Luttazzi critica Grillo di nuovo comico: non fa più satira, ma propaganda, rinunci al marchio M5S per farla

venerdì, 29 gennaio 2016

Beppe Grillo tornerà nei teatri per il suo nuovo show “Grillo contro Grillo”. Una svolta anche dal punto di vista personale, visto che il leader M5S vuole tornare a fare il comico, e non più il leader politico come fatto in questi anni. Le intenzioni di Beppe Grillo sono però state criticate in modo severo da Daniele Luttazzi, comico anch’egli protagonista di molti scontri con l’establishment italiano, per cui è stato escluso dalle TV proprio come era capitato al futuro fondatore del M5S negli anni ottanta. Nel suo blog Luttazzi ha scritto un post, intitolato “Perchè quella di Grillo non è più satira”, in cui ha espresso un giudizio severo sul ritorno sul palcoscenico del leader 5 Stelle. Luttazzi ha rimarcato come ormai Grillo possa fare solo propaganda di partito, visto che non rinuncia alla sua attività nel Movimento. ” La satira nasce politica con Aristofane: esprime un punto di vista. Un punto di vista è sempre opinabile, ma non per questo pregiudiziale: lo diventa, però, se il comico fa attività partitica. Dal momento in cui il comico decide di compiere questo passo, la sua satira diventa, inevitabilmente, propaganda”. Daniele Luttazzi ritiene che ci sia solo un modo perchè Grillo ritorni a fare il comico: dovrebbe rinunciare al simbolo M5S, e con la sua nuova libertà prendere di mira anche Di Maio, Di Battista e Casaleggio. ” Grillo adesso vorrebbe tornare quello di prima, dice che si fa da parte. Troppo tardi. Ed è falso: ha forse rinunciato alla proprietà del marchio Movimento 5 Stelle? Ci rinunci, dunque, e potremo giudicare fino a che punto è credibile la sua satira contro Casaleggio, Fico, Di Battista e Di Maio (ooops!).”. Luttazzi chiede agli “influencer del PD”, le persone che postano in modo coordinato sui social media articoli in favore di Renzi o ostili a chi lo critica, di non strumentalizzare le sue parole, visto che Grillo si comporta allo stesso modo di diversi comici che si lasciano strumentalizzare dal potere.

26 Commenti

  1. Marpo · sabato, 30 gennaio 2016, 1:39 am

    Non condivido l’assioma “se sei veramente libero devi criticare anche Di Maio & Soci”, perchè mi ricorda quello che dicevano proprio di Luttazzi: “se la prende tanto con la Chiesa Cattolica, scherzi sull’Islam se ne ha il coraggio”.

    • wilson · sabato, 30 gennaio 2016, 4:57 pm

      Allora ribalto il concetto. Se la satira si concentrasse solo su Di Maio e soci diresti che è anti M5S?

    • VICHILICS OSPITE DAL MARCHESE DI PIETRAFORTE MASSIMILIANO PALOMBARA · sabato, 30 gennaio 2016, 6:12 pm

      alla’ alla’ alla’ ma chi glielo fa fa ‘

    • Mercuzio · lunedì, 1 febbraio 2016, 11:28 am

      In occasione dell’attentato a Charlie Hebdo se l’è presa eccome con l’Islam. Perdonalo se in Italia abbiamo il Vaticano e CL che fanno di tutto per essere al centro del dibattito politico.

    • alkaseltzer · venerdì, 26 febbraio 2016, 5:55 pm

      Paragone doppiamente improprio. 1) Luttazzi non è il fondatore dell’Islam, mentre Grillo è il fondatore di M5S e proprietario del marchio. 2) Luttazzi ha fatto satira contro tutte le religioni, Islam compreso. Non criticare con luoghi comuni.

  2. VICHILICS OSPITE DAL MARCHESE DI PIETRAFORTE MASSIMILIANO PALOMBARA · venerdì, 29 gennaio 2016, 6:43 pm

    la liberta’ di opinione in televisione non esiste , sono tutte baggianate , devono rispondere tutti a dei padroni , c’e’ qualcuno che fa finta di essere libero ,come ad esempio Crozza e Travaglio , in realta’ e’ solo una scontro fra bande rivali , Luttazzi lo sa benissimo , e ha pagato il prezzo ,anche Grillo a suo tempo pago’ il prezzo , ed ora si sta vendicando . Qualcuno del PD disse a Grillo ironicamente : – prova tu a fare un partito se ne sei capace ! – e Grillo lo ha fatto e non solo , ora torna anche in TV doppia vendetta . Io non condivido il movimento 5 stelle , per me dietro c’e’ la finanza anglosassone , comunque le cose in Italia stanno cosi’ .

  3. Lady Dodi · venerdì, 29 gennaio 2016, 4:54 pm

    Su, lo vogliamo integrale.
    Sentiamo cosa dice anche del Pd.

  4. Marco Di Tosto · venerdì, 29 gennaio 2016, 3:24 pm

    Buongiorno,
    mi sono perso qualcosa o il blog di Luttazzi non esiste più da tempo?
    Qual è il link attuale?

  5. Michele · venerdì, 29 gennaio 2016, 1:11 pm

    Peccato che in un passaggio Luttazzi dica pure che sarà strumentalizzato da PD…. eccolo accontentato… il solito grande Luttazzi!!!!

  6. rebecca · venerdì, 29 gennaio 2016, 12:21 pm

    Luttazzi ha ragione mi sembra lampante: non è che Grillo può prendersi in giro da sè…

  7. wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 12:06 pm

    La satira quando è a tutto tondo informa più di certo giornalismo.

    Il primo Crozza faceva satira di questo tipo, poi un po’ come tutti gli altri si è deciso di non toccare alcuni intoccabili.

    Altrimenti salta il posto!

    Luttazzi la farebbe una satira a tutto tondo, e cioè durissima con Renzi, Di Maio, Boschi, Grillo, Berlusconi, Vendola, Meloni e Salvini?

    Se si, lo voglio in RAI. MA se fa male, via, senza vittimismi.

    • alkaseltzer · venerdì, 26 febbraio 2016, 5:56 pm

      Chiedi se Luttazzi farebbe satira durissima contro Berlusconi? Ahahah quanti anni hai, 5?

  8. Mercuzio · venerdì, 29 gennaio 2016, 11:24 am

    Quel che scrive Luttazzi è sacrosanto e può benissimo essere applicato ad altri mestieri, come quello del giornalista. Un leader politico non può essere credibile come satiro, un giornalista con la tessera di partito in tasca non è credibile come giornalista. Mi riferisco a Gad Lerner, così come a tanti altri.

    • wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 11:53 am

      Fosse così, i giornalisti in Italia e all’estero sarebbero veramente pochi!

      Vogliamo impedire ai giornalisti di votare?

      Non la penso così. Un giornalista serio può anche esprimere preferenza per un partito, elogiare alcune cose che quel partito fa se è daccordo, e criticare gli altri esprimendo un suo punto di vista per nulla disinteressato alla politica.
      L’importante è che quando il suo partito sbaglia non faccia di tutto per nasconderlo, e ne scriva.
      E l’importante è che, visto che simpatizza per un partito, non dica oggi di essere d’accordo con certe cose a cui prima era contrario e viceversa.

      Esempio.
      Travaglio può esprimere tutte le simpatie per il m5s e per il comico, ma quando a Quarto difende l’indifendibile si qualifica da sè.
      Perchè non pretende per i suoi la stessa severità pretesa per altri.

      E si qualifica da sè se prima afferma che è bene che il paese abbia una legge elettorale sul modello maggioritario e che il giorno dopo il voto le elezioni consegni un vincitore per non avere più larghe intese , e poi afferma che è un abominio quando questa cosa viene fatta

      Un giornalista non deve andare contro le sue stesse idee per difendere chicchessia.

      Altra cosa che un giornalista non deve fare è stravolgere i fatti.
      Se papà Boschi avesse davvero sbagliato e ci fossero le prove evidenti, e inoltre se il governo Renzi si fosse adoperato a coprirlo o a fare cose in favore di Etruria , che motivo c’è di dire che le cose sono andate diversamente da come sono andate ?

      E invece si dice che Boschi è stato nominato nel cda quando c’era questo governo quando è avvenuto in altra data, si dice che col decreto sulle banche popolari si faceva diventare la Banca Etruria SPA, quando Etruria era l’unica a non essere interessata da quel decreto essendo già SPA.
      Ben sapendo come stando le cose, e per portare il lettore a pensare quello che non è .

      Le opposizioni copiano e collezionano figuracce.

      Qui la differenza tra il giornalista e il satiro scompare. La satira certe volte informa e il giornalismo è più ridicolo di certa satira. Ma non c’entrano le tessere di partito, e chi si dichiara puro perchè quelle tessere formalmente non le ha, puro non è

      http://www.unita.tv/opinioni/un-consiglio-alle-opposizioni-leggete-un-giornale-vero-non-itto/

      • Mercuzio · venerdì, 29 gennaio 2016, 1:12 pm

        Gad Lerner è iscritto al Partito Democratico, come lui stesso ha dichiarato. Travaglio è criticabilissimo da qualche tempo a questa parte.

      • wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 2:34 pm

        Certo, anche Lerner a volte sbaglia come tutti. Ma non dipende dall’avere una tessera.

        Si potrebbe dire anzi che Lerner è molto indipendente e molto critico col PD attuale.
        Simpatizza per altri personaggi del PD, invece. E non c’è nulla di male nè nell’avere una tessera e nemmeno nell’avere una visione politica, e mostrarsi coerenti nell’appoggiarla

        Lerner sbaglierebbe se, essendosi dichiarato sempre contrario a certe cose, improvvisamente è favorevole perchè le fa il partito di cui ha la tessera.

        Poi secondo me sbaglia quando spinge le sue simpatie troppo oltre, e va dietro ai pettegolezzi per screditare personaggi che non condivide (anche del PD :) ).
        Però ogni opionione sulla buonafede di un giornalista è viziata dalle convinzioni politiche di ognuno.

        In confronto a certi giornalisti senza tessere comunque Lerner esprime, sempre a mio modesto avviso, una certa indipendenza che manca a molti di loro. Quello che voglio dire, in sintesi, è che la tessera significa poco. Si può averla e criticare il partito di appartenenza quando si ritiene che sbagli, si può non averla e difendere quotidianamente l’indifendibile

      • Mercuzio · venerdì, 29 gennaio 2016, 5:52 pm

        Critico Lerner perché mi scrivo qua, se fosse il blog di qualcun’altro scriverei male eventualmente anche di lui. Critico il fatto che abbia la tessera anche perché non fa niente per eliminare il mio conseguente pregiudizio. Così come tanti altri, tessera o non tessera.

  9. Antonello · venerdì, 29 gennaio 2016, 10:11 am

    Beh, una cosa è la propaganda, un’altra è l’attivismo. Grillo fa ancora attivismo e, questo si, non può più permettersi la satira.

  10. Lucio · venerdì, 29 gennaio 2016, 10:07 am

    La verità è che Grillo non ha mai smesso di fare il comico. La sua performance più riuscita, che ci fa ridere a crepapelle, è quella dello statista.

    • wilson · venerdì, 29 gennaio 2016, 11:31 am

      L’attivismo si fa in maniera disinteressata, qui stiamo parlando del fatto che il blog, come sede politica del m5s prende i soldi per la comunicazione.

      Ma il blog è una cosa privata?

      Quando la Gabanelli chiede conto dei soldi che vengono dalla pubblicità , ecco che il blog diventa affare privato.
      Inoltre la Gabanelli viene attaccata perchè quella domanda non si può fare.

      Sulla base dello statuto poi Grillo, come possessore del marchio, è anche quello che gestisce tutte le entrate.
      A che titolo?

  11. Andrea · venerdì, 29 gennaio 2016, 10:07 am

    Luttazzi ha ragione su tutto

  12. eh già · venerdì, 29 gennaio 2016, 9:59 am

    eh già mica può pigliarsi per il culo a se stesso

  13. grundrisse · venerdì, 29 gennaio 2016, 9:58 am

    No, scusate. Luttazzi non dice che la vendita del marchio è una prova della bontà della satira, ma che è una prova che Grillo mente quando dice che si fa da parte.

  14. haha · venerdì, 29 gennaio 2016, 9:28 am

    Oggi le comiche.. ma cosa vuoi che succeda
    di male, si tratta di una normalità caroluttazzi, un non problema.

    • Annibale · venerdì, 29 gennaio 2016, 9:40 am

      Di male niente. Solo non si spacci per satira quello che non è

      • haha · venerdì, 29 gennaio 2016, 9:53 am

        Beh riguardo lo spaccio di una cosa
        per l’altra nel nostro mondo odierno
        la lista sarebbe molto lunga
        ma soprattutto consistente di cose molto più importanti, non faccio esempi
        che magari mi becco qualche bastonata
        virtuale.

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