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mercoledì, 24 febbraio 2016

Grottesco rovesciamento delle parti all'università di Bologna: pacifisti all'attacco del presunto guerrafondaio, tutto fra molte virgolette

72 Commenti

  1. vermi & vassalli · mercoledì, 24 febbraio 2016, 4:06 pm

    Poroshenko, a cosa serve la sua Ucraina. Se non fosse che in Occidente e altrove tanti ci credono, e soprattutto che in Ucraina tanti ci muoiono, ci sarebbe da farsi una risata a sentir definire il Paese dei Poroshenko il teatro di una battaglia per la libertà, come fanno senza paura certi giornaloni nostrani
    DI FULVIO SCAGLIONE – 24 FEBBRAIO 2016
    Se non fosse che in Occidente e altrove tanti ci credono, e soprattutto che in Ucraina tanti ci muoiono, ci sarebbe da farsi una risata a sentir definire il Paese dei Poroshenko il teatro di una battaglia per la libertà, come fanno senza paura certi giornaloni nostrani. Certo, bisognerebbe spazzar via il cumulo di false nozioni che sono state riversate su di noi all’epoca di Maidan e del rivolgimento anti-Yanukovich. Per esempio, era assolutamente impossibile, allora, sostenere l’evidenza di un Paese storicamente diviso tra un Est russofono e russofilo e un Ovest nazionalista ed europeista, tra un Est storicamente consegnato all’industria pesante (miniere, impianti metallurgici) e un Ovest assai più interessato all’agricoltura d’avanguardia e ai servizi. Adesso, lo dicono con serenità anche i giornali più mainstream del mondo, tipo l’Economist, che va alla ricerca di qualche motivo d’ottimismo per Poroshenko & C. e nota che, nel Paese in cui il Pil è crollato del 12% nel 2015 (dopo il meno 7% del 2014) e la moneta ha perso il 70% del valore, la parte Ovest tutto sommato se la cava. L’articolista conclude: “Est e Ovest sono due mondi diversi e questo difficilmente viene fuori quando si parla di Ucraina”. Meglio tardi che mai.
    Ma non è nemmeno la situazione economica il cuore della questione, anche perché l’Ucraina di Poroshenko può essere mantenuta all’infinito in questo stato di semi-coma indotto. Basta che il Fondo Monetario Internazionale elargisca gli 11 miliardi promessi entro il 2019 (dopo gli 11 già versati nel 2014) e che i Paesi creditori rinuncino alle somme loro dovute (il 20% del debito estero ucraino è già stato cancellato). Il resto lo farà lo spirito di sacrificio degli ucraini. Quello che è sotto gli occhi di tutti è che qui la libertà c’entra poco: l’Ucraina è solo passata da un regime impresentabile e inefficiente fedele a Mosca a un regime impresentabile e inefficiente fedele a Washington.
    Un regime, quello attuale, in cui il presidente Poroshenko chiede al procuratore generale di dimettersi perché non persegue la corruzione; al primo ministro Yatsenyuk (peraltro inseguito lui stesso da accuse di corruzione) di andarsene perché non cava un ragno dal buco. Un regime in cui il ministro dello Sviluppo economico, Aivaras Abromavicius, un lituano diventato ucraino due ore prima di diventare ministro, si dimette in polemica col moralizzatore Poroshenko dicendo: ““Io e i miei collaboratori non … vogliamo essere lo schermo che nasconde la corruzione, o dei pupazzi in mano a coloro che vogliono prendere il controllo dei fondi pubblici, come si faceva coi governi precedenti”. Un regime in cui il ministro delle Finanze, Natalia Jaresko, è un’americana (ovviamente fornita di passaporto ucraino appena prima di diventare ministro) che lavorava al Dipartimento di Stato Usa.
    Ed è proprio qui il punto. Chi voglia rileggere La grande scacchiera, il libro pubblicato nel 1989 da Zbigniew Brzezinski, esule polacco e segretario di Stato con il presidente Carter, trova nero su bianco il senso dell’Ucraina di Poroshenko (e per contrasto anche quello dell’Ucraina di Yanukovich). Per gli Usa, scrive Brzezinski, “il premio geopolitico più importante è rappresentato dall’Eurasia”. Occorre, quindi, “un coinvolgimento americano attivo, mirato e determinato, soprattutto con i tedeschi, per definire la portata dell’Europa e, quindi, affrontare questioni scottanti come la posizione finale delle Repubbliche baltiche e dell’Ucraina”. Obiettivo? “Rafforzare la testa di ponte americana sul continente euroasiatico”. Utili strumenti, sempre secondo Brzezinski: l’allargamento della Ue al maggior numero di Paesi ex Est e l’allargamento della Nato il più possibile verso Est. A questo serve, dunque, l’Ucraina di Poroshenko. Così come a impedirlo serviva l’Ucraina di Yanukovich. È certo legittimo preferire l’una o l’altra. Un po’ meno far credere che alla base di certi eventi ci sia la voglia di seminare gratis libertà per tutti.

    Fonte:
    Famiglia Cristiana

  2. guerre libiche · mercoledì, 24 febbraio 2016, 1:33 pm
  3. Mastro Titta · mercoledì, 24 febbraio 2016, 1:27 pm

    sputniknews.com/europe/20160223/1035226409/czech-republic-exit-eu.html?utm_source=https%3A%2F%2Ft.co%2FWrfIJXvKvu&utm_medium=short_url&utm_content

  4. Un vecchietto · mercoledì, 24 febbraio 2016, 1:08 pm

    Cominciamo parlando del sud, dice Giannini tutto serio a ballarò, poi appare che Napoli è delinquenza pura. Non c’è niente da fare. O meglio servono più soldi, più poliziotti, più strutture.

  5. i due tromboni della menzogna galattica Mao Patakka e Bread Waste Dust · mercoledì, 24 febbraio 2016, 12:56 pm

    Pare che il Manifesto, i due tromboni della menzogna galattica Mao Patakka e Bread Waste Dust , non lo leggano piu, pur essendo di ” sinistra “.

    «Noi abbiamo bombe nucleari»: lo ha dichiarato il 19 febbraio a Russia Today l’analista politico saudita Daham al-Anzi, di fatto portavoce di Riyadh, ripetendolo su un altro canale arabo (vedi intervista su Pandora Tv). L’Arabia Saudita aveva già dichiarato (The Independent, 30 marzo 2015) l’intenzione di acquistare armi nucleari dal Pakistan (che non aderisce al Trattato di non-proliferazione), di cui finanzia il 60% del programma nucleare militare.
    Ora, tramite al-Anzi, fa sapere che ha cominciato ad acquistarle due anni fa. Naturalmente, secondo Riyadh, per fronteggiare la «minaccia iraniana» in Yemen, Iraq e Siria, dove «la Russia aiuta Assad». Ossia, dove la Russia aiuta il governo siriano a liberare il paese dall’Isis e altre formazioni terroriste, finanziate e armate dall’Arabia Saudita nel quadro della strategia Usa/Nato.
    Riyadh possiede oltre 250 cacciabombardieri a duplice capacità convenzionale e nucleare, forniti dagli Usa e dalle potenze europee. Dal 2012 l’Arabia Saudita fa parte della «Nato Eurofighter and Tornado Management Agency», l’agenzia Nato che gestisce i caccia europei Eurofighter e Tornado, dei quali Riyadh ha acquistato dalla Gran Bretagna un numero doppio rispetto a quello dell’intera Royal Air Force.
    Nello stesso quadro rientra l’imminente maxi-contrattto da 8 miliardi di euro – merito della ministra Pinotti, efficiente piazzista di armi – per la fornitura al Kuwait (alleato dell’Arabia Saudita) di 28 caccia Eurofighter Typhoon, costruiti dal consorzio di cui fa parte Finmeccanica insieme a industrie di Gran Bretagna, Germania e Spagna.
    È la più grande commessa mai ottenuta da Finmeccanica, nelle cui casse entrerà la metà degli 8 miliardi. Garantita con un finanziamento di 4 miliardi da un pool di banche, tra cui UniCredit e Intesa Sanpaolo, e dalla Sace del gruppo Cassa depositi e prestiti.
    Si accelera così la riconversione armata di Finmeccanica, con risultati esaltanti per chi si arricchisce con la guerra: nel 2015 il titolo Finmeccanica ha registrato in borsa una crescita di valore del 67%. In barba al «Trattato sul commercio di armamenti», ratificato dal Parlamento nel 2013, in cui si stabilisce che «nessuno Stato Parte autorizzerà il trasferimento di armi qualora sia a conoscenza che le armi possano essere utilizzate per attacchi diretti a obiettivi o a soggetti civili, o per altri crimini di guerra».
    Alla denuncia che bombe fornite dall’Italia vengono usate dalle forze aeree saudite e kuwaitiane facendo strage di civili nello Yemen, la ministra Pinotti risponde: «Non facciamo diventare gli Stati che sono nostri alleati nella battaglia contro l’Isis, i nemici, sarebbe un errore molto grave».
    Sarebbe soprattutto un «errore» far sapere chi sono i «nostri alleati» sauditi e kuwaitiani: monarchie assolute dove il potere è concentrato nelle mani del sovrano e della sua cerchia familiare, dove partiti e sindacati sono proibiti; dove i lavoratori immigrati (10 milioni in Arabia Saudita, circa la metà della forza lavoro; 2 milioni su 2,9 milioni di abitanti in Kuwait) vivono in condizioni di supersfruttamento e schiavitù, dove chi rivendica i più elementari diritti umani viene impiccato o decapitato.
    In queste mani l’Italia «democratica» mette cacciabombardieri capaci di trasportare bombe nucleari, sapendo che l’Arabia Saudita già le possiede e che possono essere usate anche dal Kuwait.
    Alla «Conferenza di diritto internazionale umanitario», la ministra Pinotti, dopo aver sottolineato l’importanza di «rispettare le norme del diritto internazionale», ha concluso che «l’Italia, in ciò, è paese enormemente credibile e rispettato».
    Manlio Dinucci
    Fonte: ilmanifesto
    22.02.2016

    • PD= Partito degli ASSASSINI · mercoledì, 24 febbraio 2016, 1:02 pm

      i due tromboni della menzogna galattica Mao Patakka e Bread Waste Dust FANNO PARTE DEL PD= Partito degli ASSASSINI

  6. Un vecchietto · mercoledì, 24 febbraio 2016, 11:43 am

    “Donald Trump vince nettamente in Nevada, è il volto “mostruoso” dell’America profonda”.
    Un titolo decisamente ingenuo, un po’ stupido.

  7. Mastro Titta · mercoledì, 24 febbraio 2016, 10:07 am

    La decisione di chiudere le frontiere in Svezia è giunta dopo che il paese è arrivato al punto di non ritorno di una situazione non più controllabile ed esso si trova tuttora in uno stato di shock e caos. Perfino il governo socialdemocratico ammette che se il flusso migratorio dovesse ricominciare occorrerà bloccarlo chiudendo ancora di più le frontiere. Ciò creerà maggiori problemi agli altri paesi europei, soprattutto alla Germania.
    Secondo Sanandaji, ciò che accadrà la prossima estate sarà cruciale e ciò che accadrà in Europa dipenderà dalla decisione di Turchia e Grecia di limitare i flussi o meno. In Svezia la sinistra al governo è ai minimi storici di consenso a causa delle politiche di accoglienza sull’immigrazione. Se dovesse nuovamente imporla si andrebbe incontro ad una crisi di governo perché la popolazione non ne può più. La sostenibilità dell’immigrazione dipende dai suoi numeri. Un afflusso troppo imponente non ha altre conseguenze che un’impoverimento del paese accogliente con effetti ancor più devastanti a lungo termine. Forse addirittura la sparizione di un’intera civiltà.
    Ma, un momento, non è forse proprio ciò che l’arma di migrazione di massa serve ad ottenere, se vi ricordate?

    Gli svedesi hanno sempre detto che non avrebbero voluto diventare gli Stati Uniti ma ora, sostiene Sanandaji, è forse già troppo tardi. Al massimo potrebbero sperare di non diventare come “Games of Thrones”.
    “L’incapacità della leadership europea di gestire la crisi è al contempo surreale e affascinante. Quasi come assistere in tempo reale alla caduta dell’Impero Romano interpretata da Paperino.”

    • jules.b · mercoledì, 24 febbraio 2016, 11:24 am

      blablabla…

  8. tsè · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:22 am

    Qua stiamo passando dal neocolonialismo al colonialismo esplicito, con tutto quello che comporta (memoria corta, nè), e questi si preoccupano di quattro cretini bolognesi.

    • jules.b · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:46 am

      I “quattro cretini” – intanto – sono gli unici che fanno sentire una voce dissenziente nel coretto dei paracuxi & imbecilli prezzolati.
      I metodi saranno pure “vecchiotti” ma pure la sostanza lo è quindi… o zitti e si lascia la parola ai tromboni oppure li si interrompe.
      Fino ad un certo punto in modo educato poi dipende… a tempo opportuno dicevano gli antichi.

      • che nausea · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:49 am

        d’accordo con Jules

    • che nausea · mercoledì, 24 febbraio 2016, 10:06 am

      tse’ fammi capire , tu puoi contestare e accusare Lerner di guerrafondaio sul blog ( e fai bene ) , e i ragazzi non possono contestare Panebianco che tutti i giorni predica interventi militari in M. O ?

  9. drastico · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:05 am

    io vorrei sapere a chi dobbiamo questa stupidata che , per andare dal medico di base bisogna prenotare , e passano pure venti giorni
    E’ uno schifo

    • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:15 am

      allucinante
      con tanti giovani medici che attendono di lavorare e rendersi utili, sempre i soliti hanno vantaggi
      e iverenze
      e’ un male antico
      spesso i medici di nuova nomina, freschi di studio,sono migliori e preparati

      • drastico · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:15 am

        balle , i vecchi medici non usavano questo metodo , sono proprio i giovani che lo fanno .
        Non so se e’ una imposizione delle ASL o una loro scelta .
        Da quando il mio medico e’ andato in pensione , non ne trovo uno che non visiti su appuntamento

    • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:25 am

      vecchi o nuovi medici,lo schifo resta
      il nostro medico di famiglia, ha lavorato fino agli ultimi giorni, poi ci ha lasciati per un male difficile
      ma lo ricordiamo con affetto

    • Mastro Titta · mercoledì, 24 febbraio 2016, 10:01 am

      Ma che caspita dove vivi, in alta montagna dove il medico di base passa una volta al mese? E c’è pure la trota che abbocca. Dove vivo io cittadina di 20000 abitanti ti rechi dal tuo dottore quando ti serve. e se succede di star male al sabato, c’ è un dottore di base di turno. E la domenica la guardia medica.
      Di invece che, i medici, ora, grazie al governo Renzi han tirato il freno a mano su qualsiasi esame. Intasando così ulteriormente i prontosoccorso

      • drastico · mercoledì, 24 febbraio 2016, 10:16 am

        ma credi di essere l’ombelico del mondo ?
        Dove vivo io !!!!! Ma caxxo me ne frega dove vivi tu , dove vivo io ed e’ una citta’ lombarda di duecentomila abitanti ,funziona cosi’ ora
        Anch’io andavo dal medico dove faceva ambulatorio tutti i giorni in certi orari , andato in pensione tutti i suoi pazienti sono in difficolta’ compreso io , perche’ quelli vecchi lavorano si col metodo come il mio medico ma sono al completo come numero di pazienti .
        I giovani invece usano quello di visitare per prenotazione , se non conosci altre realta’ vedi di tacere idiota

      • Penelope Pitstop · mercoledì, 24 febbraio 2016, 12:20 pm

        A Roma,diventeranno legali mercatini dell’”usato”, rinominati dai romani come “mercatini del rubato”.. il rappresentante dei rom di Roma denuncia “ci rubano le idee, lo avevamo proposto noi!”, tra di loro c’è stupore: ” ma come, se ora ti rubo telecamera, poi posso rivenderla??”, non ci credono neppure loro.. il giornalista ha dovuto mostrare documenti.. intanto in arrivo altri fondi per i campi. E loro dicono, che da loro i politici vanno solo per promettere per avere voti ” vengono qui con i nomi da votare, promettono, e poi ci lasciano nella monnezza.” Questa la chiusura del cerchio, no?
        In tutto questo, sfrattano per morosità disabili e famiglie con bambini. Mentre regalano case di lusso da anni, per 2 euro.
        A Modena, ai terremotati dei container dopo 4 anni, tolgono la corrente.
        Faccio una proposta, smetta di votare chi paga le tasse, diamo diritto di voto solo a coloro che non lavorano, non pagano tasse, vivono per scelta etnica da nomadi stanziali (o sei nomade o sei stanziale) e vediamo.
        Legalizzato anche smercio di metalli, specie il rame.. risaputo che i nomadi abbiano miniere nascoste di rame, poi succede che sparisce dall’aeroporto che si vede costretto a chiudere, ma tutto legale. Così, noi lo paghiamo 4 volte, 1 quando lo compriamo, 2 per ricomprarlo dopo furto, 3 lo paga chi lo compra da loro, e 4 facciamo bella propaganda ai furti. Romani, fatelo per una società più giusta, lasciate porte aperte così agevolate il commercio del futuro.

      • Penelope Pitstop · mercoledì, 24 febbraio 2016, 12:24 pm

        Prima che me lo dica la Mary, lo so, è fuori tema.. mi puniro’ con cilicio.

    • tsè · mercoledì, 24 febbraio 2016, 12:04 pm

      un medico di base con 1500 assistiti, che è il massimo, incassa circa 75.000 euro all’anno che, tolte le spese e le tasse, daranno un netto di 3.000 euro al mese a cui si aggiungono i guadagni in libera professione.

      qui c’è un elenco dei doveri, non so quanto aggiornato:

      http://www.cittadinanzattiva.it/approfondimenti/salute/1965-compiti-del-medico-di-famiglia.html

      visto che sugli assistiti incassa comunque, che richiedano le sue cure o meno, è chiaro che cercherà di tamponare le richieste: rimandare di 20 giorni mi pare però illegittimo, magari si potrebbe contestare.

  10. mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:02 am

    x Gad
    parliamo di sanità,di faccende importanti
    sembra che,i pediatri, non abbiano obbligo di recarsi a casa dei loro assisti ammalati, anzi chiedono ai genitori di portarli da loro,allungando i tempi della guarigione
    come si fa a portare un bimbo febbricitante in ambulatorio?questi medici dell’infanzia, temono alzarsi dalla scrivania?
    Gad
    verifica, la faccenda e’ assurda

  11. mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:56 am

    media e non solo
    e’ nella norma, ogni generazione di studenti, attraversa periodi di contestazione
    quindi
    ovviamente, coloro che volevano seguire il dibattito,hanno subito un danno al loro diritto
    ma,a 20 anni,tutto scorre
    uno sguardo al ns/Parlamento, mostra come, alcuni contestatori di un tempo, siano diventati conservatori ai nostri giorni
    magari in tema di riconoscimento di diritti negati
    tutto passa

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:03 am

      cOS’è, IL vANGELO PER I FESSI il tuo?

      • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:16 am

        visto che lo hai letto
        fai parte della categoria?

      • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:48 am

        L’hai ordinato il tuo personalissimo VERGOGNATOIO, con cilicio incorporato?
        Optional, ceci crudi sotto le ginocchia,
        inseribili nelle apposite sedi.

      • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 3:58 pm

        Di sicuro, non sono un furbo, come voi.

  12. tsè · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:47 am

    Fuori dalle virgolette sarebbe anche ora di vedere scritta l’opinione di Lerner e Mollica sulla vicenda libica: sieta ancora contenti della caduta del dittatore Gheddafi ? appoggerete la futura invasione di quel che resta di una nazione un tempo prospera ?

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:01 am

      Perché, secondo te, con la CORTINA FUMOGENA della “battaglia contro i MULINI A VENTO” in Parlamento, non stanno forse coprendo, quindi appoggiando l’azione militare in Libia?
      SBATTONO I MOSTRI IN PRIMA PAGINA e intanto passano tutte le RISOLUZIONI DEL NOSTRO STATO MAGGIORE E RIPRESA:
      - Il nemico, al popolo, gli viaggia in testa,
      anzi, è la sua avanguardia.-
      Chi è destinato a sobbarcarsi il peso della ripresa? Il popolo.
      Chi dovrà sopportare l’onere dell’impegno economico in Libia? CHI LAVORA.
      Sbaglio, o ieri sera la FORNERO, è stata presentata di nuovo come SALVATRICE DELLA PATRIA?
      Oltre ai contributi previdenziali di Legge, chi lavora, dovrà anche sobbarcarsi l’onere
      di UNA ASSICURAZIONE PREVIDENZIALE, guarda caso PRIVATA.
      A chi conviene? A CHI LAVORA NO, ma gli hanno decapitato la guida sindacale!

      • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 3:29 pm

        …NOSTRO STATO MAGGIORE E DIFESA(non ripresa)

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:02 am

      Novelli DON CHISCIOTTE E SANCHO PANZA! Ai nostri occhi, ma per loro, E’ TUTTO GRASSO CHE COLA.

  13. Alessandro Milano BASTA TASSE VIA EURO STOP INVASIONE · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:35 am

    Lotta continua
    Chi si estranea dalla lotta
    È un gran figlio di migno tta

    • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:51 am
      • Alessandro Milano BASTA TASSE VIA EURO STOP INVASIONE · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:53 am

        Senza parole. ……

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:52 am

      Landini, che fine ha fatto?

    • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:38 am

      milancongelatoreverdemarcio
      senza parole nel leggere le stupidagini scritte da un tondino di ghisa come te
      ciao

  14. bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:24 am

    Questo va messo per intero, è bene che venga letto direttamente.
    Si prepara la campagna di Primavera per bloccare il flusso dei profughi, e non vi sono alternative all’azione militare, come da me ampiamente previsto.
    Meglio tardi che mai, troppo allarme sociale.
    —————————————-
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    (reuters)
    La Casa Bianca: “Agiremo ogni volta che verrà individuata una minaccia diretta”. Renzi: “Roma farà la sua parte con gli alleati”

    di GIANLUCA DI FEO
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    24 febbraio 2016
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    ROMA. Nella stessa giornata in cui Italia e Stati Uniti si confrontano sullo spionaggio del governo di Silvio Berlusconi, ponendo la questione di principio sul rispetto della sovranità nazionale, i due paesi cercano insieme una difficile intesa sul modo di affrontare la più grave minaccia terrorista mai sorta nel Mediterraneo: il radicamento del Califfato in Libia.

    Il tempo per la diplomazia si sta rapidamente consumando. Anche ieri il parlamento di Tobruk ha rinviato il voto sull’esecutivo unitario nato dalla mediazione delle Nazioni Unite e ormai nelle capitali occidentali si spegne la fiducia nel successo dell’iniziativa benedetta dall’Onu. Così Washington, Roma, Parigi e Londra stanno lavorando freneticamente a una soluzione alternativa, un piano B con un solo punto certo: l’espansione del feudo jihadista in Libia va fermata, anche a costo di rassegnarsi a una divisione sostanziale del paese.

    Brett McGurk, l’uomo a cui Barack Obama ha affidato la lotta contro lo Stato Islamico, è tornato a sottolineare la preoccupazione della Casa Bianca. Gli americani non sono disposti ad assistere alla crescita delle brigate libiche con la bandiera nera, che “tentano di attrarre quanti più combattenti stranieri” dal Maghreb e dall’Africa centrale. Per niente intimoriti dal bombardamento statunitense della scorsa settimana, i miliziani islamici hanno attaccato di nuovo le installazioni petrolifere distruggendo due grandi depositi di greggio a Sida. L’obiettivo di queste incursioni è chiaro: azzerare l’unica risorsa che finanzia le istituzioni libiche rivali e le formazioni locali che si oppongono al Daesh. La premessa per costruire il caos totale e imporre il dominio del Califfato.
    Ecco i droni nell’hangar segreto di Sigonella
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    Così gli alleati europei si stanno allineando alla nuova posizione della Casa Bianca: “Agiremo ogni volta che verrà individuata una minaccia diretta”. Una dichiarazione che in pratica permette di attaccare qualunque base dell’Is. E alla quale per la prima volta sembra avvicinarsi anche Matteo Renzi, che ieri ha detto “se ci sono iniziative contro terroristi e potenziali attentatori dell’Is, l’Italia farà la sua parte insieme con gli alleati”.

    Dal punto di vista militare, la macchina dei raid è già in azione. C’è una ricognizione aerea continua, condotta dai droni americani e italiani che decollano da Sigonella; da quelli francesi che perlustrano l’area desertica del Fezzan e da quelli britannici che partono da Cipro. Altri velivoli spia, inclusi i nostri Amx schierati a Trapani, scattano foto e monitorano le comunicazioni radio grazie ad apparati a lungo raggio, che gli permettono di restare fuori dallo spazio aereo libico. Una sorveglianza che avrebbe permesso di selezionare circa duecento potenziali bersagli.
    Generale Mini: “I droni contro Daesh guidati da uomini sul campo”

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    Ma l’Italia al momento resta ancorata alla sua posizione iniziale: non è disposta a partecipare ad azioni su larga scala senza una cornice legale, ossia la richiesta di un governo riconosciuto a livello internazionale. E senza i nostri aeroporti, non è possibile una campagna aerea su vasta scala. La scorsa settimana, gli F-15 statunitensi che hanno raso al suolo il comando di Sabratha sono decollati dalla Gran Bretagna: una missione che richiede almeno sei rifornimenti in volo di carburante per arrivare sull’obiettivo e tornare indietro. Per questo il Pentagono ha dovuto accettare il diritto di veto della Difesa italiana pur di utilizzare la pista di Sigonella per i pattugliamenti dei droni armati durante i raid delle forze speciali. I blitz di Navy Seal e Delta Force richiedono una sorta di scorta volante, pronta a proteggere la ritirata, che può partire solo dalla Sicilia. In questo modo, però, il nostro governo avrà la certezza di essere informato di ogni attacco condotto dagli incursori statunitensi e potrà pronunciarsi sui bersagli da colpire o meno. L’unica garanzia per evitare di venire spiazzati dall’iniziativa di altre nazioni, come accadde nel 2011 con l’operazione franco-britannica contro Gheddafi.

    Ma nessuno si illude: una manciata di bombardamenti e colpi di mano isolati non riuscirà a fermare la crescita del Califfato. Per sconfiggerlo servono truppe di terra: soldati libici con un sostegno occidentale. E bisogna trovare un governo riconosciuto che legittimi questo “sostegno”. Ed ecco materializzarsi il “piano B”: l’ipotesi che sta rapidamente prendendo piede tra Roma e Washington è quella di abbandonare il parlamento di Tobruk e l’armata del generale Haftar – che stanno soffocando anche il secondo tentativo dell’Onu – per puntare sull’altra compagine, quella di Tripoli. Al momento è una sorta di “ultima minaccia”, per cercare di sbloccare le resistenze di Tobruk ma potrebbe trasformarsi in fretta in un’opzione concreta. Con un ribaltamento di fronti: mentre a Tripoli il potere è in mano a formazioni islamiche più o meno moderate, il governo rivale aveva ispirazione laica e supporto occidentale. E con la prospettiva di dividere il paese in tre entità principali, che ricalcano l’antica organizzazione amministrativa ottomana: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Una soluzione che potrebbe placare anche le potenze regionali, come Egitto, Turchia, Qatar ed Emirati.

    Nella storica capitale verrebbero concentrati gli sforzi per debellare lo Stato islamico. Mobilitando le altre milizie più combattive, come lo schieramento di Misurata. E schierando in Tripolitania un contingente occidentale che contribuisca a difendere le infrastrutture chiave per la sicurezza e la ripresa economica: porti, aeroporti, oleodotti, terminal petroliferi. Una missione rischiosa, che verrebbe affidata all’Italia: il piano elaborato da oltre un anno che prevede “fino a cinquemila soldati”. Se ne è parlato tante volte, ma adesso la macchina militare e diplomatica sta accelerando. Perché lo Stato islamico avanza ogni giorno: ieri sera ci sono stati combattimenti proprio alle porte di Tripoli.

    • lenzuola inutili · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:31 am

      e questo che c’entra con l’argomento !

      • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:51 am

        Leggilo, ho solo messo per esteso un link postato da qualcun altro.
        Leggilo che schiarisce le idee.

    • mary · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:52 am

      lenzuolata fuori tema

  15. al · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:19 am

    Che il corriere della sera sia espressione dell’ideologia dominante è talmente ovvio che non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo: non si contano più gli editoriali che difendono leggi che riducono i diritti dei lavoratori;
    ma interrompere una lezione e far passare il professore per una vittima è una sciocchezza.

    • jules.b · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:54 am

      Il corrierone è espressione della p2… e da lì non si è mai più ripreso.

  16. bastian contrario · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:13 am

    E certo i contestatori di ieri (Lotta continua) sono diventati i borghesucci di oggi , e Lerner e’ uno di questi . Purtroppo il potere al popolo di cui si sloganava ieri e’ finito nell loro mani con questi risultati , dove si arriva a bacchettare chiunque si permetta di contestare un potere costituito -

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:41 am

      Non i “borghesucci di oggi”, ma quelli che tanto
      ieri, quanto oggi, siccome senza lavorare ci mangiano sopra,dei DIRITTI DEI LAVORATORI, fanno
      strame.
      Tanto vale ricordare quello che mi dicevano i miei compagni di fabbrica piu’anziani nel 1973
      quando si facevano le MANIFESTAZIONI A GENOVA
      dove lavoravo:
      - Non prendete i volantini di quella gente che
      corrono ai lati del nostro corteo, sono pagati dal padrone e dalla CIA, per dividerci.-
      Come direbbe il compagno VERO Bossi UMBERTO, che ha pagato con la salute il suo impegno politico:
      - OGGI NE ABBIAMO LA PROVA PROVATA.-
      ——————————————–
      A maggior riprova delle mie affermazioni,il
      sig.Gad Lerner, strenuo difensore(ma de che),
      dei diritti dei lavoratori(a chiacchiere)è
      assai più che ricco, e non prende neppure in
      considerazione, DA GIORNALISTA quale dice di essere, le ragioni di un disoccupato che da gente come lui, l’ha preso (metaforicamente)
      nel culo.
      E’ PIU’ CREDIBILE BERLUSCONI?

      • bastian contrario · mercoledì, 24 febbraio 2016, 9:01 am

        Credo che il 68 sia nato con le migliori intenzioni .
        Poi si sono infiltrati cani e porci ,di cui oggi cogliamo i frutti piu’ deteriori

  17. Alessandro Milano BASTA TASSE VIA EURO STOP INVASIONE · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:04 am

    Sì ripete la storia di quando Pansa presento’ il suo primo libro.
    I nazikomunisti si son dati da fare!!!!

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:41 am

      Lascia stare, che Pansa è uguale a Lerner.

  18. piani · mercoledì, 24 febbraio 2016, 7:54 am

    Dalla stampa : ” Libia…la prospettiva di dividere il paese in tre entità principali, che ricalcano l’antica organizzazione amministrativa ottomana: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan.”

  19. Mastro Titta · mercoledì, 24 febbraio 2016, 7:47 am

    Allora Gad non ti conviene fare una conferenza a Bologna. Piùguerrafondaio di te non c’è nessuno. Sei il Donald Trump all’amatriciana

    • bruno d · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:43 am

      L’amatriciana, non la mangia, non è cachèr.

  20. Sardu · mercoledì, 24 febbraio 2016, 7:43 am

    Non è mica la prima volta che squadristi camuffati da “antifascisti” fanno i fascisti che più fascsti non si può, la storia è piena di simili episodi.

    • dottor risinga · mercoledì, 24 febbraio 2016, 8:26 am

      Dev’essere la maoite,
      avete mollato sul fronte vaccinazioni.

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