Umberto Eco è morto. Addio a un grande italiano

sabato, 20 febbraio 2016

Umberto Eco è morto all’età di 84 anni. Nato ad Alessandria nel 1932, laureatosi in filosofia a Torino negli anni cinquanta, Umberto Eco è divenuto uno dei più importanti intellettuali dell’Italia del dopoguerra. Dopo l’incarico in Rai, la condirezione di Bompiani, Eco ha iniziato una lunga carriera universitaria, durante la quale ha promosso la creazione del DAMS di Bologna. Dopo aver pubblicato celeberrimi studi sulla cultura di massa, sulla semiotica insegnata dalla cattedra di Bologna a partire dal 1975, Umberto Eco ha raggiunto fama mondiale come scrittore. Il suo romanzo d’esordio, “Il nome della rosa”, è diventato uno dei più grandi successi letterari della fine del secolo scorso. Il suo ultimo romanzo, “Numero Zero”, è stato pubblicato l’anno scorso, per i tipi di Bompiani come tutte le opere precedenti. Umberto Eco è stato uno dei più grandi pensatori e scrittori italiani degli ultimi decenni.

34 Commenti

  1. Francescosocialista · domenica, 21 febbraio 2016, 9:50 pm

    http://cultura.elpais.com/cultura/2016/02/20/actualidad/1455970780_529323.html

    E’ vero negli anni bui del Berlusconismo Eco seppe opporsi alla dittatura catodica e il populismo come sua dottrina.
    Una lezione per la sinistra che non deve essere affatto indulgente sulla concentrazione mediatica di Berlusconi e sulla sua strisciante propaganda sfascista.

  2. Aliseo · domenica, 21 febbraio 2016, 6:58 pm

    Una grossa perdita senza dubbio e ieri sera mi sono rivista il film “Il nome della rosa” anche per via di un’altra passioncella per Sean Connery… Non ho fatto a tempo a dirmi che a giorni alterni se ne vanno un sacco di persone belle che hanno significato tanto nella mia vita che è arrivato anche l’annuncio della morte di Fernando Cardenal. Ci sono nel mondo persone di grande spessore e con una dignità e moralità inconfondibili. Ci sono e finchè ci sono c’è speranza.

  3. francescosocialista · sabato, 20 febbraio 2016, 12:07 pm

    Immenso. Grande erudito, umanista, l’Italia del pensiero perde un eccezionale interprete. L’anti Fallaci forse, ci insegna il valore della razionalità e della gentilezza di spirito davanti alle ubbie del fondamentalismo e alla violenza

  4. rip · sabato, 20 febbraio 2016, 11:35 am

    Posso ?
    Grande senza dubbio , ma gli intellettuali per me dovrebbero contaminarsi e identificarsi con le masse piu’ povere e diseredate .
    A lui preferisco mille volte Pasolini e l’ urlo di Moravia quando di lui disse , un poeta nasce solo ogni cento anni .

    • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · sabato, 20 febbraio 2016, 6:53 pm

      Gli intellettuali dovrebbero contaminarsi con TUTTI , con tutte le categorie di tutti i tipi e di tutti i ceti e non solo con le masse diseredate. capacità che Moravia e soprattutto Pasolini avevano ben più spiccata di Eco, e per questo anche a me piacevano di più. Eco era un grande intellettuale, un po’ astratto, ma pur sempre un grande.

    • mariamen · sabato, 20 febbraio 2016, 10:55 pm

      non puoi vedere la grandezza perché hai i paraocchi, purtroppo

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · sabato, 20 febbraio 2016, 11:39 pm

        A chi ti riferisci? A me?

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · domenica, 21 febbraio 2016, 12:14 am

        Se ti riferivi a me , ritengo Eco un grande intellettuale e una persona molto intelligente. Siccome poi nessuno è perfetto, al di là della grande intelligenza, ritengo che Pasolini avesse una sensibilità ed un’inquietudine maggiori, e quindi lo preferisco, ma non per questo non apprezzo Eco.
        Ciascun autore ha le sue caratteristiche, i suoi pregi e i suoi difetti e non mi pare di avere screditato nessuno, ho solo espresso una preferenza, ribadendo inoltre il grande valore di tutti questi intellettuali.

      • chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · domenica, 21 febbraio 2016, 12:20 am


        Per quel che li conosco io, oltretutto… magari mi sbaglio!
        +

  5. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 8:59 am

    Poi ci si volta Mary e vedi che i politicanti cercano di impossessarsi dei Grandi da mosche cocchiere quali sono e si fanno belli con quello con cui niente hanno a che vedere.

  6. ukarka · sabato, 20 febbraio 2016, 8:56 am

    Morto un Eco se ne fa un altro.

    Sic transit gloria mundi.

    • Liberatidalnano · sabato, 20 febbraio 2016, 9:04 am

      Purtroppo anche quelli come te si rigenerano.Però nessuno li ricorderà quando se ne andranno

      • ukarka · sabato, 20 febbraio 2016, 9:13 am

        Tant’è….pensi che la tua dipartita avrà esiti differenti?

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 9:11 am

      Bravo, hai una visione estremamente positiva della vita, infatti è scritto:
      - La vita è cambiata ma non è tolta -
      “In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore, rifulge in noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura. Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata una abitazione eterna nel cielo” (Dal Canone dei defunti).

    • mariamen · sabato, 20 febbraio 2016, 11:01 pm

      non era né glorioso né vanaglorioso, era solo un grandissimo. Le tue parole sono quelle che Eco definiva “imbecilli”

  7. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 8:54 am

    Ho letto solo Il nome della Rosa, TITTA. Stavo comprando Il Cimitero di Praga ma era troppo difficile per me.
    Aristotele è il massimo dove posso arrivare e forse nemmeno tutto. Lampi di luce che per un momento illuminano tutto.
    Però se me lo consigli non manchero’.
    Quello che vale è lui che ti prende. Appena passo il libreria….penso che adesso i suoi libri siano tutti in prima fila.

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 9:12 am

      Certo, insieme ai dischi di Michael Jaksohn, Lucio Dalla, Luciano Pavarotti, Fabrizio de Andrè ed altri grandi che ci hanno lasciato.

  8. mary · sabato, 20 febbraio 2016, 8:35 am

    un grande italiano,un grande scrittore ,colto e civile
    poi, ci si volta e si osservano i politicanti
    urlatori,insultatori,arrufatori della politica che vomitano odio ad ogni respiro,pur di fomentare e rubare la poltrona del potere
    uno sguardo che demoralizza
    poi,per fortuna, si guarda agl’italiani,quelli veri, e si spera
    in un futuro migliore

  9. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 8:26 am

    Non avevo nessuno in quel momento con cui andare al cinema e, fiutando il capolavoro, piuttosto che niente ci sono andata con mio figlio praticamente in fasce. Jean Jaques Annaud non ti ha tradito. Ed era difficile fare quel film con quel libro. Fantastico! Cos’era? Il secondo libro della poetica di Aristotele? Il riso che uccide tutte le paure e tutte le superstizioni. La forza del riso e della vita.
    Altro non so di te ma che stupendo insegnamento!

  10. Lady Dodi · sabato, 20 febbraio 2016, 8:21 am

    Carissimo e grande scrittore.
    Ho qui il tuo Il nome della Rosa.
    Questo capolavoro è immortale.
    Spero tu non ti sia mai fatto incasellare perché sei di tutti noi.

    • Mastro Titta · sabato, 20 febbraio 2016, 8:32 am

      Dovrebbe leggere “L’Isola del giorno dopo”. Non so se classificarlo come romanzo di fantascienza o manuale perfetto all’introduzione alla filosofia!

      • wilson · sabato, 20 febbraio 2016, 1:37 pm

        Bellissimo quello, e anche il Pendolo di Foucault.

      • wilson · sabato, 20 febbraio 2016, 2:12 pm

        L’isola del giorno prima.

  11. bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 6:08 am

    Dopo l’incarico in Rai.
    ———————————
    Avercene persone di questo tipo nell’organigramma RAI, dopo la notizia di ier l’altro, vien proprio da dire:
    - Son sempre i migliori che se ne vanno!-

  12. chi l'ha detto che freud non ha più nulla da dire? · sabato, 20 febbraio 2016, 5:04 am

    * Mi sono svegliata alle 4 e … triste scoperta. Ora mi riaddormento.
    RIP

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 6:00 am

      Fatte n’antro sonno……chi dorme, non piglia il pesce.

  13. fiorenza · sabato, 20 febbraio 2016, 1:52 am

    Il mio libro preferito è stato “L’isola del giorno dopo”.

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 6:31 am

      Con buona pace di Umberto Eco del quale intuitivamente ho tessuto le lodi nel tweet postato da Lerner, qui dal Mollica suo fedele scudiero, mi corre di affermare che mai ho letto nulla di Umberto
      Eco, però, in compenso, ho visto il film tratto dal suo romanzo:
      - IL NOME DELLA ROSA -
      interpretato da un grandissimo attore: Sean Connery, al quale, in una maniera o nell’altra, affidano sempre ruoli da 007, agente segreto.
      Stavolta vestiva il saio da frate, ed indagava
      sulle misteriose morti avvenute in un convento del
      XV° secolo.
      Pensate se fosse arrivato a bordo della sua famosa Aston Martin.
      ————————————————
      Dall’Aston Martin alla Jaguar, Cristo, a me piace
      la Jaguar, ma non possiedo nemmeno una Panda Giugiaro modello “campesinos”,bicilindrica
      e con le balestre sul retrotreno.
      Se lavorassi in FIAT, negli uffici progettazione e design, così come è stata ridisegnata la mitica 500, renderei più adatta ai tempi che corriamo la
      altrettanto mitica PANDA, lascerei inalterate le
      linee guida della carrozzeria,adattando il solo
      chassis/telaio,struttura portante, e trasformerei
      il tutto in un SUV.
      La Panda disegnata da GIUGIARO, maestro italiano di design, ineguagliato, è un SUV NATURALE: sarebbe un successone di mercato.
      La FIAT, potrebbe farlo realizzare in Brasile, oppure in POLONIA,e venderlo poi in Italia con
      prezzo calmierato rispetto ai comuni prezzi di mercato auto correnti italiani, al pari del DUSTER
      realizzato dalla DACIA in ROMANIA, prezzo davvero
      low cost.
      Penso che anche Umberto Eco, da lassù approverebbe
      questa mia idea,magari da professore di Estetica
      Morale, quale è stato.

      • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 7:28 am

        Già che ci sono,c’è un’altro modello auto che non solo a mio parere rappresenta al meglio la classicità delle forme su una vettura da trasporto, e sarebbe la famosa R4 di produzione
        Renault, quindi francese.
        Guarda caso, anche questa nata per le esigenze
        dei contadini francesi.
        Fatta salva la forma della carrozzeria, a quest’auto monterei sull’avantreno un ponte McPherson, in maniera da renderla piu’ stabile, più corretto dire, meno molleggiata,
        rispetto alla edizione originale che usava un sistema di sospensioni a “ciavatte” come la R5, che davano quella sensazione ondivaga in curva.
        Anche per la R4 aumenterei le dimensioni, ma si presta meno della mitica Panda, per cui
        la si potrebbe adattare a berlina di medio lusso, come è successo per il Maggiolino
        Volkswagen, il cui disegno e modello originale risalgono al 1929.
        Temo che l’altrettanto mitico Modello T4 voluto da Ford, come macchina prodotta in serie per motorizzare gli statunitensi, date le forme obsolete, da un punto di vista estetico, non possa essere ridisegnata.
        —————————————–
        Chiudo con il restiling, citando un’altro mo
        dello d’auto francese, che a mio avviso potrebbe avere un buon successo di vendita se
        rimesso in produzione con qualche modifica
        questa volta da realizzare tutta sulla parte
        meccanica.
        Il modello in questione è la R14, in passato
        ne ho possedute due, usatissime, mai avuto
        la possibilità di acquistare un’auto nuova,
        mia moglie si, una R5, con la quale è andata
        regolarmente a “infrociare” sull’Ostiense, e
        una Panda mod. Giugiaro del 2000, che a volte
        prendo anche io, è 900cc di cilindrata, mod
        Hobby, motore aste e bilancieri, no Fire, quindi con catena di distribuzione, di parecchio più affidabile della cinghia applicata ai modelli FIRE.
        Ha poco meno di 90.000 km di percorrenza, ottima manutenzione, il motore, gliel’ho
        stiracchiato io, ed ha una buona resa rispetto al rapporto peso/potenza, del resto
        lo scartamento fra le ruote, non permette di
        poter applicare motorizzazioni di cilindrata
        superiore, se dovesse capitare in mano ad uno sconsiderato alla guida, in curva la macchina
        perderebbe di aderenza e stabilità, e pure
        in rettilineo, se il soggetto alla guida fosse tentato di andare “al massimo”.
        Tornando alla R14, questo modello ha una linea di forme alla MIRAGE, infatti il coefficiente di penetrazione all’aria, il famoso CX, risultava essere 0,23, addirittura pari o più basso del modello Citroèn-ID, aveva però una particolarità costruttiva
        più unica che rara, e che non ho mai compreso
        a che prò il progettista meccanico avesse teorizzato e realizzato, motore e cambio, utilizzavano lo stesso bagno d’olio. E’ cosa nota che la viscosità relativa dell’olio
        in cui è immerso il cambio,sarebbero quelle che comunemente vengono chiamate MARCE, deve necessariamente essere maggiore, e priva di
        agenti diatermici come i PCB, contenuti nell’olio motore, che notoriamente è a doppia azione, raffreddante e lubrificante.
        Insomma l’auto da un punto di vista estetico
        aveva una forma accattivante, e riscontrò un buon successo di vendite, inficiato purtroppo
        dai problemi di ordine meccanico che dava il comune bagno d’olio Motore-Cambio.
        —————————————-
        Se mi è concesso dirlo, oggi, a livello di design originale, si salvano giusto alcuni modelli Alfa-Romeo, tipo la Giulietta e la Mito, e pure la Y10 terza serie, e le macchine in dotazione alle Forze dell’Ordine
        per il resto si corre troppo dietro ai gusti
        troppo effimeri di un mercato saturo di offerte di nuovi modelli e saturo esso stesso.
        Che volete che vi dica, a me la dipartita da
        questa valle di lacrime di una persona Moralmente Integra come Umberto Eco, ha suggerito di queste riflessioni automobilistiche sulla purezza delle forme.
        Magari FIAT, che a mio parere è superiore
        concettualmente a Volkswagen sui modelli di
        piccola e media fascia di mercato, coglierà
        occasione per denominare un eventuale nuovo modello d’utilitaria ECO, non c’è, che io sappia.
        Esiste una classificazione emissione gas di scarico denominata ECO, arrivata a 6, ma nulla vieta la realizzazione di un modello
        ECO sette, magari si potrebbe inaugurare una serie di produzione auto con riferimento a scrittori famosi, ma ne verrebbero fuori dei
        probabili conflitti d’interesse. Forse.

      • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 7:33 am

        Per la @mary, tutta farina del mio sacco, nessun copia-incolla.
        Se permetti, cara cattivissima @mary, sarò pure un disoccupato 60enne, ma dagli svariati interessi.
        A proposito, stamattina, verso le 4 e trenta, circa, gli ho dato giù col Black&Decker in fisiologica dotazione personale.
        Cuntent? Io si.

      • nino · sabato, 20 febbraio 2016, 7:46 am

        Cogl.ione troll, ma non hai un caz zo da fare nella vita. Sparati!

      • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 8:52 am

        @ nino, ma che brava persona che devi essere, ce ne fossero come te, avremmo risolto ogni problema di ciovile convivenza.
        Non credo di appartenere alla categoria degli
        AUTOLESIONISTI, e mai consiglierei il suicidio ad una qualsiasi persona, considerato che la morte coglierà ognuno di noi.
        Come non ho altro da fare, centellino il mio tempo, cerco di utilizzarlo al meglio, ma che
        ne sai tu di arte, di poèsia, d’amore, che ne sai tu di un campo di grano poesìa di un amore profano?
        Ama dunque il tuo prossimo come te stesso, vuoi spararti? Non farlo, chi te lo fa fare?
        Ti rovineresti la vita,mica è facile spararsi
        soprattutto se manca la materia prima, l’arma.
        Se lo consigli a me, vuol dire che lo ritieni buono per te:
        - CHI MALE PENSA, MALE FA -
        Soprattutto:
        - CIO’ CHE AVRETE FATTO, QUELLO VI VERRA’ RESO.-
        Credo possa essere solo una questione di tempo.
        E poi, io mica sono un troll, sono un disoccupato 60enne con famiglia, reso tale da persone del tutto simili a te per indole, io mai mi sarei sognato di togliere il pane ad una famiglia operaia, vedi bene che non siamo tutti uguali,al male, bisogna rispondere col
        bene, lo diceva Padre Pio, lo dice il Papa, vuoi che queste non sono persone degne di fede? Santi sono, ed infatti stanno comunque sugli altari.
        Spararmi io? Ma non mi passa neppure per l’anticamera del cervello, e mai mi sognerei di dare un siffatto consiglio.
        https://youtu.be/mAsO9HwwoXk
        Ascolta e considera
        per morire e pagare, c’è sempre tempo non credi?

      • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 8:59 am

        @ nino, tu piuttosto, di cosa ti occupi nella vita?
        Di sicuro sei uno che si alza di mattina presto
        e corre al lavoro, magari fai il Metalmeccanico in una azienda importante e che ti tienein grande considerazione per via delle tue innegabili capacità lavorative, bene, son contento che almeno a te vada bene,buona giornata @nino.

    • bruno d · sabato, 20 febbraio 2016, 9:05 am

      Una delle mie canzoni preferite, è:

      https://youtu.be/k72bHKW_6UU
      l’isola che non c’è

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