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martedì, 23 febbraio 2016

Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i Rifugiati: "L'Europa abdica al suo ruolo guida e mette in discussione il suo progetto originario"

79 Commenti

  1. tsè · martedì, 23 febbraio 2016, 12:15 pm

    Caporalato, in 400mila lavorano nei campi per meno di 2,5 euro l’ora

  2. 23 febbraio del 1918 · martedì, 23 febbraio 2016, 11:32 am

    La Giornata dei Difensori della Patria venne proclamata il 23 febbraio del 1918, come giornata dell’ “Armata Rossa” quando nell’allora capitale Pietrogrado si svolse la prima giornata di arruolamento volontario nell’ “Armata Rossa dei Contadini e dei Lavoratori” sotto il giuramento in difesa dello Stato Socialista. La festa venne ufficialmente sancita il 23 febbraio 1922, come data di Fondazione dell’Armata Rossa, con una parata sulla Piazza Rossa e fino al 1946 venne festeggiata come “Giornata dell’Armata Rossa”. “Giornata dell’Esercito Sovietico e della Marina Militare” fu la denominazione ufficiale del 23 febbraio dal 1946 al 1993. Nel 1995 il 23 febbraio è stato proclamato ufficialmente “Giornata dei Difensori della Patria” e dal 2002 è un giorno festivo a tutti gli effetti. Chi si festeggia il 23 febbraio? Semplice, gli uomini. Il 23 gennaio per tradizione è considerato la festa di tutti i militari. Quelli di oggi, di ieri ed anche del domani, dato che in Russia il servizio di leva è obbligatorio e dura un anno. Tuttavia il titolo di “Difensore della Patria” si addice anche a chi non ha prestato il servizio militare o per ragioni anagrafiche deve ancora farlo. Il concetto di “difensore della Patria” è tutto qui: ogni uomo nella tradizione popolare è “difensore”, della Patria, della famiglia, della donna amata. Per questo motivo il 23 febbraio non si associa più di tanto all’esercito, ma all’intero universo maschile, mentre il Giorno della Vittoria è il 9 maggio.

  3. Un nome una garanzia · martedì, 23 febbraio 2016, 11:25 am

    Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i Rifugiati: dove ha messo piede negli ultimi 30 anni, sono scoppiate le peggio guerre, ne ha fatti di soldi come intermediatore di grandi lobby del petrolio, farmaceutiche e di armi, di sicuro ha anche trafficato con i diamanti di sangue della Liberia. Un nome una garanzia.

  4. Agli amerikani dell'Isis gliene frega sto caxo!!!! · martedì, 23 febbraio 2016, 11:20 am

    Secondo un sondaggio della Gallup, pubblicato lunedi, gli americani non considerano più la Russia «la principale minaccia», il suo posto è stato preso dalla Corea del Nord.
    Secondo i risultati della ricerca, il 16% degli intervistati considerano la Corea del Nord il principale nemico dell’America. L’anno scorso la percentuale era del 15%.
    Al secondo posto c’è la Russia con il 15%, per cui la Russia è meglio percepita dal 3% degli intervistati: nel 2015 la Russia ha occupato la prima posizione con il 18%. Al terzo posto c’è l’Iran, temuto dal 14%; mentre al quarto posto c’è la Cina — intesta nella classifica del 2014 —, che come l’anno precedente ha ricevuto il 12% dei voti.
    Gli autori dell’indagine notano che per gli ultimi tre anni le quattro principali minacce per gli USA rimangono invariate: cambia solo l’ordine e il grado di pericolo.
    È interessante notare inoltre che il parere degli americani nel suo insieme non era così unanime. Il numero di quelli che si sentono minacciati da parte di qualche potenza concreta quest’anno è al minimo storico: il 16% per la Corea del Nord. Per fare un confronto, nel 2001 il paese più pericoloso per il 38% degli americani era l’Iraq.
    Il quinto posto della classifica del 2016 è occupato dai «paesi in cui è attivo il Daesh», con il 5% dei voti. Nella lista rientrano anche l’Iraq (5%), l’Afghanistan e la Siria (4%).

  5. Un vecchietto · martedì, 23 febbraio 2016, 11:09 am

    Filippo Grandi,
    prima dei predicozzi parlaci delle tue proprietà e dei tuoi conti in banca. Ci sono laureati in filosofia che sperano in una supplenza nella scuola media.

  6. giors · martedì, 23 febbraio 2016, 10:47 am

    Se in uno stato qualunque tipo il nostro metà circa del populusque non lavora perché il lavoro non c’è, l’altra metà deve dissanguarsi con le tasse per mantenere se stessa e l’altra metà. Se a tutto ciò si aggiungono i migranti pochi o tanti che siano,mi dite come kazzo si fa?

    • tutti a casa · martedì, 23 febbraio 2016, 10:50 am

      Ovvio, ai migranti daranno vitto, alloggio e 150 euro al mese come paga mensile, il resto degli italiani dovranno suicidarsi, emigrare o in ultima instanza, armarsi e uccidere tutti.

  7. giors · martedì, 23 febbraio 2016, 10:37 am

    A parole sono tutti dei fenomeni. Poi quando arrivano a milioni gli stessi parolai chiudono frontiere e alzano muri. Vedi le nazioni nordiche che la sinistra usava per fare il predicozzo a chi aveva previsto tutto.

  8. tutti a casa · martedì, 23 febbraio 2016, 10:35 am

    Il ministro degli Interni tedesco non ha escluso l’introduzione di misure di protezione nei pressi degli altri confini della zona Schengen per prevenire i tentativi degli altri Stati di risolvere i loro problemi a spese della Germania.
    Per i Paesi dell’Unione Europea la priorità nella risoluzione della crisi migratoria è la protezione delle frontiere esterne con la Turchia, ha detto in un’intervista col canale tv tedesco ARD il ministro dell’Interno Thomas de Maiziere.
    “Tutti i Paesi sono concordi nel ritenere una priorità la difesa delle frontiere esterne con la Turchia. La difesa include gli sforzi dell’agenzia europera sulle frontiere “Frontex” e il contributo della NATO; significa anche che i profughi dovranno essere rispediti in Turchia, — ha detto il ministro, aggiungendo che le prossime 2 settimane dimostreranno se queste misure siano efficaci. Secondo il ministro, “in determinate circostanze” potrebbe essere necessario difendere gli “altri confini della zona Schengen.” Ha inoltre notato che la Germania nel lungo periodo non tollererà più i tentativi degli altri Paesi “di risolvere i loro problemi scaricandoli sulla Germania.”

  9. ma va? · martedì, 23 febbraio 2016, 10:25 am

    impariamo a vivere come profughi miserabili, è il nostro futuro · Martedì, 23 Febbraio 2016, 9:27 Am
    Se le frontiere interne si chiudono, se Schengen non è più applicata, questi rifugiati resteranno in Grecia, un paese che ha considerevoli difficoltà economiche … cosa si fa?.Sembra incredibile, ma è stato Hollande a porre il problema in quel gabbione di cani ringhianti chiamato pomposamente “summit europeo sui migranti” o “Consiglio europeo di capi di stato e di governo”. E’ arrivato persino a pregare: “Ragioniamo da europei, non rigettiamo su un paese, la Grecia, la responsabilità che è la nostra”.
    Responsabilità che è la nostra: par di sognare. Mai Angela Merkel ha pronunciato un’ammissione del genere; ha avuto solo minacce per Grecia, Ungheria, Polonia. Il che fa’ intuire quanto poco basterebbe, nella UE, per apparire degli statisti: in confronto a tali nani morali…fra cui non poteva mancare Renzi, che ha posto all’Ungheria l’aut aut: “O accettate i migranti o noi vi bloccheremo i fondi”, tanto per imitare in bassezza i tedeschi. E per cosa? Per stare al servizio della Merkel, che pensa solo a sé, preoccupata solo delle elezioni locali che la aspettano fra qualche settimana; del resto se perde, per lei è già pronto il posto di segretario dell’Onu — premio di consolazione perché ha ben servito, e che è riservato rigorosamente a nullità di paesi insignificanti. Servire la Merkel per ottenere un po’ di flessibilità non è un buon investimento. Lei ora ha aggravato — a nome nostro e a nostre spese — il suo accordo già disperato sul contenimento degli emigranti con Erdogan. In questo modo, Merkel ha intrecciato in modo sempre più inestricabile i destini d’Europa agli interessi della Turchia e dei Wahabiti, potenze in pieno delirio.Non risulta che Bruxelles, né il pomposo “vertice” dei cani ringhianti, abbiano ritenuto di deplorare questa provocazione e fare la lezione ad Erdogan, mentre ne fanno tante a Tsipras, ad Orban, all’Italia. Ancor meno se ne sono accorti i politici italiani. Ormai è chiaro: la UE sta contro la Grecia e per la Turchia. Fino alla morte, eventualmente, nostra. Il video della Boldrini https://youtu.be/E7QePDmPHfk , esempio concreto della vacua e pretenziosa confusione mentale del potere pan-europeo e della sua ideologia padronale. “Accogliamo i migranti, sono l’avanguardia del nostro futuro stile di vita”. E’ proprio così, impariamo a vivere come profughi miserabili, è il nostro futuro.

  10. Europa · martedì, 23 febbraio 2016, 10:24 am

    “L’Europa non potrà farsi una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L’unione delle nazioni esige l’eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l’azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania”
    (Robert Schuman, 9 maggio 1950)

    Sono passati solo 65 anni, per fare l’Europa federale ci vorranno come minimo altri 50 anni.

  11. sputniknews · martedì, 23 febbraio 2016, 10:08 am

    In base all’accordo la tregua entrerà in vigore il 27 febbraio. Sono state escluse le azioni militari contro i terroristi del Daesh e di Al-Nusra.

    In base alla dichiarazione congiunta USA-Russia, pubblicata lunedì, dal 27 febbraio in Siria sarà in vigore il cessate il fuoco tra le forze governative e i gruppi armati di opposizione. Continueranno invece gli attacchi al Daesh, ad al-Nusra e alle altre organizzazioni terroristiche riconosciute dall’ONU.

    Condizioni stabilite e dettagli

    In base alla diffusione del documento, prima dal Dipartimento di Stato e poi dal Cremlino, tutte le parti, secondo i termini dell’armistizio, devono dichiarare la loro disponibilità di rispettare la tregue entro le ore 12.00 locali del 26 febbraio. Allo stesso tempo, le forze governative siriane, i loro alleati — incluso l’Aeronautica militare russa — e la Coalizione USA continueranno ad attaccare il Daesh e gli altri gruppi terroristici.

    Le parti hanno convenuto che Russia e USA lavoreranno insieme, anche con gli altri membri del gruppo per il cessate il fuoco, per determinare i territori in mano al Daesh, ad al-Nusra e alle altre organizzazioni terroristiche, esclusi dalla tregua. Allo stesso tempo devono essere indicate le aree in cui si trovano le formazioni dell’opposizione siriana, in modo che non cadano sotto i colpi delle forze che continueranno a combattere i terroristi in Siria.

    Nella dichiarazione è indicato che al fine di controllare il rispetto dell’armistizio, Russia e USA creeranno una «linea telefonica dedicata» e «se necessario, un gruppo di lavoro per lo scambio delle relative informazioni».

    Il Dipartimento di Stato ha detto che il meccanismo di controllo sul rispetto del cessate il fuoco sarà elaborato nei prossimi giorni.

    La soluzione nell’interesse comune

    L’accordo sul cessate il fuoco è stato discusso tra i leader di Russia e USA, che ha tenuto una conversazione telefonica per discuterne i dettagli. Al termine, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che il cessate il fuoco fermerà lo spargimento di sangue in Siria. «Sono convinto che l’azione congiunta con gli americani sia capace di cambiare in modo radicale la situazione di crisi in Siria. Abbiamo finalmente trovato una reale possibilità di porre fine anni di spargimenti di sangue e violenza» ha detto Putin in una dichiarazione alla televisione russa.

    La Casa Bianca, a sua volta, ha osservato che la tregua, se attuata, consentirà l’accesso all’assistenza umanitaria e servirà per la realizzazione di una transizione politica in Siria. Secondo la Casa Bianca, durante il colloquio con il leader russo, Obama ha sottolineato che la priorità è di ottenere una risposta positiva da parte del regime siriano e dall’opposizione armata, così come il «la corretta attuazione (della tregua) da tutte le parti per alleggerire la sofferenza del popolo siriano, l’attuazione di un processo politico sotto l’egida delle Nazioni Unite, nonché a concentrarsi sulla lotta contro il Daesh».

    Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha detto che la decisione di Russia e USA per la Siria è stata anche concordata nel corso di colloqui bilaterali con i leader di Arabia Saudita e Qatar. A sua volta, il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner ha detto che nelle ultime ventiquattro ore il segretario di Stato Usa John Kerry ha tenuto conversazioni telefoniche con i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Arabia Saudita.

    Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/mondo/20160223/2152383/russia-usa-tregua-siria.html#ixzz40ysxBqXR

    • ma va? · martedì, 23 febbraio 2016, 10:15 am

      Guarda che a Gad Lerner della tregua non gliene frega niente, anzi la abborrisce, in quanto di profughi non se ne vedranno piu e che Assad è ancora saldo nella sua carica di Presidente leggittimo della Siria, in effetti si rifiuta di commentare il grandissimo risultato fatto in gran parte da Putin.

  12. Un vecchietto · martedì, 23 febbraio 2016, 10:07 am

    Filippo Grandi, chi era costui? “Lavora” per l’ONU da parecchi anni, dati gli stipendi e i rimborsi di quell’organismo, deve avere accumulato una fortuna. C’è una informazione: laurea in filosofia presso l’Università di Venezia e l’Università degli Studi di Milano e si è perfezionato presso l’Università Gregoriana di Roma. Università Gregoriana di Roma, ecco come fare per avere fortuna nella vita.

  13. W il Grande Zar · martedì, 23 febbraio 2016, 10:00 am

    Amici,
    Ho appena avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama. La telefonata è stata avviata dalla parte russa, lo scopo reciproco era certamente d’interesse.
    Durante la nostra conversazione ci siamo uniti e approvato dichiarazioni di Russia e Stati Uniti, in qualità di co-presidenti del ISSG, sulla cessazione delle ostilità in Siria. L’adozione della dichiarazione è stata preceduta da un intenso lavoro da parte di esperti russi e americani. Abbiamo anche fatto uso della positiva esperienza che abbiamo accumulato nel corso della collaborazione per eliminare le armi chimiche in Siria.
    I nostri negoziatori hanno tenuto diverse tornate di consultazioni a porte chiuse. Come risultato, siamo stati abili per raggiungere un risultato significativo e specifico. E’ stato concordato que la cessazione delle ostilità in Siria abbia inizio alle ore 00:00 (ora di Damasco) il 27 febbraio 2016 a condizioni che sono parte della dichiarazione russo-americana.
    L’essenza dei termini tesi è la seguente: entro le ore 12.00 del 26 febbraio 2016, tutte le parti in conflitto in Siria devono indicare alla Federazione russa o nostri partner americani il loro impegno per la cessazione delle ostilità. Le truppe russe e americane si delineano i territori congiuntamente dove gruppi tesi sono attivi. Non ci potranno essere azioni militari contro le Forze Armate della Repubblica araba siriana, Forze armate russe e la coalizione guidata dagli Stati Uniti. A sua volta, l’opposizione cesserà tutte le azioni militari contro le Forze Armate della Repubblica araba siriana e li raggruppa in altri non protagonisti.
    ISIS, Jabhat al-Nursa, e altri organizzazioni terroristiche designate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sono escluse dalla cessazione delle ostilità. I bombardamenti continueranno contro di loro.
    Fondamentalmente è significativo che la Russia e gli Stati Uniti, in qualità di co-presidenti del ISSG, sono pronti a lanciare meccanismi efficaci per promuovere e monitorare il rispetto del cessate il fuoco da parte siriana, sia il governo e i gruppi armati di opposizione.
    Per realizzare raggiungere questo obiettivo, si adatta una comunicazione hotline e, se necessario, un gruppo di lavoro per lo scambio di informazioni pertinenti. Russia condurrà il lavoro necessario con Damasco e la leadership siriana legittima. Ci aspettiamo che gli Stati Uniti faranno la stessa cosa per quanto riguarda i loro alleati e dei gruppi che supportano.
    Sono sicuro che sono che la azioni concordate con la parte americana saranno sufficiente per invertire radicalmente la posizione della crisi in Siria. Stiamo finalmente assistendo a una vera e propria opportunità di porre fine alla violenza di lunga data e di spargimento di sangue. Di conseguenza, l’accesso umanitario a tutti i cittadini siriani dovrà essere reso più facile.
    Più significativo è la creazione di condizioni per l’avvio di un processo politico a lungo termine attraverso un ampio dialogo inter-siriano a Ginevra, sotto l’egida delle Nazioni Unite.
    Purtroppo, la storia recente ha molti esempi in cui l’azione unilaterale non sancita dalle Nazioni Unite, cui favorire gli interessi politici o opportunistiche di breve termine, portato a drammatici risultati. Questi esempi sono sulla bocca di tutti: la Somalia, Iraq, Libia, Yemen.
    In questo contesto, gli accordi russo-americani sulla cessazione delle ostilità in Siria, e la loro attuazione congiunta in coordinamento con tutte le nazioni participante nel gruppo internazionale di sostegno della Siria, dovrà diventare un esempio di azione responsabile della comunità globale che prende contro la minaccia del terrorismo, che si basano su leggi e principi delle Nazioni Unite.
    Vorrei sperare que la leadership siriana e tutti i nostri partner della zona e al di là monterà l’insieme di azioni per selezionare i rappresentanti della Russia e degli Stati Uniti.
    Vladimir Putin

    http://en.kremlin.ru/events/president/news/51376

  14. Un vecchietto · martedì, 23 febbraio 2016, 9:58 am

    Solo veri credenti in un Dio possono essere tanto crudeli, come ci mostrano i filmati che ci arrivano da ogni parte del mondo.

  15. tsè · martedì, 23 febbraio 2016, 9:57 am

    Attualmente il Commissario si occupa di 55 milioni di migranti a cui a vario titolo è riconosciuto un diritto di asilo e probabilmente nei quattro anni del suo mandato si troverà a doverne sistemare altrettanti causa guerre civili e primaverili, crisi economiche, mutamenti climatici.

    Non mi è però chiaro perchè punti a sistemarli nell’Europa già satura nè perchè creda che il progetto originario dell’Europa sia quello di campo sfollati globale.

    mi pare insensata retorica.

  16. Europa · martedì, 23 febbraio 2016, 9:56 am

    Certo che questa europa dei banchieri oggi non ha nulla a che fare con Spinelli,Monet,De Gasperi e gli altri fondatori.
    Amen e de profundis !

    • Europa · martedì, 23 febbraio 2016, 10:01 am

      Monnet

    • Mastro Titta · martedì, 23 febbraio 2016, 10:16 am

      Se leggi bene il Manifesto di Ventotene ti vengono i capelli bianchi per il paternalismo e l’antidemocraticità di quel documento.

      • Europa · martedì, 23 febbraio 2016, 10:31 am

        Gli illuminati sono sempre avanti di 100 anni. Il popolo segue sempre dopo.

      • Mastro Titta · martedì, 23 febbraio 2016, 11:05 am

        Quindi, facciamo così: l’Europa paternalistica e illuminata facciamola tra un secolo.

      • Europa · martedì, 23 febbraio 2016, 11:29 am

        E poi la “democrazia” che cosa e’ ? Ancora gli esperti sono divisi nel merito e non e’ detto che sia il miglior sistema politico.

  17. Un vecchietto · martedì, 23 febbraio 2016, 9:38 am

    Uno degli innumerevoli conoscenti di Lerner è un alto commissario ONU per i rifugiati. Come ha fatto a ricoprire quella carica, quanto guadagna? Quanto è il suo Quoziente di Intelligenza? Come si permette di volere farci sentire in colpa per inadempienza noi che paragonati a lui siamo miserabili e che guardiamo con terrore gli anziani e i disabili picchiati a sangue negli ospizi, pensando a quando toccherà a noi? Certamente quei carnefici sono buoni cattolici, sono loro che si aggiudicano quei lavori, Francesco può verificare e scomunicali in maniera che vengano isolati come gli appestati? Cominci a fare pulizia tra i suoi raccomandati falsi e bugiardi!

  18. GIULIO CESARE · martedì, 23 febbraio 2016, 9:35 am

    AH, NEL PROGETTO ORIGINARIO C’ERA SCRITTO DI FARSI INVADERE DA ORDE DI PARASSITI ISLAMICI, APPORTATORI DI VIOLENZA E DELINQUENZA?
    Non lo sapevo.

    Giulio Cesare

  19. fummo · martedì, 23 febbraio 2016, 9:35 am

    Era ora!!!

  20. Un vecchietto · martedì, 23 febbraio 2016, 9:26 am

    Berlusconi segue la linea di Brunetta, un gigante del pensiero politico. E’ diventato vegetariano seguendo i dettami di suor Brambilla. Quell’uomo sta diventando un pericolo per se e per gli altri.

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