Brexit: è arrivato il tempo di dire addio al Regno Unito, con dispiacere

sabato, 20 febbraio 2016

A livello accademico la storia dell’UE si chiama “integrazione europea”. L’unificazione dell’Europa, ripartita dopo l’orrore della Seconda guerra mondiale, ha sempre avuto come obiettivo l’unione sempre più stretta tra popoli che si sono massacrati per diversi secoli, scatenando eccidi tra i peggiori dell’umanità. Anche grazie alla costruzione europea il suolo del Vecchio Continente non conosce guerre da ormai diversi decenni, almeno se si considerano gli Stati che hanno aderito prima alle tre comunità e poi dato vita all’UE. Fuori dai confini europei, invece, il tributo del sangue è costante: dall’Ucraina, a tutta l’area del mediterraneo arabo. Fuori dall’UE ci sono guerre e dittature, al suo interno pace e democrazia. Questo enorme successo che viene spesso considerato come un dato ormai acquisito non è, ovviamente, frutto solo delle normative comunitarie sul mercato unico, ma la condivisione di regole, leggi e istituzioni ha permesso a popoli storicamente divisi tra loro di approfondire in modo sempre più stretto i loro legami. Questa lunga, e anche un po’ banalotta, premessa mi serve per rimarcare la mia delusione nei confronti dell’accordo sulla Brexit. L’UE ha concesso relativamente poco a David Cameron per strappare il suo sì al referendum sull’addio del Regno Unito a livello di misure concrete, specie per quanto riguarda i mercati finanziari vero oggetto dello scontro registrato in questi giorni, ma simbolicamente gli ha concesso una clausola che separa Londra dal resto d’Europa. Nell’eventuale modifica dei Trattati il Regno Unito della Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord non farà più parte dell’unione sempre più stretta postulata dal primo articolo del Trattato sull’Unione europea. Il Consiglio europeo ha stabilito che “ i riferimenti a una unione sempre più stretta non si applicano al Regno Unito”. Da ormai 30 anni l’unificazione europea approva clausole di salvaguardia britannica, dallo sconto ottenuto dalla Thatcher sul bilancio comunitario negli anni ottanta, ed essere arrivati alla modifica dell’articolo 1 appare ormai un punto di non ritorno. Se si considera l’unificazione europea il progetto politico fondante dell’UE sarebbe il caso di prendere atto che la Gran Bretagna non ne farà più parte, e comportarsi di conseguenza. Il ritorno dei nazionalismi a cui si assiste in Europa sta minando un progetto che ha bisogno di un profondo ripensamento, non di tamponi che non risolvono nulla. L’addio a Londra sarebbe da una parte doloroso a livello simbolico, ma concretamente gli accordi bilaterali permetterebbero di mantenere gran parte dei benefici creati dall’approfondimento comunitario. L’Unione europea ha già in vigore con alcuni Stati ai suoi confini importanti accordi di collaborazione, penso allo Spazio economico europeo o ai bilaterali con la Svizzera, che garantirebbero un solido legame tra Bruxelles e Londra. Meglio separarsi consensualmente su simili basi, che prolungare quella che appare sempre più una finzione, ovvero la partecipazione britannica al progetto politico di unificazione europea.

99 Commenti

  1. bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 2:07 pm

    Brexit: è arrivato il tempo di dire addio al Regno Unito, con dispiacere
    —————————————————-
    Ma quando mai, questi ci tengono per le ppalle!Hanno
    chiesto ed ottenuto tutto quello che volevano:
    autonomia economica in primo luogo,e tutto il resto a seguire, praticamente una Sicilia del Nord, ma molto più estesa ed influente.

  2. Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 1:48 pm

    Meglio separarsi consensualmente su simili basi, che prolungare quella che appare sempre più una finzione, ovvero la partecipazione britannica al progetto politico di unificazione europea.
    ————————–
    Bravi, gli inglesi hanno dimostrato di avere carattere. Cosa che manca agli italiani, abbrutiti dall’ideologia collettivista. Segugi di un’idea demenziale.

    • Michele · sabato, 20 febbraio 2016, 2:50 pm

      La loro linea è perdente, contano sempre meno nel mondo (tranne quando si accodazzano agli USA). Altro che carattere, questa è paura di crescere.

      • Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 5:33 pm

        Voi italiani ancora piu’ paura dl buio. Come i bambini.

      • Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 5:36 pm

        Se contano sempre meno nel mondo gli inglesi, che mettono KO i tedeschi, figuriamoci gli italiani che gli campano le banche.

  3. Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 1:45 pm

    Se si considera l’unificazione europea il progetto politico fondate dell’UE sarebbe il caso di prendere atto che la Gran Bretagna non ne farà più parte,
    ——————–
    Prwesto o tardi nemmeno NOI.
    Referendum anche in Italia:
    VUOI ADERIRE ALL’UNIONE EUROPEA?
    NO! SI!

  4. Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 1:41 pm

    A radio24 hanno detto che la GB ha raggiunto l’accordo con l’UE.
    MENZOGNE, da confindustria ancora piu’ grave, molto grave.

  5. Vergogna Sindacale: Impiegato Comunale di PG con 651.000euro di pensione senza aver pagato i contributi. · sabato, 20 febbraio 2016, 1:40 pm

    Anche grazie alla costruzione europea il suolo del Vecchio Continente non conosce guerre
    ———————-
    Menzogne!

  6. mary · sabato, 20 febbraio 2016, 1:11 pm

    Mollica
    rifletti,l’accordo intervenuto,al qual il Premier Inglese inneggia, si rivelerà un boomerang, per il suo governo, visto che,in tema di uscita, in campagna elettorle strizzava l’occio agli euroscettici:un accordo in salita,di vantaggi,sia in tema di migranti che bancari(in tal caso,n errore)ma
    un accordo che un sede applicativa,si rivelerà diifficoltoso
    basti pensare alle regole sui contributi per “migranti”provanienti dai 28 Paesi UE
    che vanno a scontrarsi, con i principi as del Trattato di Roma
    vedremo
    comunque, il referendum scozzese che aveva cercato di esorcizzare, si avvicina, viste le proesse in campagna elettorale dove, a vittoria , chiese qualche annetto sabatico,prima di decidere
    resta una realtà
    la GB ha tutto l’interesse nel rimanere nella UE anche se dichiarao il contrario
    per comodità di accordi’

  7. egginardo71 · sabato, 20 febbraio 2016, 12:45 pm

    Brexit: è arrivato il tempo di dire addio al Regno Unito, con dispiacere

    http://www.repubblica.it/esteri/2016/02/19/news/summit_ue_ungheria_da_renzi_ricatto_politico_sui_fondi_-133758638/?ref=HRER1-1

    Bruxelles, accordo su Brexit. Cameron: “Ora al referendum posso chiedere di restare nell’Ue”. Nuovo scontro sui migranti

    Caro Mollica, certo che tra te e Gad… ne azzeccaste mai una che una

  8. asterix · sabato, 20 febbraio 2016, 12:35 pm

    Secondo un sondaggio i frequentatori dei blog non leggono quasi mai interventi superiori alle 10 righe.
    Lo dico perchè si rischia di scrivere inutilmente dei romanzi.
    Magari servirebbe un pò più di capacità di sintesi…

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:56 pm

      Vediamo un po’di analizzare le palle:

      L’unificazione dell’Europa, ripartita dopo l’orrore della Seconda guerra mondiale, ha sempre avuto come obiettivo l’unione sempre più stretta tra popoli che si sono massacrati per diversi secoli, scatenando eccidi tra i peggiori dell’umanità.

      Naturalmente quello che è sucesso in Unione sovietica, solo per i morti di stalingradio , per mollica sono un cazzatina.
      Anche grazie alla costruzione europea il suolo del Vecchio Continente non conosce guerre da ormai diversi decenni
      Se hai una dignità questo post lo togli.

      Passiamo oltre

      L’addio a Londra sarebbe da una parte doloroso a livello simbolico, ma concretamente gli accordi bilaterali permetterebbero di mantenere gran parte dei benefici creati dall’approfondimento comunitario.

      assolutamente NO! NON esiste Nessun approfondimento. perché germania non vuole. Mollichino: hai scritto così: Addio a Gb? Non USA stay here

    • senza nome · domenica, 21 febbraio 2016, 2:10 pm

      Io leggo tutto quello che scrive bruno!
      E’ il più positivo della combriccola e il meno ideologizzato!

  9. La Turchia sarà bombardata con i Topol-M · sabato, 20 febbraio 2016, 12:33 pm

    Europa: dalla padella alla brace · Sabato, 20 Febbraio 2016, 12:23 Pm
    Washington moltiplica le provocazioni irresponsabili (cercando di farlo per mezzo di Erdogan e dei Sauditi)

    L’agenzia Anadolu, ha reso noto che l’artiglieria turca continua ad attaccare le posizioni delle forze i autodifesa curde nel nord della Siria. Il bombardamento è effettuato dall’artiglieria semovente Firtina, collocata nella provincia turca di Kilis al confine con la Siria. Obiettivo degli attacchi è l’aeroporto di Minneh e le posizioni dei curdi tra i villaggi di Maranas e Tel-Ryfat.

  10. I love Great Britain!!!! · sabato, 20 febbraio 2016, 12:27 pm

    Nelle trattative, Cameron ha richiesto di riconoscere l’unione multi-valutaria della UE — nella quale insieme all’Euro potrebbero convivere le valute nazionali dei paesi che ne fanno parte — e di estendere i poteri dei parlmanti nazionali nell’attività legislativa dell’Unione. Sicché la Gran Bretagna ha difeso la sua valuta nazionale (la Sterlina) dall’espansione dell’Euro. Inoltre, è stata data ai britannici la possibilità di non attuare le decisioni dell’Europarlamento, e di stabilire autonomamente in che misura partecipare alla risoluzione dei problemi dei migranti.Questo fanno le nazioni SOVRANE.

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:35 pm


      I love Great Britain!!!! · Sabato, 20 Febbraio 2016, 12:27 Pm
      Nelle trattative, Cameron ha richiesto di riconoscere l’unione multi-valutaria della UE

      Stai dicendo sul serio? perché se è passato questo, Gli italici possono evocare un simile trattamento

  11. Europa: dalla padella alla brace · sabato, 20 febbraio 2016, 12:23 pm

    Washington moltiplica le provocazioni irresponsabili (cercando di farlo per mezzo di Erdogan e dei Sauditi); l’Europa dovrebbe essere la potenza stabilizzante e moderante. Invece è in pieno scollamento, sprofondata in una miopia a stupidità, furbizie, ottusi egoismi, un tutti contro tutti pieno di minacce reciproche. La sua incapacità mentale prima che politica è esemplificata dalla situazione in cui lascia la Grecia. Atene è da giorni incendiata da scontri di piazza, le categorie non possono più sopportare gli ulteriori aggravi di tasse e di tagli che impone la Troika per “pagare i debiti” (alla Germania); l’economia è crollata (il Pil ellenico: -1,9 per cento), la gente davvero muore di fame…e Berlino (Bruxelles non trova di meglio che minacciare questo povero paese di chiuderlo fuori da Schengen ossia a tenersi dentro, ospitare e sfamare il milione di profughi che Erdogan gli sta mandando, e che la Germania non vuole più. E’ appena da rilevare il livello intellettuale della scelta di Merkel: ad Erdogan 3 miliardi l’anno per dieci anni, ad Atene forse qualche aiutino per i profughi ma forse no, meglio la sua espulsione da Schengen e dall’euro. Persino Le Monde si accorge che la Grecia viene spinta “in tre catastrofi ad un tempo”. Oltre la catastrofe finanziaria ed economica indotta dall’austerità dettata da Bruxelles, si profila la catastrofe umanitaria, essa stessa doppia: il paese saccheggiato dai creditori non può insieme alloggiare e nutrire le centinaia di migliaia di profughi che la UE vuole intrappolare dentro i suoi confini, e i cittadini: già Atene non è in grado di attuare la “forma delle pensioni” (leggi: tagli disumani) che gli impongono i creditori internazionali, e per cui le piazze si sono sollevate. Presto i greci meno favoriti rischiano di morire di fame, nella splendida Europa. E la terza crisi che si profila? quella politica: il governo Tsipras non ha che una maggioranza risicatissima, può cadere da un momento all’altro; che poi i greci siano in gado di darsi un altro governo, è meno che probabile. Un vuoto di potere che si trasformerà in marasma da stato fallito. Ovviamente il nostro nuovo grande alleato, Edogan, ci sta mettendo del suo. La settimana scorsa Tsipras, sull’aereo di Stato, stava recandosi a Teheran (la visita d’affari che tutti i governanti fanno di questi tempi): Ankara gli ha vietato non solo il sorvolo nello spazio aereo turco, ma anche l’atterraggio a Rodi, necessaria per il rifornimento dell’aereo di Tsipras, che è un modesto Embraer fabbricato in Brasile . Ma Rodi non è un’isola greca? Sì, ma Ankara ha sancito che essendo Rodi una zona de-militarizzata, non permetteva che un aereo pilotato da militari greci vi scendesse. L’aereo di Tsipras ha dovuto raggiunger Teheran attraverso l’Egitto e l’Arabia Saudita. Una provocazione insensata, “una misura senza precedenti – secondo il governo greco – con cui la Turchia vuol mostrare le sua egemonia nell’Egeo”. Non risulta che Bruxelles, né il pomposo “vertice” dei cani ringhianti, abbiano ritenuto di deplorare questa provocazione e fare la lezione ad Erdogan, mentre ne fanno tante a Tsipras, ad Orban, all’Italia. Ancor meno se ne sono accorti i politici italiani. Ormai è chiaro: la UE sta contro la Grecia e per la Turchia. Fino alla morte, eventualmente, nostra.

    • savonarola · domenica, 21 febbraio 2016, 2:02 pm

      finalmente qualcuno che capisce qualcosa!!!!!! Alleluja!!!!!! E’ proprio cosi’…….la piu’ grande organizzazione terroristica del mondo, l’USAS (non l’ISIS che ne e’ solo una manifestazione) ha da anni dichiarato guerra all’Europa e poiche’ non ci puo’ bombardare, visto che ci sono le sue basi(NATO?) allora ci scaraventa addosso le sue crisi finanziarie (provocate ad arte) le primavere arabe (milioni di profughi tutti qui e nessuno in USAS) le liberazioni ucraine (sanzioni costose solo per noi e non per lUSAS)e le scissioni dei barbari sassoni (leggi GB che secondo me dovrebbero diventare l’ennesino stato USAS e non Europeo). Alla faccia del nobel per la pace Obama bin Laden!!!!!! ‘fanculo USAS e chi li segue…..e poi da noi comanda il Quarto Reich con la Neanderthaliana come Fuhrer!!!!! anche quello del Terzo Reich lo avevano finanziato gli USAS…ricordatevelo!!!!

  12. Europa: dalla padella alla brace · sabato, 20 febbraio 2016, 12:23 pm

    “Se le frontiere interne si chiudono, se Schengen non è più applicata, questi rifugiati resteranno in Grecia, un paese che ha considerevoli difficoltà economiche … cosa si fa?”. Sembra incredibile, ma è stato Hollande a porre il problema in quel gabbione di cani ringhianti chiamato pomposamente “summit europeo sui migranti” o “Consiglio europeo di capi di stato e di governo”. E’ arrivato persino a pregare: “Ragioniamo da europei, non rigettiamo su un paese, la Grecia, la responsabilità che è la nostra”.
    Responsabilità che è la nostra: par di sognare. Mai Angela Merkel ha pronunciato un’ammissione del genere; ha avuto solo minacce per Grecia, Ungheria, Polonia. Il che fa’ intuire quanto poco basterebbe, nella UE, per apparire degli statisti: in confronto a tali nani morali…fra cui non poteva mancare Renzi, che ha posto all’Ungheria l’aut aut: “O accettate i migranti o noi vi bloccheremo i fondi”, tanto per imitare in bassezza i tedeschi. E per cosa? Per stare al servizio della Merkel, che pensa solo a sé, preoccupata solo delle elezioni locali che la aspettano fra qualche settimana; del resto se perde, per lei è già pronto il posto di segretario dell’Onu – premio di consolazione perché ha ben servito, e che è riservato rigorosamente a nullità di paesi insignificanti. Servire la Merkel per ottenere un po’ di flessibilità non è un buon investimento. Lei ora ha aggravato – a nome nostro e a nostre spese – il suo accordo già disperato sul contenimento degli emigranti con Erdogan: un Erdogan che si prepara davvero alla guerra con la Siria (con l’appoggio di Obama: “La Turchia ha diritto all’autodifesa”, gli ha detto al telefono), con le armi, i soldi e i missili terra-aria che la Casa saudita ha promesso di dare ai jihadisti: evidentemente per abbattere gli aerei dell’aviazione di Mosca. In questo modo, Merkel ha intrecciato in modo sempre più inestricabile i destini d’Europa agli interessi della Turchia e dei Wahabiti, potenze in pieno delirio.

  13. A caccia delle ultime pantegane & ratti · sabato, 20 febbraio 2016, 12:13 pm

    I tagliagole dell’ISIS hanno creato una vasta rete ad Antalya con l’aiuto dei servizi speciali turchi, reclutando turcofoni dei Paesi dell’ex-Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche per coinvolgerli nel conflitto in Siria e inviarli possibilmente in Russia. Il gruppo di reclutatori è composto da: un cittadino del Kirghizistan di nome Abdullah; una persona dalla Repubblica di Adighezia, chiamato Azmet; una persona della Repubblica del Tatarstan, chiamata Elnar; un cittadino russo di nome Ilija; un cittadino azero chiamato Adil Aliev e qualcuno dal Karachaevo-Cherkessia, noto come Nizam, diretti da un cittadino russo di nome Ruslan Rastjamovitch Khajbullov (pseudonimi: Boris Abdul o il “Professore”), nato il 1° aprile 1978 nel Tatarstan. Quest’ultimo vive con la famiglia ad Antalya ed ha il permesso di soggiorno permanente in Turchia. Il reclutamento avviene in presenza dell’amministrazione penitenziaria. Se un detenuto accetta di convertirsi all’Islam e s’impegna nel terrorismo, i reclutatori promettono “un accordo” con le autorità delle forze dell’ordine turche e forniscono il patrocinio gratuito dell’avvocato turco Tahir Tosolar. Sultan Kekhursaev, ceceno con cittadinanza turca, ha visitato per lo stesso scopo i centri di detenzione che ospitano stranieri. Nel settembre 2015 un gruppo di combattenti dell’ISIS di oltre un migliaio di uomini, provenienti da Paesi d’Europa e Asia centrale, fu inviato in Siria tramite il valico di frontiera di Alikaila (Gaziantep) dal territorio turco. Le vie utilizzate dai combattenti passavano il confine turco-siriano attraverso le città di Antakya, Reyhanli, Topaz, Sanliurfa e Hatay. Nel marzo 2014, il capo dell’Organizzazione dell’Intelligence Nazionale turca (MIT), H. Fidan, coordinava i movimenti di una grande unità dell’ISIS guidata dal cittadino libico Mahdi al-Harati . L’invio di combattenti libici in Siria avvenne via mare e fino al valico di frontiera di Barsai tra Turchia e Siria. Dalla fine di dicembre 2015, una via aerea è stata organizzata dai servizi speciali turchi per consentire ai combattenti dell’ISIS di recarsi dalla Siria allo Yemen attraverso la Turchia, impiegando aerei militari turchi. Un altro mezzo utilizzato dai combattenti per viaggiare era il trasporto marittimo fino al porto yemenita di Aden. Cittadini russi che coltivano contatti con i rappresentanti dei servizi di sicurezza e di polizia del governo in diverse città turche, tra cui Istanbul, sono coinvolti nel reclutamento nelle madrase turche. Sappiamo che centri di cura e convalescenza nelle regioni turche vicine al confine con la Siria sono a disposizione dei combattenti feriti dell’ISIS. Non meno di 700 combattenti furono curati a Gaziantep, nel 2014.
    Secondo le informazioni disponibili, dal 2015 i servizi speciali turchi hanno fatto trasferire da Antalya a Iskisehir, nella comunità denominata “villaggio tartaro”, base di combattenti e complici del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, di elementi di etnia tatara delle repubbliche di Tatarstan, Bashkortostan e Mordovia. Alcuni con doppia nazionalità, russa e turca. Uno dei principali capi è Timur Maunirovich Bichurin, cittadino russo nato il 15 dicembre 1969 a Kazan, che aiuta i combattenti islamici in Siria dal gennaio 2014. Nel dicembre 2014, i servizi speciali turchi fecero insediare campi di immigrati clandestini in Turchia, in particolare nella provincia di Hatay, per organizzare l’addestramento e l’invio di bande di estremisti in Siria. Nel gennaio 2015, il MIT turco fu coinvolto in un’operazione per fondere tre milizie terroristiche, Osman Gazi, Omar bin Abdulaziz e Omar Muqtar, nel gruppo chiamato Liwa Sultan Abdulhamid, sotto il comando di Omar Abdullah. I membri di tale gruppo furono addestrati in un campo a Bayir-Bucak, in Turchia, sotto la direzione di istruttori delle forze d’intervento speciale dello Stato Maggiore dell’esercito turco e di personale del MIT. Le attività della Liwa Sultan Abdulhamid sono coordinate con i combattenti di Jabhat al-Nusra nel nord della provincia siriana di Lataqia. Si è stabilito che il 21 settembre 2015 nella città siriana di Tal Rifat, i rappresentanti dell’opposizione siriana addestrati nel campo situato in Turchia, a Kirsehir, consegnarono armi ai combattenti di Jabhat al-Nusra. Secondo le informazioni disponibili, l’invio di armi ai gruppi terroristici che operano in Siria continua tramite le fondazioni Insan Hak ve Hurriyetleri ve Insani Yardim Vakfi (HHI) , Imkander e Oncu Nesil Insani Yardim Dernegi che si trovano in Turchia. I rifornimenti di armi, equipaggiamento militare e munizioni di vario tipo partono da Paesi stranieri e arrivano nel porto turco di Iskenderun. I rifornimenti e le armi vengono trasportati dalla provincia di Hatay (valico di frontiera di Oncupinar) ad Aleppo e Idlib, in Siria, su autoveicoli appartenenti alle fondazioni IHH e Imkander Oncu Nesil dalle seguenti targhe turche: 33 SU 317, 06 DY 7807, 33 SU 540, 33 SU 960, 42 GL 074 e 31 R 5487. In territorio siriano, armi e munizioni sono distribuite alle bande turcomanne e alle unità di Jabhat al-Nusra. Il 15 settembre 2014, i rappresentanti della fondazione IHH inviarono, via autoveicoli, armi e farmaci ai gruppi dell’ISIS dalla città turca di Bursa alla Siria attraverso il valico di frontiera di Ceylanpinar (quartiere di Reyhanli). Il convoglio fu scortato attraverso la Turchia da veicoli con personale del MIT.

    • La Turchia sarà bombardata con i Topol-M · sabato, 20 febbraio 2016, 12:35 pm

      Tutto con la benedizione della Merkel, di Bruxelles, della Nato e degli USA. Scusate, persino le targhe nel commento!!! Dove sono i servizi segreti italiani??? A fare i bocchini al negro di sicuro…..

  14. dentro e fuori · sabato, 20 febbraio 2016, 11:43 am

    Gli inglesi vogliono solo le cose buone e rifiutono le cose brutte dell’ Europa . Chiamali fessi !
    I fessi sono gli altri , che pur di averli con se’ sono disposti a darsi una mazzata sulle p.

  15. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 11:30 am

    L’ho già detto: preferirei se ne andasse e basta.
    Mi pare anche Mollica la pensi così.
    Su una cosa però dissentì. È altamente improbabile che in Europa possano scoppiare guerre come quelle viste nel 900, mentre è arcisicuro che come EU saremo destinati a combattere prima contro la Russia e poi la Cina.
    Per chi non ci crede, non manca molto.
    Un po’ di pazienza.

    • Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 11:31 am

      Agli ordini della Germania e di chi comanda su di lei. Tanto x cambiare.

      • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:29 pm

        Si chieda ove si producono i prezzi delle MERCI. Sono due Wallstreet e la City. banche tedesche sono merchantbank, banche mercantilistiche: ovvero comprao a 1 e va vedono se il titolo va 1.01 a 0.99. Perché a 0.99 cropano paesi sudeti

      • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:32 pm

        Scusi spiego meglio:
        Banche tedesche sono banche mercantilistiche, ovvero comprano e vendono in tempo reale o a breve termine. Per fare un esempio compro patate a 1 (naturalmente sono titoli di possesso) quando vedo che vanno a 1.03 in 5 minuti vendo. E guadagno. E adesso veniamo dalla parte destra dell’equazione quando : cacchi ho preso patate a 1 e sono andate a 0.55, mi servono soldi. E Italianno rendimi i soldi? Altrimenti salti. Questa est UE

  16. salvatore · sabato, 20 febbraio 2016, 11:08 am

    Sottoscrivo tutto. D’accordo con le premesse, con i contenuti di questa riflessione. Si diceva o si fa l’Italia o si muore. Dunque basta con con questo obbrobrio d’un’ Europa trainata da cavalli uno che tira a destra e l’altro guarda a sinistra. La Gran Bretagna non può avere ulteriori vie di fuga o ci sei oppure non ci sei. Dunque via a un’Europa Unita, con la sua Costituzione, il suo Presidente, i suoi ministri, il suo parlamento eletto dai cittadini europei. Pertanto un Federazione che abbia al centro la dignità dell’uomo

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 11:09 am

      Ovvero come ridurre l’Italia ad una regione simil Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, nei confronti della Germania.
      Inzomma Unità d’Italia elevata all’ennesima potenza.

  17. tsè · sabato, 20 febbraio 2016, 11:07 am

    sarebbe anche ora, uk ha fatto tutto il possibile per sabotare l’unificazione europea quando era possibile.

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 11:07 am

      Scusa: chi comanda ora in UE, la Gemania? GB ha sceto strada diversa da Francia per contrastare Germania. E infatti Cermania ha fatto di tutto per tirarla dentro e GB, come nella famosa battaglia ha mostrato il dito medio! Ti ricordo che il 2011 in ambienti GB cmmerciali fu considerato come Dunquerque!

  18. Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 11:03 am

    Anche grazie alla costruzione europea il suolo del Vecchio Continente non conosce guerre da ormai diversi decenni

    Certo è che l’informazione è un bene molto ben pagato. Mollica c’è una guerra e ne 2011 per questa guerra hanno stimato in Italia 4000 suicidi all’anno! Se il trend è giusto sarebbero 20 mila i morti. E non siamo in guerra?

  19. elia · sabato, 20 febbraio 2016, 10:57 am

    “L’Inghilterra non appartiene all’Europa, appartiene alle onde” diceva Churchill.
    Oggi si potrebbe dire che appartiene alla finanza, visto che la City di Londra è il terminale di tutti i flussi di denaro che passano attraverso i paradisi fiscali e gestisce buona parte dei patrimoni dell’elite economica mondiale.
    Il club dei banchieri londinesi, con a capo la dinastia Rothschild, che muove i fili della politica anglosassone, non può sottostare alle regole e agli interessi dell’Europa continentale.
    Per continuare a gestire il sistema bancario globale avrà sempre bisogno della più completa libertà e autonomia.

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