO = CRONACA VERA

  10. tsè · venerdì, 29 gennaio 2016, 8:24 pm

    io ho capito che l’interprete ha perso futuri incarichi; che rapporto abbia questo con ‘la vicenda’ mi pare tutt’altro che chiaro perfino seguendo il suo racconto.

  11. wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 8:17 pm

    Dunque emerge che nel primo articolo avevano scritto una marea di sciocchezze.

  12. wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 8:11 pm

    Ma cosa doveva fare la scorta di Palazzo Chigi?

  13. wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 8:03 pm

    Ah, ecco . Uno dei militari ha provocato la rissa.

    Però dal primo articolo sembrava fosse qualche politico.

  14. bruno d · venerdì, 29 gennaio 2016, 6:46 pm

    Incredibile ma VERO:
    - Ho un collega di sventure.-
    Certo è che io al massimo ho un orologetto da pochi euri.
    Ma come fate a procurarvi tutte queste balle?

  15. Armando Zappa · venerdì, 29 gennaio 2016, 6:22 pm

    il Cerimoniale…i funzionari di Palazzo
    Chigi…i funzionari del Ministero degli
    Esteri…burocrati superpagati….
    quasi tutti arrivati lì per intrallazzi..
    raccomandazioni… nepotismo…
    concorsi truccati…
    una pletora di parassiti che alla fine
    dimostrano quello che sono…
    le statue coperte…sono convinto che
    il governo non c’entra…lì qualche superburocrate che striscia in quell’ambiente,
    abituato a leccare il cu lo a destra e a manca..ha ritenuto logico leccare il cu lo
    anche a Rohani…
    la colpa dei politici, di tutti, è quella
    di non riuscire a selezionare e rinnovare
    tutto questo sistema che c’è dietro le quinte…
    formato da gente autoreferenziale che
    si camaleontizza politicamente secondo
    il potere del momemto pur di mantenere i
    propri privilegi…e questo è un problema
    in tutta la dirigenza pubblica…

  16. Lorenzo M. · venerdì, 29 gennaio 2016, 6:15 pm

    E’ la seconda volta in pochi giorni che il nome della responsabile del Cerimoniale finisce sulle pagine dei giornali.
    La prima si riferiva alle statue “incartate” dei Musei Capitolini.

  17. pinky700 · venerdì, 29 gennaio 2016, 5:56 pm

    collezioniamo figure di m…. a go-go,dalle statue ai rolex mi sembra di essere perennemente sul set di un film di Alberto Sordi o Totò.Con la differenza che quelli facevano ridere mentre qui ce tocca piagne

  18. Pasquale · venerdì, 29 gennaio 2016, 5:51 pm

    Che rimanga per sempre a disdoro del rignanese.

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