La moka Bialetti sull’altare di una chiesa e l’idolatria del mercato: quando è troppo è troppo

mercoledì, 17 febbraio 2016

Non riesco a capacitarmi che un sacerdote abbia potuto accettare di celebrare un funerale religioso benedicendo le ceneri dell’imprenditore Renato Bialetti poste davanti all’altare dentro a una moka gigante, prodotto industriale di sua invenzione. Capisco che erano queste le ultime volontà espresse dal defunto ai familiari, poco importa se come estrema manifestazione di ironia o se a fini promozionali. Ma una buffonata del genere sarebbe (forse) accettabile in un funerale laico, non in quella che si concepisce come la casa di Dio. Trovo che tale esibizione del dio mercato,il culto feticista della merce, sorta di fanatismo imprenditoriale, segnali un degrado culturale mai raggiunto prima d’ora. E provo un senso di vergogna che spero sia condiviso da molti.

70 Commenti

  1. Carmine · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:20 am

    Stop benedizioni di Pasqua a scuola
    ————————————————
    Ecco la conferma di quanto siamo stupidi

    • Carmine · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:23 am

      altro che caffettiere e teiere .

  2. malerbabomba · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:19 am

    Il sottotesto di queste righe è evidentemente “se fossi stato il prete…”, che evidentemente è la massima aspirazione di Lerner.
    Di questo moralismo a buon mercato (giust’appunto) riesco solo a pensare CHEPPALLE.

    • grillo parlante · mercoledì, 17 febbraio 2016, 12:19 pm

      CHEPALLE tu.

  3. don bass · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:52 am

    Sono d’accordo con l’articolista,
    trattasi di buffonata, esteticamente kitch,
    anzi forse trattasi di blasfemia per la sostanza dell’atto: purtroppo nella Chiesa Cattolica esistono parecchi preti stolti, parecchi, altri invece sono deliberatamente in mala fede, peggio per loro.
    Ormai mancano solo… beh questa non la voglio dire perchè è troppo pesante.
    La Chiesa Cattolica ha bisogno di mettere molte cose in ordine, speriamo in questo Papa, ma intanto NON dimentichiamoci di pregare per
    lui, e per noi.

  4. bello addormentato · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:33 am

    Si a proposito di cose futili , continuiamo a parlare di queste , mentre su Rai tre imperversa ancora la madonna piangente .
    Lerner sveglia , i problemi della gente non sono questi , e diglielo pure al tuo Pd .

    • zanzibar · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:37 am

      e questo parla di caffettiere , roba da matti .

    • Marghe · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:54 am

      Te fai venire l’orchite … sei noioso ma lo sai visto che sei un troll

      • zanzibar · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:03 am

        davvero t’e’ venuta ? meno male !

    • grillo parlante · mercoledì, 17 febbraio 2016, 12:20 pm

      Ma cosa dici? Ma che c’entra il PD con la caffettiera di Bialetti!

  5. fiorenza · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:22 am

    Ma chettefrega Gad?
    A parte che dovrei dirlo anche a me stessa ché sono atea.
    Pensa alla processione con adorazione del cadavere di padre Pio: tu come iconoclasta non ha fatto un commento e te ne vieni fuori per una caffettiera?!?
    Bah, misteri della fede…degli altri!

    • grillo parlante · mercoledì, 17 febbraio 2016, 12:22 pm

      Non hai capito nulla. Prendi il vocabolario e leggi il significato di idolatria e fanatismo religioso

      • adele · mercoledì, 17 febbraio 2016, 8:02 pm

        Idolatria , esatto . Questa ridicola caffettiera, in effetti , sembra rivestire la stessa funzione simbolica dell’antico “vitello d’oro” di Aronne

  6. Mastro Titta · mercoledì, 17 febbraio 2016, 10:00 am

    Siccome sono un perfezionista, inizierei con il ditino alzato:una attenzione migliore e una rilettura del testo sarebbe utile.
    Comunque magari dire che ha l’identico percorso fatto da Carlo De Benedetti? Ovvero che il suddetto imprenditore, figlio del vero Bialetti, se ne è ito in Svizzera dopo aver venduto, come Saeco, ad un fondo estero?
    E qui veniamo a discutere delle IDE o FDI? Si quelle che “occorre attrarre investitori esteri”. Sapete che grazie all’UE a Irlanda c’ha da sganciare il 16% del suo PIl ad investitori esteri?

  7. tsè · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:57 am

    Bisogna anche osservare che in tutte le culture, prima che le religioni del libro si appropriassero del controllo dei riti in nome della unicità di dio, al funerale partecipano carne ed oggetti, proprietà del defunto, simboli della sua identità, cose buone nella nuova vita e cose che non devono sopravvivergli.

  8. sfortunati · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:55 am

    Sto pensando a quelli che fanno i sanitari del bagno !

    • Marghe · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:02 am

      E che dici di Goodyear l’inventore della vulcanizzazione del condom o dell’inventore del diaframma? ahahahahahaha

  9. Gaetano · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:53 am

    E’ difficile che io mi trovi d’accordo con Gad ma in questa circostanza la penso esattamente come lui. Ogni tanto qualche obiezione bisogna pur muoverla contro questa finta fede. Innanzi tutto a chi è credente (personalmente non sono tra questi fortunati) è necessario ricordare che la Chiesa da qualche millennio disattende gli ordini imposti da quell’Elohim di Israele, geloso e spietato di nome Yahweh fatto diventare dai Cristiani il Dio unico, creatore di tutte le cose e che la lettura dei cosiddetti Testi Sacri lo rivelano come un essere in carne ed ossa a cui erano stati affidati gli eredi di Giacobbe. Infatti hanno pensato di cancellare il secondo dei cosiddetti dieci comandamenti che recita: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, Yahweh, Elohim tuo, sono un Elohim geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti.” Quindi, come per i militari, consideriamoci puniti.

  10. tsè · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:45 am

    L’opera è la massima espressione dell’essere umano, che cacciato dal paradiso terrestre conquista l’autonomia dalla natura, modella l’ambiente secondo i suoi bisogni invece di farsene modellare, in questo processo evolve sè stesso e si fa cultura – che prima è materiale e solo come derivazione intellettuale.

    L’opera ha un valore d’uso, una identità a volte irripetibile e quindi è anche merce – ma è anche espressione dello spirito dell’artefice.

    Feticismo nikilista è scartare il valore d’uso, scartare l’artefice e vedere solo la natura di merce.

  11. Matteo · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:44 am

    Il passo brevissimo
    da torrefattore a torrefatto,
    le ceneri di Bialetti deposte in chiesa
    dentro l’omonima moka,
    formano la miscela pregiata del presente
    che vuole sacro e profano indistinguibili,
    solubili in un unico aroma.

    • heinerddr · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:47 am

      per me l’aroma della bialetti è sacro

      le capsule lavazza (o nescafè o quant’altro) sono il profano

  12. renzo piano = illuminista opportunista · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:43 am

    ma nella “casa di dio” e’ ammesso pure un cadavere con maschera di silicone che chiamano padre pio…

  13. Quattro · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:42 am

    Volontà Involontaria

    to MO(c)K A a God

  14. Andrea · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:40 am

    ma dai, è una idea carina, iniziamo a prendere la morte con meno tristezza… fa parte della vita.
    Non ci vedo niente di male francamente.

  15. GIULIO CESARE · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:34 am

    In effetti hai ragione, io mi vergogno di essere considserato italiano alla stregua tua.
    PATAKKA, ma a te che ti frega se quello ha voluto farsi seppellire in una caffettiera, sono affari suoi.
    Per me non è il massimo del buongusto, ma essendo un liberale non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di emettere una condanna, TU, STALINISTA invece ti credi sempre moralmente superiore e ritieni di poter emettere i tuoi giudizi su tutto, ma vatti a fare un bicchgiere di Barabba e stai zitto ogni tanto.

    Giulio Cesare

    • grillo parlante · mercoledì, 17 febbraio 2016, 12:24 pm

      Ecco arrivata l’idiozia del massimo idiota.

      • adele · giovedì, 18 febbraio 2016, 7:09 pm

        Ogni tanto, saltuariamente, al posto del diligente Mollica, ci vorrebbe quel somaro di Pinocchio col suo epico martello.
        Troppi Grilli saccenti , in questo Paese degli acchiappa- citrulli

  16. Andrea Sarubbi · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:34 am

    Gad, conosci bene la mia storia e se non te la ricordi vai su Google. Eppure non ci trovo davvero niente di sacrilego, niente di forzatamente commerciale. Quell’oggetto è tutta la sua vita, ha intrecciato i suoi sogni e le sue speranze, ha certamente accompagnato la storia sua e della sua famiglia. È come se Dante si fosse fatto seppellire con la Divina Commedia. Per noi cristiani, la vita è dono. E il senso della vita è restituire a Dio, in piccola parte, il dono ricevuto e “fatto fruttare”. Ti faccio l’esempio dell’offertorio, un passaggio rituale di ogni Messa cattolica: a Dio, che mi ha dato la vite e il grano, io porto il vino e il pane… pazzesco, no? Sono io che offro a Dio cose che Dio ha già dato a me, come quando tuo figlio (a me capita spesso) ti regala per il tuo compleanno una cosa che tu gli hai regalato tempo prima, solo che magari l’ha “personalizzata”. Qual è la differenza? Che lì dentro (in quel pane, in quel vino, in quella caffettiera Bialetti) c’è il mio talento, il mio lavoro. E io restituisco a Dio quello che posso, per dirgli che ci ho provato. Nel Vangelo di Matteo (25, 14-30) c’è la parabola dei talenti: quando il padrone ritorna dal viaggio, gioisce con i servi che hanno fatto fruttare i talenti ricevuti da lui (e glieli restituiscono) e si incavola con quello che lo ha messo sotto terra, per paura di perderlo. Ecco, nel funerale del signor Bialetti io ci vedo questo. E il senso della mia vita – nelle cose che ho fatto e in quelle che faccio e in quelle che farò – è potermi un giorno presentare a Dio e dirgli: ecco, nel mio piccolo ci ho provato. Di marketing, onestamente, non ne vedo. O almeno non voglio vederne. Un abbraccio.

    • Andrea · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:41 am

      belle parole, concordo

    • Marghe · mercoledì, 17 febbraio 2016, 11:04 am

      Infatti non é sacrilego …. é RIDICOLO

  17. tsè · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:31 am

    L’orgoglio per l’opera è stato il motore etico che ha messo insieme, fatto funzionare, scatenato il cambio di paradigma culturale di quello che fu il boom economico del dopoguerra e, una volta consolidato un modo di fare impresa che produceva sistematicamente plusvalore e crescita, il conflitto di classe per la spartizione di questo plusvalore, il sistema di sicurezza sociale che caratterizza l’italia e l’europa.

  18. tsè · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:29 am

    Vedi in questa esibizione una operazione di marketing, la trasformazione di un rito in evento, l’oggetto commerciale che prende il posto della spoglia e ti scandalizzi.

    Lui, il defunto, aveva una idea diversa del mondo e presenta a dio la sua identità pubblica ma anche privata: le ceneri e l’opera.

    Chi non ha partecipato alla cultura dell’impresa è difficile possa capire.

  19. heinerddr · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:26 am

    non lo provo affatto.
    se erano le ultime volontà del defunto, che c’è di male? in fondo bialetti ha vissuto per e grazie alla moka. è stata la sua vita. brutta? bella?
    per me la moka è anche un piccolo pezzo di vita.

    a volte mi pare che cerchi un pretesto per fare un minimo scandalicchio, per provocare un po’ di polemica.
    pace.

    e grazie bialetti, grazie moka, per tante mattine passate insieme 8)

    • boh ! · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:28 am

      io so che prima si celebra la messa in chiesa nella bara , e poi si porta il feretro a cremare .
      Non capisco cosa ci facesse la moka in chiesa

      • heinerddr · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:34 am

        a volte si portano le bandiere o affini.
        quell’oggetto è stata la sua fortuna, la sua vita, e per fortuna nostra anche un pezzo di vita dell’italia e degli italiani, e un marchio che identifica l’italia a livello mondiale.
        non ci vedo nulla di scandaloso, ma forse deriva dal fatto che sono agnostico

        quello che non torna, però, è l’equazione fatta da gad. non è da questi particolari che si giudica il rapporto tra chiesa e mercato.
        sono molto più imbarazzato da manifestazioni tipo la tournée romana di padre pio.
        ma de gustibus

      • boh ! · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:42 am

        anch’io non ci trovo nulla di male . In fondo cosa cambiava se al posto della moka ci fosse stata la classica urna !
        Parlavo della prassi inconsueta della celebrazione funebre .

      • heinerddr · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:48 am

        vero.
        anzi, in teoria la cremazione per i cattolici… boh, non so, dovrei ricontrollare

  20. drastico · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:25 am

    Va a finire che se muore il padrone del Dash ci mettono le ceneri nel fustino !

    • heinerddr · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:40 am

      ci possono essere casi più imbarazzanti…
      l’imprenditore che ha creato il settebello hatù? :-)

      • drastico · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:43 am

        sempre che non sia bucato

      • superflex · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:46 am

        e io da precario disoccupato che mi porto ?

    • Andrea · mercoledì, 17 febbraio 2016, 9:43 am

      e saranno pure fatti suoi, o no?

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