Noi lo ricordiamo così… la foto di Umberto Eco in assemblea al Dams nel 1977

sabato, 20 febbraio 2016

Fra le tante sue invidiabili virtù, Umberto Eco era anche un uomo simpaticissimo, capace di prenderla sul ridere, barzellettiere sfrenato di ben altro calibro (e buongusto) rispetto al Berlusca. Ma l’insegnamento, quello, lo prendeva maledettamente sul serio. Così come l’obbligo di dialogare con i suoi studenti. Per ricordarlo con affetto, dunque, stamattina “rubo” dalla pagina Facebook di Mirco Pieralisi -mio antico compagno e amico alla testa del movimento di protesta dei “non garantiti” nel 1977 a Bologna- questa bella fotografia scattata da Enrico Scuro.


Assemblea studentesca al Dams di Bologna, l’università della comunicazione e dello spettacolo che Umberto Eco ha creato e modellato. Il prof siede in platea e chiede di intervenire. Sono sicuro che i ragazzi del 1977 lo prenderanno sul serio, di lì a poco. E oggi lo rimpiangono con infinita nostalgia.

55 Commenti

  1. Atso di Mensk · sabato, 20 febbraio 2016, 10:44 pm

    Eco era profondamente umano, ironico e non si è mai imborghesito, restando disponibile a parlare di tutto con tutti. Aveva il corpo e le movenze rassicuranti di un oste o di un abate, tutto il contrario dell’intellettuale secco e scostante, pieno di sè, snob e incartapecorito che ci tocca sopportare per la maggiore. Sapeva una quantità impressionante di cose, imparate con un amore e una curiosità letteralmente contagiose. La cosa triste è che non ci sia nessuno in grado di fare lo stesso oggi.

  2. dimenticata · sabato, 20 febbraio 2016, 9:25 pm

    Certi commenti qua mi fanno pensare che l’invidia è un motore molto potente. Frustrati impotenti che non vogliono riconoscere il merito di un grande filosofo e analista dei tempi, nonché grande conoscitore di storia medioevale.
    Diciamo che non è semplice da leggere, anche nei suoi romanzi, ma il merito va comunque riconosciuto.
    Perché poi essere invidiosi? Nemmeno se certuni si impegnassero a fondo potrebbero riuscire come lui. Quindi? E’ invidia sprecata.

    • dimenticata · sabato, 20 febbraio 2016, 9:33 pm

      E’ invidia sprecata
      nel senso che non è un’invidia che sprona a imitare un maestro, ma è una invidia da bile.

  3. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 9:20 pm

    Tristezza.
    Tiriamoci su.
    Rai Tre. “Che tempo che fa”.
    Vediamo se si presenta Granellini col cerchietto arcobaleno in testa come la Littizzetto.

    • Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 9:21 pm

      Fazio è tornato a far l’imitatore.
      Interpreta sempre Baschir Assad cui somiglia come un gemello omozigote.

  4. senza nome · sabato, 20 febbraio 2016, 9:01 pm

    Eco e Fo hanno concorso al premio Nobel per il nome più corto! Ha vinto Fo : 2 contro 3!

  5. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 8:42 pm

    La Yourcenair…..come scrittrice niente da dire… ma invidiosO forse lo era . Con la O.
    Stasera non sono disposta a lasciar passare proprio niente.

  6. senza nome · sabato, 20 febbraio 2016, 8:28 pm

    Hanno dato la parola a milioni di imbecilli!
    Finalmente è morto il Democratico rispettoso di tutti!

    • adele · lunedì, 22 febbraio 2016, 10:46 pm

      “La platea degli idioti” , i milioni di imbecilli non aspettavano altro : punire Eco e la sua opera attraverso la loro interpretazione . Come disse, una volta Sciascia:

      L’aspetto peggiore della morte non è tanto il non esserci quanto il fatto che altri daranno una interpretazione delle tue parole e della tua opera.

  7. asterix · sabato, 20 febbraio 2016, 4:26 pm

    Marguerite Yourcenair, che di scrittura se ne intendeva, richiesta di un parere su “Il nome della rosa”, rispose con un sorriso ironico: “E’ superficiale; d’altronde non considero Eco un vero scrittore”.
    Forse Marguerite è stata un pò perfida; in realtà bisogna riconoscere che Eco è stato un autore ben inserito nel filone postmoderno della letteratura, con i suoi pregi e difetti e, soprattutto, da profondo conoscitore del mondo editoriale e mediatico ha saputo sfruttare a suo vantaggio tutte le opportunità, trasformando in best seller dei libri in cui la trama era schiacciata da un’erudizione enciclopedica.

    • Lux65 · sabato, 20 febbraio 2016, 5:03 pm

      Con tutto il rispetto ma se non fosse stata una figlia di un papa’ possidente, potente e ricco facendo la pseudo post comunist, alla luce di quello che ha scritto a limite poteva vendere patate fritte in un quartiere radical chic di bruxelles… (Per fare la parcheggiatrice ci sarebbe voluto più intelletto). Dare definizioni su Eco… Per cortesia non perché uno ha un cognome straniero debba essere migliore di noi,.. Personalmene sono convinto del contrario… Buon pomeriggio

    • cristina · domenica, 21 febbraio 2016, 1:21 am

      Sono d’accordo con entrambi, Asterix e Yourcenair. A Pesaro, finito un incontro con il grande Eco, il pubblico si accingeva a rivolgere domande al conferenziere. Eco rispose che no, non era il caso, perché eravamo in troppi per fare domande intelligenti. Ce ne andammo con la convinzione di essere stupidi e che lui, Eco, fosse un trombone supponente e maleducato. Non trovammo giustificazione alcuna al suo spirito mordace( spirito di patate).

  8. bastian contrario · sabato, 20 febbraio 2016, 1:16 pm

    Enzo Boschi geofisico rivolto ad Eco
    Che noia se parlassero solo geni come te
    ————————————————–
    D. Fusaro , gli imbecilli allignano anche sulle pagine dei giornali , di cui Eco non si e’ accorto

    E la chiudo qui .

    • Constatazione · sabato, 20 febbraio 2016, 3:32 pm

      Amico caro,
      che il social dia a tutti la possibilità di
      farsi sentire è una verità incontrovertibile e questo era il senso delle parole di Eco.

      Agli imbecilli offre naturalmente discredito e dileggio perché un imbecille è tale a prescindere.

      Criticare si può!!
      Ma la critica fatta con citazioni delle parole altrui lascia il tempo che trova.

  9. bastian contrario · sabato, 20 febbraio 2016, 12:50 pm

    Una delle ultime uscite di Eco , fu quella dove parlava degli imbecilli del web che grazie ad esso possono parlare .
    Anche perche’ chi giudica se uno e’ cretino o no !

    Be’ mi pare un po’ antidemocratica ed elitaria questa uscita che si poteva risparmiare

    • pinky700 · sabato, 20 febbraio 2016, 12:53 pm

      è il solito giochino di estrapolare parti di discorsi articolati e complessi per denigrare gratuitamente.Ogni tanto siate un po’ + originali

      • bastian contrario · sabato, 20 febbraio 2016, 1:01 pm

        amico mio denigrare non e’ mia intenzione .
        ma criticare si puo’ ancora in questo paese ?
        O si vogliono solo applausi ?

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:59 pm

      la risposta di pinky è esplicativa del pensiero di Umberto Eco

    • wilson · sabato, 20 febbraio 2016, 1:09 pm

      Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido, matto.
      Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali

      http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2009/05/05/news/l-idiota-di-successo-1.13402

    • Romano Scaffardi · sabato, 20 febbraio 2016, 1:36 pm

      Aveva perfettamente ragione Eco.
      Il web, fra tanti lati positivi, ha anche l’aspetto negativo di lasciare voce a tanti imbecilli che altrimenti non saprebbero o potrebbero farsi sentire.
      Non si tratta di elitarismo.Vi sono ragionamenti(?) oggetivamente, incontravertibilmente idioti.Un esempio lampante e’ proprio su questo blog.
      I post di un figuro che si fa chiamare Giulio Cesare (!)

    • giancarlo · sabato, 20 febbraio 2016, 3:37 pm

      Penso che Eco avesse proprio ragione: per capire chi sono basta leggere quello che scrivono.

  10. pinky700 · sabato, 20 febbraio 2016, 12:49 pm

    onore a un grande “gufo” e un grandissimo “professorone”

  11. elia · sabato, 20 febbraio 2016, 11:50 am

    Visto che ci aspettano mesi e forse anni di esaltazione dell’Eco, propongo una recensione distruttiva dell’opera del nostro:

    http://www.darsipace.it/2011/02/03/la-pesante-leggerezza-di-eco/

    • tsè · sabato, 20 febbraio 2016, 12:16 pm

      Nel 77, giust’appunto, Eco pubblicò il suo primo libretto popolare: ‘Come si fa una tesi di laurea’ che comprai aspettandomi di trovarvi chissachè e concludendo che aveva deciso di mettere a frutto il suo prestigio e raccattare qualche soldo.

      Un paio d’anni dopo uscì ‘Il nome della Rosa’, ben scritto, affascinante nella cura dell’ambientazione storica e della mentalità dei personaggi, il laboratorio di un intellettuale che si cimenta nel produrre un best-seller.

      Non è sulla narrativa che si misura l’opera di Eco.

    • wilson · sabato, 20 febbraio 2016, 12:59 pm

      La sintesi: scrive, solo per far sapere quanto è bravo. libri difficilissimi, coltissimi e pieni di riferimenti.

      Come l’Ulisse di Joyce?

      Per quanto riguarda la sua immortale opera Joyce scrisse:

      Ho inserito nella trama così tanti enigmi e puzzle che avrebbero tenuto gli studiosi impegnati per secoli a discutere su quello che volevo dire

      Si, Eco era volutamente difficile, disseminava i suoi romanzi di enigmi e puzzle che deliziano il lettore interessato, non quello disattento e frettoloso.

      http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Odifreddi/Eco/Eco.htm

      Però è anche concreto, drammatico, coinvolgente, poetico, riflessivo. I suoi libri parlano di noi, e di come stiamo al mondo alla ricerca dell’eterno complotto.

      • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 1:11 pm

        Davvero? Citi Joyce e l’Ulisse? No veramente… ussignur. e se mi chiedi pure Dant…Mi ricompongo aspetto.

  12. wilson · sabato, 20 febbraio 2016, 11:41 am

    Un grandissimo, ha segnato profondamente la mia vita.
    Oggi sono a lutto.

    • dentro e fuori · sabato, 20 febbraio 2016, 11:46 am

      oggi sono a lutto
      ————————————–
      e fai un fioretto , statte zitto almeno oggi

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 12:10 pm

      Quindi sei stato fulminato, presumendo che hai la mia età; da due romanzi. Nel Nome della Rosa (templari e scolastica). E il pendolo di Foucault (studio di Aristotele [Politica e Etica] e governo “respnsabili”). Ovvero un perfetto indirizzo è l’ultima intervista di Scalfari! Almeno è una intervista ad un 91 enne. Rinco avanzante imputabile!

  13. bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 10:42 am

    Terza perla:
    Nel 1971 fu tra i 757 firmatari della lettera aperta a L’Espresso sul caso Pinelli e successivamente della autodenuncia di solidarietà a Lotta Continua, in cui una cinquantina di firmatari esprimevano solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale, inquisiti per istigazione a delinquere.[19]
    ——————————————-
    Questo il motivo per cui Gad Lerner ricorda Eco.
    Sic et sempliciter.

  14. campana a morto · sabato, 20 febbraio 2016, 10:41 am

    Ieri nasceva Massimo Troisi
    Lui si’ che era un inno alla risata .
    Onore a “rai storia” che l’ha ricordato

    • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · sabato, 20 febbraio 2016, 7:05 pm

      Ma Massimo Troisi non era nato “domani”?
      Io sapevo il 21 febbraio.

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · domenica, 21 febbraio 2016, 1:35 pm

        No, il 19 febbraio. Ricordavo male.
        Auguri a tutte le persone nate oggi ( anche a Manconi).

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · domenica, 21 febbraio 2016, 1:37 pm

        Dal Capitano Ultimo a Manconi, passando attraverso tutti gli altri :)

  15. Un vecchietto · sabato, 20 febbraio 2016, 10:35 am

    Avrei preferito di Umberto Eco non vedere il panegirico di Mollica e Lerner. Vi sembrano all’altezza? Non pare nemmeno conoscano i suoi scritti.

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 10:51 am

      Ne sono più che convinto anche io, riassumo la veste
      che son solito portare:
      Umberto Eco, non ha apportato nulla di nuovo o di originale alla cultura italiana.
      Prezzolini Giuseppe, critico letterario e non solo,
      anche leggermente fascista, ebbe ad affermare che nel corso di cento anni, si e no si scrive un solo capolavoro letterario, Eco non è mai rientrato in questa casistica.
      Prezzolini, tra le varie sentenze e aforismi che
      ha scritto, annovera il seguente:
      [modifica]
      I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
      Andatevi a leggere il resto su wikipedia, lo troverete estremamente interessante.

  16. bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 10:34 am

    Alla stessa maniera, gli ebrei amano i Radicali, perché furono i primi ad accorrere sul luogo dell’attentato del 1982 davanti al Tempio Centrale.

  17. bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 10:21 am

    Il Berlusca, è uno dei suoi migliori amici, possibile che non lo capite?
    Si scoprono gli altarini, la madre si chiamava Rosa
    e salvò un’ebrea, da li nacque la riconoscenza ebraica verso la famiglia Berlusconi.

  18. barzellettando · sabato, 20 febbraio 2016, 9:56 am

    Visto ch eLerner ha tirato fuori Silvio nostro , la differenza sta che le barzellette di Silvio erano popolane , quelle di Eco erano per i radical chic

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 11:01 am

      Se devo essere sincero, a me Troisi non è mai piaciuto, e nemmeno mi faceva ridere mille volte meglio Pozzetto oppure Bertolino.Max Tortora, insomma quel tipo di comicità che poco a che vedere con l’avanspettacolo alla strardust memory, una capacità vera ed istintiva che sorge spontanea ed è da interpretare. Villaggio ad esempio è migliorato nel tempo, Pozzetto, l’unico fra i citati ad avere una reale vis comica, era noermalmente comico da subito, e son convinto che il pur bravo Cochi Ponzoni, abbia rappresentato per lui, almeno all’inizio un freno, perché incapace di cogliere
      la teale portata di quella forza comica naturale.
      Troisi, Lello Arena, rappresentano un tipo di comicità elaborata sul piano delle ristrettezze culturali ed economiche, tutto sommato napoletanità, per lo stesso motivo, con tutto il rispetto per lui e la sua arte, non m’è mai riuscito d’apprezzare il teatro di Eduardo de Filippo, nion sopporto Sofia Loren, la Magnani, Fabrizi, Totò, a me piaceva Alida Valli, ad esempio
      Virna Lisi, anche se un po’ meno, piacevano gli spiriti lindi, dagli occhi che emanavano pulizia
      morale, e non quelli e quelle dallo sguardo torvo.
      GLI OCCHI, SONO LO SPECCHIO DELL’ANIMA.

      • campana a morto · sabato, 20 febbraio 2016, 11:13 am

        ognuno ha i suoi gusti .

  19. Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 9:27 am

    Umberto Eco era anche un uomo simpaticissimo, capace di prenderla sul ridere, barzellettiere sfrenato di ben altro calibro (e buongusto) rispetto al Berlusca.
    Ma sei malato Gad? Eco è superiore a tutti. E scommetto che, se ti guardava, era uno scordo di compatimento.

  20. giors · sabato, 20 febbraio 2016, 8:39 am

    Berlusconi deve averle fatto qualcosa se lei lo cita frequentemente a sproposito. Amore odio?

    • Jus01 · sabato, 20 febbraio 2016, 8:50 am

      Non si vuole capire che Berlusconi pergli italiani è stata una grande disgrazia averlo avuto come capo di governo. Ha stravolto ogni valore , non ha voluto controllare i prezzi di mercato quando siamo entrati nell’euro.

      • Senza nome · sabato, 20 febbraio 2016, 11:32 pm

        Controllare i prezzi?
        Come in Unione Sovietica?
        Con industriali commercianti sindacati euforici per la possibilita’ di arricchirsi?

      • tsè · sabato, 20 febbraio 2016, 11:35 pm

        sarebbe forse bastato imporre il doppio prezzo per un paio di anni

    • Liberatidalnano · sabato, 20 febbraio 2016, 8:50 am

      Per favore,almeno oggi non confondere la mexda con la cioccolata.ECO è uno dei più grandi maestri del secolo e per secoli sarà ricordato.

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · sabato, 20 febbraio 2016, 9:21 am

        Giusto. Un grande italiano, come è stato scritto.
        Ma la vera perla , sarà solo in quei pochi che lo rimpiangono e ricordano come uomo, come un uomo qualsiasi.
        In quanto a Berlusconi, stavolta l’ha chiamato il Berlusca, è quasi affettuoso.
        -
        “Stat rosa pristina nome. Nomina nuda tenemus…”

      • al · sabato, 20 febbraio 2016, 10:54 am

        Di solito non mi piace né dire né ascoltare parolacce, ma questa volta il paragone tra la m**** e la cioccolata è davvero giusto.

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