In difesa dell’olio tunisino, anche per “aiutare a casa sua” una democrazia fragile

venerdì, 11 marzo 2016

Il Parlamento europeo ha approvato l’aumento dell’olio tunisino importato senza dazi all’interno del mercato unico. Il trattato con la Tunisia prevede che il Paese africano possa esportare fino a un massimo di 56.700 tonnellate senza dazi verso l’UE. Con il nuovo provvedimento, come spiega bene questo pezzo del Post, da cui è tratta la bella foto di copertina, nel 2016 e nel 2017 le quantità di olio tunisino importato senza dazi saliranno a 90 mila. Per soli due anni, una misura quindi provvisoria, la Tunisia beneficerà della possibilità di esportare 35 mila tonnellate in più, favorendo così la produzione interna d’olio, uno dei suoi settori economici più importanti. Uno dei motori dell’economia di questo Paese africano, il turismo, è stato gravemente colpito da terrorismo in questi anni. ISIS e le altre forze islamiche estremiste vogliono minare l’unica democrazia generatasi dopo la primavera araba. La Tunisia ha chiesto un aiuto straordinario all’Europa proprio per evitare una caduta della sua economia, che potrebbe generare effetti esiziali sulla tenuta del suo sistema democratico. Una parte significativa dell’opinione pubblica italiana, così come dei partiti, si è schierata contro l’arrivo dell’olio tunisino. Ci sono anche considerazioni comprensibili, però davvero non si capisce come i fautori dell’”aiutiamoli a casa loro”, si schierino contro questa misura temporanea d’aiuto, sopratutto con toni così radicalmente contrari. Se davvero li si vuole “aiutare a casa loro”, pessima espressione spesso utilizzata per mascherare contenuti xenofobi, non si può non pensare ai benefici generati da misure di sollievo economico per l’unica democrazia presente sulla sponda africana del Mar Mediterraneo consolidatasi dopo la primavera araba. Una caduta della Tunisia provocherebbe un nuovo flusso migratorio verso le nostre coste, e un’ulteriore destabilizzazione della vicina Libia. Uno scenario che genererebbe un forte aumento dei costi per il nostro Paese così come per l’Europa, su cui dovrebbero riflettere tutti coloro i quali tuonano contro l’olio tunisino.

294 Commenti

  1. vibratori per tutti · venerdì, 11 marzo 2016, 12:12 pm

    Olio Tunisino, Frutta dalla Turchia, pesce dalla Cina, Carne dalla Polonia , Formaggi fatti con latte in Polvere, pomodori Viola Israeliani, carote blu dallo Zambia, grano e mais OGM per la salute, vaccini per tutto, quelli che accellerano la tua morte, canone Rai in Bolletta, 3 milioni di profughi in aggiunta al manuale del sesso, scusate:
    ma cos’altro volete dalla vita?

    • M.M. · venerdì, 11 marzo 2016, 1:32 pm

      magari dell’olio italiano che costi un pò meno

      • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 6:07 pm

        Così dopo, sei sicuro di mangiare delle schifezze, meno di quello, l’olio d’oliva, non può costare, un minor costo alla produzione è impossibile da praticare, praticamente funziona come per il latte,
        né più, ne meno.

  2. vibratori per tutti · venerdì, 11 marzo 2016, 12:04 pm

    La Bce vara nuove misure di stimolo:
    vibratori per tutti. Il governatore Mario Draghi ha annunciato ieri l’aumento del Quantitative Easing a 80 miliardi al mese ed il taglio dei tassi fino ai minimi storici: volano le Borse sino alla stratosfera in attesa di fare il botto quando ricadano sulla terra, sono senza paracadute :) .

    • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 6:08 pm

      Bruavo, lo vedi che i Tedeschi hanno ragione?
      Non è che l’inflazione, poi ri-parte tutta insieme e per tutti?
      Che ne so’, che dicono gli economisti da tastiera? 2000 miliardi di liquidità immessi sul mercato a questa maniera, non mi sembrano noccioline, ed in tv, mi è sembrato di capire che, sempre i 2000 miliardi di eurucci, non corrispondono ad un valore reale di prodotto-
      ricchezza, vale a dire che sono nominali, stampati col ciclostile:
      - Il fumo, genera fumo, l’arrosto, che fine ha fatto? Chi se l’è pappato?-
      Morale:
      TUTTI I NODI ARRIVANO AL PETTINE.

  3. Il comico libanese è stato tradito da Kunta Kinte · venerdì, 11 marzo 2016, 12:02 pm

    In un’intervista con “The Atlantic” Kunta Kinte ha detto che il presidente russo è sempre franco e aperto durante gli incontri, ho fiducia che Putin sia sempre interessato affinchè Mosca sia vista come un partner di Washington.
    Quando gli schiaffi sono evidenti e visto che pronto alzerà i tacchi, cerca di essere ricordato da Premio Nobel x la Pace e non da criminale di guerra, pensa lui……

  4. tsè · venerdì, 11 marzo 2016, 12:01 pm

    * aridateci Mattei.

    • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 5:31 pm

      Era Fascista.

    • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 5:55 pm

      come si è già accennato. Lo stesso fascismo aveva costituito l’AGIP, ma con scarse fortune e l’ex partigiano Mattei (a cui, peraltro, si rinfacciava anche una pregressa tessera del Littorio).
      ————————————
      Compagni dai campi e dalle officine, se non si esce fuori dalla logica:
      - Fascisti, Antifascisti, si da sempre spazio a chi per un verso o per l’altro, si serve delle divisioni strumentali delle masse, per contrapporle, nel momento in cui, si scoprono gli altarini.
      Una vittima illustre ai nostri giorni, è stato Gianfranco Fini, immolato sull’altare delle contrapposizioni, può darsi che era d’accordo
      con chi lo sospingeva, ma tant’è, c’ha rimesso la reputazione politica. Un altro è Gianni Alemanno, bruciato anche lui.
      Intendiamoci, non è che questi stanno afare gli homeless alla Caritas, o sotto ad un ponte, continuano a fare vita buona come Veltroni, Rutelli, & compagnia cantante.
      Questo, anche per rispondere a chi mi diceva che ero io stesso Fascista o nostalgico.
      Mio padre, è stato Fascista, io Comunista, a
      livello popolare.
      L’ABBIAMO PRESO NEL CULO ENTRAMBI, E QUASI ALLA STESSA MANIERA, socialmente parlando,
      ed io mi son chiesto:
      - COME MAI, COME MAI, SEMPRE IN CULO AGLI
      OPERAI, E A CHI CONTA MAI?-
      Ditemelo voi.
      Ditemi chi fra voi, s’è fatto 21 anni a REDDITO ZERO, pur avendo contatti con la
      crème de la crème de l’Aristocrazie ebraique,
      e non sol.
      Alors,je vulé savuar, cumma cazz’ fonctionne
      ici.-
      Voulez vous allez a pijjiarla in to cul? Purquà sempre,toujours a nous? Pure a vous, ogni tant’, rend’ l’ideà?
      E che cazz’!
      Tous a REDDITO ZERò, COMMENT A MOI!
      Comprende vous le fransuà? Je pense di oui.

      • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 5:58 pm

        Se non sbaglio, i Tripolini, gli ebrei Tripolini, ai tempi dell’ascesa al potere di Mouhammar Gheddafi, furono privati di tutti i loro beni.
        Guardacaso, io ho perso il mio lavoro,22
        aani di durissimi sacrifici,quando frequentavo la Sinagoga Tripolina.
        Sarà un caso? Posso riavere il mio lavoro?
        Che nome ha la mia colpa per aver come pena questo tormento?
        Eppure son sicuro, di non aver MAI ammazzato nessuno.
        Che ne pensa il kohèn gadòl? ‘n se sa!
        Ne è dato saperlo, mica è tripolino, lui.

      • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 6:22 pm

        aani, NOTARE QUESTO CHIARISSIMO ESEMPIO DI LAPSUS FREUDIANO, non ano,in luogo di anni
        di durissimi sacrifici, bensi aani, tanti ani….sempre e comunque un duplicato del mio, mica del vostro, ano!
        Mi sembra mica giusto, poi dice che uno, disperato, cità la Torà, ed impreca verso il cielo lanciando PAROLE/DEVARIM, sassi:
        - Non defraudare il salariato povero e misero etc etc
        Devarim 24 v 14,15 e pure 16 be s’rat Hascem, direbbe qualcuno di voi,traduco:
        -Con l’aiuto di Dio-
        Shabbat Shalom!

  5. tsè · venerdì, 11 marzo 2016, 12:01 pm

    aiutare a casa loro significa stabilire relazioni reciprocamente convenienti, fondate su progetti di sviluppo comune – italiani e tunisini, per quello che ci interessa – che integrino competenze, risorse, investimenti.

    trasferire un pò di soldi, una fetta di mercato all’estero in cambio di nulla è beneficienza politicamente orientata, geopolitica sulla pelle del nostro già fragile apparato produttivo.

    ci conviene perderci un pò, sostiene mollica svolgendo un tipico ragionamento dè sinistra, la sinistra sanvincenziana di lorsignori.

    • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 12:10 pm

      E allora è completamente sbagliato mettere soldi nella cooperazione?

      Le forze politiche non usino più questo argomento pietistico.

      • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 6:04 pm

        Wilson, non è pietistico, ma tendente ad una reale redistribuzione della ricchezza.

    • bruno d · venerdì, 11 marzo 2016, 6:23 pm

      Si legge, che campi di rendita, pensa pure a quelli che campano di lavoro.

  6. daniele- · venerdì, 11 marzo 2016, 12:00 pm

    da canalesicilia.it:
    Olio tunisino – M5S Europa, Renzi e soci hanno ammazzato i nostri produttori
    11/03/2016 Politica

    Ignazio CorraoIgnazio Corrao: “Il provvedimento porta i nomi e i cognomi degli eurodeputati italiani del PD. Le lacrime le mettono gli agricoltori”

  7. Il comico libanese è stato tradito dai moderati · venerdì, 11 marzo 2016, 11:53 am

    Alcuni rappresentanti dell’opposizione siriana armata sono pronti ad unire gli sforzi con le forze aeree russe e il governo di Damasco nella lotta contro lo Stato islamico e il Fronte Nusra. Lo ha detto l’inviato russo dell’Onu a Ginevra Alexey Borodavkin.
    “È piacevole vedere che sempre più gruppi di opposizione armata si stanno unendo e hanno espresso la loro disponibilità a combattere contro i terroristi”.

  8. wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:48 am

    A danneggiare chi fa olio di qualità (e il nostro olio lo è) è chi spaccia per extravergine l’olio anche quando non lo è.
    Ma questi sono anche italiani, lì è un problema di delinquenza .
    Come al solito si confonde.
    Giustissima la battaglia per l’etichettatura , ma che c’entra la questione del dazio non fatto pagare?
    In pratica quello che stiamo facendo è semplicemente dare un aiuto economico non facendo pagare questo dazio per due anni (e questa cosa è a carico di tutta l’Europa, non dell’Italia). Quei (massimi ) volumi di olio erano anche nei precedenti accordi, quello che abbiamo fatto è dire: visto che la Tunisia si trova in quelle condizioni anche per colpa del terrorismo (e forse abbiamo contribuito anche noi coi nostri errori a alimentarlo) e visto che vogliamo che l’economia tunisina si sviluppi (e non che i tunisini partano per trovare fortuna qui), essendo questa economia agricola per la massima parte, diamo una mano facendo finta per due anni che la tunisia faccia parte della ue e togliendo il dazio.

    Se l’olio di bassa qualità viene importato e venduto a basso prezzo, ma non c’è scritto extravergine, il fatto che non si paghi dazi non danneggia chi fa olio buono, perchè il consumatore che vuole olio extravergine per l’insalata non comprerà certo quello tunisino che extravergine non è!
    Invece le schifezze che importiamo da altri paesi anche europei (tipo l’olio di semi o l’olio di palma usato nelle industrie) saranno messi in concorrenza con l’olio d’oliva tunisino, sempre meglio quello anche se non è extravergine come il nostro buonissimo olio.
    Potremmo cioè ritrovarci a mangiare meno schifezze nelle merendine, nel tonno, ecc.
    Voi controllate da dove viene quell’olio?

    Stiamo parlando poi di percentuali ridicole: 35 mila tonnellate in tutta europa, la produzione di olio nostro , italiano , supera le 400 mila tonnellate

  9. pik · venerdì, 11 marzo 2016, 11:38 am

    Oggi 11.03 c’è da vomitare a guardare “l’aria che tira” su LA7. Con una piddina che con una faccia (di cosa non posso dirlo) spiega ai risparmiatori Etruria che la boschi ed il suo
    protettore li hanno salvati. Presente anche un tizio con la testa pelata, probabile inviato speciale della boschi. Incredibile come le/gli inviate/i del PD aui talk riescano a mentire senza battere ciglio SU TUTTO e con il sorriso sulle labbra. Evidentemente, finito lo show, si faranno grasse risate alla faccia di tutti quelli che hanno fottuto, in compagnia di renzi.

    Per cortesia, non date addosso a wilson: anche lui deve mangiare e se non loda il ducetto… finita la festa.

    • picodepaperis · venerdì, 11 marzo 2016, 11:45 am

      Il tipo con la capa pelata è un vecchio amico del vice-conte…
      ———–
      ×Claudio Velardi (Napoli, 25 ottobre 1954) è un giornalista e saggista italiano. Ha fondato ed è stato editore del quotidiano Il Riformista.

      Esponente prima del Partito Comunista Italiano (PCI), è stato poi nel Partito Democratico della Sinistra (PDS), e quindi dei Democratici di Sinistra (DS). Dal 1998 alla primavera del 2000 fu a capo dello staff dell’allora presidente del Consiglio dei ministri Massimo D’Alema[1].

      • babbele · venerdì, 11 marzo 2016, 11:48 am

        tra lui e Rondolino non so chi buttare a mare

      • picodepaperis · venerdì, 11 marzo 2016, 11:48 am

        Sono quelli che…abbiamo bisogno dei migranti perchè ci pagheranno la pensione….. :mrgreen:

  10. antitetesco · venerdì, 11 marzo 2016, 11:30 am

    Risulta che Schultz ha voluto la procedura di voto accellerata
    ————————————————-
    Per forza , tanto ci rimette l’ Italia mica i suoi compari tedeschi

  11. picodepaperis · venerdì, 11 marzo 2016, 11:20 am

    wilson

    E che c’entra l’etichettatura col dazio?

    ÷÷÷÷÷÷÷÷÷÷÷÷

    Faraone, poichè non capisci un cazzzo, questa volta non ti mando A F F A N C U L O, ti invito gentilmente ad andare a nasconderti !

    • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 12:05 pm

      Come è noto, esistono diversi produttori italiani che spacciano per extravergine l’olio anche quando non lo è .
      Quello è un problema di delinquenza.

      Se l’olio tunisino invece viene venduto come olio di qualità inferiore, non c’è delinquenza.
      E era possibile anche prima. Anche prima potevano entrare in Europa quelle 35 mila tonnellate. Solo che c’era il dazio.

      La contraffazione è una cosa (può riguardare anche italiano) , l’assenza di dazi (per mettere in pratica quello a cui nessuno si era opposto nel Parlamento Italiano) un’altra.

      Ma i deficienti non capiscono la differenza.

  12. wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:15 am

    Ma la mozione parlamentare per l’aiuto alla Tunisia l’hanno appoggiata indirettamente tutti ed è firmata da NCD,PD,FI,Fratelli d’Italia, SEL.

    Il M5s si è astenuto, non si è detto CONTRARIO.

    Allora o sono tutti scemi quelli che protestano o vogliono prendere in giro gli elettori.

    • daniele- · venerdì, 11 marzo 2016, 11:40 am

      Il M5s si è astenuto, non si è detto CONTRARIO.

      se qualche parlamentare del ***** si è astenuto tu scrivi che si è astenuto il m5s facendo credere lucciole per lanterne, come sei solito fare con la tua ambiguità cronica!
      fai schifo, vaffanculo!

      • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:54 am

        Daniele, vedi sotto.

  13. maurizio · venerdì, 11 marzo 2016, 11:13 am

    No Gad sbagli completamente il ragionamento, aiutiamo pure la Tunisia e la sua democrazia ma non facciamoci del male noi. L’olio di oliva italiano è il migliore del mondo ma le contraffazioni lo stanno rovinando al punto che difficilmente tutti noi non sappiamo l’olio che compriamo da dove viene per una etichettatura “banale” questo aumento non farà altro che aumentare le contraffazioni e far fare sodi alla delinquenza a scapito anche della Tunisia ma sopratutto degli olivicolturi italiani, Gad non conosci il settore quindi evita di commentare materie che ignori.

    • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:16 am

      E che c’entra l’etichettatura col dazio?

      • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:49 am

        Quando c’è stata la discussione quel parlamentare ha detto che quella era la posizione del m5s, non la sua, personale.

      • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 11:54 am

        Per daniele, e ho dimenticato pure di mandarlo affan….

  14. Parola di Roberto Carlino · venerdì, 11 marzo 2016, 10:23 am

    Che Mollica & Lerner siano 2 dei massimi anti-italiani degli italioti vari, è un dato incontrovertibile, apparte che NON capiscono mai NIENTE, basta che prendono 2 soldi…….

  15. Fru Fru · venerdì, 11 marzo 2016, 10:17 am

    Per fermare l’invasione di uno stato non serve l’olio ma la fermezza delle forze armate e ordini secchi e precisi: non passa lo straniero!!! La Marina è in grado di bloccare e di respingere qualsiasi tentativo di invasione.Per quanto riguarda i rapporti economici con gli altri stati è sufficiente evitare lo sfruttamento da parte del più forte. E un aiuto a casa loro non guasta.Leggere l’enciclica Populorum Progressio di Paolo VI. L’accoglienza di migranti in cerca di fortuna è uno sfruttamento che causa danni allo stato di emigrazione.L’emigrazione è causa di impoverimento e non il contrario.

    • accendere il mononeurone · venerdì, 11 marzo 2016, 10:22 am

      Così il Marocco ha costruito la sua indipendenza politica
      Combattendo povertà e disoccupazione il governo di Rabat è riuscito a creare un Paese stabile e immune ad emigrazione e terrorismo.
      DI SEBASTIANO CAPUTO – 10 FEBBRAIO 2016

      http://www.lintellettualedissidente.it/editoriale/cosi-il-marocco-ha-costruito-la-sua-indipendenza-politica/

    • wilson · venerdì, 11 marzo 2016, 12:00 pm

      L’aiuto a casa loro se è anche a carico dell’Italia va bene?
      Altrimenti stiamo parlando del nulla.

      L’economia tunisina è per la maggior parte agricola.

  16. svevo · venerdì, 11 marzo 2016, 10:15 am

    Ma a perderci sono gli italiani e in special modo quelli del sud non l’ Europa . Va bene aiutare la Tunisia , ma vorrei sapere quali compensazioni vi sono per la produzione italiana se ci sono .

  17. accendere il mononeurone · venerdì, 11 marzo 2016, 10:11 am

    ..l’unica democrazia presente sulla sponda africana del Mar Mediterraneo.

    Mollichino, finito di sparare stronzate???
    Tutta l’africa dovrebbe prendere l’esempio del Marocco, questa si l’unica democrazia presente sulla sponda africana del Mar Mediterraneo.
    Il Marocco è un Paese che fa scuola per quanto concerne la gestione dei flussi migratori. Se ad Est le frontiere con l’Algeria sono chiuse, al Sud, al confine con la Mauritania, i controlli vengono effettuati minuziosamente senza abbandonare però i principi dell’accoglienza. “Se abbiamo le risorse gli diamo alloggio e lavoro” afferma il wali di Dakhla che di africani ne vede arrivare di frequente nella sua città, collocata nel be mezzo del Sahara Occidentale, a pochi chilometri dal confine. Mentre con Europa la situazione è cambiata radicalmente negli ultimi anni. In modo naturale c’è stata un’inversione dei flussi migratori: se prima i marocchini vedevano l’altra sponda del Mediterraneo come una terra promessa da raggiungere, ora sono quelle stesse persone che abbandonano il Vecchio continente per ritornare nella loro terra di origine. Ad accelerare questa tendenza sono state le politiche del governo di Rabat che ha imposto alle aziende straniere operanti in Marocco l’obbligo di assumere gente del posto. Nell’ultimo decennio infatti il tasso di disoccupazione è sceso (siamo sotto al 9 per cento, mentre in Europa quest’ultimo è aumentato). Quello marocchino è un caso che fa scuola tanto da spalancare una soluzione pragmatica al problema dell’immigrazione (un problema che tocca tutti i Paesi): la “remigrazione” ovvero l’inversione naturale dei flussi migratori attraverso l’autodeterminazione economica delle nazioni.Inoltre i tempi bui del terrorismo di matrice qaedista sembrano terminati, almeno per ora. Gli attentati che nel nel 2003 colpirono il cuore di Casablanca uccidendo 41 persone (a raccontarli lucidamente è il film “I cavalli di Dio” del regista franco-marocchino Nabil Ayouch) rimangono nell’immaginario nazionale un lontano ricordo. Anche la diatriba politico-territoriale con il Fronte Polisario nel Sud del Paese non destabilizza più il governo di Rabat come accadeva negli anni Ottanta. Il rilancio della “Marcia Verde” a quarant’anni dalla sua attuazione dimostra infatti la volontà del re Mohamed VI di avere altre priorità tra queste la creazioni di opportunità e di sviluppo così come la lotta contro la povertà e la disoccupazione. Fattori che come ha affermato in esclusiva per Agielle News lo stesso wali (dall’arabo, “prefetto”) di Dakhla Lamine Benomar “sono alla base dell’emigrazione dal Marocco oppure dell’adesione a gruppi terroristici di matrice jihadista”. In questi non sarebbero più di 500 i marocchini che si sono arruolati nelle file del sedicente Stato Islamico. “Abbiamo un intelligence e un servizio di sicurezza che funzionano e poi il nostro Paese offre un futuro stabile alle persone”, ci racconta con orgoglio Benomar nella sua residenza privata che si affaccia sull’Oceano Atlantico. “E’ inutile chiudere le frontiere – aggiunge – tanto gli immigrati in un modo o in un altro riescono ad entrare clandestinamente, questo succede in qualsiasi Paese, è necessario invece creare un sistema di cooperazione e un rapporto paritario tra nazioni, in particolare tra il Magreb e l’Europa”. Dunque, come al solito, prima di sparare stronzate e fare propaganda da 4 soldi, accenda il mononeurone.

    • Andrea Mollica · venerdì, 11 marzo 2016, 3:37 pm

      Al netto degli insulti, e senza inutile discussione su qualità della democrazia del Marocco date le premesse, avevo dimenticato di scrivere “unica democrazia post primavera araba”. Grazie, solo per questo, per avermelo ricordato.

  18. frantoio trita tutto · venerdì, 11 marzo 2016, 9:55 am

    Spremetele in Tunisia almeno.

  19. il futuro del mondo è già segnato · venerdì, 11 marzo 2016, 9:47 am

    La SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e l’UEE (Unione Economica Eurasiatica) stanno lavorando a un accordo per la creazione di un’area di libero scambio comune e si potrebbe ipotizzare la ricomposizione dell’economia mondiale. Attualmente, la SCO ha tra i suoi membri Russia, Cina, India, Pakistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, anche l’Iran ha ripetutamente espresso il desiderio di unirsi alla SCO, questi stati messi insieme, soprattutto con la Bielorussia e l’Armenia, potrebbero rappresentare un enorme potenziale. Il nuovo accordo unirà difatti i paesi in cui vive piu della metà della popolazione mondiale. Il governo russo considera almeno tre componenti principali del nuovo accordo: libertà di circolazione delle merci, promozione dello scambio commerciale, flusso dei capitale e degli investimenti, l’ambiente confortevole per l’aumento della quota delle valute nazionali e l’accesso preferenziale al mercato russo dei servizi. La cultura del lavoro, concetti di sviluppo, capacità industriali disponibili e depositi di risorse naturali sono troppo diversi nella SCO e nell’UE, il futuro del mondo è già segnato.

    • 2017 Eurokaputt · venerdì, 11 marzo 2016, 9:53 am

      EUROKAPUTT, SCO batte EU 12000 a ZERO.
      3.6 miliardi di persone contro 400 milioni, da aggiungere milioni di profughi e poi senza risorse naturali, mandò va la UE???

      • ma va?? · venerdì, 11 marzo 2016, 10:01 am

        Per questo gli USA + UE stanno forzando il fantomatico TTPI, e ciò nonostante, in confronto alla nuova realtà SCO+UEE, rimangono sempre dei nani. Gli zombi ci parlano dell’Olio Tunisino mentre quello italiano lo useranno per le lavande gastriche o come olio naturale Durex.Propongo all’Italia , oltre che uscire dal lagher Europa, di cambiare continente al piu presto!!!

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