Mucchetti: Luca Lotti non riduca la rifoma delle Bcc a un affare da compagnucci toscani della parrocchietta

mercoledì, 16 marzo 2016

Il senatore PD ed ex vicedirettore di “Espresso” e “Corriere della Sera” Massimo Mucchetti è stato intervistato dal “Fatto Quotidiano” di mercoledì 16 marzo in merito alla riforma del credito cooperativo. Il presidente della commissione Industria è particolarmente severo con il progetto presentato dal governo Renzi, in particolare con la possibilità per gli istituti di trasformarsi in Spa se dotate di un capitale minimo di 200 milioni di euro, misura definita ad bancam, come spiega al vicedirettore del quotidiano Stefano Feltri. ” Le way out rispondono alle richieste dei vertici di tre Bcc con patrimonio superiore ai 200 milioni: la Cassa Padana di Leno, la Bcc di Cambiano e Chianti Banca, quella che si è presa in carico il fallimento del Credito fiorentino di Denis Verdini. Renzi tuona contro le banchette, trasforma in Spa le popolari con almeno 8 miliardi di patrimonio e poi favorisce la nascita di micro Spa da 200 milioni di euro. Dove è la coerenza?” L’interrogativo posto da Mucchetti si trasforma in una critica piuttosto severa al sottosegretario Luca Lotti, storico braccio destro di Renzi che secondo me il senatore PD ha “le mani in pasta” su questa riforma. ” Rischia di ridurre la questione a un affare da compagnucci della parrocchietta”. Mucchetti si riferisce alla way out chiesta dalle banche toscane, particolarmente forti sul territorio da cui provengono Renzi e lo stesso Lotti. Per l’ex vicedirettore di “Corriere” ed “Espresso” non è credibile l’ipotesi che Bini Smaghi, attuale presidente del colosso francese Société Générale accetti “un incarico strapaesano” come la presidenza della Chianti Banca, così come sarebbe falsa la voce secondo qui quest’istituto toscano possa entrare in Monte dei Paschi di Siena. ” Fantasie. Dal governo vengono pressioni su Cassa depositi e prestiti e Intesa SanPaolo affinchè si prendano in carico la patata bollente”.

13 Commenti

  1. Fru Fru · giovedì, 17 marzo 2016, 9:19 am

    Compagnuccio significa imbroglione. E’ imbroglione chi non risponde a tono sui problemi seri e scantona rifugiandosi sempre nelle battutine fiorentine furbastre.L’imbroglione ha studiato l’Arte di aver sempre ragione. I regali governativi col denaro pubblico diventano ruberie ai cittadini.Robin Hood toglieva ai ricchi per dare ai poveri;il nostro Robin toglie ai poveri per dare ai ricchi. Per quanto riguarda i governi,la storia ci insegna che il miglior governo è sempre quello in carica e il peggior governo è sempre quello precedente. Caro Mucchetti scrivi un bel libro su questo tema.

  2. jules.b · mercoledì, 16 marzo 2016, 11:54 am

    Non capsico l’uso del termine “compagnucci”: qualcuno vede qualcosa cheassomigli ad un “compagno” nel raggio di miglia? No… perché se lo vede mi telefoni.
    Non è che il nonno “compagno” certifica il discendente come tale esattamente come il nonno svampato a Treblinka non certifica la qualità del nipotino che magari è un assassino che fa il tiro a segno in territori occupati militarmente…
    Cerchiamo di usare i termin iin relazioen ai comportamenti concreti degli individui.

    • geppettoninetto · mercoledì, 16 marzo 2016, 2:17 pm

      Compagnucci non come di partito ,ma compagnucci della parrocchietta, una gag di Alberto Sordi, degli anni ’50

      • jules.b · mercoledì, 16 marzo 2016, 4:15 pm

        Speriamo…

    • franco · mercoledì, 16 marzo 2016, 9:31 pm

      Esatto! Aggiungerei che, per evitare in futuro il replicarsi di certi fatti, occorrerebbe tornare indietro, alla separazione tra banche d’affari e banche di risparmio. In più stabilendo la responsabilità personale e diretta del management in caso di dissesto finanziario. Senza la necessità di un processo: a fronte di un dissesto dovrebbero scattare automaticamente le sanzioni.

  3. tsè · mercoledì, 16 marzo 2016, 11:48 am

    non saprei, marchionne non ha ascoltato i molti consigli generosamente elargiti dal mucchetti ed il risultato, ad oggi, è che l’industria automobilistica è la locomotiva della ripresa (quella che c’è) italiana.

    magari se renzi resta altrettanto sordo abbiamo la possibilità di disinnescare e poi nel tempo neutralizzare la bomba dei 200 miliardi (pare) di crediti in sofferenza che minacciano il sistema bancario e bloccano la sua capacità di credito.

    il legame con il territorio, la capacità di rapporto con la clientela, la forma cooperativa che per tanti anni sono stati una forza ed una risorsa sono oramai divenuti veicoli di clientelismo sotto il controlla della politica locale; non c’è cura se non incidere.

    • jules.b · mercoledì, 16 marzo 2016, 11:56 am

      L’industria automobilistica in Italia no nesiste più da un pezzo: fare i rivenditori di vecchi modelli o nuovi altrui ed assemblare roba altrove concepita e progettata non fa “industria automobilistica”. La Turchia o la Polonia hanno un’industria automobilistica?

      • il segreto del successo · mercoledì, 16 marzo 2016, 5:02 pm

        Però aggiornano continuamente i “testimonial”.. adesso per la solita vecchia Panda abbiamo Kung fu Panda 2! Però!..ideona! Per questa genialata, i creativi pubblicitari ideatori del lancio della panda si saranno fatti uscire il sangue dal naso! Questa non è proprio una FCA (ta)..

  4. wilson · mercoledì, 16 marzo 2016, 11:05 am

    Che propone Muchetti, togliere la soglia dei 200 milioni o continuare a non fare nulla?

    Che cavolo c’entra Verdini?

    Ma è mai possibile che su tutto la si debba buttare in caciara?

    Sarebbe un favore a Verdini? Buttate giù questo governo.

    A me pare che Mucchetti non voglia fare nulla e quindi responsabilizzare nessuna banca: ne avrà lui amici a cui servono favori.

    • Lorenzo M. · mercoledì, 16 marzo 2016, 3:18 pm

      Ovvero, non rispondere nel merito, gettando fango dove capita al grido di “fate cadere il governo, allora!”, risposta standard che viene sempre data quando si è messi alle strette e mancano argomenti validi.

      • wilson · mercoledì, 16 marzo 2016, 5:51 pm

        Ho chiesto cosa propone Mucchetti.

        E’ lui a non dire perchè la riforma non va bene, nascondendosi dietro Verdini.

  5. al · mercoledì, 16 marzo 2016, 10:07 am

    Ci si può permettere la coerenza finché non si va contro i propri interessi o quelli degli amici

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